26 luglio 2012

Quello che mi aspetto.

Mi aspetto che certi momenti passino, e non voglio tracce.
Mi aspetto bei ricordi soltanto.
Mi aspetto di avere sempre la forza.
Mi aspetto di fare un corso di ballo, da sola o con qualcuno.
Mi aspetto di fare la cosa giusta.
Mi aspetto di avere ancora il profumo delle redini, del cuoio, tra le dita.
Mi aspetto un paio di giorni in campeggio, tra i boschi.
Mi aspetto che tu torni.
Mi aspetto di sbagliare.
Mi aspetto di sapermi perdonare.
Mi aspetto di essere leggera. Ridere a crepapelle come quel giorno, a tavola, per una battuta idiota: è stato bello.
Mi aspetto un pomeriggio al mare, anzi no una giornata, già dal mattino. Coi bimbi e la pineta.
Mi aspetto di finire il libro tra pochi giorni, penso un paio.
Mi aspetto di continuare a lavorare, ma senza paura, coem se fossi una persona forte.
Mi aspetto di saper tagliare ciò che non ingrana, che asfissia e basta: con le piante si dice potare. Mi aspetto di potare qua e là qualcosa, ecco.
Mi aspetto una cena sotto la pergola, a casa nostra.
Mi aspetto che mi baci quando scendi dal treno, ciao, sono così contento di essere arrivato.
Mi aspetto il palio dei rioni, in paese in culo ai lombrichi e voi ragazzi che tirate la corda, e noi che urliamo a squarciagola.
Non mi aspetto troppo.

Mi aspetto che non si voti prima del 2013.
Mi aspetto di non sapere chi votare.
Mi aspetto che cambino le cose, ma poi ci credo poco.
Forse mi aspetto un po' troppo.


19 luglio 2012

Una vera stronza.

Una non si può dire sia cattiva, alternando giornate/notti paradisiache (mangio-dormo-rimangio-ridormo) a giornate/notti frignolente, costellate da micro-riposini, micro-poppate, micro-risvegli, macro-urlate per micro-mal di pancini.
L'altra approfitta delle prime riallanciando la camicia e lanciando la pupa al volo dentro il cestino di vimini per andare a fare altro e sclera per le seconde, ricoprendo la medesima pupa d'insulti di vario genere (che palle/ ho sonno -cazzo- ho sonno. Lo vuoi capire??/ che esagerata: sei un po' una piattola come tua nonna, è solo una colichina./ io un tempo dormivo, pesavo 47 kg e avevo un primogenito buono, felice e non squilibrato. Poi sei arrivata tu./ Credo di amarti ma non so, non sono sicura, se tu non ci fossi starei di merda ma in realtà non ti conosco e quindi non mi fido/ Ho bisogno di te, ho bisogno di te ma non so chi sei e soprattutto mi stai un po' sul culo quando non dormi. Ma perchè non dormi??/ Io adesso come lo gestisco tuo fratello, me lo dici? Eh? me lo spieghi?/ Ah certo, tu non hai colpe, quelle ce le ho solo io vero? sono le 3 di notte ma tu non hai colpe, vero?, ma io non cedo, sappilo, non ti porto nel lettone, tu devi imparare che ti piaccia oppure no. Io non mollo mai, hai capito?/ Hai appena mangiato, ma cos'altro vuoi da me? io non ce la faccio più.).

Io sono una vera stronza, lo so.
Una vera stronza.
Cosa mi metto a fare figli se poi alla prima difficoltà ( no vabbè seconda, no terza, insomma non è che dorme sempre sta qua, e io senza sonno divento un'altra, una belva, penso e dico cose immonde, oscene, non so che mi piglia) non riesco ad arrendermi alla pazienza?


Però giuro che la amo più di me stessa.
Non mi credete, lo so.
Pensate sia solo una stronza e che non la meriti.
Probabilmente avete ragione.

Eppure la amo.
Morirei senza.

 

14 luglio 2012

Oroscopo.

"I nati di questo segno hanno una spiccata aspirazione alla libertà e ciò potrebbe far sì che vivano la prima fase della genitorialità, allorchè il bambino mostra assoluta dipendenza e necessità di cure assidue, una certa insofferenza, talora una spiccata tendenza al rifiuto del proprio ruolo di genitore. I nati del vostro segno saranno genitori fantastici semmai nella seconda parte dell'infanzia dei figli: l'innata creatività, la natura fanciullesca del vostro carattere vi consentiranno di essere dei genitori partecipi, creativi e divertenti per il vostro bambino. Avrete insomma difficoltà a rinunciare alla vostra indipendenza soprattutto nel primo anno di vita dei vostri figli. Abbiate pazienza, siete comunque degli ottimi genitori, solo un po' nevrotici agli inizi."

L'ha detto pure l'oroscopo.
Ma è stato ottimista.

