Tichitichi ce l'ha fatta.
Appurato per tutta la durata delle scorse due settimane che al contrario della maggior parte dei maschi Amorebellodezzia riesce a fare due cose contemporaneamente, nella fattispecie piangere disperato fino al singhiozzo e leggere il libro dei pompieri, siamo fuori dal tunnel e abbiamo imboccato la via dell'inserimento.
Ora lui gioca, mangia, rigioca e imbocca la porta d'uscita non più stravolto da convulsi singulti di pianto, bensì tra la ola delle maestre entusiaste e la tifoseria hoolingan di Susibita al telefono.
Sorella Subli e Nonna Oroscopo hanno smesso di assumere farmaci antistress.
Il vento è forte e le nuvole corrono.
Un cane abbaia e i panni volano via.
Il mondo continua a girare.
E vivono tutti felici e contenti.
FINE.
19 settembre 2011
14 settembre 2011
Se quello non smette di piangere io non reggo lo stress.
Telefonata 1: Susibita - Nonna Oroscopo
"Ciao, l'hai sentita?"
"Sì, poco fa"
"Che dice-che dice?"
"Il solito, mà. Non mi mettere l'ansia"
"Io lo sapevo che doveva restare con me. L'avevo detto io. Probabilmente sono delle incapaci."
"Non dire idiozie mà, sono professioniste, sanno quello che fanno, ci vuol solo pazienza."
" Un bambino più grande, grosso e antipatico gli ha rubato la palla. Che stronzo."
"Mamma!! Ma sono bimbini, perdiana! un po' di tolleranza..."
"Gli ha anche dato una sberla, l'ha colpito di proposito, il mio amoruccolo."
"Gambizziamolo."
Telefonata 2: Susibita - Sorella Subly
"Ciao, come va?"
"Una tragedia, sono arrivata ed era in lacrime, completamente fradicio di sudore. Uno strazio."
"Ma stai tranquilla, vedrai che si risolve, è solo un po' di ansia da separazione, poi ci si abituano."
"Tu dici?"
"Certo. Cerca anche sui libri, che ne so, ci sarà scritto qualcosa su come gestire queste situazioni, no? Prova internet, qualche forum specializzato."
"Tata Lucia nisba. Non ne parla. Infingarda."
"Ecco qua...allooora...crisi del distacco...ecco vediamo...inserimento al nido...hum...possibili scompensi alimentari..."
"Addirittura?"
"Disturbi del sonno..."
"Pure?"
"Terapie di psicologia evolutiva..."
"Stai scherzando..."
"...psicofarmaci..."
"...oddìo..."
"Sì, ma stai tranquilla, eh?!"
Tichitichi è disperato. Non ne vuole sapere.
La compagine femminile della famiglia la sta prendendo con un tantinello d'ansia.
A nulla valgono le mediazioni del padre.
"Ma tu che ne vuoi sapere? al nido ce lo porto io ogni mattina. E' me che guarda con la faccia spiaccicata sul vetro come una mosca."
"C'ha ragione lei. Tu che ne vuoi sapere? Sei proprio un uomo..."
"Sì ma lo conosco, è mio figlio..."
"Che c'entra adesso, scusa?"
"..."
A nulla quelle dello zio (Papone).
"Non è che la state prendendo un po' troppo pesante? Trasmettete ansia, lui ne risente, poverino."
"Non siamo affatto ansiose, qui c'è un problema oggettivo. Cosa ne vuoi sapere tu? Sei proprio un uomo...passami un'aspirina, dai. DDDìììo che cerchio alla testa...".
Ricoverateci.
"Ciao, l'hai sentita?"
"Sì, poco fa"
"Che dice-che dice?"
"Il solito, mà. Non mi mettere l'ansia"
"Io lo sapevo che doveva restare con me. L'avevo detto io. Probabilmente sono delle incapaci."
"Non dire idiozie mà, sono professioniste, sanno quello che fanno, ci vuol solo pazienza."
" Un bambino più grande, grosso e antipatico gli ha rubato la palla. Che stronzo."
"Mamma!! Ma sono bimbini, perdiana! un po' di tolleranza..."
"Gli ha anche dato una sberla, l'ha colpito di proposito, il mio amoruccolo."
"Gambizziamolo."
Telefonata 2: Susibita - Sorella Subly
"Ciao, come va?"
"Una tragedia, sono arrivata ed era in lacrime, completamente fradicio di sudore. Uno strazio."
"Ma stai tranquilla, vedrai che si risolve, è solo un po' di ansia da separazione, poi ci si abituano."
"Tu dici?"
"Certo. Cerca anche sui libri, che ne so, ci sarà scritto qualcosa su come gestire queste situazioni, no? Prova internet, qualche forum specializzato."
"Tata Lucia nisba. Non ne parla. Infingarda."
"Ecco qua...allooora...crisi del distacco...ecco vediamo...inserimento al nido...hum...possibili scompensi alimentari..."
"Addirittura?"
"Disturbi del sonno..."
"Pure?"
"Terapie di psicologia evolutiva..."
"Stai scherzando..."
"...psicofarmaci..."
"...oddìo..."
"Sì, ma stai tranquilla, eh?!"
Tichitichi è disperato. Non ne vuole sapere.
La compagine femminile della famiglia la sta prendendo con un tantinello d'ansia.
A nulla valgono le mediazioni del padre.
"Ma tu che ne vuoi sapere? al nido ce lo porto io ogni mattina. E' me che guarda con la faccia spiaccicata sul vetro come una mosca."
"C'ha ragione lei. Tu che ne vuoi sapere? Sei proprio un uomo..."
"Sì ma lo conosco, è mio figlio..."
"Che c'entra adesso, scusa?"
"..."
A nulla quelle dello zio (Papone).
"Non è che la state prendendo un po' troppo pesante? Trasmettete ansia, lui ne risente, poverino."
"Non siamo affatto ansiose, qui c'è un problema oggettivo. Cosa ne vuoi sapere tu? Sei proprio un uomo...passami un'aspirina, dai. DDDìììo che cerchio alla testa...".
Ricoverateci.
13 settembre 2011
Quel che resta della mia dignità (assai poco)
Il primo anno in cui sono andati a vivere assieme, Susibita e Papone stavano in un piccolo monolocale in cui gli amici andavano e venivano, si facevano cene, si ascoltava musica, si andava in palestra, si arrivava tardi, s'improvvisava.
Una sera Papone, che allora Papone non era, chiama al telefono e dice:
"Susibita, amore, bagliore d'alba nella notte oscura, mia fulgida cometa" (non è vero, non mi chiama "amore" manco se lo prendo a fustigate, ma ripensare alla giovinezza che fu mi rende romantica)
Comunque, dicevo, mi fa:
"Sto arrivando con F., abbiamo del lavoro da fare, ci vediamo a casa?"
"Sìsì, sono già arrivata, faccio un salto da M. la dirimpettaia e le scrocco il caffè."
"Bravissima, a tra poco."
Susibita conosce F. da diverso tempo, non è proprio in confidenza, però vabbhè non importa, è un tipo alla mano, uno alla buona, e poi -diciamocelo- mi capita a casa dopo cena un po' tra capo e collo, vedete un po' voi.
Decide quindi di sorvolare sui pantaloni del pigiama con stampe a forma di cono gelato e sulla canottierina di Pukka. Ma anche sulle pantofole a forma di cane.
Scena I
"Heei, di casa??? siete già arrivati? Avete cenat..."
"Ah ciao Susi, questo è il socio di F., è venuto anche lui."
STOP. FERMO IMMAGINE.
Perchè dovete capire che quello che mi sono trovata davanti sulla soglia di casa non era un uomo.
Era Febo Apollo.
Era...come faccio a spiegare?
Era tipo Brad Pitt ma senza Angelina e 40 marmocchi.
Era tipo Tom Cruise ma alto e non psicopatico.
Era tipo Kevin Costner ma non puttaniere.
Era tipo Robert Redford ma trentenne.
Insomma era bello, ma proprio bello come quelli che vedi sui giornali, l'uomo più bello che abbia mai visto.
CIAK! Scena II
Ragazzo Figo: "Ciao, piacere! scusa se ti piombiamo in casa così senza preavviso."
Susibita:"Hi-hi."
Ragazzo Figo:"Che casa colorata, com'è carina, complimenti."
Susibita:"Hi-hi"
Papone:"Susi che dici, caffè?"
Susibita: "Hi-hi" .
Ragazzo Figo: "Volentieri, grazie"
Susibita: "Hi-hi"
Papone: "Zucchero?"
Ragazzo Figo: "Sì, grazie"
Susibita: "...Sssscussate le pp-pantofole..."
E mentre Papone e F. lavoravano Ragazzo Figo raccontava a Susibita della flora marina lungo la costa tirrenica, dei set fotografici coi ventilatori e le modelle anoressiche, di vela e apnea, di sagre del cinghiale in collina e di quanto era felice e innamorato di sua moglie e della loro bellissima bambina, magari volevo vedere una sua foto?
"Hi-hi. Ma certo." rispondeva Susibita accantonando di malavoglia il pensiero di colpirlo violentemente in testa e tapparlo in una teca di cristallo da mettere di fianco al comodino per accenderci davanti lumini la sera e intonare laudes al mattino.
Poi Susibita e Papone hanno fatto un sacco di cose tra cui studiare ancora, viaggi, adottare un cane e chiamarlo come un motore di ricerca, cene con gli amici, almeno tre traslochi, rimanere incinti per caso.
E Ragazzo Figo è rimasto un tormentone, un episodio mitologico risalente al Giurassico cui nessuno crede più veramente se non per rinfacciare "Scusa, è come se io avessi portato in casa Michelle Pfeiffer e non ti avessi detto nulla, lasciando che tu ti presentassi in pigiama. Questa non me la dovevi fare. E' sleale."
Ma in fondo, poi, nessuno ci pensa più.
Finchè.
Stasera.
Papone: "Sai chi ho incontrato oggi? F., un sacco di tempo che non lo vedevo. Dice che ha in mente progetti nuovi, che dovremmo vederci, magari anche con M."
Susibita: "Hi-hi"
Papone:"Non cominciare a ridere come una cretina"
Susibita: "Hi-hi. Ma de che? Io? Hi-hi"
Papone: "Susi, non sembri neanche tu, insomma. Datti un contegno."
Susibita: "Glu-glu"
Papone:"Non c'è speranza, un po' di dignità perdinci. Poi magari lo vedi ed è pure diventato pelato"
Susibita:"Hi-hi."
Papone:"Vabbhè senti, cambiando argomento: sei poi uscita oggi con Magù?"
Susibita: "Chi???"
Papone: "..."
Una sera Papone, che allora Papone non era, chiama al telefono e dice:
"Susibita, amore, bagliore d'alba nella notte oscura, mia fulgida cometa" (non è vero, non mi chiama "amore" manco se lo prendo a fustigate, ma ripensare alla giovinezza che fu mi rende romantica)
Comunque, dicevo, mi fa:
"Sto arrivando con F., abbiamo del lavoro da fare, ci vediamo a casa?"
"Sìsì, sono già arrivata, faccio un salto da M. la dirimpettaia e le scrocco il caffè."
"Bravissima, a tra poco."
Susibita conosce F. da diverso tempo, non è proprio in confidenza, però vabbhè non importa, è un tipo alla mano, uno alla buona, e poi -diciamocelo- mi capita a casa dopo cena un po' tra capo e collo, vedete un po' voi.
Decide quindi di sorvolare sui pantaloni del pigiama con stampe a forma di cono gelato e sulla canottierina di Pukka. Ma anche sulle pantofole a forma di cane.
Scena I
"Heei, di casa??? siete già arrivati? Avete cenat..."
"Ah ciao Susi, questo è il socio di F., è venuto anche lui."
STOP. FERMO IMMAGINE.
Perchè dovete capire che quello che mi sono trovata davanti sulla soglia di casa non era un uomo.
Era Febo Apollo.
Era...come faccio a spiegare?
Era tipo Brad Pitt ma senza Angelina e 40 marmocchi.
Era tipo Tom Cruise ma alto e non psicopatico.
Era tipo Kevin Costner ma non puttaniere.
Era tipo Robert Redford ma trentenne.
Insomma era bello, ma proprio bello come quelli che vedi sui giornali, l'uomo più bello che abbia mai visto.
CIAK! Scena II
Ragazzo Figo: "Ciao, piacere! scusa se ti piombiamo in casa così senza preavviso."
Susibita:"Hi-hi."
Ragazzo Figo:"Che casa colorata, com'è carina, complimenti."
Susibita:"Hi-hi"
Papone:"Susi che dici, caffè?"
Susibita: "Hi-hi" .
Ragazzo Figo: "Volentieri, grazie"
Susibita: "Hi-hi"
Papone: "Zucchero?"
Ragazzo Figo: "Sì, grazie"
Susibita: "...Sssscussate le pp-pantofole..."
E mentre Papone e F. lavoravano Ragazzo Figo raccontava a Susibita della flora marina lungo la costa tirrenica, dei set fotografici coi ventilatori e le modelle anoressiche, di vela e apnea, di sagre del cinghiale in collina e di quanto era felice e innamorato di sua moglie e della loro bellissima bambina, magari volevo vedere una sua foto?
"Hi-hi. Ma certo." rispondeva Susibita accantonando di malavoglia il pensiero di colpirlo violentemente in testa e tapparlo in una teca di cristallo da mettere di fianco al comodino per accenderci davanti lumini la sera e intonare laudes al mattino.
Poi Susibita e Papone hanno fatto un sacco di cose tra cui studiare ancora, viaggi, adottare un cane e chiamarlo come un motore di ricerca, cene con gli amici, almeno tre traslochi, rimanere incinti per caso.
E Ragazzo Figo è rimasto un tormentone, un episodio mitologico risalente al Giurassico cui nessuno crede più veramente se non per rinfacciare "Scusa, è come se io avessi portato in casa Michelle Pfeiffer e non ti avessi detto nulla, lasciando che tu ti presentassi in pigiama. Questa non me la dovevi fare. E' sleale."
Ma in fondo, poi, nessuno ci pensa più.
Finchè.
Stasera.
Papone: "Sai chi ho incontrato oggi? F., un sacco di tempo che non lo vedevo. Dice che ha in mente progetti nuovi, che dovremmo vederci, magari anche con M."
Susibita: "Hi-hi"
Papone:"Non cominciare a ridere come una cretina"
Susibita: "Hi-hi. Ma de che? Io? Hi-hi"
Papone: "Susi, non sembri neanche tu, insomma. Datti un contegno."
Susibita: "Glu-glu"
Papone:"Non c'è speranza, un po' di dignità perdinci. Poi magari lo vedi ed è pure diventato pelato"
Susibita:"Hi-hi."
Papone:"Vabbhè senti, cambiando argomento: sei poi uscita oggi con Magù?"
Susibita: "Chi???"
Papone: "..."
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8 settembre 2011
Ho come questa sensazione di galvanizzazione.
Galvanizzazione.
Non saprei dire precisamente cosa significhi, ma è certamente ciò che provo.
Il blu elettrico del mare, il sole forte che mi strizza gli occhi.
Gli scogli là in fondo che vanno su e giù.
L'imprevedibilità dell'onda che cresce.
La sensazione ridicola dell'acqua salata giù per la gola.
Il sale pizzica.
La voce di Lui che ride dicendo "chiudi la bocca, non ingoiare".
La pelle di Lei: tiepida, riposante.
Pluff, coff, eh!
Accipicchia che ridere oggi pomeriggio.
Il pomeriggio in cui ho imparato a nuotare (coi braccioli).
Galvanizzazione.
Non saprei dire precisamente cosa significhi, ma è certamente ciò che provo.
Il blu elettrico del mare, il sole forte che mi strizza gli occhi.
Gli scogli là in fondo che vanno su e giù.
L'imprevedibilità dell'onda che cresce.
La sensazione ridicola dell'acqua salata giù per la gola.
Il sale pizzica.
La voce di Lui che ride dicendo "chiudi la bocca, non ingoiare".
La pelle di Lei: tiepida, riposante.
Pluff, coff, eh!
Accipicchia che ridere oggi pomeriggio.
Il pomeriggio in cui ho imparato a nuotare (coi braccioli).
5 settembre 2011
Susibita, Papone e Magù stanno trascorrendo qualche giorno a scrocco in una ridente località di mare su cui Settembre si affaccia languido e pigro.
Fanno castelli, travasano sassolini, inzaccherano stuoie e guardano la luna sulla terrazza far capolino nel rosa del cielo .
Ora che è tranquilla e stacca la testa Susibita legge due libri (uno in spiaggia e l'altro a casa, perchè è a scrocco pure quello e non vuole rovinarlo), strizza capelli che sanno di sale, beve lunghi caffè in grandi mug colorate di rosso la mattina presto presto, quando gli altri ancora dormono; pensa a tante cose, alcune belle, altre un po' brutte, ma poi infila magliette che sanno di crema e allora pulisce con grande soddisfazione il fantastico piano lavoro della cucina, ascolta lontana la risacca del mare che lucida i ciottoli e respira l'ultima estate.
Magù ignudo piscia sulla sabbia, ruba rastrelli, offre formine, rincorre gelati, lecca sassi, si abbandona alla goduria di lasciarsi spalmare, ingoia acqua salata, sorride alla mamma, seppellisce il papà, manda bacini e impara il proprio nome.
Nelle ore più calde Susibita e Papone addormentano il pargolo, poi accendono i pc, scrivono o telefonano, leggono la posta e rispondono vendendo assaliti da una rapida ansia che svanisce subito passeggera perchè intanto è già pronto il caffè e perchè tanto siamo lontano da tutto e da tutti, e magari qui ci nascondiamo e non ci trovano più e viviamo così, in una casa con pesciolini di terracotta alle pareti e candeline accese tra le conchiglie, usando 2 spazzolini in 3 e un solo dentifricio che sa di Big Bubble e sopra c'ha scritto Cattivissimo Me, perchè quello dei grandi alla menta che pizzica ce lo siamo dimenticato.
Fanno castelli, travasano sassolini, inzaccherano stuoie e guardano la luna sulla terrazza far capolino nel rosa del cielo .
Ora che è tranquilla e stacca la testa Susibita legge due libri (uno in spiaggia e l'altro a casa, perchè è a scrocco pure quello e non vuole rovinarlo), strizza capelli che sanno di sale, beve lunghi caffè in grandi mug colorate di rosso la mattina presto presto, quando gli altri ancora dormono; pensa a tante cose, alcune belle, altre un po' brutte, ma poi infila magliette che sanno di crema e allora pulisce con grande soddisfazione il fantastico piano lavoro della cucina, ascolta lontana la risacca del mare che lucida i ciottoli e respira l'ultima estate.
Magù ignudo piscia sulla sabbia, ruba rastrelli, offre formine, rincorre gelati, lecca sassi, si abbandona alla goduria di lasciarsi spalmare, ingoia acqua salata, sorride alla mamma, seppellisce il papà, manda bacini e impara il proprio nome.
Nelle ore più calde Susibita e Papone addormentano il pargolo, poi accendono i pc, scrivono o telefonano, leggono la posta e rispondono vendendo assaliti da una rapida ansia che svanisce subito passeggera perchè intanto è già pronto il caffè e perchè tanto siamo lontano da tutto e da tutti, e magari qui ci nascondiamo e non ci trovano più e viviamo così, in una casa con pesciolini di terracotta alle pareti e candeline accese tra le conchiglie, usando 2 spazzolini in 3 e un solo dentifricio che sa di Big Bubble e sopra c'ha scritto Cattivissimo Me, perchè quello dei grandi alla menta che pizzica ce lo siamo dimenticato.
