4 dicembre 2013

Cento.

Nonna Profondo Nord domani compie gli anni.
Compie cento anni.
100 anni. 
Lo ripeto, nel caso non fosse chiaro.
Cento. Anni.

Mia nonna ha vissuto - da sola - più di me, Papone, Magù, Nina, e forse un paio di voi messi insieme.
Mia nonna a Napolitano lo guarda e gli fa pat-pat sulla testa, por belè.

Mia nonna è nata e cominciava una guerra, è cresciuta e c'era una guerra, un ragazzo l'ha schizzata con l'acqua passando in bicicletta su una pozzanghera, lei gli ha detto "cretino",  lui s' è innamorato e c'era una guerra. S'è sposata, ha avuto una figlia e c'era una guerra. Il ragazzo della pozzanghera e sua figlia sono andati e non c'era più la guerra.
C'era solo lei.

Mia nonna ha avuto due mariti e tre figlie.
I mariti tutti e due bellissimi, lei carina. 
Ancora le diciamo che non si spiega bene la botta di culo, così la facciamo incazzare.
Il primo le spediva queste lettere ardenti dal fronte, che una volta mi sono capitate per mano e m'è caduta una tegola in testa quando ho capito cosa chi scriveva a chi.
Per me da sempre lui è Lo Zio S., e solo da grandicella ho capito che non eravamo parenti. 
Abbiamo una sua foto, insieme alle altre, giovane e borghese, con dita da pianista. 
Gli vogliamo tutti bene.
La prima figlia era bionda, selvatica e sfacciata come mia madre, ma è morta a 5 anni, e nessuno a lei ha potuto rinfacciare che era bionda, selvatica e sfacciata.
Abbiamo una sua bella foto mentre sta in piedi coi calzini bianchi vicino a un grande vaso di coccio in giardino, la teniamo insieme alle nostre e le vogliamo tutti molto bene.

Mio nonno - quello comunista e bellissimo che era una via di mezzo tra Sean Connnery e Vladimir Ilic Ulianov Lenin - l'ha conosciuto per via degli uccelli, che detto così pare brutto ma è vero.
Mio nonno parlava agli uccelli, mica per scherzo.
Ne aveva tantissimi, in gabbiette di legno che per anni dopo la sua morte hanno continuato ad affollare la serra e il garage.
Una volta mia madre bambina ha aperto tutte le gabbiette e quelli sono volati via tra gli alberi lì attorno.
Mio nonno è stato fuori per ore, li ha richiamati fischiando, ognuno con il suo verso, e loro sono tornati tutti uno a uno.
Quando è rientrato mia nonna stava incazzata nera perché era buio e la polenta era fredda. 
Questa è una di quelle leggende bellissime e tristi che si tramandano nella mia famiglia un po' come in tutte le famiglie del mondo e se qualcuno prova a mettermela in dubbio è un paramecio. Mia mamma giura che è tutto vero.
Insomma lui aveva questi uccelli e voleva a ogni costo farglieli vedere perché era convintissimo fossero belli e affascinanti quasi quanto le magnifiche sorti e progressive della rivoluzione russa.
A lei -si capisce- gliene fregava meno di nulla, ma lui era bellissimo, e convintissimo dei suoi uccelli e molto profondamente comunista. 
Lei era carina, sola, borghese dentro, e si sono trovati.

I miei nonni hanno lavorato come cani per anni e alla fine hanno costruito la casa in cui anch'io sono cresciuta.
Lei raccoglieva ancora fagiolini nel campo quando le sono arrivate le doglie ed è tornata dentro a partorire la sua seconda figlia.
Lui ha finito di lavorare, è andato al bar, ha chiamato gli amici della caccia a casa a brindare, e mia nonna ha spinto fuori mia madre ululando mentre un folto numero di afecionados della cooperativa pirlava appena fuori dalla stanza.

Due figlie, due matrimoni, vari espatrii, due case e due nipoti dopo, alla fine anche mio nonno è andato.
Per anni, dopo, siamo rimaste solo noi.  Noi quattro, sole. Solo noi quattro.
Pranzo, cena, stira, metti a posto, nonna firmami tu la giustifica che mamma s'è dimenticata -Induè ceh jin i me ugià? Ishtufanìn. - Non lo so nonna dove sono gli occhiali, ma fai in fretta. Ecco, così: pure sghemba, non importa. 
Mia nonna quando ci chiama ci chiama tutte, in fila, per non sbagliare.
I nostri nomi le sono incisi dentro, io lo so. Tatuati addosso.