"Una certa insofferenza" non è precisamente come definirei il mio stato d'animo di ieri notte.
"Fai sta minchia di nanna" un po' di più, ecco.






* io ho trovato questo :
Questo è un libro della buonanotte per genitori che vivono nel mondo quello vero, quello dove qualche gattino che fa le fusa e delle rime zuccherose non sempre bastano perché i nostri “adorabili” cuccioli partano beati e a vele spiegate verso la Terra dei Sogni. Pieni di sincerità e affetto, conditi da qualche espressione forte che viene dal cuore, i versi di Adam Mansbach celebrano quei milioni di eroi solitari e misconosciuti che per molte, moltissime (e lunghissime) notti hanno dovuto misurarsi con una nanna che tardava a venire, con una stanchezza tremenda e con un’irritazione crescente. Queste indimenticabili pagine non solo cantano un lato della vita familiare troppo spesso taciuto, ma hanno un effetto liberatorio e terapeutico per tutti quei (milioni di) genitori che – prima o poi – hanno finito per dare i numeri e si sono sentiti dei vermi. Questo libro trasforma le loro frustrazioni e i loro sensi di colpa in materia per un bel po’ di risate. Divertente, sovversivo, bellissimo, altamente scompisciante: un libro* per i genitori di ieri, di oggi e di domani.

Già solo per questo, me lo compro.



5 luglio 2012

Se lo dice lui.

"Dov'è che hai salvato il file?"
"Solito posto."
"Ma sta piangendo? Ah no, dorme. Hai chiamato la tizia?"
"No, riesci a fare tu?"
"Sì, giusto. Chiamare la tizia. Modificare il file. Salire. Tetta. Ce la possiamo fare."
"Certo."
"Tu dici? Secondo me rischiamo che ci viene la depressione post partum a tutti e due."
"Non dire idiozie, Susi. A noi mica ci viene: non c'abbiamo il tempo."
"Ah già. Ok. Allora salgo. Ciao, ti amo."
"Ok. Anch'io, ciao."

Avete assistito a: perchè il lavoro ci salverà dalla depressione post partum.

2 luglio 2012

Beati voi.

La prima volta che li addormenti tutti e due da sola.
Hai il sospetto che sarebbe giusto tu pensassi:  "Che belli. Sono miei, li ho fatti io, guarda qua che popò di roba."
E non: "Merda. No ma davvero mò devo fare 'sta pantomima tutte le sere?"

Perchè Susibita è fatta così: arriva sempre un po' in ritardo sulle cose. Tipo che stasera, a 10 giorni dal parto, ha realizzato in pieno il pantanaio in cui s'è cacciata.
Perchè Susibita è fatta così: lei pensa sempre in positivo. Proprio.
Perchè Susibita è fatta così: rimpiange sempre quello che pensa di non avere. Poi si tira mazzate sulle balle perchè si sente un'ingrata verso quello che invece ha, che è tanto tantissimo. Verso la vita, la sua sfacciata fortuna, verso le scelte che si è potuta permettere di prendere o non prendere.

Voi non avete mai ripensamenti?
Voi non avete mai dubbi sull'idoneità della vostra condotta?
A voi -dico- non vi tange mai il sospetto di esservi disegnati addosso qualcosa per cui forse non è che siete poi così azzeccati?
A voi non vi girano mai le balle per le cose che avreste potuto fare? dico - fermo restando quelle che avete fatto e che sono fichissime e non le cambiereste SUL SERIO - non sognate comunque anche altre cose, passi più in là? cose che non c'azzeccano una mazza con quello che state facendo in quel momento della vostra vita ma che vi affascinano impunemente?
Ma voi - ditemi un po'- siete sempre veramente soddisfatti?
Voi non pensate mai di aver fatto un passo più lungo della gamba?
Di aver lasciato andare dei treni? di averne magari preso qualcuno di troppo o troppo in fretta?
A voi non vi prendono i brividi quando realizzate di essere dentro una cosa tanto più grande di voi che temete di perderne il controllo?
A voi non vi girano un po' i maroni quando siete ipercerebrali e vi fate un sacco di  seghe mentali invece che viverla-godervela-e-stop? Non vi prendereste mai a pesanti fracassate sui denti?
Voi quando pensate ai vostri coetanei senza figli non li invidiate davvero neanche un po'?
Voi non pensate mai che mentre voi cantate whiskey il ragnetto che va sulla montagna a degli under 2 - in quello stesso preciso istante- loro stanno bevendo una birra ghiacciata all'aperto e gettano la testa indietro ridendo con un sacco di persone interessanti intorno ai 30?
A voi, questa cosa, non vi fa neanche un pochino male?
E non importa se la birra non la stanno bevendo davvero, che realisticamente al lunedì sera ci sta che pure loro siano stramazzati sul divano a fare zapping, già stanchi e già stufi, a farsi domande non dissimili dalle vostre.
Perchè non conta la realtà, conta solo quello che fa un po' male.
Voi non vi sentite parecchio -ma davvero parecchio- stronze e insulse a pensare cose così dopo che oggi pomeriggio siete state Giglio Tigrato e un Peter Pan di 1 m scarso vi ha portate in salvo grazie al suo ppadino mazico (leggi anche: 1 matita gialla con punta ricoperta da didò rosa fluo)?
Voi siete di quelli che prenditi le tue responsabilità, hai voluto la bicicletta? senza concedersi, nè concedere, un attimo solo, un piccolo istante, di sogno e paura?