26 agosto 2011
Non abbandonateci. Un appello agli amici senza figli.
Mi ha scritto un'amica.
Dice che è stata a casa di amici, dice che erano tre coppie di cui 2 su 3 in attesa.
Dice che tutte le sue più care amiche ormai o sono incinte o hanno già figli.
Dice che comincia a sentirsi un po' un pesce fuor d'acqua e che fonderà un gruppo Fb "30 odds and childless".
Volevo dirle che la capisco.
Volevo dirle che quando sono rimasta incinta io di amiche incinte non ne avevo.
A 29 anni.
E' strano, se ci pensi. 29 anni mica son pochi per fare un figlio, no?
No dico, ci vorrebbe tutta a dire che non è un'età più che plausibile.
Eppure il deserto dei tartari, c'era.
Tralasciamo le ragioni sociologiche del fenomeno, il precariato a vita, l'eterna scolarizzazione, i contratti di stage e pure la sindrome di Carry Bradshaw.
A suo tempo per me la cosa fu un problema non indifferente e la ragione principale per cui andai a cercare nuovi contatti nel mondo blog.
Nessuno cui chiedere:
"Anche i vostri amici raccontano delle loro favolose vacanze in coppia liberi come le mutande mentre voi vi fiondate a molla a vomitare sul water?"
O anche:
"Pure voi avete perso la visibilità dei vostri piedi sotto la doccia?"
Oltre a:
"E' proprio necessario che stiamo qui tutte in cerchio come alcooliste anonime ad esercitare l'elasticità del perineo? Posso uscire? Eh? Posso?"
E dopo:
"Oh cazzo ha cagato verde, che significa??"
Insieme a:
"A.A.A. affittasi lattante. P.S. Massima serietà, pagamento in contanti."
Cercate di capire, non è semplice proprio per una mazza.
Ed è per questo che vi lancio un appello: non abbandonateci.
Perchè si può avere figli e non voler necessariamente parlare solo di parti e otiti.
Perchè abbiamo tanto, tantissimo da dire anche di politica, musica, religione, cucina mediterranea e giardinaggio.
Non necessariamente in quest'ordine e non necessariamente con cognizione di causa, ma ci sforzeremo. Un po' come tutti.
Perchè potete invitarci fuori lo stesso, non siamo contagiosi. Nostro figlio per la maggior parte dei casi sì, ma noi no.
Magari vi chiederemo di scegliere quel tavolino lì fuori, un po' più tranquillo, o andremo via un po' prima del solito ma -davvero - saremo d'ottima compagnia.
Al massimo potremo giusto tentare un paio di volte di scappare dalla porta sul retro e smollarvi il nano - così - tanto per provare il brivido dell'ebrezza.
...
Scherzavo, hihi.
Ve la siete fatta sotto, eh?
Ahem, dicevo.
Perchè se non ce lo fate capire voi con uno svogliato "ah, sì...hem...carino, lui..." noi capace che andiamo avanti tutta la sera a farvi vedere sul telefonino le foto del pargolo al mare, in montagna, nel lettino, sulla sdraio, all'asilo, dai nonni, sulla tazza, nel lavabo.
Per favore fermateci.
Non abbiate pietà, fermateci.
Perchè abbiamo bisogno di voi per renderci conto che una serata al ristorante non è solo "Scusate, mi coprite gli gnocchi che mi stanno in caldo? Amore vieni fuori da sotto quel tavolo, in che senso CAC-CCA?".
Ma anche, ad esempio: del buon vino, programmare cosa fare la domenica, ripromettersi di dormire fino alle 11, cosa c'è fuori al cinema?
Perchè voi siete una benedizione che ogni giorno ci ricorda ciò che siamo sempre stati e che vogliamo continuare ad essere: il lavoro e gli amici, i viaggi che sogniamo, le grandi passioni, un ottimo libro che non finisca in rima (cucciolino, tesorino, fai la nanna, saccottino...), un ragazzo che ci taccheggi sulla spiaggia, 1 ora a pettegolare al telefono mentre facciamo la ceretta o il semplice saltarsi addosso anche di giorno e in cucina.
Per tutto questo e perchè quando sarà il vostro turno non vi diremo "te l'avevo detto".
Non abbandonateci, vi prego.
Dice che è stata a casa di amici, dice che erano tre coppie di cui 2 su 3 in attesa.
Dice che tutte le sue più care amiche ormai o sono incinte o hanno già figli.
Dice che comincia a sentirsi un po' un pesce fuor d'acqua e che fonderà un gruppo Fb "30 odds and childless".
Volevo dirle che la capisco.
Volevo dirle che quando sono rimasta incinta io di amiche incinte non ne avevo.
A 29 anni.
E' strano, se ci pensi. 29 anni mica son pochi per fare un figlio, no?
No dico, ci vorrebbe tutta a dire che non è un'età più che plausibile.
Eppure il deserto dei tartari, c'era.
Tralasciamo le ragioni sociologiche del fenomeno, il precariato a vita, l'eterna scolarizzazione, i contratti di stage e pure la sindrome di Carry Bradshaw.
A suo tempo per me la cosa fu un problema non indifferente e la ragione principale per cui andai a cercare nuovi contatti nel mondo blog.
Nessuno cui chiedere:
"Anche i vostri amici raccontano delle loro favolose vacanze in coppia liberi come le mutande mentre voi vi fiondate a molla a vomitare sul water?"
O anche:
"Pure voi avete perso la visibilità dei vostri piedi sotto la doccia?"
Oltre a:
"E' proprio necessario che stiamo qui tutte in cerchio come alcooliste anonime ad esercitare l'elasticità del perineo? Posso uscire? Eh? Posso?"
E dopo:
"Oh cazzo ha cagato verde, che significa??"
Insieme a:
"A.A.A. affittasi lattante. P.S. Massima serietà, pagamento in contanti."
Cercate di capire, non è semplice proprio per una mazza.
Ed è per questo che vi lancio un appello: non abbandonateci.
Perchè si può avere figli e non voler necessariamente parlare solo di parti e otiti.
Perchè abbiamo tanto, tantissimo da dire anche di politica, musica, religione, cucina mediterranea e giardinaggio.
Non necessariamente in quest'ordine e non necessariamente con cognizione di causa, ma ci sforzeremo. Un po' come tutti.
Perchè potete invitarci fuori lo stesso, non siamo contagiosi. Nostro figlio per la maggior parte dei casi sì, ma noi no.
Magari vi chiederemo di scegliere quel tavolino lì fuori, un po' più tranquillo, o andremo via un po' prima del solito ma -davvero - saremo d'ottima compagnia.
Al massimo potremo giusto tentare un paio di volte di scappare dalla porta sul retro e smollarvi il nano - così - tanto per provare il brivido dell'ebrezza.
...
Scherzavo, hihi.
Ve la siete fatta sotto, eh?
Ahem, dicevo.
Perchè se non ce lo fate capire voi con uno svogliato "ah, sì...hem...carino, lui..." noi capace che andiamo avanti tutta la sera a farvi vedere sul telefonino le foto del pargolo al mare, in montagna, nel lettino, sulla sdraio, all'asilo, dai nonni, sulla tazza, nel lavabo.
Per favore fermateci.
Non abbiate pietà, fermateci.
Perchè abbiamo bisogno di voi per renderci conto che una serata al ristorante non è solo "Scusate, mi coprite gli gnocchi che mi stanno in caldo? Amore vieni fuori da sotto quel tavolo, in che senso CAC-CCA?".
Ma anche, ad esempio: del buon vino, programmare cosa fare la domenica, ripromettersi di dormire fino alle 11, cosa c'è fuori al cinema?
Perchè voi siete una benedizione che ogni giorno ci ricorda ciò che siamo sempre stati e che vogliamo continuare ad essere: il lavoro e gli amici, i viaggi che sogniamo, le grandi passioni, un ottimo libro che non finisca in rima (cucciolino, tesorino, fai la nanna, saccottino...), un ragazzo che ci taccheggi sulla spiaggia, 1 ora a pettegolare al telefono mentre facciamo la ceretta o il semplice saltarsi addosso anche di giorno e in cucina.
Per tutto questo e perchè quando sarà il vostro turno non vi diremo "te l'avevo detto".
Non abbandonateci, vi prego.
25 agosto 2011
Al banco del pesce
Lei è una signora che si dà un certo tono, anche ora che sta in fila col tailleur di lino, il sandalo di cuoio, le unghie pittate e il capello cotonato.
Una di quelle che stanno attente alla linea, comprano cosmetici naturali e fanno cure termali bio-ayurvedico-rigeneranti due volte l'anno.
Una di quelle abituate a sentirsi dire "Cava ma che dici, non li dimostvi affatto."
Una che sta sui 50 ma che si compiace di far credere che invece è sui 40.
"Gno-gna?".
"...". Gelo.
"Gnogna??".
"...". Tremolìo del labbro inferiore.
"Gno-gna!! AH-ah!!"
Ditino grassoccio puntato.
Lei voleva solo fare la spesa.
Ora è una donna distrutta.
Una di quelle che stanno attente alla linea, comprano cosmetici naturali e fanno cure termali bio-ayurvedico-rigeneranti due volte l'anno.
Una di quelle abituate a sentirsi dire "Cava ma che dici, non li dimostvi affatto."
Una che sta sui 50 ma che si compiace di far credere che invece è sui 40.
"Gno-gna?".
"...". Gelo.
"Gnogna??".
"...". Tremolìo del labbro inferiore.
"Gno-gna!! AH-ah!!"
Ditino grassoccio puntato.
Lei voleva solo fare la spesa.
Ora è una donna distrutta.
23 agosto 2011
20 agosto 2011
14 agosto 2011
Indovinello
Chi e' l'animale che lavora a ferragosto?
Chi ha bucato la ruota di notte in campagna?
Chi ha ridotto la sua prospettiva di mare da 2 gg a 1 gg e mezzo?
Chi ha il braccio gremato?
Quale gatto e'risultato immunodepresso?
Chi si sente molto privilegiato ma anche un tantinello sfigato?
Chi non ha tempo di scrivere un post serio e fa indovinelli idioti?
P.s. Le risposte rovesciate sono in fondo pagina.
Chi ha bucato la ruota di notte in campagna?
Chi ha ridotto la sua prospettiva di mare da 2 gg a 1 gg e mezzo?
Chi ha il braccio gremato?
Quale gatto e'risultato immunodepresso?
Chi si sente molto privilegiato ma anche un tantinello sfigato?
Chi non ha tempo di scrivere un post serio e fa indovinelli idioti?
P.s. Le risposte rovesciate sono in fondo pagina.
27 luglio 2011
Ciò che è degno di essere considerato.
Ad esempio un cane che scodinzola, è degno di essere considerato.
Il linguaggio lento dei vecchi.
Chiunque si scusi.
Quelle foglie piccolissime nel vasetto sul mio terrazzo.
Chi paga la spesa e va avanti.
Degna è la mano che chiede.
L'acqua che disseta il mio bambino.
La lampadina che accende una stanza, il canto di un coro fuori da una chiesa.
Non sprecare carta, riciclare un vecchio lenzuolo è cosa molto degna.
Degno è il pensiero onesto.
Conoscere i nomi delle stelle.
Chi cura la terra.
Chi studia la storia.
La parola "grazie".
Considero degno chi ha provato vergogna di sè stesso.
Il primo libro che ho letto.
Il mestiere d'insegnare e l'odore bianco del gesso.
Gli oggetti di legno e i fazzoletti di stoffa.
La pioggia in autunno, il freddo d'inverno, il caldo in estate e le giuste stagioni.
La parola "lavoro" è tra le più degne.
L'amore fatto al buio.
Non vergognarsi di dire " mi hai fatto male da morire".
Quando non riesci a smettere di ridere.
Chi ha tanta paura.
Chi non ne ha per nulla.
Non saperti spiegare, bambino, ma provarci lo stesso.
Il linguaggio lento dei vecchi.
Chiunque si scusi.
Quelle foglie piccolissime nel vasetto sul mio terrazzo.
Chi paga la spesa e va avanti.
Degna è la mano che chiede.
L'acqua che disseta il mio bambino.
La lampadina che accende una stanza, il canto di un coro fuori da una chiesa.
Non sprecare carta, riciclare un vecchio lenzuolo è cosa molto degna.
Degno è il pensiero onesto.
Conoscere i nomi delle stelle.
Chi cura la terra.
Chi studia la storia.
La parola "grazie".
Considero degno chi ha provato vergogna di sè stesso.
Il primo libro che ho letto.
Il mestiere d'insegnare e l'odore bianco del gesso.
Gli oggetti di legno e i fazzoletti di stoffa.
La pioggia in autunno, il freddo d'inverno, il caldo in estate e le giuste stagioni.
La parola "lavoro" è tra le più degne.
L'amore fatto al buio.
Non vergognarsi di dire " mi hai fatto male da morire".
Quando non riesci a smettere di ridere.
Chi ha tanta paura.
Chi non ne ha per nulla.
Non saperti spiegare, bambino, ma provarci lo stesso.
26 luglio 2011
Le corna spiegate a mio figlio.
C'è solo una cosa peggiore del prendere un virus gastrointestinale a Luglio.
E' che lo prenda tuo figlio di 18 mesi.
Il tunnel termometro-daje di tachipirina-in bagno! in bagno! è stato coraggiosamente affrontato dal piccolo Magù con stoica resistenza, una prodigiosa capacità d'imbrattare pannozzi, un'accanita, instancabile tendenza all'accozzamento frignulento, un dolcissimo spezza-cuore sguardo da 7nano.
Il piccolo convalescente è arrotolato sul divano, ti chiama sventolando il libro delle filastrocche con l'occhio 7nano di cui sopra, tu ti riprendi dallo svarione d'amore traboccante come le bollicine dal bicchiere di spumante, ti siedi accanto a lui, gli scosti una ciocca di capelli un po' umida, lo baci sulla fronte tiepida appena sfebbrata, e apri una pagina a caso.
Questa.

Con in testa la parrucca
a ballare va la mucca
nella stalla poi ritorna
dal marito con le corna.
...
No vabbhè, ha un che di geniale.
E' che lo prenda tuo figlio di 18 mesi.
Il tunnel termometro-daje di tachipirina-in bagno! in bagno! è stato coraggiosamente affrontato dal piccolo Magù con stoica resistenza, una prodigiosa capacità d'imbrattare pannozzi, un'accanita, instancabile tendenza all'accozzamento frignulento, un dolcissimo spezza-cuore sguardo da 7nano.
Il piccolo convalescente è arrotolato sul divano, ti chiama sventolando il libro delle filastrocche con l'occhio 7nano di cui sopra, tu ti riprendi dallo svarione d'amore traboccante come le bollicine dal bicchiere di spumante, ti siedi accanto a lui, gli scosti una ciocca di capelli un po' umida, lo baci sulla fronte tiepida appena sfebbrata, e apri una pagina a caso.
Questa.

Con in testa la parrucca
a ballare va la mucca
nella stalla poi ritorna
dal marito con le corna.
...
No vabbhè, ha un che di geniale.
14 luglio 2011
Dicono di.
Lei è una che diffida di chi non sa essere gentile.
Chi le stringe la mano svogliato, molle come uno straccetto le fa sorgere come un sospetto a priori.
Lei è una che guarda moltissimo e si fa una sua idea, ma non la dice subito, aspetta di arrivare a casa e che qualcuno le chieda "allora, che ne pensi? guarda che ti ho vista, so che hai un'idea."
A lei piacciono quelli che li capisci , cos'è che vogliono, quello che li delude e ciò che non tollereranno mai.
La mettono a suo agio.
Il non sapere con chi ha a che fare la mette in agitazione e fa sì che cominci a muoversi nervosamente e sudare, come quando stai in pantaloncini su una poltrona di pelle che appiccica.
E poi -chiaro- quelli che sanno ridere.
Soprattutto di sè stessi.
Quando le capita d'incontrarli si rilassa subito, perchè ha la certezza che non avranno paura di nulla, visto che hanno imparato a non prendersi troppo sul serio.
Di lei invece si potrebbe dire che è sensibile.
Qualcuno direbbe che è dolce.
Idealista, fragile, permalosa, braccino corto, ingenua, gentile, approssimativa, senza senso delle proporzioni, istintiva, infiammabile, maldestra, svagata, curiosa, infantile, trasparente, un tantino bimbominchia e parecchio cazzara.
Molti la troverebbero buffa.
Pochi direbbero che sa guidare.
Nessuno direbbe che è elegante.
Tutti direbbero che è stordita.
Lei direbbe che ama ascoltare la notte salire su per i muri d'estate.
Lasciar fuori i pensieri a grattare la porta e miagolare.
Non farli entrare.
Attorcigliare le gambe e sentirne il fruscìo sotterraneo, come di acqua corrente, segreta.
Lei direbbe che questo basta per conoscerla, ma solo ora e per poco ancora, tra le undici di sera e il lavandino che gocciola.
Chi le stringe la mano svogliato, molle come uno straccetto le fa sorgere come un sospetto a priori.
Lei è una che guarda moltissimo e si fa una sua idea, ma non la dice subito, aspetta di arrivare a casa e che qualcuno le chieda "allora, che ne pensi? guarda che ti ho vista, so che hai un'idea."
A lei piacciono quelli che li capisci , cos'è che vogliono, quello che li delude e ciò che non tollereranno mai.
La mettono a suo agio.
Il non sapere con chi ha a che fare la mette in agitazione e fa sì che cominci a muoversi nervosamente e sudare, come quando stai in pantaloncini su una poltrona di pelle che appiccica.
E poi -chiaro- quelli che sanno ridere.
Soprattutto di sè stessi.
Quando le capita d'incontrarli si rilassa subito, perchè ha la certezza che non avranno paura di nulla, visto che hanno imparato a non prendersi troppo sul serio.
Di lei invece si potrebbe dire che è sensibile.
Qualcuno direbbe che è dolce.
Idealista, fragile, permalosa, braccino corto, ingenua, gentile, approssimativa, senza senso delle proporzioni, istintiva, infiammabile, maldestra, svagata, curiosa, infantile, trasparente, un tantino bimbominchia e parecchio cazzara.
Molti la troverebbero buffa.
Pochi direbbero che sa guidare.
Nessuno direbbe che è elegante.
Tutti direbbero che è stordita.
Lei direbbe che ama ascoltare la notte salire su per i muri d'estate.
Lasciar fuori i pensieri a grattare la porta e miagolare.
Non farli entrare.
Attorcigliare le gambe e sentirne il fruscìo sotterraneo, come di acqua corrente, segreta.
Lei direbbe che questo basta per conoscerla, ma solo ora e per poco ancora, tra le undici di sera e il lavandino che gocciola.
Etichette:
io bimba,
io solo io.,
scrivere,
strano molto strano
7 luglio 2011
Una è lì che sta per chiudere il piccì e andarsene a letto quando quello ti notifica la newsmail mensile di UnoDei15.000PortailPerMamme a cui ti eri iscritta in gravidanza.
Newsmail che s'intitola tipo così: LE 5 COSE SUL PARTO CHE DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE.
Ora, permettetemi solo una breve rilettura del tutto.
Così, tanto per mettere i puntini sulle "i".