Mia nonna fa battute sceme, solo perché si diverte a risponderti a cazzo:

Tu, gentile: "Ciao nonna, che fai?"
Lei, incazzata:"Shchivi." (=schifo)
Tu, incazzata: "Sempre di buon umore, eh?"
Lei contenta.

La fanno ridere tutte le barzellette che parlano di cacca, pipì, pupù. Ma soprattutto cacca.
Una volta dal ridere ha perso la dentiera sul tavolo.
Mia nonna sale da sola sull'autocarro di mia madre, con 2 cani dietro, 3 bambini e quattro arnie.
Mia nonna mi dice sempre che lei s'è l'è guadagnato, il diritto di dire le cose precisamente come stanno, ossia -nella sua testa- come lei le pensa.
Mia nonna fumava Marlboro Light e amava viaggiare il mondo: seguirci in Africa è stato credo uno dei più bei regali che la vita le abbia fatto. Che lei si sia fatta.
Mia nonna ora non ci vede bene, neanche con gli occhiali, ma leggeva Liala, la Deledda, la selezione Reader's Digest e Hemingway. 
A mia nonna piacevano di brutto Rete4 e Grecia Colmenarez e ora le tocca ripiegare su Terra Nostra, poi dici la vita è zoccola.

Mia nonna è piccola e tutta bianca.
Col mondo spesso e volentieri è una stronza, ma ci sarebbe da chiedersi quanto ne sappia lei, di quanto è stronzo il mondo.
Invece a noi - alla famiglia - mia nonna ci ama. 
Ammazzerebbe per noi, e non è un modo di dire. Mia madre soprattutto è oltremodo sua. 
Noi siamo suoi, tutti quanti. Figli della vita sua.

Mia nonna mi chiama Nini e Nina invece è La Popa o  La Titina.
Mia nonna mi ha cresciuta, sfamata, lavata, sfebbrata, mi ha portato il brodo a letto e la camomilla coi fiori del giardino, mica la Bonomelli.
Insieme abbiamo guardato Il pranzo è servito, La Corrida e tutti i film di Bud Spencer.
Con mia nonna ho aspettato fuori dalle piramidi.
Con mia nonna ho gridato, ho pianto. A mia nonna ho chiesto scusa. 
A mia nonna io l'ho lavata, l'ho curata, l'ho sfregata con l'accappatoio e le ho messo la canottiera di lana pulita a riscaldarsi sul calorifero.
Qualche settimana fa Nina è stata male, ho preso un bruttissimo spavento.
Lei c'era e quando mia madre ha detto "è tutto passato, stai tranquilla, ora dobbiamo tornare a casa" lei ha risposto: "Ti ta set mata, non la lascio mica sola. Nini: ci sto io qui con te."

Mia nonna è piccola, ma cammina in faccia ai re.

21 commenti:

Emanuela ha detto...

..che meraviglia, che compleanno Speciale.Auguri Splendida Donna "Piccola e Bianca"..
che fortuna Susibita, che fortuna che hai, abbraccia forte la tua Nonna, hai tra le mani un patrimonio Inestimabile..
Emanuela.

Vale.81 ha detto...

un grande bacio alla tua nonna.
la mia mi ha lasciato un po' di anni fa, ma tante cose che racconti tu le ho vissute simili io e capisco il profondo amore che ci può essere.

SuSter ha detto...

Meraviglia. Un portento!Le tue parole grondano amore ammirazione e orgoglio. Chi di noi non vorrebbe essere raccontato così!

nadia_73 ha detto...

MERAVIGLIOSA! Tu e lei, condivido il commento di SuSter

Sandra ha detto...

Anche mia nonna arrivò ai 100 e fu una festa meravigliosa, anche lei in dicembre!!!! Uno dei giorni più belli della mia vita!!!

Tre torte a forma di 1 e 0 0 il sindaco e tanto affetto!!!

Super! Auguroni grandiosi!!!

El_Gae ha detto...

Un po' ti invidio che te la puoi ancora godere, la nonna. Falle gli auguri.

Tessy ha detto...

Io fino a pochissimo tempo fa pensavo che la tua commentatrice SuSter fosse tua sorella (SUsibita SiSTER).
Quindi tua nonna è più sveglia di me.
Sapevatelo.

bussola ha detto...

meravigliosa storia di tua nonna e della tua famiglia allargata :)

augurissimi da parte mia... e altri cent'anni

Robin :D ha detto...