 Beati voi.

Post liberamente ispirato da questo qui della Matrigna.

27 giugno 2012

Storia di un corsaro.

Viveva in tempi antichi un giovanissimo corsaro, occhi verdi capello scarso.
Era costui arguto e ardito, gran cercatore di tesori e scaltro contabile di monetine da 10 centesimi che teneva scrupolosamente riposte in un vecchio forziere di legno, eredità di suo padre bambino.
Le sue giornate erano semplici, come ogni cosa più bella.
Egli armava incursioni a perigliose rocche di banane affogate in un mare di yogurth, tuffava indegni granchi e polpi di plastica dall'alto della tazza di un water, faceva prigionieri mutandine e un vasino rosso ciliegia.
Amava, ebbro di succo, cantare Berta che filava insieme a certi Fratelli d'Italia.
Dormiva il sonno di un cuscino di piuma e l'abbraccio di un orso blu.
Conosceva un amore assoluto, unico, inattaccabile.
Un amore indubbio come l'ossigeno: indiscutibile, certissimo. Persino più certo dell'orso blu.

Poi venne il giorno in cui il giovane pirata conobbe una minuscola corsara.
E tutto fu come sempre, e nulla come prima.
Lui la chiamava, lui la cercava. Lei era il suo primo pensiero nel latte del mattino.
Lui le portava in dono, adagiandolo sul fondo del minuscolo vascello di lei, i tesori più preziosi: alcuni sassolini bianchi bianchissimi colti dal sentiero impolverato di sabbia, un nocciolo di pesca, l'orso blu (solo prestito), alcuni fogli delle offerte coop mese di giugno (scadute).
Lui le sbrodolava sulle gambe semini di pomodoro, nel contemplarla così, persa nel suo dormiveglia offuscato di gattino cieco.
E aveva questa sensazione strana dentro, che arrovella un po' le budella.
Che è voglia di fare, impazienza d'aspettare. Che è smania curiosa e ansia di cooperare. Che è uno schiaffo al cuore vederla lì attaccata, succhiare. Che è il primo amore, il primissimo dolore.

E io che lo conosco, questo terribile corsaro, io che ne ho visto le gesta e ricomposto la bandana, vorrei dirgli che è giusto così, che sta nell'ordine delle cose.
Che conoscere una donna e capire -tutt'un tratto- la parte che giocherà nel tuo peregrinare tra gli oceani non è semplice, e spesso spaventa anche i corsari più grandi.
Vorrei dirgli che quel tormento che lo morde dentro, che lo fa emozionare, spaventare nella notte, allontanarsi dalla stanza da letto nella penombra che sa di latte, quella gioia nel salutarla ogni giorno, quel piacere nel baciarla piano, volerla tua, ecco: quello lì si chiama amore.
Non più l'amore semplice, assoluto, scontato, un po' egocentrico, di un bambino.
Ma l'amore intenso, travolgente, pauroso, rischioso degli uomini.

Oggi il piccolo pirata ha chiesto come mai la piccola corsara non avesse un tesoro tutto suo.
"Non so, Magù. Credo di non averci mai pensato, a prepararlo anche a lei."
"Nina no ha tesoo?"
"No, amore. Per ora no."
Lui si è allontanato, è andato in camera, ha preso una piccola scatoletta di legno, eredità di sua madre bambina. Ha aperto il suo forziere, ha estratto la bellezza di 2 monete da 2 euro. Le ha messe nella scatolina. Ha detto "Quetto tesoo Nina". Ha richiuso.
Perchè cosa te ne fai di un tesoro se non hai nessuno con cui dividerlo?
Perchè chi ha deciso che le monete grandi di due colori valgono più di quelle piccole, rosse, con sopra inciso il cattello del Pinzipe Zovanni ("Magù, amore, è il castello di Federico, un giorno ti porteremo a vederlo." "No, Pinzipe Zovanni ha il cattello." "Ok, il Principe Giovanni, va bene."), in definitiva bellissime e indubbiamente preziosissime.

Inutile dire che la sottoscritta, in preda allo sbalzo ormonale depressivo post partum, ha vergognosamente pianto come una fontana.

25 giugno 2012

Io dirò una cosa soltanto.

Ed è questa:
E' CAMBIATA LA LUNA, ed era pure piena.