La rilettura di Susibita:
1. Dimentica il tuo piano parto - Perchè, c'era un piano?
Vorrei una musica soffusa, delle candele alla vaniglia, il mio compagno accanto a me e mille altre cose. E' il piano del parto che probabilmente avrai scritto con tanta cura e dovizia di particolari. Ecco, nella concitazione del momento il tuo piano potrebbe essere del tutto dimenticato.
I medici saranno impegnati a far uscire il bambino, tu sarai impegnata a respirare e a spingere. E il tuo unico pensiero sarà che finisca al più presto.
E il secondo "La verginità è sottovalutata."
2. Non sentirti in imbarazzo - Maddeche? sto solo in mezzo a 12 persone aperta come una cozza.
Durante il travaglio potresti sudare tantissimo, gridare, trovarti nuda tra tante persone.
Non preoccuparti: nessun imbarazzo. Medici, infermiere e ostetiche ci sono abituati e non è certamente il momento adatto per pensare al bon ton.
All'inizio potresti sentire la voglia irrefrenabile di coprirti il più possibile. Ma ad un certo punto, a travaglio iniziato, ti renderai conto che nessun pudore è permesso e che potrà arrivare anche il garzone del bar...nessuno starà lì a fissarti con sguardi indiscreti.
No certo: dici a parte 1 ostetrica, 1 infermiera, 1 seconda infermiera che passa di lì, quella delle pulizie, il tuo ginecologo, il collega giovane e figo del tuo ginecologo e - se non è andato a farsi una birretta- il padre di tuo figlio.
3. Ogni parto è diverso - O "Dell'arte del Paraculo"
Sei stata diligente e hai seguito tutte le indicazioni che ti hanno dato al corso preparto, hai imparato le tecniche di respirazione e intendi applicarle al momento giusto. Non illuderti: ogni parto è unico e diverso e come sarà lo scoprirai solo al momento giusto.
D'altronde potresti anche essere fortunata: tante donne rivelano che, alla resa dei conti, l'esperienza è stata meno dolorosa di quanto avevano sentito dire e di aver esagerato con grida e pianti per timore di non ricevere la giusta solidarietà dal proprio compagno dopo il parto.
No vabbhè queste ora le voglio conoscere, vi prego.
4. Spesso non è come te lo eri immaginato - Per la serie "ho appena partorito Bilbo Beggins, ma è così cariiiiiino..."
Appena nati i neonati sono spesso bruttini, ricoperti di una sostanza viscida e biancastra, i lineamenti un po' stressati a causa della fatica del parto, disperati per il pianto e il freddo.
Non sembra proprio l'angioletto che avevi immaginato per tutti e nove i mesi di gravidanza.
Eppure basteranno poche ore e il tuo piccolo diventerà un neonato rosa e sereno.
Leggi anche: ti vien fuori sto rospo, una specie di nano rugoso con la peluria tipo David Gnomo, ma con la faccia di Fassino.
Però è tanto bellodemamma...
5. Il tempo fa dimenticare - Seeee. Ah-ah.
E' proprio vero che i dolori del travaglio e del parto con il tempo si dimenticano. Si scorda l'intensità di quel dolore perchè, forse, la gioia per la maternità supera di gran lunga quella sofferenza.
Al punto tale che potresti essere tentata dal desiderio di ripetere l'esperienza.
Ed è in quel preciso momento che faresti bene a convincerti che il sesso è decisamente sopravvalutato.
Newsmail che s'intitola tipo così: LE 5 COSE SUL PARTO CHE DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE.
Ora, permettetemi solo una breve rilettura del tutto.
Così, tanto per mettere i puntini sulle "i".
La rilettura di Susibita:
1. Dimentica il tuo piano parto - Perchè, c'era un piano?
Vorrei una musica soffusa, delle candele alla vaniglia, il mio compagno accanto a me e mille altre cose. E' il piano del parto che probabilmente avrai scritto con tanta cura e dovizia di particolari. Ecco, nella concitazione del momento il tuo piano potrebbe essere del tutto dimenticato.
I medici saranno impegnati a far uscire il bambino, tu sarai impegnata a respirare e a spingere. E il tuo unico pensiero sarà che finisca al più presto.
E il secondo "La verginità è sottovalutata."
2. Non sentirti in imbarazzo - Maddeche? sto solo in mezzo a 12 persone aperta come una cozza.
Durante il travaglio potresti sudare tantissimo, gridare, trovarti nuda tra tante persone.
Non preoccuparti: nessun imbarazzo. Medici, infermiere e ostetiche ci sono abituati e non è certamente il momento adatto per pensare al bon ton.
All'inizio potresti sentire la voglia irrefrenabile di coprirti il più possibile. Ma ad un certo punto, a travaglio iniziato, ti renderai conto che nessun pudore è permesso e che potrà arrivare anche il garzone del bar...nessuno starà lì a fissarti con sguardi indiscreti.
No certo: dici a parte 1 ostetrica, 1 infermiera, 1 seconda infermiera che passa di lì, quella delle pulizie, il tuo ginecologo, il collega giovane e figo del tuo ginecologo e - se non è andato a farsi una birretta- il padre di tuo figlio.
3. Ogni parto è diverso - O "Dell'arte del Paraculo"
Sei stata diligente e hai seguito tutte le indicazioni che ti hanno dato al corso preparto, hai imparato le tecniche di respirazione e intendi applicarle al momento giusto. Non illuderti: ogni parto è unico e diverso e come sarà lo scoprirai solo al momento giusto.
D'altronde potresti anche essere fortunata: tante donne rivelano che, alla resa dei conti, l'esperienza è stata meno dolorosa di quanto avevano sentito dire e di aver esagerato con grida e pianti per timore di non ricevere la giusta solidarietà dal proprio compagno dopo il parto.
No vabbhè queste ora le voglio conoscere, vi prego.
4. Spesso non è come te lo eri immaginato - Per la serie "ho appena partorito Bilbo Beggins, ma è così cariiiiiino..."
Appena nati i neonati sono spesso bruttini, ricoperti di una sostanza viscida e biancastra, i lineamenti un po' stressati a causa della fatica del parto, disperati per il pianto e il freddo.
Non sembra proprio l'angioletto che avevi immaginato per tutti e nove i mesi di gravidanza.
Eppure basteranno poche ore e il tuo piccolo diventerà un neonato rosa e sereno.
Leggi anche: ti vien fuori sto rospo, una specie di nano rugoso con la peluria tipo David Gnomo, ma con la faccia di Fassino.
Però è tanto bellodemamma...
5. Il tempo fa dimenticare - Seeee. Ah-ah.
E' proprio vero che i dolori del travaglio e del parto con il tempo si dimenticano. Si scorda l'intensità di quel dolore perchè, forse, la gioia per la maternità supera di gran lunga quella sofferenza.
Al punto tale che potresti essere tentata dal desiderio di ripetere l'esperienza.
Ed è in quel preciso momento che faresti bene a convincerti che il sesso è decisamente sopravvalutato.
5 luglio 2011
Quello che mi son dimenticata di dire
Lo so che ho parlato di feste del nido, tacco sì tacco no, referendum, googhini innamorati e nonne che mi hanno detto ciao.
E non ho detto che cammini, che ora corri, che parli, a modo tuo.
E' che non me ne hai dato il tempo.
Non sarei mai riuscita a starti dietro, dammene atto.
T' ho lasciato che traballavi tra la sedia e il divano e ora fai il waka waka.
Non ho fatto in tempo a prepararti lo yogurth sul tavolo che passando t'eri già servito.
Ridevi quando nascondevo la testa sotto il berretto di lana e oggi da dietro la tenda ghignando mi hai guardato e hai fatto: "cu-cù?".
Googhi raccoglie i frutti di mesi di stoica rassegnazione quando lo abbracci e ogni mattina lo cerchi.
Io ti do il tazzino di Topolino col beccuccio ma tu sai che il bicchiere fa più figo.
Per te mama è mamma, che poi sarei io.
Babààààà è papà, ossia Papone ti voglio qui, subito, vieni immediatamente.
Gno-gno-gno-gno è no. Ma proprio gno.
Ughi, o Ugh è Googhi. Ma anche Arturo. Ma anche cane, passero, il ragnetto che passa, 'na lucertola.
Per te 'azz è grazie, ma solo quando -raramente- ti gira.
Per te ogni cosa è degna di essere indicata: l'aereo che passa, il trenino rosso sul libro, la panza del tizio in coda alle casse.
Per te il tempo è dilatato, e 3 giorni valgono mesi.
Quello che impari in un pomeriggio all'asilo io non lo potrei memorizzare in 1 anno.
Come fai?
Com'è successo?
E' uno stupore simile a quello che mi prendeva la mattina quando passavo davanti allo specchio e vedevo riflessa la mia panza, sempe più grossa, e non mi riconoscevo, mi pigliava una sincope ogni volta. Oh cazzo ma che è? quand'è successo? di notte?
Non ti sto dietro, gno gno.
E non ho detto che cammini, che ora corri, che parli, a modo tuo.
E' che non me ne hai dato il tempo.
Non sarei mai riuscita a starti dietro, dammene atto.
T' ho lasciato che traballavi tra la sedia e il divano e ora fai il waka waka.
Non ho fatto in tempo a prepararti lo yogurth sul tavolo che passando t'eri già servito.
Ridevi quando nascondevo la testa sotto il berretto di lana e oggi da dietro la tenda ghignando mi hai guardato e hai fatto: "cu-cù?".
Googhi raccoglie i frutti di mesi di stoica rassegnazione quando lo abbracci e ogni mattina lo cerchi.
Io ti do il tazzino di Topolino col beccuccio ma tu sai che il bicchiere fa più figo.
Per te mama è mamma, che poi sarei io.
Babààààà è papà, ossia Papone ti voglio qui, subito, vieni immediatamente.
Gno-gno-gno-gno è no. Ma proprio gno.
Ughi, o Ugh è Googhi. Ma anche Arturo. Ma anche cane, passero, il ragnetto che passa, 'na lucertola.
Per te 'azz è grazie, ma solo quando -raramente- ti gira.
Per te ogni cosa è degna di essere indicata: l'aereo che passa, il trenino rosso sul libro, la panza del tizio in coda alle casse.
Per te il tempo è dilatato, e 3 giorni valgono mesi.
Quello che impari in un pomeriggio all'asilo io non lo potrei memorizzare in 1 anno.
Come fai?
Com'è successo?
E' uno stupore simile a quello che mi prendeva la mattina quando passavo davanti allo specchio e vedevo riflessa la mia panza, sempe più grossa, e non mi riconoscevo, mi pigliava una sincope ogni volta. Oh cazzo ma che è? quand'è successo? di notte?
Non ti sto dietro, gno gno.
30 giugno 2011
C'mon Susi, let's go party (U-o-ho, U-o-ho)
- Politically correct -
"Susibita come mai la torta è così marrone?"
"E' al cacao."
"No dico, perchè è così tanto marrone tutto intorno ai bordi?"
"E' al cacao."
"Susi, fammi capire... quella è la torta che ti hanno chiesto di fare per la prima festa d'asilo nella vita di Magù e tu l'hai bruciata?"
"Non è bruciata. E' solo diversamente cotta."
- La giustizia divina esiste, e io ne ho le prove -
"Susi quella signora si è avvicinata alla tua torta."
"Ah sì?"
"L'ha osservata, poi ha fatto un sorrisino stitico ed è passata oltre. Ha preso una fetta di quella bella crostatona sugosa lì a destra."
"La cosa non mi tange."
"Perchè?"
"Perchè quel tizio là appoggiato al muro che ha passato gli ultimi 20 minuti a scaccolarsi è suo marito."
- Un tempo avevo una mia identità, poi ho fatto un figlio -
"Ciao, io sono la mamma di Enrichetta. Mia figlia la puoi riconoscere perchè è quella coi bei codini fatti dalla nonna e il succo in mano."
"Ciao, io sono Susibita."
"... Sì, ok. Hem...vabbhè. E sei la madre di...?"
"Di Magù. Lo puoi riconoscere perchè è quello bavosetto che sta pomiciando vigorosamente col pavimento per raccattare i pop-corn caduti."
- Non è vero che i bimbi son tutti carucci. Ci sono pure quelli un po' stronzi -
In fila per lo scivolo.
Susibita: "Bravo Magù, dai che ci sei! Ancora un gradino e poi sei pronto per il lancio!"
Nana: "Ci sono prima io."
Susibita: "Ma no piccolina, cosa dici? tu sei appena scesa, non puoi infilarti davanti ai bimbi più piccoli, loro ci mettono un pochino a salire, vedi? devi aspettare solo un attimino."
Nana: "No. C'ero prima io."
Susibita: "Scusa come hai detto?"
Nana: "Io, io. Prima io!"
Susibita: "No bella, guarda. Non hai proprio capito. Ne hai passati 3 che hanno la metà dei tuoi anni, fai la brava e aspetta il tuo turnicino caruccio-caruccio, eh?"
Nana: "No, no, e no."
Susibita: "Amore bello de tata... e dimmi: dov'è che avete parcheggiato, esattamente?"
Papone: "Susiii!!!"
"Susibita come mai la torta è così marrone?"
"E' al cacao."
"No dico, perchè è così tanto marrone tutto intorno ai bordi?"
"E' al cacao."
"Susi, fammi capire... quella è la torta che ti hanno chiesto di fare per la prima festa d'asilo nella vita di Magù e tu l'hai bruciata?"
"Non è bruciata. E' solo diversamente cotta."
- La giustizia divina esiste, e io ne ho le prove -
"Susi quella signora si è avvicinata alla tua torta."
"Ah sì?"
"L'ha osservata, poi ha fatto un sorrisino stitico ed è passata oltre. Ha preso una fetta di quella bella crostatona sugosa lì a destra."
"La cosa non mi tange."
"Perchè?"
"Perchè quel tizio là appoggiato al muro che ha passato gli ultimi 20 minuti a scaccolarsi è suo marito."
- Un tempo avevo una mia identità, poi ho fatto un figlio -
"Ciao, io sono la mamma di Enrichetta. Mia figlia la puoi riconoscere perchè è quella coi bei codini fatti dalla nonna e il succo in mano."
"Ciao, io sono Susibita."
"... Sì, ok. Hem...vabbhè. E sei la madre di...?"
"Di Magù. Lo puoi riconoscere perchè è quello bavosetto che sta pomiciando vigorosamente col pavimento per raccattare i pop-corn caduti."
- Non è vero che i bimbi son tutti carucci. Ci sono pure quelli un po' stronzi -
In fila per lo scivolo.
Susibita: "Bravo Magù, dai che ci sei! Ancora un gradino e poi sei pronto per il lancio!"
Nana: "Ci sono prima io."
Susibita: "Ma no piccolina, cosa dici? tu sei appena scesa, non puoi infilarti davanti ai bimbi più piccoli, loro ci mettono un pochino a salire, vedi? devi aspettare solo un attimino."
Nana: "No. C'ero prima io."
Susibita: "Scusa come hai detto?"
Nana: "Io, io. Prima io!"
Susibita: "No bella, guarda. Non hai proprio capito. Ne hai passati 3 che hanno la metà dei tuoi anni, fai la brava e aspetta il tuo turnicino caruccio-caruccio, eh?"
Nana: "No, no, e no."
Susibita: "Amore bello de tata... e dimmi: dov'è che avete parcheggiato, esattamente?"
Papone: "Susiii!!!"
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21 giugno 2011
"Va bene vai vai, fila fuori in fretta ma torna prestissimo eh, perchè ho lasciato Bisnonna Profondo Nord a saccheggiare caffè a stomaco vuoto. Fa sempre così quando litighiamo, per ripicca. La detesto..."
"Mà, è solo una ceretta. Persino a me ci vuole meno di 1 ora..."
"Ok, io intanto ti metto su il sugo così stasera non devi cucinare, vuoi che gli faccia il bagnetto? Guarda qui che gas, ora gli do una passata."
"Si vabbhè mà, non è che mi devi fare da colf, riposati anche..."
1 h dopo.
Quando si dice "ti prendo alla lettera":
"Mà, è solo una ceretta. Persino a me ci vuole meno di 1 ora..."
"Ok, io intanto ti metto su il sugo così stasera non devi cucinare, vuoi che gli faccia il bagnetto? Guarda qui che gas, ora gli do una passata."
"Si vabbhè mà, non è che mi devi fare da colf, riposati anche..."
1 h dopo.
Quando si dice "ti prendo alla lettera":
20 giugno 2011
Playing on the floor.
17 giugno 2011
C'è uno di quei negozi, non dirò il nome, dove si prendono le canottierine in svendita a 4.99, vendono solo taglie dalla M in giù e l'età media delle acquirenti è 17 anni.
Uno di quei negozi dove la presenza di una tizia con passeggino calza quanto quella di Lady Gaga al convegno di CL a Rimini.
Non c'azzecca una fava, ecco.
Ma indovinate un po'?
Manco a dirlo io stavo là, tra magliette con vampiri innamorati e felpe con tittiesilvestrino (otttìììo...quando passo il limite della decenza e comincio a diventare patetica fatemi un fischio. Hem, no. Non intendevo così presto, dai. Contavo un'altro paio d' annetti...dopo smetto, giuro.) e - veramente - non ho comprato nè l'una nè l'altra, stavo solo facendo manbassa delle canottierine che quelle, si sa, sono senza età.
Poi le ho viste.
E mi è sopraggiunto questo schizzo, non so come.
Sarà stato l'effetto dell'insalata coi fagioli seguita da caffè con panna di poco prima.
E' che devo confessare questa cosa:
IO NON HO MAI. PORTATO. I TACCHI.
(bbuuuu).
E' andata così: che a 20 anni pensavo maffigurati se mi metto quelle robe scomodissime, sono ggiovane io, non ho bisogno di artifizi (sì, dicevo proprio “artifizi” o cose del genere, ma vabbhè, non ero normale) per sentirmi più bella, c'ho l'anagrafe dalla mia, e poi faccio sport e delle discoteche non me ne può fregare di meno. Suono la batteria -perdinci- mica faccio la fighetta nei locali, ai concerti si può pogare seriamente su quei trampoli, secondo te? Poi ti dirò: mi fanno pure un po' vecchia, dai, manco avessi 30 anni...
A 25 invece.
No, non ce la posso fare, guarda. Sono andata alla laurea di D. e dopo 7 secondi su quei cosi e i s.pietrini mi sarei fatta l'Aula Magna in ginocchio sui ceci, piuttosto.
Non fa per me e poi diciamocelo: c'ho 25 anni ma ho lo spirito di una 19enne in converse, delle discoteche e dei locali fighetti contnua a non fregarmene niente.
I tacchi imparerò a metterli poi, quando sarò più vecchia, che ne so, tipo a 30 anni...
Oggi.
Scusi, che mi posso provare quei sandali alti là? No, non quelli lucidi che fanno un po' zoccoletta, dico quelli etnici con quella grossa base tipo sughero un po' anni '70.
Per quanto... pure quelli da zoccoletta...no vabbhè - haha, scherzavo- mi passi gli altri, 37-38 grazie, veda un po' lei.
Roba che te li metti e ti accorgi per la prima volta in 30 anni di avere due gambe.
Che ti spieghi perchè donne ben più lungimiranti di te li usano da tempo. Mica sceme.
Che ti spieghi com'è che 5 minuti fa con la commessa a fianco sembravi la figlia illegittima di Brunetta e invece adesso te la giochi alla pari.
Allora hai fatto un passo.
Un grande passo.