Non finirò mai di dire che i nonni sono un regalo preziosimmo!
Tanti auguri alla tua nonna, sono onorata di conoscerla attraverso le tue parole!

Anonimo ha detto...

A parte che sembra scritto da Isabel Allende ed è stupendo come pezzo. A parte che oggi per la prima volta mia figlia mi ha visto piangere per lei. A parte che stasera c'ho la lacrima facile e figurati leggere questo come mi ha conciato.

A parte tutto ciò, beh nonna di Susi, auguri di cuore. E' da donne come te che le Susi imparano a essere Susi, e le Nina Nina, e le Princi Princi.

Castagna unlogged

Susibita ha detto...

Emanuelas: lo so. è un provilegio enorme, e io sono contentissima di godermelo tutto.

vale, sandra, gae, robin: grazie. riprterò gli auuri! voi non avete idea dell'interminabile fila di telefonate che abbiamo ricevuto: da nord, da sud, dalla germania! è stato bellissimo.

tess: è perché sei svampita. come dice una mia simpaticissima amica " oh ma che volete? io sono giustificata: sono bionda."

Castagna: perché piangi? che è successo? su, non preoccuaprti, qualunque cosa sia passerà, siete fortissime.
n.b. che TU mi dica che sembra scritto dall'Allende mi fa anche più bene che se fosse davvero scritto come dall'Allende.
Non so se mi comprendi. Non fatemi fare periodi ipotetici complessi (?) prima delle 9 di mattina.

sononera ha detto...

auguri di tutto cuore. vorrei essere come lei, o come la mia di nonna.

serendipity ha detto...

bellissima lei ... da volerla conoscere, soprattutto perchè condividiamo il ridere tanto alle battute sulla cacca, io per ora non perdo la dentiera però.
Brava tu.

Susibita ha detto...

sononera: ma tu vai benissimo già come sei, non ha bisogno di assomigliare proprio a nessuno.

serendipity: ah sei anche tu un'appassionata feticista dellumorismo -perdonami la battuta- un po' di merda? ;) andreste d'accordo.

raffaella ha detto...

Le mie due nonne non erano nonne dentro, mentre i miei nonni non li ho conosciuti. Ma conosco la sensazione che la sua famiglia sia sua, le appendici delle due figlie sue, sangue suo, vita sua. Lo vedo con mia madre e mio figlio. Quel ponte meraviglioso tra passato e futuro su cui spero mio figlio costruisca la sua identità. Bella lei e bella tu. Mi piaci un sacco. Dalle un abbraccio e può star fiera di quello che lei ha seminato.
Raffaella

S(mamma)Sarita ha detto...

Dolcezza e lacrimuccia. Anche io ho una nonna molto molto speciale- un giorno spero di poterla raccontare con quelle pennellate d'amore e sensibilità che sai dare tu. p.s ma non è che la Nina le assomiglia un po'?

Susibita ha detto...

Grazie Raffaella, non è facile racogliere l'eredità di una donna così. Non è nemmeno una donna facile. ma è meravigliosa. Difficile, stronza, cocciuta, ma meravigliosa.

Sarita: dici che le somiglia? ci ho pensato anche io: un po' spero e un po' temo di sì.

Lisa ha detto...

Io arrivo sempre con l'ultimo treno: auguri alla nonna anche da parte nostra! Io mi ricordo ancora che te la invidiavo tanto da ragazzine perché a casa tua non mancavano mai torte caserecce! Ho sempre la sua immagine in testa di lei che legge in veranda!

Susibita ha detto...

lisa: sì, le varianti ernao solo due però: margherita, crostata alta. margherita, crostata alta, margherita, crostata alta.
E' vero, in primavera e in estate fissa sul divanino nel primissimo pomeriggi con un libro in mano. tra le sue piante e i mobili di bambù.

serendipity ha detto...

susibita non sai ... tu nomina Gianni Morandi e io rido ...

SuSter ha detto...

@Tessy: Ahahaha! leggo solo ora. ma chissà che associazione strana hai fatto. la cosa comunque non può che lusingarmi. In realtà siamo solo omonime, nella vita cioè. E credo di essere arrivata su questo blog proprio attratta da questa omonimia. In quanto a svampitezza però mi aggiungo al club. Belledonne voi!