Emmò chi le tiene più quelle là fuori?


p.s. evviva, evviva, evviva! non ho più la panza!
p.p.s. merda, merda, merda! non sto dormendo una favazza!

18 giugno 2012

Un appello.

1.
"Passami Frate Indovino."
"No Mà, ti prego Frate Indovino no."
"Voglio solo un calendario lunare, vedi che 'sta settimana cambia la luna? ci siamo, ci siamo."
"Mi spiace contraddirti, ma recenti studi hanno dimostrato che non c'è alcuna correlazione tra cambio della luna e aumento dei parti. I bambini nascono da sempre mà, con o senza luna."
"I bambini sono come i vitelli, piccola ignorante. Sei mai stata in una stalla con una vacca gravida al plenilunio? no, e allora zitta. I bambini sono come i fagioli, i vitelli e i pomodori. Vengono su meglio con la luna nuova, è risaputo."
"Se mi dai ancora della vacca gravida ti sputo."

2.
"E allora? fatti un po' vedere, eccoti. Uh mamma che paaaaanciaaaaa...per me la fai questa settimana, cambia la luna."
"Sai, leggevo che non c'è correlaz..."
" Eh, B? Te che dici? lo fa, eh? lo fa, sìsì."
"Essì eh, cambia la luna!"
"Sì hem, dicevo...pare che non ci sia dimostrazione scientifica che..."
Crocicchio di vicine fuori porta.
"Quando è nato il mio Paolino ci stava una luna grossa così."
"Ah pure il mio, sìsì."
"Scusate, mancherebbero 10 giorni, e comunque è una credenza popolare. Affascinante, lo capisco, ma..."
"E' come per le vacche, stessa roba."
"Sì -certo- come per le vacche, i fagioli e i pomodori."
"Esatto!! Brava! Visto che lo sai anche tu?"
"..."

3.
"Dunque cara, l'altra sera avevo per mano sto calendario e ho controllato..."
"Ennò, checcazzo. Mò basta, pure tu! Ma che c'avete tutte? Passi per quelle che hanno partorito nel '54 ma te no eh!"
"Okkei, okkei stai calma. Dicevo così per dire."
"Quand'è che torna Papone?"
"Giovedì, venerdì, non so. Si tratta comunque di qualche giorno. Io comunque sono tranquilla. Non sono agitata. E' tutto sotto controllo. Mi sento a posto."
"Tu dici, eh?"
"Certo."
"..."
"Bè? Che c'è? Che c'hai da guardare?"
"Hai del latte sulla magliettina."
"Cazzo."


Io non posso partorire prima del fine settimana.
A fine settimana ok, mi torna a casa Papone.
Altrimenti mi tocca partorire con mia madre, roba che già mi vedo la scena.

"Pronto Mà, corri, mi si sono rotte le acque!"
"Ma rotte rotte? sei sicura? no perchè non ho ancora fatto le stalle, mi sono scappati i cani e devo recuperarli in paese, deve passare quello dell'arcicaccia con i grembiuli per la sagra, al gatto è spuntato un foruncolo infiammato proprio tra le chiappe e aspetto la telefonata per Bisnonna Profondo Nord che forse le danno l'accompagnamento..."

"Signora, spinga!"
"Susù, Susi, basta lamentarti, dai che ci sei, madonna quante scene. Non hai fame? Io ancora un po' ti facevo sul water, a te. E mi ero pure spazzolata un 100 grammi di pasta al sugo, ancora me la ricordo. La vuoi la schiaccia salata? è quella buona della coop. Eh? la vuoi? l'ho scongelata apposta."

"Pensi di metterci ancora molto? Mi scade il parcheggio."



NON LASCIAMO CHE ACCADA.
PREGATE TUTTI INTENSAMENTE INSIEME A ME.

13 giugno 2012

Dichiarazioni sparse.

Volevo dire:

- a Googhi: certo che mi fa piacere se scodinzoli sotto il letto. Certo che ti avviso se sto male. Anch'io ti adoro, piccolo. Mò cavati però, che mi fai caldo con tutto sto pelo.

- a Monti: e quindi? 'sta IMU? facciamo che a Dicembre mi scalate n.2 figli a carico, quantomeno.

- a G. che hai pestato Magù sul viso con graffi e una palpebra gonfia: c'hai 3 anni e già rompi i coglioni. A 30 cosa vogliamo fare? è l'ultima volta che me lo mandi a casa così. Perchè io i 30 ce li ho adesso e i coglioni li so rompere piuttosto bene, se non ti spiace.

- a quelli che fanno le domande a Cassano: ma pure voi, scusate...mò chiedergli pure un' opinione. Un po' ottimistico, no?

- a Nina: brava la mia bimba, che resiste. Ecco magari la parmigiana di melanzane fammela tenere giù, questo sì.