E hai concluso:
Belline son belline, slanciano che è un piacere, ma Susibita - guardiamoci in faccia- ti sei sfracellata sullo scaffale pigiami dopo mezzo metro.
E poi insomma, son passati 10 anni e nel frattempo- manco se ne sentisse il bisogno- ti sei pure riprodotta. Mettersi in pista a 30 anni, hessù-dai...c'hai una certa età adesso...
Ok, coltivo amorevolmente un serio problema con la percezione della mia età anagrafica.
Quindi che faccio: le compro?
Uno di quei negozi dove la presenza di una tizia con passeggino calza quanto quella di Lady Gaga al convegno di CL a Rimini.
Non c'azzecca una fava, ecco.
Ma indovinate un po'?
Manco a dirlo io stavo là, tra magliette con vampiri innamorati e felpe con tittiesilvestrino (otttìììo...quando passo il limite della decenza e comincio a diventare patetica fatemi un fischio. Hem, no. Non intendevo così presto, dai. Contavo un'altro paio d' annetti...dopo smetto, giuro.) e - veramente - non ho comprato nè l'una nè l'altra, stavo solo facendo manbassa delle canottierine che quelle, si sa, sono senza età.
Poi le ho viste.
E mi è sopraggiunto questo schizzo, non so come.
Sarà stato l'effetto dell'insalata coi fagioli seguita da caffè con panna di poco prima.
E' che devo confessare questa cosa:
IO NON HO MAI. PORTATO. I TACCHI.
(bbuuuu).
E' andata così: che a 20 anni pensavo maffigurati se mi metto quelle robe scomodissime, sono ggiovane io, non ho bisogno di artifizi (sì, dicevo proprio “artifizi” o cose del genere, ma vabbhè, non ero normale) per sentirmi più bella, c'ho l'anagrafe dalla mia, e poi faccio sport e delle discoteche non me ne può fregare di meno. Suono la batteria -perdinci- mica faccio la fighetta nei locali, ai concerti si può pogare seriamente su quei trampoli, secondo te? Poi ti dirò: mi fanno pure un po' vecchia, dai, manco avessi 30 anni...
A 25 invece.
No, non ce la posso fare, guarda. Sono andata alla laurea di D. e dopo 7 secondi su quei cosi e i s.pietrini mi sarei fatta l'Aula Magna in ginocchio sui ceci, piuttosto.
Non fa per me e poi diciamocelo: c'ho 25 anni ma ho lo spirito di una 19enne in converse, delle discoteche e dei locali fighetti contnua a non fregarmene niente.
I tacchi imparerò a metterli poi, quando sarò più vecchia, che ne so, tipo a 30 anni...
Oggi.
Scusi, che mi posso provare quei sandali alti là? No, non quelli lucidi che fanno un po' zoccoletta, dico quelli etnici con quella grossa base tipo sughero un po' anni '70.
Per quanto... pure quelli da zoccoletta...no vabbhè - haha, scherzavo- mi passi gli altri, 37-38 grazie, veda un po' lei.
Roba che te li metti e ti accorgi per la prima volta in 30 anni di avere due gambe.
Che ti spieghi perchè donne ben più lungimiranti di te li usano da tempo. Mica sceme.
Che ti spieghi com'è che 5 minuti fa con la commessa a fianco sembravi la figlia illegittima di Brunetta e invece adesso te la giochi alla pari.
Allora hai fatto un passo.
Un grande passo.
E hai concluso:
Belline son belline, slanciano che è un piacere, ma Susibita - guardiamoci in faccia- ti sei sfracellata sullo scaffale pigiami dopo mezzo metro.
E poi insomma, son passati 10 anni e nel frattempo- manco se ne sentisse il bisogno- ti sei pure riprodotta. Mettersi in pista a 30 anni, hessù-dai...c'hai una certa età adesso...
Ok, coltivo amorevolmente un serio problema con la percezione della mia età anagrafica.
Quindi che faccio: le compro?
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strano molto strano
15 giugno 2011
Sul letto
E' dolce il momento
in cui siete sul letto
occhi negli occhi
lui sorride,
gli sorridi.
Ti solletica l'orecchio,
tu che ridi tra i capelli.
Ancora una carezza,
manda un bacio e una pernacchia.
Poi - improvviso-
stringe
quelle cazzo di manine.
E ghigna.
Con la tua ciocca in mano.
in cui siete sul letto
occhi negli occhi
lui sorride,
gli sorridi.
Ti solletica l'orecchio,
tu che ridi tra i capelli.
Ancora una carezza,
manda un bacio e una pernacchia.
Poi - improvviso-
stringe
quelle cazzo di manine.
E ghigna.
Con la tua ciocca in mano.
13 giugno 2011
E adesso pedala.
NonnoVa-e-Vieni: " Brave, brave. Complimenti. Siete andate a votare tutte e 3, come oche. E adesso? Adesso come facciamo -realisticamente- a produrre energia sufficiente? me lo spiegate voi, che siete abituate bene? Che facciamo, eh? Pedaliamo??!"Nonna Oroscopo: "Mmm, bravo. Non mi pare rischiamo di disintegrare intere città, in questo modo. Bell'idea."
Quello che mi piace della mia famiglia è che non siamo d'accordo su niente.
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politica
"Mi stai dicendo che ti sei dimenticato a casa la tessera elettorale???"
"Stai calma. Niente panico."
"Ma certo!! noi ci spariamo 350 km perchè tu possa votare e tu che fai?? mi dimentichi la tessera??? Ti sembra un comportamento maturo? civile?? E adesso????????"
"Adesso vado e mi faccio dare la copia, poi ti confermo che è tutto ok. "
1/2 h dopo.
B-POP. Messaggio gtalk:
"Il cittadino Papone ha votato".
Mi farà venire i capelli bianchi, quest'uomo.
8 giugno 2011
Ginger Girl
Lei è una rossa, occhi dolci variegato nocciola.Se ne sta là seduta come fosse al centro del mondo.
Quando si alza è perchè lo ha deciso lei, non perchè lui la stia chiamando da venti minuti.
Lei gli ruba il giocattolino di plastica.
Si lascia rincorrere. Per un minuto, circa.
Poi si risiede e lo ignora di nuovo. Per il successivo quarto d'ora.
Lui è un maschio, ed è semplicemente quello che è un maschio davanti a una rossa-occhidolci-variegatonocciola-chegliruba-ilgiocattolino.
Un idiota.
In questo momento ti venderebbe per mezzo cammello, il deficiente.
Lo guardi impetosita, cercando col lumicino un residuo di dignità nei suoi occhi, qualcosa che non ti confermi l'ovvio, quello che già sapevi, che sai da sempre.
Lui ti restituisce quello sguardo un po' mortificato e molto imbecille, che ci posso fare? è più forte di me.
Finchè a un certo punto tutta la manfrina finisce perchè il babbo viene a riprendersela.
E sta a te prepararti a consolarlo mentre lei sale sulla macchina senza neppure voltarsi, quell'altro stagliato sulla soglia, struggente come Albano Carrisi al Festival.
Imbarazzante.
Adesso sei qui a fargli i grattini dietro alle orecchie, a sussurrargli dai, ma che ti frega? non sa quello che si perde. Quella è una che se la tira, non perderci tempo.
Lui ti guarda con quegli occhi languidi, un po' umidi, piazzando la testina sulla tua coscia.
Mentre batte la coda sul pavimento, piano piano.
6 giugno 2011
L'essere umano è una creatura terribilmente versatile.E' sostanzialmente a causa della sua innata capacità d'adattamento che da milioni di anni ammorba l'esistenza a tutte le altre specie del pianeta con la sua presenza.
Perchè si ambienta, sempre.
Tempo 6 giorni e quello capace che ti si eclissa completamente.
Ti perde il senso del tempo, il flusso delle abitudini di centinaia di giornate.
Puf.
Via.
Tra le onde.
Perde il concetto di "scarpa" e filtra tutt'al più quello di "infradito".
Riduce la propria vita cerebrale a quella del paguro che passa lì di fianco.
L'attività più performante richiesta all'unico neurone ancora attivo consiste nella scelta tra la protezione solare 4 o 6.
In uno scatto di genio completa il 7 verticale, 4 lettere, ballano se manca il gatto.
Dopo 2 ore.
Si autocompiace della propria abbronzatura.
Pancia in su. DDddio, che ffatica....ah. Collasso. Pancia in giù.
Indugia nello stendere il balsamo sotto la doccia.
Sviluppa una golosa, oziosa, nullafacente dipendenza alimentare verso Nonna Cecca e il suo croccante fritto misto di mare casalingo, consegnato caldo e fumante sotto diversi strati di carta alluminio.
Comincia a convincersi di poter passare il resto della sua vita in bikini e pareo.
Invece dopo.
E' ancora lunedì.
Con 75 messaggi di posta elettronica non letti.
Vojo morì.
Aridateme le cozze, vi prego.
31 maggio 2011
"Oooh, la connessione! bene, così posso andare un secondo sul blog."
"Ma che ci vai a fare? siamo al mare, che ti frega del blog."
"No, infatti, passami la crema vah. E' che non li ho neache avvisati, mi pare scortese."
"Ma chi?"
"Bhè, loro, no? Loro, quelli che...insomma loro, i miei...ehm..i cosi, come vuoi chiamarli...i miei lettori..."
"Chi??"
"Loro, ho detto. I lettori, i miei lettori. Ecco, l'ho detto."
"??!!"
E poi vabbhè niente, si sta ancora rotolando sulla sabbia, ecco.
p.s. Magù se la sta girando a pisello ignudo e con un pesce in bocca. Aiuto.
"Ma che ci vai a fare? siamo al mare, che ti frega del blog."
"No, infatti, passami la crema vah. E' che non li ho neache avvisati, mi pare scortese."
"Ma chi?"
"Bhè, loro, no? Loro, quelli che...insomma loro, i miei...ehm..i cosi, come vuoi chiamarli...i miei lettori..."
"Chi??"
"Loro, ho detto. I lettori, i miei lettori. Ecco, l'ho detto."
"??!!"
E poi vabbhè niente, si sta ancora rotolando sulla sabbia, ecco.
p.s. Magù se la sta girando a pisello ignudo e con un pesce in bocca. Aiuto.
26 maggio 2011
Dicci dicci
"Cara Susibita, ormai è un po' che ci conosciamo e che Magù frequenta questo asilo.""Mm."
"Abbiamo capito sin dall'inizio che avevamo a che fare con una persona un po' particolare, sai, per via di quel tuo modo di fare un po' svagato che non si capisce bene se ci sei o ci fai."
"Sì, ho presente. Vagamente."
"Ecco, appunto. Poi c'è stata quella volta che vi abbiamo chiesto di scrivere 2 paroline 2 su cosa rappresenta il nido per voi e tu te ne sei saltata fuori con quella roba in cui ringraziavi sentitamente la coperativa che ci gestisce perchè è grazie a lei che hai ripreso ad avere una vita tua, farti la doccia o la ceretta e infatti non hai più le liane sulle gambe. Poi ti sei anche firmata qualcosa tipo Vostra per-sempre-grata Susibita."
"Mm."
"Abbiamo preso tempo e siamo rimaste a guardare, benchè fosse ragionevole sospettare - ne converrai- che spippassi più di Raz Degan".
"Malevoli donne."
"Dulcis in fundo oggi ti presenti a prendere il bimbo con quella maglietta lì.
Che davanti c'hai scritto HELLO KITTY MAIALA."
"Ahem, sì, posso spiegare..."
"No, no, adesso devi rispondere a questa domanda..."
"Vi prego, i servizi sociali no...faccio la brava, giuro. Mi applicherò, maturerò."
"Ma dove l'hai comprata??? Dicci-dicci, ti prego... è fichissima!!"
C'è da dire che le tate del mio asilo sono troppo avanti.
24 maggio 2011
E quindi siamo qui: io, lui, e lei.
Dove lei sta per Lei, Nonna Pensaci Tu.
Aka sua madre.
Aka mia suocera, nel caso in cui un giorno Papone decidesse in seguito a violenta botta in testa di volersi veramente sposare una come me.
Lei che è molto nonna, tanto ex-maestra, un po' mamma e parecchio suocera.
Anche se non lo ammetterebbe manco sotto tortura.
Perchè lei è convinta che no, "mica sto facendo la suocera, è che dico quello che penso. A Susibita non da affatto fastidio, vero Susibita? Ad esempio sto cane che sta sempre in mezzo e lo trattate come fosse un altro figlio secondo me non va mica bene eh."
"Mm. Eh? Che?"
"Susibita starai mica adottando la tattica elusiva del scusate non stavo proprio facendo caso al discorso, ma ora inizia quell'interessantissimo documentario sulle usanze del Verme Arrampicatore e non posso davvero perdermelo. Perméésso... scusàààte... "
"Ma chi? io??!"
"Sì lo fai sempre: fai finta di ascoltare un po' distratta mentre annuisci e fai sìsì con la testa come per darmi ragione ma poi alla fine fai come ti pare a te comunque"
"Non è vero, nego tutto.
E comunque non ne ha le prove.
Mr Googhi!! ntch-ntch-ntch amorebellodimamma!! vieni qui cuccicucci, sdraiati sul tappeto viscinoviscino...pciù..."
Lei che sbriciola sotto il tavolo come un esercito di criceti infoiati nella segatura.
Lei che si abbozzola sotto le coperte.
Lei che fa le retate nel cascinale abbandonato e torna soddisfatta, con un bottino di piantine di salvia con le radici e ciliegi selvatici.
Lei che legge Sull'Adda e parla di Valtellina.
Lei che non taglia il formaggio, lo scotenna. E lo lascia sempre lì così, tagliato tutto storto.
Lei che si porta dietro il Magù nelle retate, lasciandomi preziose, luccicanti ore di libertà.
Lei che ti dice la sua. Sempre. Soprattutto quando non gliel'hai chiesta.
Abbiamo 56 h da passare insieme, da sole.
Io. Lei. Magù.
Uno è già a letto.
Una sta guardando "i pacchi".
L'altra se li sta tirando.
Non potremmo essere più diverse, ma siamo innamorate degli stessi due uomini.
Vorrà pur dire qualcosa.
Dove lei sta per Lei, Nonna Pensaci Tu.
Aka sua madre.
Aka mia suocera, nel caso in cui un giorno Papone decidesse in seguito a violenta botta in testa di volersi veramente sposare una come me.
Lei che è molto nonna, tanto ex-maestra, un po' mamma e parecchio suocera.
Anche se non lo ammetterebbe manco sotto tortura.
Perchè lei è convinta che no, "mica sto facendo la suocera, è che dico quello che penso. A Susibita non da affatto fastidio, vero Susibita? Ad esempio sto cane che sta sempre in mezzo e lo trattate come fosse un altro figlio secondo me non va mica bene eh."
"Mm. Eh? Che?"
"Susibita starai mica adottando la tattica elusiva del scusate non stavo proprio facendo caso al discorso, ma ora inizia quell'interessantissimo documentario sulle usanze del Verme Arrampicatore e non posso davvero perdermelo. Perméésso... scusàààte... "
"Ma chi? io??!"
"Sì lo fai sempre: fai finta di ascoltare un po' distratta mentre annuisci e fai sìsì con la testa come per darmi ragione ma poi alla fine fai come ti pare a te comunque"
"Non è vero, nego tutto.
E comunque non ne ha le prove.
Mr Googhi!! ntch-ntch-ntch amorebellodimamma!! vieni qui cuccicucci, sdraiati sul tappeto viscinoviscino...pciù..."
Lei che sbriciola sotto il tavolo come un esercito di criceti infoiati nella segatura.
Lei che si abbozzola sotto le coperte.
Lei che fa le retate nel cascinale abbandonato e torna soddisfatta, con un bottino di piantine di salvia con le radici e ciliegi selvatici.
Lei che legge Sull'Adda e parla di Valtellina.
Lei che non taglia il formaggio, lo scotenna. E lo lascia sempre lì così, tagliato tutto storto.
Lei che si porta dietro il Magù nelle retate, lasciandomi preziose, luccicanti ore di libertà.
Lei che ti dice la sua. Sempre. Soprattutto quando non gliel'hai chiesta.
Abbiamo 56 h da passare insieme, da sole.
Io. Lei. Magù.
Uno è già a letto.
Una sta guardando "i pacchi".
L'altra se li sta tirando.
Non potremmo essere più diverse, ma siamo innamorate degli stessi due uomini.
Vorrà pur dire qualcosa.
18 maggio 2011
Limortacci al coccodrillo
C'è stato un tempo in cui io e Sorella Subli viaggiavamo in due urlando gli Skunk Anansis con la radio volume 15.
E' stato diverso tempo fa, tipo che Bersani c'aveva ancora i capelli.
No, forse non così tanto in effetti, ma è un tempo che ormai percepisco un po'così - come dire?- giurassico.
Adesso viaggiamo in 4 e quelle che urlano non siamo più noi ma i 2 nani, che a Skin -senza offesa- je fanno una pippa.
Adesso viaggiamo in 4 e per farli smettere cantiamo comecazzofailIlcoccodrillo.
Adesso va bene qualunque cosa pur di farli star zitti.
Lo Sceriff-fo-fo.
Popoff il cosacco dello zar.
Intramezzo canti storico-popolari I: La Bella Gigogìn.
War (in the name of love).
Intramezzo canti storico-popolari II: Ho tu, Povero Alpino e a seguire il Piave Mormorava.
Viscious (Oh baby you'r so viciooouuus).
Samarcanda.
Sezione "amarcord", nell'ordine: Milaeshiro, Hellospank, Macarlettochiè?, O-o-o-occhi-di-gatto.
What's the story morning glory.
Intramezzo canti storico-popolari III: La bella la và al fosso (ravanei, remulass, barbabietole e spinass).
Adesso quella delle due che sta al posto del passeggero si deve arrotolare intorno allo schienale per infilzare (ops, scusate...volevo dire "infilare". Sìsì...) il ciuccio nella bocca del primo e dare una mazzata in testa al secondo.
In quel mentre può accadere che dal telefono compresso nei jeans partano chiamate involontarie, ma solo per fare un esempio, eh.
"Sì pronto?"
"...SONOLETAGLIATELLEDINONNAPINAA...UN PIENO DI ENERGIA...EFFETTO VITAMINA!!"
"Pronto? Ma chi è?"
"...MANGIATE CALDE COL RAGù...COL RAGù!!! ". Pettate un secondo eh, nani. Che mi è sembrato di sentire...Cazzo ma chi è che rompe i maroni proprio adesso...PRONTO?"
"Pronto, ma chi è?"
"Ma chi è lei semmai !- scusi -mi è arrivata la chiamata, eh!"
"No, veramente la chiamata è arrivata a noi da lei. Qui è il Credito Cooperativo dei Giovani Imprenditori di Sti Caxxi."
"Ah. Ahem. Quelli che ho chiamato ieri perchè avevo sbagliato a fare l'f24 e che mi hanno aiutato ad annullarlo? quelli che mi hanno salvato da morte certa per mano dei soci perchè non trovavo più il codice segreto di accesso alla carta? Quelli che sono sempre cortesi e gentili anche quando arrivo in banca con Magù spiaggiato sul passeggino e dall'angolo in cui ci siamo rintanati si sprigiona un inequivocabile puzzo di pannozzo ripieno?"
"Precisamente."
"Merda."
"Come prego?"
"Tut-tut-tut-tut..."
E' stato diverso tempo fa, tipo che Bersani c'aveva ancora i capelli.
No, forse non così tanto in effetti, ma è un tempo che ormai percepisco un po'così - come dire?- giurassico.
Adesso viaggiamo in 4 e quelle che urlano non siamo più noi ma i 2 nani, che a Skin -senza offesa- je fanno una pippa.
Adesso viaggiamo in 4 e per farli smettere cantiamo comecazzofailIlcoccodrillo.
Adesso va bene qualunque cosa pur di farli star zitti.
Lo Sceriff-fo-fo.
Popoff il cosacco dello zar.
Intramezzo canti storico-popolari I: La Bella Gigogìn.
War (in the name of love).
Intramezzo canti storico-popolari II: Ho tu, Povero Alpino e a seguire il Piave Mormorava.
Viscious (Oh baby you'r so viciooouuus).
Samarcanda.
Sezione "amarcord", nell'ordine: Milaeshiro, Hellospank, Macarlettochiè?, O-o-o-occhi-di-gatto.
What's the story morning glory.
Intramezzo canti storico-popolari III: La bella la và al fosso (ravanei, remulass, barbabietole e spinass).
Adesso quella delle due che sta al posto del passeggero si deve arrotolare intorno allo schienale per infilzare (ops, scusate...volevo dire "infilare". Sìsì...) il ciuccio nella bocca del primo e dare una mazzata in testa al secondo.
In quel mentre può accadere che dal telefono compresso nei jeans partano chiamate involontarie, ma solo per fare un esempio, eh.
"Sì pronto?"
"...SONOLETAGLIATELLEDINONNAPINAA...UN PIENO DI ENERGIA...EFFETTO VITAMINA!!"
"Pronto? Ma chi è?"
"...MANGIATE CALDE COL RAGù...COL RAGù!!! ". Pettate un secondo eh, nani. Che mi è sembrato di sentire...Cazzo ma chi è che rompe i maroni proprio adesso...PRONTO?"
"Pronto, ma chi è?"
"Ma chi è lei semmai !- scusi -mi è arrivata la chiamata, eh!"
"No, veramente la chiamata è arrivata a noi da lei. Qui è il Credito Cooperativo dei Giovani Imprenditori di Sti Caxxi."
"Ah. Ahem. Quelli che ho chiamato ieri perchè avevo sbagliato a fare l'f24 e che mi hanno aiutato ad annullarlo? quelli che mi hanno salvato da morte certa per mano dei soci perchè non trovavo più il codice segreto di accesso alla carta? Quelli che sono sempre cortesi e gentili anche quando arrivo in banca con Magù spiaggiato sul passeggino e dall'angolo in cui ci siamo rintanati si sprigiona un inequivocabile puzzo di pannozzo ripieno?"
"Precisamente."
"Merda."
"Come prego?"
"Tut-tut-tut-tut..."
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13 maggio 2011
Wanted.
Stanato il colpevole, quello che mi ha sputtanato il funzionamento del
telefono aziendale.
Non sono riuscita ad identificarlo con precisione ma è sicuramente un
individuo di bassa statura e grassoccio, capello biondo e orecchie interessanti.
Al momento dei fatti indossava una tuta blu con un rilievo di Cucciolo dei 7nani.
Qualche idea?
9 maggio 2011
6 maggio 2011
Castagna Matta
E adesso che tutto è finito.
Che accendiamo il caffè sulla cucina a gas, sfogliamo vecchie foto e leggiamo vecchie lettere.
Adesso che so che faccia ha zia Teresina. Che c'ho le prove, è esistita davvero, mica un'eroe della Marvel.
Adesso che mi spiego da chi ho preso le sopracciglia da Cannavaro.
Adesso che ti rivedo in costume e occhiali alla Hepburn.
Adesso che
Cari nonni, mi mancate tantissimo, ho cominciato a contare i giorni che mancano per tornare in Italia da voi. Sono solo 100, mi pare. La vostra nipotina. Smack.
Firmato: Sorellina Subli, anni 11.
Postscriptum: lascio qui sotto lo spazio per Susi che sta imparando a scrivere.
(Segue spazio).
Cari noni, come tate?
Io ho avuto l'erpes (...?...).
G. come sta?
Il gatto della vicina della sorella del portinaio come sta?
Avete fato l'abero di natale?
Firmato: Susi, anni 6.
Praticamente potrei averla scritta 2 mesi fa, dico a parte le doppie.
Adesso che ma questo chi è? Oddio, il cugino Narduzzo. Dio ma che gli davano da mangiare?
Adesso che certo che ci vestivate in quel modo, guardallà, mò mi spiego tante cose...
Adesso che ci guardiamo tutti un po' straniti, tanto smarriti.
Adesso che ci attacchiamo agli istanti di un vecchia kodak, aggrappiamo il profilo di una cartolina del '56 per non mollarla più.
Perchè se la lasciamo crolla tutto, crolliamo tutti.
Smettiamo di fingere che questo sia normale, che noi siamo normali.
E arrivederci e grazie.
Adesso che ci sono gli scatoloni con la tua conserva e le foglie di anice, l'orzo in polvere e l' extravergine, prendeteli sennò vanno a male.
Adesso che riporto a casa i libri che ti ho regalato.
Che posso tornare a sorridere per difendermi.
Adesso che il tuo scialle chi lo tiene, io la medaglietta, tu l'anello.
Io mi son presa questa castagna matta qui, di quelle che tenevi nella tasca del grembiule, contro la tosse. Che portafortuna, Susà.
Improvvisamente, di colpo, son diventato vecchio. Mi dice lui.
Improvvisamente, di colpo, ti vedo bambino. Penso io.
Quant'è diverso, quant'è buio, quanto fa male, il mondo, senza la tua mamma.
Che accendiamo il caffè sulla cucina a gas, sfogliamo vecchie foto e leggiamo vecchie lettere.
Adesso che so che faccia ha zia Teresina. Che c'ho le prove, è esistita davvero, mica un'eroe della Marvel.
Adesso che mi spiego da chi ho preso le sopracciglia da Cannavaro.
Adesso che ti rivedo in costume e occhiali alla Hepburn.
Adesso che
Cari nonni, mi mancate tantissimo, ho cominciato a contare i giorni che mancano per tornare in Italia da voi. Sono solo 100, mi pare. La vostra nipotina. Smack.
Firmato: Sorellina Subli, anni 11.
Postscriptum: lascio qui sotto lo spazio per Susi che sta imparando a scrivere.
(Segue spazio).
Cari noni, come tate?
Io ho avuto l'erpes (...?...).
G. come sta?
Il gatto della vicina della sorella del portinaio come sta?
Avete fato l'abero di natale?
Firmato: Susi, anni 6.
Praticamente potrei averla scritta 2 mesi fa, dico a parte le doppie.
Adesso che ma questo chi è? Oddio, il cugino Narduzzo. Dio ma che gli davano da mangiare?
Adesso che certo che ci vestivate in quel modo, guardallà, mò mi spiego tante cose...
Adesso che ci guardiamo tutti un po' straniti, tanto smarriti.
Adesso che ci attacchiamo agli istanti di un vecchia kodak, aggrappiamo il profilo di una cartolina del '56 per non mollarla più.
Perchè se la lasciamo crolla tutto, crolliamo tutti.
Smettiamo di fingere che questo sia normale, che noi siamo normali.
E arrivederci e grazie.
Adesso che ci sono gli scatoloni con la tua conserva e le foglie di anice, l'orzo in polvere e l' extravergine, prendeteli sennò vanno a male.
Adesso che riporto a casa i libri che ti ho regalato.
Che posso tornare a sorridere per difendermi.
Adesso che il tuo scialle chi lo tiene, io la medaglietta, tu l'anello.
Io mi son presa questa castagna matta qui, di quelle che tenevi nella tasca del grembiule, contro la tosse. Che portafortuna, Susà.
Improvvisamente, di colpo, son diventato vecchio. Mi dice lui.
Improvvisamente, di colpo, ti vedo bambino. Penso io.
Quant'è diverso, quant'è buio, quanto fa male, il mondo, senza la tua mamma.
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Nonna Profondo Sud,
tristezza
2 maggio 2011
Giù giù.
Inspira.
Espira.
Inspira.
Espira.
Pensa al profumo dei capelli di Magù quando gli annusi la testa a occhi chiusi.
Respira.
http://www.youtube.com/watch?v=CnQ8N1KacJc&feature=related
[qualcuno - comunque- dovrebbe dire a Billie Joe di fare qualcosa a 'sti capelli, io mò non c'ho la forza]
Espira.
Inspira.
Espira.
Pensa al profumo dei capelli di Magù quando gli annusi la testa a occhi chiusi.
Respira.
http://www.youtube.com/watch?v=CnQ8N1KacJc&feature=related
[qualcuno - comunque- dovrebbe dire a Billie Joe di fare qualcosa a 'sti capelli, io mò non c'ho la forza]
22 aprile 2011
Sono rientrata nella stanza quando non ve lo aspettavate.
Lei ti ha appoggiato la mano sul ginocchio, cercava il contatto.
Ha detto "che scemo, che sei!". Vi siete messi a ridere.
Io mi sono fatta piccola piccola, ancora di più, mentre pensavo Dio, quant'è passato? 10, 20, 30 anni?
Solo allora mi sono ricordata che siete fratelli.
Quando non avrò più paura della paura.
Quando sarò grande e avrò imparato l'incoscienza.
Quando smetterò di credere a me stessa e mi fiderò solo di te.
Qunado mi arrenderò felice al dubbio e alla fantasia.
Quando smetterò di dire quando.
Allora ti farò un fratellino, o una sorellina.
E non permetterò mai, maimaimai, che voi vi perdiate.
Lei ti ha appoggiato la mano sul ginocchio, cercava il contatto.
Ha detto "che scemo, che sei!". Vi siete messi a ridere.
Io mi sono fatta piccola piccola, ancora di più, mentre pensavo Dio, quant'è passato? 10, 20, 30 anni?
Solo allora mi sono ricordata che siete fratelli.
Quando non avrò più paura della paura.
Quando sarò grande e avrò imparato l'incoscienza.
Quando smetterò di credere a me stessa e mi fiderò solo di te.
Qunado mi arrenderò felice al dubbio e alla fantasia.
Quando smetterò di dire quando.
Allora ti farò un fratellino, o una sorellina.
E non permetterò mai, maimaimai, che voi vi perdiate.
20 aprile 2011
Thelma e Luigi
Devo guidare per 4 h senza sostituto, devo tornare su a casa dalla nonna.
Papone ci aspetta, mi dice vai piano e stai tranquilla.
Di solito guida lui, qualche volta ci alterniamo se il viaggio si fa lungo, ma se riesco me la svigno.
E' che io in autostrada sono ansiolitica.
C'ho l'ansia che prendo l'uscita sbagliata.
C'ho l'ansia del navigatore.
C'ho l'ansia dei camion.
C'ho l'ansia di quelli che tagliano la corsia.
C'ho l'ansia del sorpasso.
Divento bipolare e se mi suonano o fanno i prepotenti capace che tiro fuori il dito.
Capace che mi ritrovo all'autogrill successivo quello cui ho fatto il dito.
Siamo io, Magù, l'Arturazzo e i suoceri di mia sorella (? sì, lo so. Cosa vi devo dire? Siamo una famiglia allargata).
C'ho l'ansia della responsabilità.
Dio che ansia.
Papone ci aspetta, mi dice vai piano e stai tranquilla.
Di solito guida lui, qualche volta ci alterniamo se il viaggio si fa lungo, ma se riesco me la svigno.
E' che io in autostrada sono ansiolitica.
C'ho l'ansia che prendo l'uscita sbagliata.
C'ho l'ansia del navigatore.
C'ho l'ansia dei camion.
C'ho l'ansia di quelli che tagliano la corsia.
C'ho l'ansia del sorpasso.
Divento bipolare e se mi suonano o fanno i prepotenti capace che tiro fuori il dito.
Capace che mi ritrovo all'autogrill successivo quello cui ho fatto il dito.
Siamo io, Magù, l'Arturazzo e i suoceri di mia sorella (? sì, lo so. Cosa vi devo dire? Siamo una famiglia allargata).
C'ho l'ansia della responsabilità.
Dio che ansia.
13 aprile 2011
Comunicazione non verbale
Stop.
Semaforo rosso.
Tavolini sul marciapiede, baretto con pischelli universitari.
Alla radio questa.
...E aaa-rriverà... iiil profumo del bacio più dolce, l'abbraccio che ci scal-derààà...
Il pischello scandice le sillabe gettando sguardi e sorrisino dentro al finestrino aperto.
...Uuuna frase, una luna di quelle che poi ti...ti sorprenderàààà!!!!
(Pisch.): Allora? Come la mettiamo, bellina?
(S.): Ma 'bellina' de che? no - dico- ma ti sei visto? che c'avrai giusto quei 7-8 anni meno, eddai. Non se ne parla, guarda, sei sulla strada sbagliata.
(Pisch.): Eddai, non fare la difficile, c'è il sole, è primavera...
(S.): No, guarda, sei tu che non hai proprio capito una sega. 'Scolta, fidati, non c'è proprio trippa per gatti.
(Pisch.): Su-su - occhiolino - senti che bella canzonicina...
(S.): Aridaje. N-O. Ma che ti devo fare, i segnali morse? Toh! guarda, ti faccio pure il segno col pollice dell'autostoppista: la vedi -adesso- quella roba lì sul sedile posteriore?
(Pisch.): ...ah.
(S.): Ehhggià.
(Pisch.): Ma davvero?
(S.):No, per finta. Avevano finito i dadoni di pelusche e allora mi sono comprata il trio navicella-seggiolino multiage 0-3 anni. Così, come gadget.
(Pisch.): Oh, cazzo.
(S.): Ecco, appunto.
Semaforo rosso.
Tavolini sul marciapiede, baretto con pischelli universitari.
Alla radio questa.
...E aaa-rriverà... iiil profumo del bacio più dolce, l'abbraccio che ci scal-derààà...
Il pischello scandice le sillabe gettando sguardi e sorrisino dentro al finestrino aperto.
...Uuuna frase, una luna di quelle che poi ti...ti sorprenderàààà!!!!
(Pisch.): Allora? Come la mettiamo, bellina?
(S.): Ma 'bellina' de che? no - dico- ma ti sei visto? che c'avrai giusto quei 7-8 anni meno, eddai. Non se ne parla, guarda, sei sulla strada sbagliata.
(Pisch.): Eddai, non fare la difficile, c'è il sole, è primavera...
(S.): No, guarda, sei tu che non hai proprio capito una sega. 'Scolta, fidati, non c'è proprio trippa per gatti.
(Pisch.): Su-su - occhiolino - senti che bella canzonicina...
(S.): Aridaje. N-O. Ma che ti devo fare, i segnali morse? Toh! guarda, ti faccio pure il segno col pollice dell'autostoppista: la vedi -adesso- quella roba lì sul sedile posteriore?
(Pisch.): ...ah.
(S.): Ehhggià.
(Pisch.): Ma davvero?
(S.):No, per finta. Avevano finito i dadoni di pelusche e allora mi sono comprata il trio navicella-seggiolino multiage 0-3 anni. Così, come gadget.
(Pisch.): Oh, cazzo.
(S.): Ecco, appunto.
12 aprile 2011
NO, non lo è.
E' normale lavorare alle 11.20 di sera con Southpark di sottofondo e un gatto attorcigliato alla coscia?
No, non lo è.
Vado appunto a letto.
E' solo che mi sono dimenticata di aggiornare il blog su un fatto di fondamentale importanza:
Pepperepèèè-pe-pe-pe-pepperepèèèè...(trombetta dell'annuncio)
MAGU' HA 2 DENTI.
Dico, tolto il molare che ci lascia tutti preplessi.
L' incisivo sinistro è enorme, una specie di Ayers Rock nel deserto dei tartari.
We got it.
No, non lo è.
Vado appunto a letto.
E' solo che mi sono dimenticata di aggiornare il blog su un fatto di fondamentale importanza:
Pepperepèèè-pe-pe-pe-pepperepèèèè...(trombetta dell'annuncio)
MAGU' HA 2 DENTI.
Dico, tolto il molare che ci lascia tutti preplessi.
L' incisivo sinistro è enorme, una specie di Ayers Rock nel deserto dei tartari.
We got it.
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11 aprile 2011
Ho constatato
che il mio corpo è in grado di ingurgitare una quantità abominevole di cibo, inversamente proporzionale alle mie dimensioni.
n.2 costine
n. 2 spiedini
n. 1 bistecca
n. 1/2 porzione (facevo anche quella ceh si trattiene, eh) penne al ragù di cinghiale
n. 1 braciola grande
n. 2 porzioni di finocchi al latte
n. 1 porzione maxi d'insalata raccolta da Nonna Oroscopo
Quantità indefinita di patatine tex-mex.
n. 1 ulteriore porzione di finocchi al latte freddi, alle 4 del pomeriggio, dopo il caffè. Ma questi non li finisce nessuno?
Che dopo un pranzo così, un po' vegan, mi è sembrato giusto fare mezzo chilo in 3 di pasta al tonno per cena.
Che il mio cervello non ha mai acquisito quella cosa che si chiama senso della misura.
Ma il mio corpo sì.
E me l'ha ricordato stamattina tra le 7 e le 9.
=|
n.2 costine
n. 2 spiedini
n. 1 bistecca
n. 1/2 porzione (facevo anche quella ceh si trattiene, eh) penne al ragù di cinghiale
n. 1 braciola grande
n. 2 porzioni di finocchi al latte
n. 1 porzione maxi d'insalata raccolta da Nonna Oroscopo
Quantità indefinita di patatine tex-mex.
n. 1 ulteriore porzione di finocchi al latte freddi, alle 4 del pomeriggio, dopo il caffè. Ma questi non li finisce nessuno?
Che dopo un pranzo così, un po' vegan, mi è sembrato giusto fare mezzo chilo in 3 di pasta al tonno per cena.
Che il mio cervello non ha mai acquisito quella cosa che si chiama senso della misura.
Ma il mio corpo sì.
E me l'ha ricordato stamattina tra le 7 e le 9.
=|
5 aprile 2011
Test - dimmi come vai all'asilo e ti dirò chi sei
Sei all'Asilo nido Il Bruco Gaudente insieme ad altre famiglie per visita pre-iscrizioni.
1) Entri e...
a) Sfoggi un maglioncino a collo alto. Temperatura esterna 24 gradi. Interna 20. Si sa mai, con 'ste ariette primaverili ci scappa la broncopolmonite.
b) Anche se è sabato mattina e sei circondata da nanetti sbaviuscianti non sei a tuo agio senza un tacco 12 e la borsetta di Hermès.
c) Hai piantato la salvia nella tua nuova aiuoletta aromatica di fronte a casa mentre lui ti diceva "carico il bimbo e vengo su con la macchina" e mò c'hai una chiazza marrone sulla tuta adidas del '97. Speri tanto che tutti credano alla storia della salvia.
2) Mentre la TataVadoAManetta illustra le magnifiche sorti e progressive dei vostri figli, tu:
a) Tieni perpetuamente d'occhio il nano raccomandandogli di non toccare alcunchè. Metti giù, non si tocca, ma è un gioco, ah ok ma non in bocca, non lì sotto, stai attento, vieni con mamma, stai vicino.
b) Eserciti un magnetico sguardo monoespressivo grazie alle sopracciglia perfettamente disegnate (?) mentre tuo marito si occupa della bambina.
c) Non hai un'idea precisa di dove si trovi tuo figlio in questo momento. Un grido marziale proveniente dalla vasca delle palline ti rassicura in tal senso.