- all'anestesista dell'ospedale, che hai spiegato la differenza tra analgesia e anestesia e non hai dato per scontato il dolore nè altra scelta ma hai detto soltanto: "Se pensate di aver bisogno - ragazze- ci chiamate e noi ci siamo. Tutto qui.", senza giudicare. Poi al telefono ti hanno detto che ti avrebbero allungato il turno e tu era già stanca e quasi quasi cambiavi idea e ti licenziavi, ma invece ti sei messa a ridere e sei rimasta. Poi ti sei accorta che sei nata il mio stesso giorno, solo 20 anni prima, e hai detto" poca roba, eh." strizzandomi l'occhio. Che mi hai detto: "ah è il secondo? dov'è che abiti? non star mica tanto a pensarci eh... quando senti che ci sei corri, sai com'è.". Pure tu mi sei piaciuta.

- a Magù: quand'è di preciso che sei diventato un bambino? che porti le ginocchia al petto mentre addenti il biscotto, canti ricordando ogni strofa, racconti dei tuoi amisi, ti sbucci la banana da solo,  guardi pierinoeillupo e ghigni, poi scegli la copertina per Nina e racconti a tutti che è tua sorella?

- alla Merkel: fottiti.

- un po' a tutti: no, non è ancora nata, credo me ne sarei accorta. Peraltro mancherebbero 2 settimane, quindi non si capisce perchè c'avete sta ansia ma soprattutto perchè rompete tanto i maroni.

- ai fagiolini spatasciati in fondo al frigo: la parola d'ordine è "resistere". Domani vi pulisco, giuro.



6 giugno 2012

Cara G., e dillo che mi copi.

Passi per due anni fa, che mi era già sorto il sospetto.
Ho capito che sono la tua guru, che mi hai presa un po' a modello, che vuoi seguire sempre e comunque le mie orme.
Ma ora stai diventando imbarazzante, Gisele.

http://www.iodonna.it/attualita/primo-piano/2012/gisele-bundchen-incinta-40738781670.shtml

1 giugno 2012

Aspettami.

Aspettami perchè non sono pronta.
Non ho la valigia.
Non è che non l'ho fatta, è che proprio non ho la valigia.
Me la faccio prestare da zia Subli, che il mio trolley dev'essere da qualche parte in cantina di Nonna Pensaci Tu su al nord.
Aspettami perchè è da poco che so di che colori comprarti le tutine, e questo è molto stupido ma fa tanta differenza. Tra il limbo dell'ignoto e la certezza del concreto. Tra non spingersi a sognarti e sognarti sul serio. Tra fingere di non chiamarti e scrivere il tuo nome da gatta su un' etichetta.
Aspettami perchè non ho finito le mie cose.
Perchè -non chiederemi perchè- si sta smuovendo tutto ora, dopo un anno e  mezzo che aspettavamo e non si muoveva proprio nulla, e non posso dire "no", devo fare la mia parte e giocare la partita.
Aspettami perchè alcuni diranno che sono una mamma poco brava, che dovrei mollare, e non ho testa.
Ma tu non dargli retta, non ascoltarli. Tu aspettami. Perchè potrei mostrarti cos'è avere una meta mentre stai giocando, e non perderla di vista.
Aspettami perchè ci sto provando, a misurare sforzo e riposo.
Aspettami perchè non  è vero che non penso a te. Ci penso sempre.
Aspettami perchè non ti conosco, e io non so amare senza conoscere.
Aspettami perchè tutti dicono che arrivi prima anche se mi vedono fare le corna, e  a me piace stupire, mi piace -diciamolo- smerdarli tutti un po'.
Aspettami perchè mi farebbe comodo, fidati.
Aspettami perchè non mi conosci, e con un po' di tempo in più puoi vedere di meglio di queste occhaie.
Aspettami perchè vorrei dormire e guardarmi per l'ultima volta la pancia - solo qualche giorno - prima di te.
Aspettami perchè nessuno mi fotografa col pancione, e io faccio ridicoli autoscatti dall'ipod, un po' bimbaminchia.
Aspettami perchè non ho ancora stampato le foto di tuo fratello da piccolo, che dicono che a fargliele vedere si prepara meglio.
Aspettami perchè voglio capire se appoggiando la cullina sul mobile delle scarpe poi magari mi caschi sotto.
Aspettami perchè ho steso 4 tutine taglia 0-1 mese al sole, e m'è presa un po' male.
Aspettami perchè ti ci devi abituare, che io rimanga indietro.
Aspettami perchè avevamo concordato così, e non ho capacità di stress management, problem solving nè di parecchie altre di quelle cose angolofone che ti chiedono quando vai a fare un colloquio.
Aspettami perchè in compenso so farmi il mazzo, ma preferirei un po' più in là, grazie, sono un po' occupata adesso.
Aspettami perchè fidati, sono tua madre, vuoi obbedire sì o no?
Aspettami perchè il piccolo principe aspetta la volpe.
Aspettami perchè ho paura, ho una paura folle.
Aspettami perchè ci devo ancora pensare un po' su, che sono la tua mamma.
Aspettami perchè arrivano le ciliegie.