3) E' il momento delle domande, tocca a voi genitori:
a) La parola più quotata nella sequela delle tue domande è epidemia.
Ci sono state epidemie quest'anno? Ah, hanno avuto influenze varie eh, capisco. Quindi c'è il rischio epidemia. Sono tutti così vicini, per quello c'è rischio epidemia. Sarò sincera: sono un po' preoccupata per le epidemie.
b) Continui ad allenare il tuo magnetico sguardo monoespressivo grazie alle tue sopracciglia perfettamente disegnate.Tuo marito si occupa della bambina.
c) Per caso c'è mica un bagno sopra i 50 cm? Grazie, scusate eh, permesso. Grazie, grazie.
4) Test zona gioco:
a) Ma che bravo Luigino. Bravo bravo, basta così: adesso andiamo a lavarci le mani dai germi cattivi.
b) Devi uscire prima del previsto, saluti sollevando il sopracciglio monotematico. Manco a dirlo, a tua figlia di 6 mesi infili un mini-trench Armani. Ovvio. E di chi sennò?
c) Trascini via tuo figlio dalla saletta pranzo dove s'era apparecchiato a tavola col piattino dell'uomo ragno. Scusate, arriviamo anche noi, eccoci. Molla, t'ho detto. Non c'è nulla nel piatto, molla!
Maggioranza di risposte A: l'ansiosa.
Portare tuo figlio all'asilo è una vera sofferenza per te. Sei assolutamente convinta che finirà sbranato dai germi. O forse da quel compagno grassoccio là che ha appena finito di slumacarsi tutte le palline.
Maggioranza di risposte B: la fashion.
Tuo figlio manco lo scomodi, senza il trench di qui sopra.
Ben ripiegato, nella tua Gucci.
Maggioranza di risposte C: la cazzara.
Il nido per te è la sopravvivenza.
Ma alla fine ti sa che non lo sposti.
Vi siete giusto fatti un giro così, nella vasca delle palline.
E ora provate a indovinare cos'ha risposto Susibita.
Sarà molto, molto difficile, ma so che ce la potete fare.
1) Entri e...
a) Sfoggi un maglioncino a collo alto. Temperatura esterna 24 gradi. Interna 20. Si sa mai, con 'ste ariette primaverili ci scappa la broncopolmonite.
b) Anche se è sabato mattina e sei circondata da nanetti sbaviuscianti non sei a tuo agio senza un tacco 12 e la borsetta di Hermès.
c) Hai piantato la salvia nella tua nuova aiuoletta aromatica di fronte a casa mentre lui ti diceva "carico il bimbo e vengo su con la macchina" e mò c'hai una chiazza marrone sulla tuta adidas del '97. Speri tanto che tutti credano alla storia della salvia.
2) Mentre la TataVadoAManetta illustra le magnifiche sorti e progressive dei vostri figli, tu:
a) Tieni perpetuamente d'occhio il nano raccomandandogli di non toccare alcunchè. Metti giù, non si tocca, ma è un gioco, ah ok ma non in bocca, non lì sotto, stai attento, vieni con mamma, stai vicino.
b) Eserciti un magnetico sguardo monoespressivo grazie alle sopracciglia perfettamente disegnate (?) mentre tuo marito si occupa della bambina.
c) Non hai un'idea precisa di dove si trovi tuo figlio in questo momento. Un grido marziale proveniente dalla vasca delle palline ti rassicura in tal senso.
3) E' il momento delle domande, tocca a voi genitori:
a) La parola più quotata nella sequela delle tue domande è epidemia.
Ci sono state epidemie quest'anno? Ah, hanno avuto influenze varie eh, capisco. Quindi c'è il rischio epidemia. Sono tutti così vicini, per quello c'è rischio epidemia. Sarò sincera: sono un po' preoccupata per le epidemie.
b) Continui ad allenare il tuo magnetico sguardo monoespressivo grazie alle tue sopracciglia perfettamente disegnate.Tuo marito si occupa della bambina.
c) Per caso c'è mica un bagno sopra i 50 cm? Grazie, scusate eh, permesso. Grazie, grazie.
4) Test zona gioco:
a) Ma che bravo Luigino. Bravo bravo, basta così: adesso andiamo a lavarci le mani dai germi cattivi.
b) Devi uscire prima del previsto, saluti sollevando il sopracciglio monotematico. Manco a dirlo, a tua figlia di 6 mesi infili un mini-trench Armani. Ovvio. E di chi sennò?
c) Trascini via tuo figlio dalla saletta pranzo dove s'era apparecchiato a tavola col piattino dell'uomo ragno. Scusate, arriviamo anche noi, eccoci. Molla, t'ho detto. Non c'è nulla nel piatto, molla!
Maggioranza di risposte A: l'ansiosa.
Portare tuo figlio all'asilo è una vera sofferenza per te. Sei assolutamente convinta che finirà sbranato dai germi. O forse da quel compagno grassoccio là che ha appena finito di slumacarsi tutte le palline.
Maggioranza di risposte B: la fashion.
Tuo figlio manco lo scomodi, senza il trench di qui sopra.
Ben ripiegato, nella tua Gucci.
Maggioranza di risposte C: la cazzara.
Il nido per te è la sopravvivenza.
Ma alla fine ti sa che non lo sposti.
Vi siete giusto fatti un giro così, nella vasca delle palline.
E ora provate a indovinare cos'ha risposto Susibita.
Sarà molto, molto difficile, ma so che ce la potete fare.
30 marzo 2011
Ti sei sbagliata
Quando l'altro giorno l'avresti presa a mazzate.
Eccheppalle, son qui che mi sbatto a 1000 e non va mai bene, e non si fida , e non ci crede, e chi glielo assicura, ma sei sicura, e chi te lo ha detto, e la nuora della cugina della figlia di Zia Pina ha detto.
Mò le do una botta in testa, giuro.
C'ha 89 anni, cazzarola, Susi.
Ti sei sbagliata, dillo.
Perchè poi lo sai che arriva quel momento in cui ti guarda e tu, sotto la rete delle rughe, la riconosci, per un istante. La donna che quel giorno ti faceva i codini, ti sollevava in braccio verso lo specchio e diceva Guardati, Susà, bella come una bambolina sei.
Quando a 14 anni in piscina, tutte le altre disinvolte, tu sempre con 'sta maglietta accollata, mica ti sei messa in costume.
Troppo bassa, troppo magra, troppo secca, troppo piatta, troppo grassa, troppi peli, troppo bianca, troppo nera.
Ti sei sbagliata, eri bellina.
Quando a 23 hai pensato tanto non me lo chiede, e invece poi te l'hanno chiesto, e ti sei giocata il 30 perchè eri già la solita cazzara.
Quando hai pensato è questo quello giusto, sìsì.
No, non era vero.
Era l'altro. Quello che manco ti si filava, 3 mesi prima.
Ti sei sbagliata quando hai pensato un figlio mai, ti stravolge la vita, non sarà mai più lo stesso, non sono pronta.
Ti ha stravolto la vita, non è più lo stesso.
Poi però fammelo sapere, quand'è, precisamente, che le cose rimangono le stesse.
E no, decisamente non eri pronta.
Ma trovamela, adesso, una veramente pronta di fronte a tutto questo.
Ti sei sbagliata quando hai pensato massììì, eccheccivuole a fare 'na pastina, tenerlo pulito e cambiargli il pannozzo?
Che la tua pastina la schifa, tu non c'è una volta che ti ricordi in tempo di comprare i pannozzi e 'ste tutine son sempre lercie di sugo.
Ti sei sbagliata quando hai detto io la mamma non la so fare, non è colpa mia, non ci son portata e poi hai inventato lo SpaccaCoccole* e ieri gli hai letto "Winston - la battaglia di un orso polare contro il riscaldamento globale" comprata dal tuo amico Paul, senegalese.
Ti sbagli se pensi lo vedi quanti errori?
Avrei dovuto invece. Sarebbe stato meglio che. Se solo avessi. Se solo fossi.
Come se quello che hai fatto, ciò che sei stata, le scelte che hai preso di pancia, di cuore, di testa e sì - pure quelle un po' di culo - non contassero affatto.
Se pensi di non poter convivere coi tuoi abbagli, i pregiudizi sbagliati, le idiosincrasie, le tue idiozie.
Se pensi che non servano invece tutti, tutti insieme, per mostrarli a Magù come conchiglie e poi dirgli Ecco, vedi un po' tu. Fai i tuoi, rifai i miei, inventane di nuovi, fanne quello che ti pare. Non sono perfetta. Però sto qui, non mi muovo, eh.
* intermezzo di circa 30 minuti nella pausa pranzo lavorativa: l'interludio che "spacca" la giornata in due e al centro mette questi due tizi, due a caso, che si tolgono scarpe e ciabattine e ruzzolano per terra scambiandosi bacini bavosi, solletico e coccole smielose.
Eccheppalle, son qui che mi sbatto a 1000 e non va mai bene, e non si fida , e non ci crede, e chi glielo assicura, ma sei sicura, e chi te lo ha detto, e la nuora della cugina della figlia di Zia Pina ha detto.
Mò le do una botta in testa, giuro.
C'ha 89 anni, cazzarola, Susi.
Ti sei sbagliata, dillo.
Perchè poi lo sai che arriva quel momento in cui ti guarda e tu, sotto la rete delle rughe, la riconosci, per un istante. La donna che quel giorno ti faceva i codini, ti sollevava in braccio verso lo specchio e diceva Guardati, Susà, bella come una bambolina sei.
Quando a 14 anni in piscina, tutte le altre disinvolte, tu sempre con 'sta maglietta accollata, mica ti sei messa in costume.
Troppo bassa, troppo magra, troppo secca, troppo piatta, troppo grassa, troppi peli, troppo bianca, troppo nera.
Ti sei sbagliata, eri bellina.
Quando a 23 hai pensato tanto non me lo chiede, e invece poi te l'hanno chiesto, e ti sei giocata il 30 perchè eri già la solita cazzara.
Quando hai pensato è questo quello giusto, sìsì.
No, non era vero.
Era l'altro. Quello che manco ti si filava, 3 mesi prima.
Ti sei sbagliata quando hai pensato un figlio mai, ti stravolge la vita, non sarà mai più lo stesso, non sono pronta.
Ti ha stravolto la vita, non è più lo stesso.
Poi però fammelo sapere, quand'è, precisamente, che le cose rimangono le stesse.
E no, decisamente non eri pronta.
Ma trovamela, adesso, una veramente pronta di fronte a tutto questo.
Ti sei sbagliata quando hai pensato massììì, eccheccivuole a fare 'na pastina, tenerlo pulito e cambiargli il pannozzo?
Che la tua pastina la schifa, tu non c'è una volta che ti ricordi in tempo di comprare i pannozzi e 'ste tutine son sempre lercie di sugo.
Ti sei sbagliata quando hai detto io la mamma non la so fare, non è colpa mia, non ci son portata e poi hai inventato lo SpaccaCoccole* e ieri gli hai letto "Winston - la battaglia di un orso polare contro il riscaldamento globale" comprata dal tuo amico Paul, senegalese.
Ti sbagli se pensi lo vedi quanti errori?
Avrei dovuto invece. Sarebbe stato meglio che. Se solo avessi. Se solo fossi.
Come se quello che hai fatto, ciò che sei stata, le scelte che hai preso di pancia, di cuore, di testa e sì - pure quelle un po' di culo - non contassero affatto.
Se pensi di non poter convivere coi tuoi abbagli, i pregiudizi sbagliati, le idiosincrasie, le tue idiozie.
Se pensi che non servano invece tutti, tutti insieme, per mostrarli a Magù come conchiglie e poi dirgli Ecco, vedi un po' tu. Fai i tuoi, rifai i miei, inventane di nuovi, fanne quello che ti pare. Non sono perfetta. Però sto qui, non mi muovo, eh.
* intermezzo di circa 30 minuti nella pausa pranzo lavorativa: l'interludio che "spacca" la giornata in due e al centro mette questi due tizi, due a caso, che si tolgono scarpe e ciabattine e ruzzolano per terra scambiandosi bacini bavosi, solletico e coccole smielose.
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29 marzo 2011
Spiegatemelo voi
Supemercato, scaffale reparto libreria.
Cime tempestose, E. Bronte.
Nuova edizione, carina, una bella grafica di copertina (che fa sempre la sua porca parte, per quanto mi riguarda).
E fin qui ok. Grazie.
Mi scappa l'occhio su un bollino sovrapposto alla copertina:
Cime tempestose - tra i romanzi preferiti da Edward e Bella!!
...
??
In che senso, scusa?
In quale preciso momento è accaduto che Gnocco Vampiro Vegetariano abbonato a "Io vivo Biologico" e Faccia Smunta diventassero pusher della Bronte?
No dico, per l'amor del cielo, carini loro due eh. Mielosissimi, prevedibili come la cacca ma carucci.
Però da lì a farmi da sponsor a Cime Tempestose ne passa.
Sono pur sempre due che c'hanno la faccia di quelli appena usciti dal Confetto Falqui Party, cazzarola.
Eddaii!!
Io non lo so, proprio non capisco.
Quand'è successo? Com'è successo?
Ditemelo voi.
Spiegatemi.
Cime tempestose, E. Bronte.
Nuova edizione, carina, una bella grafica di copertina (che fa sempre la sua porca parte, per quanto mi riguarda).
E fin qui ok. Grazie.
Mi scappa l'occhio su un bollino sovrapposto alla copertina:
Cime tempestose - tra i romanzi preferiti da Edward e Bella!!
...
??
In che senso, scusa?
In quale preciso momento è accaduto che Gnocco Vampiro Vegetariano abbonato a "Io vivo Biologico" e Faccia Smunta diventassero pusher della Bronte?
No dico, per l'amor del cielo, carini loro due eh. Mielosissimi, prevedibili come la cacca ma carucci.
Però da lì a farmi da sponsor a Cime Tempestose ne passa.
Sono pur sempre due che c'hanno la faccia di quelli appena usciti dal Confetto Falqui Party, cazzarola.
Eddaii!!
Io non lo so, proprio non capisco.
Quand'è successo? Com'è successo?
Ditemelo voi.
Spiegatemi.
28 marzo 2011
Non mi devo preoccupare, vero?
"Buongiorno dottoressa, senta alla fine quel dente è arrivato. Si ricorda il febbrone di quella notte? Probabilmente era appunto quello."
"Ah bene, bene. Sì i dentini fanno questo strano effetto, delle volte."
"Sì, solo che le dicevo, il dentino è uno. E poco "ino".
E' un po' in giù, giù di lato voglio dire...mi sa che è un molare, premolare, una roba del genere. Non è abbastanza in qua per essere un canino, tantomeno un laterale."
"No bhè, certo, questa è l'età tipica dei molari, sìsì. Giusto in tempo."
"Sè. Ookkei.
...ma gli altri? che fanno? Scolano la pasta? Attendono lo scioglimento dei ghiacciai? Che fanno?"
"Ah perchè non ce ne sono punti?"
"Che??" Ma che dice questa? Ma che s'è magnata? Chi la capisce? Cosa mi comunica?
"Voglio dire: non ce ne sono altri? E'il primo ed unico dentino?" 'Mazza 'sti forestieri che ignoranti, devo pure farle lo S-P-E-L-L-I-N-G a questa, adesso. Si sciacquassero i panni in Arno, si sciacquassero.
"Bhè, in questa fase può capitare che si creino dei buchi e che alcuni non spuntino affatto, ma insomma...mica possono disertare tutti, dai..."
"Cioè mi sta dicendo che c'è una possibilità che mi rimanga sdentato eccetto che per un molare? Tipo tartaruga?"
"Non sia pessimista, signora."
"Ah bene, bene. Sì i dentini fanno questo strano effetto, delle volte."
"Sì, solo che le dicevo, il dentino è uno. E poco "ino".
E' un po' in giù, giù di lato voglio dire...mi sa che è un molare, premolare, una roba del genere. Non è abbastanza in qua per essere un canino, tantomeno un laterale."
"No bhè, certo, questa è l'età tipica dei molari, sìsì. Giusto in tempo."
"Sè. Ookkei.
...ma gli altri? che fanno? Scolano la pasta? Attendono lo scioglimento dei ghiacciai? Che fanno?"
"Ah perchè non ce ne sono punti?"
"Che??" Ma che dice questa? Ma che s'è magnata? Chi la capisce? Cosa mi comunica?
"Voglio dire: non ce ne sono altri? E'il primo ed unico dentino?" 'Mazza 'sti forestieri che ignoranti, devo pure farle lo S-P-E-L-L-I-N-G a questa, adesso. Si sciacquassero i panni in Arno, si sciacquassero.
"Bhè, in questa fase può capitare che si creino dei buchi e che alcuni non spuntino affatto, ma insomma...mica possono disertare tutti, dai..."
"Cioè mi sta dicendo che c'è una possibilità che mi rimanga sdentato eccetto che per un molare? Tipo tartaruga?"
"Non sia pessimista, signora."
25 marzo 2011
Dare e avere
Certi pensieri sopraggiungono spontanei quando decidi di fare pausa pranzo in giardino e c'è il sole alto, Magù che ruzzola nell'erba, la luce intensa della primavera e tu ti stai controllando la ricrescita dei peli sulle gambe.
Magù è ormai un biondino di quasi 15 mesi che vira al ricciolo, occhi grigi e ciglia lunghissime.
Il suo roseo sorriso gengivale è initerrotto, eccetto che per un molare, primo ingombrante esemplare della futura colonia dentaria.
A Magù piace leccare il gelato, ballare la lambada ("...e bere pinacolada".Tiè: beccatevi 'sta dotta citazione...chi la sa?), offrire il panino a Mr Googhi e poi all'ultimo tirarlo via (sì, lo so, è bastardo dentro), imboccare la mamma, impennare sul dondolo, mangiare il kebab, Susibita e Papone che si baciano ridendo.
15+9 mesi fa ha vinto una coppia di genitori giovani, belli, modesti e adeguatamente cazzari.
Susibita è mamma da quasi 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 3 e mezzo nel cervello.
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, e purtroppo anche le tette.
Papone è papone da 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 4 nel cervello (perchè è più vecchio di un po' di mesi).
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, ma non le tette (o lmeno non le sue).
Insieme, 15+9 mesi fa, hanno vinto un Magù che è paro-paro come se l'erano immaginato: giovane, bello, modesto e adeguatamente cazzaro.
Niente, solo per dire che a me la primavera ispira a fare un po' di bilanci.
Magù è ormai un biondino di quasi 15 mesi che vira al ricciolo, occhi grigi e ciglia lunghissime.
Il suo roseo sorriso gengivale è initerrotto, eccetto che per un molare, primo ingombrante esemplare della futura colonia dentaria.
A Magù piace leccare il gelato, ballare la lambada ("...e bere pinacolada".Tiè: beccatevi 'sta dotta citazione...chi la sa?), offrire il panino a Mr Googhi e poi all'ultimo tirarlo via (sì, lo so, è bastardo dentro), imboccare la mamma, impennare sul dondolo, mangiare il kebab, Susibita e Papone che si baciano ridendo.
15+9 mesi fa ha vinto una coppia di genitori giovani, belli, modesti e adeguatamente cazzari.
Susibita è mamma da quasi 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 3 e mezzo nel cervello.
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, e purtroppo anche le tette.
Papone è papone da 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 4 nel cervello (perchè è più vecchio di un po' di mesi).
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, ma non le tette (o lmeno non le sue).
Insieme, 15+9 mesi fa, hanno vinto un Magù che è paro-paro come se l'erano immaginato: giovane, bello, modesto e adeguatamente cazzaro.
Niente, solo per dire che a me la primavera ispira a fare un po' di bilanci.
21 marzo 2011
Tirami-sù.
"Dai ma che ti frega, per una volta!"
"Sì per l'amor del cielo che c'hai 'na faccia che grida vendetta agli dei e agli uomini, almeno stacchi un attimo."
Lei entra e si siede.
Si guarda riflessa nello specchio gigante, il viso un po' pallido, tutta occhi.
Inclina la testa chiedendosi perchè, starò mica covando ancora qualcosa.
(Toh: pigliati un pezzo di arrosto in più, che pari una lucertola vestita - direbbe Nonna Oroscopo).
"Ciao tessssòòòrro, oggi ho 10 minuti in più: ce la fai a farmi uno shining?"
"Il solito per favore, domani arriva mio figlio con la nuora. Secondo te la tinta regge ancora o rinfreschiamo?"
"Scusa ma guarda che ti sei messa la vestina al contrario..."
Lei si riaggiusta la vestina proteggi-coso, scusa eh, ma è che non ci vengo spesso da 'ste parti. Sì, bhè, si evince dalla mia chioma a torsolo di ananas, lo avrai notato. Come? Ah sì, grazie.
Lei s'immerge goduriosa in una rivista di Gossip palesemente compiaciuta.
"Ti piace? Laccato opaco super gloss rouge superbe, solo 35 €."
"Stu-pen-do. Dddio quanto lo vorrei anch'io...ma ho le mani brutte, sai com'è, e proprio non mi ci sta."
Lei apprende che la tizia che fa la Prova del Cuoco ha buttato fuori di casa il marito fedrifago. Hum, interessante.
"Taglio corto? Scalato? La frangetta come? Spagnola? Parigina? Jamaicana?"
"No, bhè. Li sto facendo crescere, solo un'aggiustatina."
"Li stai facendo crescere e sei venuta a tagliarti i capelli?"
"Sono una donna dalle mille contraddizioni, che vuoi che ti dica, fa parte del mio fascino."
"..."
"Jamaicana andrà benissimo, grazie."
"Poi mi sono iscritta in palestra così butto giù un po' di culo. Mammamia quanto mi piace questa di LadyGaga, alza un po' dai..."
Lei apprende che la tizia lo ha pizzicato con un'altra. Indignazione.
"Bhè, ora direi proprio che ci siamo. Scusa ma posso chiederti quanti anni hai? Perchè sembri una ragazzina. Davvero hai un bambino?"
"...a quel punto io l'ho mollato lì insieme a quei 4 sfigati dei suoi amici e me ne sono andata. Merito di meglio, io. Lo so, e basta."
"Ho chiesto il part-time e non me lo danno, brutti stronzi. E mi hanno pure chiesto se quest'anno ho intenzione di sposarmi, hanno paura che rimanga incinta, quei luridi."
"Si vedono quelli bianchi?? Cioè no, volevo dire, la ricrescita. Si nota, la ricrescita?"
Lei si alza e paga il conto, impreca davanti allo scontrino e ricorda a sè stessa la ragione per la quale non ci va mai.
Intanto le girano i maroni e non riesce a fare a meno di fare il conto di quanta spesa avrebbe potuto fare con la stessa somma. Pure il pesce mi ci stava, vaccabestia.
Il conto di quanto le è costato questo giro sulla Giostra delle Donne.
[Aggiornamento tecnico: siamo usciti dalla fase total-nude: il Magù ex-sdentato ha messo su il suo primo dentino.
Un molare.
...
Ah, e se n'è accorta Zia Subly, per la cronaca. Che io e il papone ancora stavamo là a domandarci il perchè di quel febbrone stranamente improvviso l'altra notte...].
"Sì per l'amor del cielo che c'hai 'na faccia che grida vendetta agli dei e agli uomini, almeno stacchi un attimo."
Lei entra e si siede.
Si guarda riflessa nello specchio gigante, il viso un po' pallido, tutta occhi.
Inclina la testa chiedendosi perchè, starò mica covando ancora qualcosa.
(Toh: pigliati un pezzo di arrosto in più, che pari una lucertola vestita - direbbe Nonna Oroscopo).
"Ciao tessssòòòrro, oggi ho 10 minuti in più: ce la fai a farmi uno shining?"
"Il solito per favore, domani arriva mio figlio con la nuora. Secondo te la tinta regge ancora o rinfreschiamo?"
"Scusa ma guarda che ti sei messa la vestina al contrario..."
Lei si riaggiusta la vestina proteggi-coso, scusa eh, ma è che non ci vengo spesso da 'ste parti. Sì, bhè, si evince dalla mia chioma a torsolo di ananas, lo avrai notato. Come? Ah sì, grazie.
Lei s'immerge goduriosa in una rivista di Gossip palesemente compiaciuta.
"Ti piace? Laccato opaco super gloss rouge superbe, solo 35 €."
"Stu-pen-do. Dddio quanto lo vorrei anch'io...ma ho le mani brutte, sai com'è, e proprio non mi ci sta."
Lei apprende che la tizia che fa la Prova del Cuoco ha buttato fuori di casa il marito fedrifago. Hum, interessante.
"Taglio corto? Scalato? La frangetta come? Spagnola? Parigina? Jamaicana?"
"No, bhè. Li sto facendo crescere, solo un'aggiustatina."
"Li stai facendo crescere e sei venuta a tagliarti i capelli?"
"Sono una donna dalle mille contraddizioni, che vuoi che ti dica, fa parte del mio fascino."
"..."
"Jamaicana andrà benissimo, grazie."
"Poi mi sono iscritta in palestra così butto giù un po' di culo. Mammamia quanto mi piace questa di LadyGaga, alza un po' dai..."
Lei apprende che la tizia lo ha pizzicato con un'altra. Indignazione.
"Bhè, ora direi proprio che ci siamo. Scusa ma posso chiederti quanti anni hai? Perchè sembri una ragazzina. Davvero hai un bambino?"
"...a quel punto io l'ho mollato lì insieme a quei 4 sfigati dei suoi amici e me ne sono andata. Merito di meglio, io. Lo so, e basta."
"Ho chiesto il part-time e non me lo danno, brutti stronzi. E mi hanno pure chiesto se quest'anno ho intenzione di sposarmi, hanno paura che rimanga incinta, quei luridi."
"Si vedono quelli bianchi?? Cioè no, volevo dire, la ricrescita. Si nota, la ricrescita?"
Lei si alza e paga il conto, impreca davanti allo scontrino e ricorda a sè stessa la ragione per la quale non ci va mai.
Intanto le girano i maroni e non riesce a fare a meno di fare il conto di quanta spesa avrebbe potuto fare con la stessa somma. Pure il pesce mi ci stava, vaccabestia.
Il conto di quanto le è costato questo giro sulla Giostra delle Donne.
[Aggiornamento tecnico: siamo usciti dalla fase total-nude: il Magù ex-sdentato ha messo su il suo primo dentino.
Un molare.
...
Ah, e se n'è accorta Zia Subly, per la cronaca. Che io e il papone ancora stavamo là a domandarci il perchè di quel febbrone stranamente improvviso l'altra notte...].
15 marzo 2011
Sui figli dei tuoi figli
"E' la prima volta che lo fai? Tranquilla, è una scemata. Poi è solo per una settimana: alla fine sarai un drago."
"Ma io, dottoressa...è sicura? Se per caso sbaglio qualcosa quella poi la sente lei, lo sa com'è fatta..."
"Mi sta dicendo che è intimorita da sua nonna? Quella dolce vecchina 87enne che sforna frittelle di castagne e offre sempre caffè con la panna?"
"Ma chi? Io??? Naaa."
"Batuffoli di cotone ok, disinfettante ok..."
"Susà."
"...siringa ok, è pure piccola, 'na passeggiata, me lo sento".
"Susà."
"Ci siamo, ho tutto. Sono pronta. Non ho nessuna intenzione di ascoltarti, ho detto che sono pronta, le punture le devi fare e io non guardo in faccia nessuno."
"Susà. Ti raccomando Susà."
"Non mi metterai in soggezione. Non le vedo neanche le corna che fai sopra il tavolo, guarda. Ci passo proprio oltre. Silenzio che mi deconcentri."
"Susà. A me gli occhi Susà. Ti leggo nell'anima Susà..."
"Na-na-na non ti sento...na-na-na...stringo la ciccetta, così."
"...e ricadrà sulle generazioni tue, dei tuoi figli, dei figli dei tuoi figli...Susà ascoltami quando ti parlo...oh."
"Fatto."
"....."
"Susà?"
"Eh, nonna. Che c'è."
"Tieni le manine da fata, Susà."
"Ma io, dottoressa...è sicura? Se per caso sbaglio qualcosa quella poi la sente lei, lo sa com'è fatta..."
"Mi sta dicendo che è intimorita da sua nonna? Quella dolce vecchina 87enne che sforna frittelle di castagne e offre sempre caffè con la panna?"
"Ma chi? Io??? Naaa."
"Batuffoli di cotone ok, disinfettante ok..."
"Susà."
"...siringa ok, è pure piccola, 'na passeggiata, me lo sento".
"Susà."
"Ci siamo, ho tutto. Sono pronta. Non ho nessuna intenzione di ascoltarti, ho detto che sono pronta, le punture le devi fare e io non guardo in faccia nessuno."
"Susà. Ti raccomando Susà."
"Non mi metterai in soggezione. Non le vedo neanche le corna che fai sopra il tavolo, guarda. Ci passo proprio oltre. Silenzio che mi deconcentri."
"Susà. A me gli occhi Susà. Ti leggo nell'anima Susà..."
"Na-na-na non ti sento...na-na-na...stringo la ciccetta, così."
"...e ricadrà sulle generazioni tue, dei tuoi figli, dei figli dei tuoi figli...Susà ascoltami quando ti parlo...oh."
"Fatto."
"....."
"Susà?"
"Eh, nonna. Che c'è."
"Tieni le manine da fata, Susà."
14 marzo 2011
"Quella brutta brutta mamma cattiva che ti porta sempre via. Brutta mamma, brutta!"
"Amorinodellanonna vieni qui, che quasi non mi riconoscevi più, con tutto il tempo che sei stato via..."
"Senti ma se ne facessi tipo un altro paio noi non ci sentiremmo così, ne avremmo sempre uno a turno e basta problemi. Facile, no?"
"Quand'è che ripartite? Quand'è che questiduedisgraziati ti riportano via, creaturadorata?"
"Vedi? Se invece rimanevi qui te lo andavo a prendere io all'asilo e te lo tenevo pure al pomeriggio, tu potevi lavorare tranquilla e non avresti quella faccia verde come un mocho slavato."
"Ehhh, come si stava bene qua! Ma chi ve lo ha fatto fare di andarvene laggiù lo sapete solo voi."
"Ho saputo che laggiù ci sono casi di ebola, malaria, mancanza cronica di lavoro, pericolo di terremoti, valanghe, invasioni di cavallette. Sei sicura che state bene? Non avete cambiato idea?"
Avete assistito a: "Quella brutta brutta mamma cattiva."
Starring: Papone's Family.
Guest star: Susibita.
E con la partecipazione straordinaria del piccolo Magù Amoredenonnaedezzia.
Io li adoro.
E' che sono vittime della SPAM (Sindorme da Prolungata Astinenza da Magù).
Dura circa le prime 48 h, poi smettono.
"Amorinodellanonna vieni qui, che quasi non mi riconoscevi più, con tutto il tempo che sei stato via..."
"Senti ma se ne facessi tipo un altro paio noi non ci sentiremmo così, ne avremmo sempre uno a turno e basta problemi. Facile, no?"
"Quand'è che ripartite? Quand'è che questiduedisgraziati ti riportano via, creaturadorata?"
"Vedi? Se invece rimanevi qui te lo andavo a prendere io all'asilo e te lo tenevo pure al pomeriggio, tu potevi lavorare tranquilla e non avresti quella faccia verde come un mocho slavato."
"Ehhh, come si stava bene qua! Ma chi ve lo ha fatto fare di andarvene laggiù lo sapete solo voi."
"Ho saputo che laggiù ci sono casi di ebola, malaria, mancanza cronica di lavoro, pericolo di terremoti, valanghe, invasioni di cavallette. Sei sicura che state bene? Non avete cambiato idea?"
Avete assistito a: "Quella brutta brutta mamma cattiva."
Starring: Papone's Family.
Guest star: Susibita.
E con la partecipazione straordinaria del piccolo Magù Amoredenonnaedezzia.
Io li adoro.
E' che sono vittime della SPAM (Sindorme da Prolungata Astinenza da Magù).
Dura circa le prime 48 h, poi smettono.
8 marzo 2011
Puffosamente Proust.
Io sarei anche un po' stufa della rava-e-la-fava sulla donna multitasking e funambola, del noi-sappiamo-fare-più-cose-contemporaneamente e questo dovrebbe renderci speciali.
Francamente mi farebbero comodo un po' meno acrobazie e un po' più di risorse e possibilità.
(Comunque Allegria! e tanti auguri a tutte, eh.)
In ogni caso io e Sorella Subly, da personcine sensibili quali siamo, riflettevamo anche sull'iniquo e triste destino di parecchi mazzetti di puffose mimose.
"Puffoso" è l'aggettivo che, nella nostra infanzia, andava ad indicare tutto ciò che era morbido, spumosamente gonfio. Puffoso, per l'appunto.
E questo piccolo aggettivo mi ha subitaneamente indotto il classico effetto Proustiano della Madaleine.
Tre bambine su un tombino, strette come un paio di collant antitrombo.
Susibita, piccoletta e stordita, Subly Sorella(Caporal)Maggiore e Amichetta, un caschetto di capelli castani con un'insana passione per il melodramma e la cardiochirurgia.
"DLIN-DLON. Piano terzo. Cos'abbiamo detto che c'era al terzo?"
"La biblioteca? Sì, mi pare la biblioteca. Allora sentitemi bene: io ero Creamy e facevo la bibliotecaria, però nel tempo libero guidavo anche una carovana in transumanza verso ovest. In questo caso indossavo un vestito puffoso, di quelli con la gonna che gira, ma solo per le feste della domenica, perchè di solito avevo le ghette e il mio cavallo era Black Stallion."
"Secondo me avevamo detto che era la sala operatoria. Facciamo che io ero Kelly, la sorella figona e un po' porca di OcchidiGatto. Facevo il cardiochirurgo che operava a cuore aperto e un mio paziente moriva, così io entravo in cirsi e mi strappavo i capelli."
"Io ho fame. Andiamo a chiedeve* la mevenda a mamma?"
"Susi, hai appena finito di mangiare, adesso devi aspettare! Allora hai scelto tu chi eri?"
"Voi mi trovavate così, in lacrime, disperata per la tragedia professionale che ormai aveva mandato in crisi l'intera mia esistenza..."
"Io evo Ellospank.*"
"Però voi mi dicevate che non era morto sul serio, faceva solo finta. In reltà era un mio amico in incognito che mi aveva fatto uno scherzo e voleva sposarmi."
"Susi non puoi essere Spank. Lui è un cane, noi eravamo ragazze, invece. Tutt'al più potevi essere Stilly, quella un po' scialba con lo specchio magico che non si fila nessuno. Dai, quella che non si capisce a cosa serva: non sa cantare, non è sfigata in amore come CandyCandy, non è una ladra di quadri in lycra attillata, nè una martire votata all'autolesionismo come SaraLovelySara e -perdinci- non ha manco l'attenutante della carrozzela come Klara. "
"No, Stilly no. Manco se mi pvendete a mazzate."
"Va bene, allora tu eri Spank. Facciamo che al quarto c'era la clinica veterinaria?"
Siccome di riffe o di raffe m'è venuto fuori 'sto post tutto al femminile, dedico la mia personale madelaine quotidiana a tutte le bimbe che con me hanno giocato pensando che bimbe lo sarebbero rimaste per sempre.
Che non hanno fatto in tempo a spegnere bimbumbam ed era arrivato il momento di farsi la ceretta.
Che in un giorno qualunque, inconsapevoli, hanno giocato a bambole per l'ultima volta.
Che hanno giusto fatto in tempo a smettere di dire pampulupimpulupalimpampù che stavano già fissando le chiappe di Guido di Terza C.
Che sono passate da Uan a MTV solo girando l'angolo.
Alla bimba che è rimasta e a quella che una notte, completamente al di fuori di ogni umana comprensione, ha deglutito di fronte a un robino da nonnulla che prendeva il suo primo respiro senza di lei.
Ma soprattutto dedico questo post a quella gran culattacchiona di Stilly che inspiegabilmente, nello stupito interrogarsi del pubblico, ha avuto successo e, m'informa Wikipedia, annoverato ben 2 remake (???): brava ragazza, è così che si fa.
* tra le sue numerose virtù, Susibita ha pure annoverato una biascicante evve moscia fino alle soglie dell'adolescenza. Messaggio d'incoraggimento per i genitori di bambini con difettucci di pronuncia: coltivate speranza, con tutta la santa calma.
Francamente mi farebbero comodo un po' meno acrobazie e un po' più di risorse e possibilità.
(Comunque Allegria! e tanti auguri a tutte, eh.)
In ogni caso io e Sorella Subly, da personcine sensibili quali siamo, riflettevamo anche sull'iniquo e triste destino di parecchi mazzetti di puffose mimose.
"Puffoso" è l'aggettivo che, nella nostra infanzia, andava ad indicare tutto ciò che era morbido, spumosamente gonfio. Puffoso, per l'appunto.
E questo piccolo aggettivo mi ha subitaneamente indotto il classico effetto Proustiano della Madaleine.
Tre bambine su un tombino, strette come un paio di collant antitrombo.
Susibita, piccoletta e stordita, Subly Sorella(Caporal)Maggiore e Amichetta, un caschetto di capelli castani con un'insana passione per il melodramma e la cardiochirurgia.
"DLIN-DLON. Piano terzo. Cos'abbiamo detto che c'era al terzo?"
"La biblioteca? Sì, mi pare la biblioteca. Allora sentitemi bene: io ero Creamy e facevo la bibliotecaria, però nel tempo libero guidavo anche una carovana in transumanza verso ovest. In questo caso indossavo un vestito puffoso, di quelli con la gonna che gira, ma solo per le feste della domenica, perchè di solito avevo le ghette e il mio cavallo era Black Stallion."
"Secondo me avevamo detto che era la sala operatoria. Facciamo che io ero Kelly, la sorella figona e un po' porca di OcchidiGatto. Facevo il cardiochirurgo che operava a cuore aperto e un mio paziente moriva, così io entravo in cirsi e mi strappavo i capelli."
"Io ho fame. Andiamo a chiedeve* la mevenda a mamma?"
"Susi, hai appena finito di mangiare, adesso devi aspettare! Allora hai scelto tu chi eri?"
"Voi mi trovavate così, in lacrime, disperata per la tragedia professionale che ormai aveva mandato in crisi l'intera mia esistenza..."
"Io evo Ellospank.*"
"Però voi mi dicevate che non era morto sul serio, faceva solo finta. In reltà era un mio amico in incognito che mi aveva fatto uno scherzo e voleva sposarmi."