28 maggio 2012

Pink. It's my new obsession.




...'cause pink it's the colour of passioooooon...

E dunque se ne deduce che... ;D??



p.s. buttiamo là - già che ci siamo- che Tyler è pazzo ma c'ha ste labbra sexyssime che forse solo Freddy prima di lui.

25 maggio 2012

Nina.

Magù con labbra a ventosa sulla panza: "Ninaaaaaaa (sorellina) esssiiiiii (esci!)".

Perchè c'è sempre un certo gusto a giocare al piccolo esorcista.

22 maggio 2012

Lui è uscito con gli amisi.

Lui a Settembre va alla materna.
Lui è andato alla pizzata con le tate, per salutarsi, dopo 1 anno e passa insieme.
Avvinghiati, appassionati, affezionati, commossi.
Fermamente decisi a festeggiare con folli bagordi, per non dimenticare.
Lui è stato consegnato di fronte alla pizzeria all'orario cenesco in cui mangiano le galline, mia suocera e i duenni, ossia poco prima delle 7: entrato, ha preso posto a un tavolo e al padre ha detto " 'sao, papà".
Indi ha dato inizio ai folleggiamenti pasteggiando a pizza, patatine, variegato ciocco-vaniglia e cantando in coro ilcaffèdellapeppina sotto lo sguardo allibito del malcapitato cameriere del turno di sera.
Un'ora e mezza più tardi è stato prelevato, chi dalle braccia delle tate un po' frignante, chi attaccato alla colonnina neoclassica del ristorante a ballare la lap-dance, chi in preda alla sindrome del torerocamomillo(el matadortranquillo).
Lui era ancora lì seduto, allo stesso tavolo, impegnato a perlustare il fondo della coppetta variegato ciocco-vaniglia.
Quando, alzatosi, è stato salutato dal coro di "'zao, Magù, si vediamo domani!", lui ha risposto laconico "'sao, amisi".
Così: come un abituè del pub al venerdì sera.
Lì Susibita ha realizzato che Lui ha solo due anni, e quella era la sua prima pizza con gli amici.
Il tempo passa maledettamente in fretta.



15 maggio 2012

Vento.

Hai finito? Dai, adesso stenditi un po'.
Bel lavoro, bravi.
No, qui è da rifare: si potrebbe avere, che ne so...uguale ma anche diverso? cioè, tipo classico ma anche innovativo? ma soprattutto: mica mi esponete un sovrapprezzo, eh?
Dobbiamo essere fuori per metà Giugno.
Quand'è di preciso che li mandiamo a cagare?
Spegni quel computer.
Non ci credo: gliel'hai venduto sul serio. Sei una bestia del commerciale, il mio guru, ti amo.
Ho fatto le due di notte.
Vi detesto, siete intollerabili, adesso io mollo tutto e entro in maternità, voglio vedere chi vi sopporta poi a voi altri due.
Certo che mi fido di voi, ciecamente. Non vorrei lavorare con nessun altro al mondo.
Scusa se sono stato stronzo nella mail.
Lui è migliorato tanto, ti dico: ora scrive, dice cose. Prima bofonchiava e basta: bof e pfff e hum.
Scuse accettate.
E' che non te lo dico ma sei come un fratello per me. E coi fratelli è così, un po' odioetamo, un po' che ci si scanna, ma è che ti devo ancora ringraziare per quella volta che al liceo mi hai spiegato gli integrali. E la vacanza dei 18, quando abbiamo fatto Leonardo Di caprio e Kate Winslet ubriachi marci e poi hai vomitato tutta notte, o quella in tenda con 150.000 lire per 10 giorni e siamo sopravvissuti a pasta al pesto sul fornello da campo. Son cose che lasciano il segno, tu mi capisci.

"Non sarà semplice senza di te nel periodo in cui sarai in maternità."
"Hum??"
"Dico: non sarà per nulla semplice."
"Scusa, ma allora tutti quei discorsi sul sei sbadata, confusionaria, imbranta, irrazionale, la tua mente è quanto di più lontano ci possa essere da un'approccio ingegneristico? erano solo balle da tecnico maschilista?"
"No. Sei  definitivamente imbranata, irrazionale, ti dimentichi le scadenze, sei molto stordita e a tutti gli effetti non ho mai incontrato una persona più lontana dall'avere un approccio ingegneristico."
"Ah grazie. Quindi?"
"Che c'entra? E' che sei una in gamba e noi...noi, bè...abbiamo bisogno di te."
"..."
"Che c'è?"
"Lo sai che in tre anni non me l'avevi mai detto prima?"
"Mmpff, bof, hum. Senti poi ti ricordi di mandarmi il file, vero?"