"Susi non puoi essere Spank. Lui è un cane, noi eravamo ragazze, invece. Tutt'al più potevi essere Stilly, quella un po' scialba con lo specchio magico che non si fila nessuno. Dai, quella che non si capisce a cosa serva: non sa cantare, non è sfigata in amore come CandyCandy, non è una ladra di quadri in lycra attillata, nè una martire votata all'autolesionismo come SaraLovelySara e -perdinci- non ha manco l'attenutante della carrozzela come Klara. "
"No, Stilly no. Manco se mi pvendete a mazzate."
"Va bene, allora tu eri Spank. Facciamo che al quarto c'era la clinica veterinaria?"
Siccome di riffe o di raffe m'è venuto fuori 'sto post tutto al femminile, dedico la mia personale madelaine quotidiana a tutte le bimbe che con me hanno giocato pensando che bimbe lo sarebbero rimaste per sempre.
Che non hanno fatto in tempo a spegnere bimbumbam ed era arrivato il momento di farsi la ceretta.
Che in un giorno qualunque, inconsapevoli, hanno giocato a bambole per l'ultima volta.
Che hanno giusto fatto in tempo a smettere di dire pampulupimpulupalimpampù che stavano già fissando le chiappe di Guido di Terza C.
Che sono passate da Uan a MTV solo girando l'angolo.
Alla bimba che è rimasta e a quella che una notte, completamente al di fuori di ogni umana comprensione, ha deglutito di fronte a un robino da nonnulla che prendeva il suo primo respiro senza di lei.
Ma soprattutto dedico questo post a quella gran culattacchiona di Stilly che inspiegabilmente, nello stupito interrogarsi del pubblico, ha avuto successo e, m'informa Wikipedia, annoverato ben 2 remake (???): brava ragazza, è così che si fa.
* tra le sue numerose virtù, Susibita ha pure annoverato una biascicante evve moscia fino alle soglie dell'adolescenza. Messaggio d'incoraggimento per i genitori di bambini con difettucci di pronuncia: coltivate speranza, con tutta la santa calma.
5 marzo 2011
Arturazzo non ce la può fare.
Uno viene da un piccolo giardino di quartiere, col suo bell'albero di cachi, il pratino recintato e le tortorelle sui balconi.
L'altro è figlio della macchia, coi suoi rovi contorti, il bosco scuro e cinghiali incazzati dietro l'angolo.
Uno sgranocchia languido e svogliato RoyalCats Exclusive Premier da 35 € al kg.
L'altro mangia topi morti, sevizia cavallette e occasionalmente -sospetto- altri gatti.
Uno ha il pelo lucido e setoso che, spazzolato, ricorda vagamente il cappello di Davy Crockett, o la parucca di Platinette.
L'altro è un energumeno maculato, una specie d'inquietante incrocio genetico tra un felino e un Uruk di Sauron.
Uno si è appena traferito sulla collina dei Conigli, a ridosso del campo-base dell'energumeno. Nelle belle giornate ama oziare sul sentierino di casa, placidamente e incautamente ritenendolo un proprio diritto.
Il suo nome è Arturazzo.
L'altro è il ras della Collina, il boss della malavita felina che ne anima il sottobosco.
E'arrogante, spavaldo e spietato. Detesta i bravi gattini di quartiere.
Il suo nome è Pubblic Enemy.
E' la terza volta che me lo manda a casa sgarrupato, stavolta con la zampina claudicante e la coscia spelacchiata.
Io adoro gli anmali, capisco le dinamiche etologiche di dominio del territorio eccetera.
Però quando mi toccano l'Arturino m'incazzo subito di brutto, che vi devo dire?
A me Pubblic Enemy comincia a starmi un po' sul culo.
L'altro è figlio della macchia, coi suoi rovi contorti, il bosco scuro e cinghiali incazzati dietro l'angolo.
Uno sgranocchia languido e svogliato RoyalCats Exclusive Premier da 35 € al kg.
L'altro mangia topi morti, sevizia cavallette e occasionalmente -sospetto- altri gatti.
Uno ha il pelo lucido e setoso che, spazzolato, ricorda vagamente il cappello di Davy Crockett, o la parucca di Platinette.
L'altro è un energumeno maculato, una specie d'inquietante incrocio genetico tra un felino e un Uruk di Sauron.
Uno si è appena traferito sulla collina dei Conigli, a ridosso del campo-base dell'energumeno. Nelle belle giornate ama oziare sul sentierino di casa, placidamente e incautamente ritenendolo un proprio diritto.
Il suo nome è Arturazzo.
L'altro è il ras della Collina, il boss della malavita felina che ne anima il sottobosco.
E'arrogante, spavaldo e spietato. Detesta i bravi gattini di quartiere.
Il suo nome è Pubblic Enemy.
E' la terza volta che me lo manda a casa sgarrupato, stavolta con la zampina claudicante e la coscia spelacchiata.
Io adoro gli anmali, capisco le dinamiche etologiche di dominio del territorio eccetera.
Però quando mi toccano l'Arturino m'incazzo subito di brutto, che vi devo dire?
A me Pubblic Enemy comincia a starmi un po' sul culo.
3 marzo 2011
Just wanna have fun (girls)
Ha passato l'aspirapolvere con Cindy Lauper a palla.
Alla fine c'aveva l'ascella pezzata ed era tutta sudata per i troppi saltelli.
Su skype, ha ammorbato la sorella con filosofici excursus sulla di lei passata personalità "Ricordi com'ero prima...a me è solo sembrato di girare l'angolo e invece zac!
Mi sono decisamente persa qualcosa.
Sento come un bisogno di ritrovare me stessa, come di una crescita interiore, un andare oltre quella che sono oggi...superare i miei stessi limiti, evolvermi...".
Sempre su skype con l'amica A. :"...devo rinnovare il parco intimo e abbandonare definitivamente sia la la fase Winnie the Pooh (pre-nano) che quella Sora Lella (post-nano), c'ho lo stenditoio che è imbarazzante."
E' che -capite?- lavora da casa.
Nein colleghen.
Lafora tutto il zorno.
Da zola.
Nein scampi umani zopra i 75 zentimetri, zolo fita kon Nano Makù.
Nein Papone, emikrato lontano ta pikola trizte Zuzibita.
E' che c' ho la vita sociale di un suricate addormentato, cazzarola.
Secondo voi tutto ciò - francamente - è preoccupante?
Alla fine c'aveva l'ascella pezzata ed era tutta sudata per i troppi saltelli.
Su skype, ha ammorbato la sorella con filosofici excursus sulla di lei passata personalità "Ricordi com'ero prima...a me è solo sembrato di girare l'angolo e invece zac!
Mi sono decisamente persa qualcosa.
Sento come un bisogno di ritrovare me stessa, come di una crescita interiore, un andare oltre quella che sono oggi...superare i miei stessi limiti, evolvermi...".
Sempre su skype con l'amica A. :"...devo rinnovare il parco intimo e abbandonare definitivamente sia la la fase Winnie the Pooh (pre-nano) che quella Sora Lella (post-nano), c'ho lo stenditoio che è imbarazzante."
E' che -capite?- lavora da casa.
Nein colleghen.
Lafora tutto il zorno.
Da zola.
Nein scampi umani zopra i 75 zentimetri, zolo fita kon Nano Makù.
Nein Papone, emikrato lontano ta pikola trizte Zuzibita.
E' che c' ho la vita sociale di un suricate addormentato, cazzarola.
Secondo voi tutto ciò - francamente - è preoccupante?
1 marzo 2011
C'è questo vento cui non sono stata abituata mai.
Un vento che è tutto di questa terra che non è ancora mia, e soffia forte, e forte grida, e mi scuote i capelli davanti alla faccia e sugli occhi ancora, mentre cammino rannicchiata dentro la giacca.
Come lo schiaffo del mare qui sulle colline, mi sembra.
Abbatte le canne che spazzano la strada, frusta gli ulivi su-su vicino al sentiero.
Rotola via, veloce, un sacchetto di plastica.
Rami e foglie e burattini impazziti di vento.
S'infila nei portoni dei palazzi scrostati di fronte alla farmacia, scuote quella veneziana là in alto, hanno dimenticato di affrancarla.
Solleva la gonna e svela le calze spesse color carne, un po' bigie, della vecchietta in pantofole e cappotto.
Truc-flof-via, s'è preso il cappello del signore davanti alla posta.
Strappa i cartelloni inccollati tra le crepe e i capperi dei muri, anche gli annunci mortuari.
Furio Furini (Il Grillo), anni 95.
C'è scritto proprio così: detto il Grillo.
E' tanto forte, questo vento, da portarsi via pure un vecchio grillo.
Un vento che è tutto di questa terra che non è ancora mia, e soffia forte, e forte grida, e mi scuote i capelli davanti alla faccia e sugli occhi ancora, mentre cammino rannicchiata dentro la giacca.
Come lo schiaffo del mare qui sulle colline, mi sembra.
Abbatte le canne che spazzano la strada, frusta gli ulivi su-su vicino al sentiero.
Rotola via, veloce, un sacchetto di plastica.
Rami e foglie e burattini impazziti di vento.
S'infila nei portoni dei palazzi scrostati di fronte alla farmacia, scuote quella veneziana là in alto, hanno dimenticato di affrancarla.
Solleva la gonna e svela le calze spesse color carne, un po' bigie, della vecchietta in pantofole e cappotto.
Truc-flof-via, s'è preso il cappello del signore davanti alla posta.
Strappa i cartelloni inccollati tra le crepe e i capperi dei muri, anche gli annunci mortuari.
Furio Furini (Il Grillo), anni 95.
C'è scritto proprio così: detto il Grillo.
E' tanto forte, questo vento, da portarsi via pure un vecchio grillo.
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24 febbraio 2011
Bella di babbo.
Atrio del nido, primo pomeriggio.
"Vieni, Chiarina, vieni...guarda chi t'è venuto a prendere..."
Chiarina trotterella fiduciosa.
"Ciao amorino, bella di babbo..."
Chiarina s'arresta.
-3, -2,-1...
"Buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!Nooooo!!! Noooooooonnnnnnnnaaaaaaaa!!!"
Il padre, rivolto a me: "Ma che ci vengo a fà qua, io?".
"...uhm...hem...l'autista?"
"Vieni, Chiarina, vieni...guarda chi t'è venuto a prendere..."
Chiarina trotterella fiduciosa.
"Ciao amorino, bella di babbo..."
Chiarina s'arresta.
-3, -2,-1...
"Buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!Nooooo!!! Noooooooonnnnnnnnaaaaaaaa!!!"
Il padre, rivolto a me: "Ma che ci vengo a fà qua, io?".
"...uhm...hem...l'autista?"
21 febbraio 2011
Effetti collaterali
"Allora? come va?"
"Eh, che vuoi...manco a dirlo: febbre, nausea, mal di pancia, tosse e altre delizie. C'ho i solchi del passaggio stanza-bagno, bagno-stanza, ti dico solo questo."
"Il dottore che dice?"
"Che è un classico, alla terza settimana di nido"
"MMm. Ma lui come sta?"
"Benone. Mò piglio un'aspirina e vado a prenderlo alle 13..."
Così è: Magù va, s'appiccica le peggio schifezze, torna a casa, esterna qualche passeggero segno d'insofferenza nei giorni successivi, nel frattempo a sua volta generosamente m'appiccica per benino.
Io... che dire?
'Na roccia, praticamente.
Mi nutro di pastina in brodo e limonata.
Lascio aperta la porta del bagno per non avere ostacoli nel mezzo.
Stramazzo e attendo i monatti.
Papone è al nord.
Nonna Oroscopo colpita e affondata pure lei.
Sorella Subli con nipotino Tichitichi tengonsi saggiamente a distanza.
Ne resterà solo uno: lui.
Il perfido untore mangiabanane.
"Eh, che vuoi...manco a dirlo: febbre, nausea, mal di pancia, tosse e altre delizie. C'ho i solchi del passaggio stanza-bagno, bagno-stanza, ti dico solo questo."
"Il dottore che dice?"
"Che è un classico, alla terza settimana di nido"
"MMm. Ma lui come sta?"
"Benone. Mò piglio un'aspirina e vado a prenderlo alle 13..."
Così è: Magù va, s'appiccica le peggio schifezze, torna a casa, esterna qualche passeggero segno d'insofferenza nei giorni successivi, nel frattempo a sua volta generosamente m'appiccica per benino.
Io... che dire?
'Na roccia, praticamente.
Mi nutro di pastina in brodo e limonata.
Lascio aperta la porta del bagno per non avere ostacoli nel mezzo.
Stramazzo e attendo i monatti.
Papone è al nord.
Nonna Oroscopo colpita e affondata pure lei.
Sorella Subli con nipotino Tichitichi tengonsi saggiamente a distanza.
Ne resterà solo uno: lui.
Il perfido untore mangiabanane.
20 febbraio 2011
Ivo è tra noi
"Quanto avevamo detto? 70 x 70? O più larga che profonda?"
" Meno male che la terra è morbida, altrimenti...quanta argilla."
"Già, sembra creta da modellare. Ci potresti fare un vaso, eh?"
"??"
"Massì, dai...ti compro uno di quei cosi che girano e puoi fare il vaso..."
"Ah, sì. Giusto. Poi quando di notte non mi riesce di prender sonno mi metto una tua vecchia camicia e comincio a far su un bel vaso, dopo un po' arrivi tu figo come non mai e poi disfiamo il vaso e poi zic-zac."
"Bello, eh??"
"Già. Proprio un peccato che un sicario del tuo migliore amico ti debba fare fuori il giorno dopo."
"....
Mmm.
...
Macheccefrega a noi del vaso, poi?
Mica stiamo nel Neolitico. Ce lo compriamo e bon."
E fu così che in un pomeriggio di fine inverno fu piantato Ivo l'Ulivo.
Nel nostro piccolo, delizioso giardinetto.
" Meno male che la terra è morbida, altrimenti...quanta argilla."
"Già, sembra creta da modellare. Ci potresti fare un vaso, eh?"
"??"
"Massì, dai...ti compro uno di quei cosi che girano e puoi fare il vaso..."
"Ah, sì. Giusto. Poi quando di notte non mi riesce di prender sonno mi metto una tua vecchia camicia e comincio a far su un bel vaso, dopo un po' arrivi tu figo come non mai e poi disfiamo il vaso e poi zic-zac."
"Bello, eh??"
"Già. Proprio un peccato che un sicario del tuo migliore amico ti debba fare fuori il giorno dopo."
"....
Mmm.
...
Macheccefrega a noi del vaso, poi?
Mica stiamo nel Neolitico. Ce lo compriamo e bon."
E fu così che in un pomeriggio di fine inverno fu piantato Ivo l'Ulivo.
Nel nostro piccolo, delizioso giardinetto.
11 febbraio 2011
Me, Myshelf and I
Una casa non è casa senza i miei libri.Cucina e libreria: ecco cosa fa casa.
Poi posso pure dormire su una brandina.
Così pensava Lei.
Lei non-ordina i suoi libri negli scaffali, tirandoli fuori così come sono dagli scatoloni, con amore distribuendoli casualmente uno in fila all'altro, fitti e densi su-su per le mensole che scalano il muro.
Tutt'al più lascia che i suoi preferiti restino ad altezza occhio, per vederli ogni volta che ci passa davanti e sorridere.
Lei ama l'idea che siano i suoi libri a stupirla, con le loro dimore casuali dopo ogni trasloco.
Toh! eccoti, Bàrnabo.
Ivanhoe e Rebecca tra Buzzati e Il Manuale Del Buon Fotografo. Fico.
Oh, Heathcliff, tu il tuo bavero rialzato, il tuo capello fluente e spettinato dal vento, tu che fai il figo su-su per le tempestose cime e ci lasci qui, a me e a Catherine, ad aspettarti ancorae ancora e ancora .
Lei desidera che ogni scaffale sia memoria, testimonianza.
Una foto sgualcita, la scena tra Bezuchov e Helène. Lo rimpiangerà per il resto del libro, poraccio.
Natale 2005. A Susi, tanti auguri, la tua mamma.
Un fiore secco tra pag. 260 e 261.
Lei ama pensare che ai libri piaccia cambiare posto e vicino: che Dante s'innamori della Karenina, che la Deledda si spanci per Herriot, che Hugo vada a spasso coi Coniglietti Suicidi e Shakespeare legga VivereBiologico.
Che Jane Austen, Baricco, la Cantarella e Harry Potter si facciano un pokerino con Bradbury.
Che la Christie faccia paura a Dickens, Dickens commuova Vitali, Vitali irriti Baudelaire, Budelaire annoi Marquez, Marquez pianga su Calvino, Calvino ritrovi Omero.
Che la Mazzantini declami i PromessiPaperi.
Che Omero sfogli Itinerari d'Italia, Itinerari d'Italia stia addosso a Severgnini, Severgnini ammicchi a Coe, Coe traduca Guareschi, Guareschi bruci il Castiglioni-Mariotti.
Che Zola covi segreta e insana passione per la selezione dei Reader's Digest di mia nonna.
Lei avrà una libreria così: improvvisata, disomogenea, intima.
E invece no, cari miei. No.
No perchè lei non vive da sola: Lei vive con Lui.
Lui sa che i libri sono identificabili e sono categorizzabili.
Hanno titoli, case editrici, etichette e -haimè- collane.
Lui ha elementi sufficienti per farne un database e costruirci delle query.
Per allinearli, ordinarli, raddrizzarli, migrarli militarmente di scaffale in scaffale.
Visto?! Adesso sì che è in ordine.
Ma come NOOOOOOOOOO.
Non ti piace? C'ho messo 2 ore, eh.
Senti Susi, adesso non esagerare.
Non ti farà piacere saperlo perchè ne sei totalmente priva ma ogni vera opera d'arte ha dietro di sè razionalità, ordine, ferrea logica ingegneristica.
Come credi che Michelangelo abbia fatto al Sistina, eh?? Mischiando tutto a casaccio?
... In che senso "pazzo megalomane"?
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2 febbraio 2011
"Pronto parlo con la mamma del piccolo dolce Magù?""Sì sono io, mi dica"
"E' l'asilo nido Il Simpatico Formicaio, si ricorda? Ci aveva contattato tempo fa per un eventule inserimento del Piccolo Dolce"
"Parli, o mia incantevole Musa, sono tutta orecchi"
"Due nani vengono trasferiti nella classe dei più grandi: si sono liberati due posti"
"Siamo lì tra un quarto d'ora, il tempo di levargli il moccolo dal naso."
"Ma no, che dice? L'aspettiamo mercoledì per un ultimo colloquio, poi vediamo per l'inserimento."
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"Dunque per la modica cifra di 400 e rotte cucuzze al mese lo teniamo dalle 7.30 alle 13.30"
"Che gran botta, grazie. Pensa ci sarà mai la possibilità di usufruire di un qualche sconto?"
"Dipende. Lei ha una grave malattia invalidante?"
"No" . (tiè)
"Il suo compagno sta scontando una pena detentiva in carcere?"
"No"
"I vostri genitori sono ancora in vita? E - se sì - vivono a meno di 600 km di distanza dalla sua abitazione?"
"Sì (tiè). Sì."
"Assumete d'abitudine sostanze stupefacenti in casa?"
"Mmm...mi lasci pensare...no, non d'abitudine."
"Reati gravi a suo carico?"
"Nulla."
"Provi a presentare l'Isee al suo comune, ma non si faccia illusioni."
Susibita sta per entrare nella sua nuova fase part-time: Magù part-time, lavoro part-time (+ notti e week-end vari ed eventuali).
Ce la farà?
Non ce la farà?
Si accettano scommesse.
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