Sono giorni di vento, e il vento ti stanca.
Sono giorni di vento, e il vento ci cambia.

Poi c'è quell'altro.
Che mischia la marcia di Radetzky con Rino Gaetano e canta Aida (Alala Aidaaa...come sei beellaaa...).


Lei sfogliava i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne i suoi rosari
e mille mari
e alalà. 


"Beella queetta..."!"
Che ama lavarsi i piedi.
Che non sopporta i tappetini risvoltati e passando li rimette a posto ("tu lo sai che ciò è inquietante, vero? c'ha già le manie, come te, che ti piglia male e ti prendono le fisse per la birra rossa doppio malto e non ne bevi altra.").
Che ha una libreria che straborda, e solo due anni: se la passa in rassegna ogni sera, sceglie con perizia e poi intima:
 "Tu. Lezzi!"
"Io non leggo proprio un bel niente finchè non me lo chiedi per favore."
"Peffavoe. Lezzi, tu?"
Che:
"Voeei un susio, amisi."("Vorrei un ciuccio, amici")
"Da quando siamo stati declassati a suoi amisi?"
"Non so. Ma soprattutto: dovè, quand'è di preciso che abbiamo sbagliato?"





7 maggio 2012

Sembra uno di un certo gusto.

"Quindi se dovesse essere femmina sei proprio sicura? Sei certa di averci pensato bene?"
" Mà, t'ho detto di sì, certo."
"Tu lo sai che abbiamo già la gatta che si chiama così?"
"E allora?"
"No, niente, era per dire. Figlia mia, ricordati: nomen omen, sei poi tu quella che avrà la figlia col nome da gatto."
"No, guarda, il nome è da donna. E' la gatta che ha un nome da donna. Bellissimo, peraltro."
"Tuo padre dice che sembra un nome da vecchia."
"Mio padre mi avrebbe chiamata Emiliano come Zapata se fossi stata maschio, quindi non fa testo. A  me sembra un nome simpatico. E poi è bello, pulito."
"Perchè non chiediamo a Magù? Ha idee molto precise, originali. Per avere solo 2 anni e mezzo mi sembra un tipo di un certo gusto."
"Ma chi? Quello che vive nel suo mondo fatto di Lupo ALberto, Rino Gaetano e  pecorino di Pienza ben stagionato?"
"Proprio lui."
"Okkei."
"Magù, amore bello, tra non molto forse nasce una sorellina. Secondo te come dovremmo chiamarla?"
"...mmm. Eemmm. Mmmm."
"Quindi?"
"Ciro."

...



4 maggio 2012

Il lavoro mi perseguita

E io -decisamente- non sono abbastanza veloce.



2 maggio 2012

Stiamo sul giallo.

Lei: starà bene? 'giorno mi scusi, ho un appuntamento per un' eco., e se non è cresciuto abbastanza? avete un ospedale grandissimo, da dov'è che siamo entrati? Dio che ansia. Come 'vai a spostare la macchina'? e mi lasci qui? Ciao, sì sono quasi all'ottavo. E tu? Ah tu aspetti. E se va bene questo esame poi vuoi un bambino? Che carina, allora in bocca al lupo. Hai un saari stupendo, di dov'è che sei? nel tuo paese i vestiti hanno un colore meraviglioso.  No, è il secondo. Sì lo so, ma l'apparenza inganna, non sono mica così giovane. Ecco adesso non entro, c'ho paura. Mi attacco al saari di questa ragazza qui con la pelle color miele di castagno, col suo viso dolce, l'espressione curiosa che occhieggia alla mia pancia. Quanto mi piace 'sto saari. Io me la porto a casa questa qui, lei col saari. Una più bella dell'altro. Guarda che tocca a te. Giuro che non me ne frega nulla se è maschio o femmina. Dio che ansia. No forse un po' me ne frega, ma non adesso. Ah sei tornato. Dici che sta bene?

Lui: Non è così grande, sei tu che non sai leggere le mappe. Mmmm, un bel ristorantino proprio qua fuori, buono a sapersi. Ma non eri ansiosa di sapere se è maschio o femmina? mò cos'è tutta sta paura? segna: comprare ricambio filo falciatrice al faidate, susi dai torno subito, stai buonina qui così, ti raggiungo io., mmm, vediamo cos'è che c'hanno di antipasti...

L'altra (quella col camice): voi lo sapete il sesso? no perchè io ve lo dico eh. Da quello che vedo questa a me pare proprio una patatina. Sìsì, parrebbe proprio una patatina, vedete? certo non si può mai dire fino al giorno del parto, eh. Coi maschi è più facile, l'evidenza è evidente, sai com'è. Con le patatine il dubbio viene sempre. Bah. Comunue sembrerebbe una patata, nessun pirolino all'orizzonte. Vabbè, facciamo che magari non comprate proprio tutto rosa, state sul giallo, vediamo all'eco del prossimo mese, ragazzi.


Dopodichè Lui e Lei sono usciti a fare la spesa.
Lei, sopraggiunta sulla soglia del reparto infanzia, non ha resistito e ha fatto la gnorri, con finta disinvoltura fischiettando ha sconfinanto  dai 4 mq del reparto bimbo-blu ai 120 di quello bimba-rosa, dove ha assaporato per la prima volta il gusto un po' proibito di sbirciare tra mutandine a pois e tutine color  lavanda, sentedosi un po' ladra e un po' invece autorizzata, gettando l'occhio su dei mini legging con Brontolo stampato sul sedere e ripromottendosi che forse-magari-chissà, un'altra volta.

25 aprile 2012

Nel portafogli di mio nonno.

Mio nonno era un bell'uomo.
Nelle vecchie foto ha la barba corta, la pelle dorata e gli occhi intensi e malinconici di mia madre.
Indossa camicie a scacchi ma fisicamente è una specie di via di mezzo tra Sean Connery e Vladimir Il'ič Ul'janov Lenin.
Mio nonno era comunista quando in paese i comunisti erano tre e la gente ti chiamava col nomignolo, e i nomignoli che giravano erano tipo "Pinìn" (piccino, basso), "Barba" o "Ciàpalaluna"(lett."acchiappa la luna", te che sei alto).
Roba che quando incontri i vecchi in paese ancora oggi ti chiedono ah ti ta set la nevuda del Barba! (sei la nipotina del Barba!) o quel lì l'ha mìa ciapaa dal so nonu (peccato  sia un tappo, suo nonno invece acchiappava la luna).
Cose così. Vita di provincia, nonostante tutto. Nonostante il multisala, o il centro commerciale.
Mio nonno era così comunista che litigava di brutto, ma bruttobruttobrutto, con suo padre, colpevole di votare socialista.
Era così comunista che se l'Italia giocava contro la Russia lui tifava Italia, ma stava male per tutta la partita, dilaniato da un insanabile, lacerante conflitto interiore.
Era così comunista che forse è meglio se ne sia andato prima di vedere il resto, quel che è restato.
Mio nonno amava fischiare ai merli e ai canarini, andare a caccia coi segugi, il lavoro del tipografo e quello del contadino.
Mio nonno amava lavorare e pare  abbia testato la validità del futuro genero sottoponendolo a una giornata di lavoro nell'orto con lui. Alla fine pare abbia decretato "l'è ingles, ma al laùra." (poraccio, non è italiano, ma almeno lavora.). E fu così che i miei zii convolarono a nozze.
Molti anni prima della bonduelle ha inventato l'insalatina già pronta pulita, sua moglie stava su di notte a lavarla e asciugarla, pronta nel sacchettino di carta per rivenderla il giorno dopo al mercato delle signore in città. Però non ha mai fatto i soldi della bonduelle.
Negli anni in cui la gente, se aveva un pezzo di terra, ci faceva l'orto e ci campava, lui aveva un orto e ci campava, ma lasciava sempre una striscia solo per le azalee. Così, perchè erano belle.
Mio nonno è morto quando ero molto piccola ma io credo di averlo sognato, una volta.
Una  barba bianca che si piega sulla culla, un tocco ruvido e caldo, un sorriso.
Non mi è sembrato neanche un sogno. Come un ricordo,  piuttosto. Remotissimo.
Mia madre ha trovato il suo portafogli e, tra le altre cose, dentro c'erano la tessera del circolo di caccia, quella della sezione provinciale del partito e pochi spicci.
Mio nonno aveva le unghie nere e pantaloni a coste anche ad Agosto, col torso abbronzato.
Non andava al bar, non beveva, non guardava le donne.
La domenica mattina mia nonna lavava e cambiava le bambine per la messa, lui all'alba era già a caccia coi suoi cani.
Mio nonno si vestiva da festa solo un certo giorno dell'anno, e questo giorno non era la domenica.
Quello era il giorno in cui andava a votare.
Diceva che aveva aspettato 20 anni e ne valeva la pena.
Perchè si lavora come bestie, ma a votare ci si va da Uomini.

Volevo dire a mio nonno che dopo 30 anni le cose sono cambiate un tantinello.
Ad esempio non ho idea di che fine abbia fatto la culla su cui lui si piegava, non amo la caccia nè i canarini in gabbia e - perdonami- neanche il comunismo.
Però parlo con i cani,  con la terra, amo la dignità del lavoro, l'inutile splendore delle azalee in fiore.
E non mi scorderò mai, maimaimai, della tua tessera elettorale.



23 aprile 2012

Io amo molto il mio lavoro.

Mi dà una certa soddisfazione.

Però qui tra un po' mi raccolgono col cucchiaino.

Emmòbasta.