30 gennaio 2018

Succedono cose.

Sono successe cose, da queste parti.

Prima di tutto, Nonna Profondo Nord è andata per la sua strada, che suppongo sia poi quella di tutti noi, chi prima chi dopo.
Non posso scrivere di lei, adesso.
La sua assenza o la sua permanente persenza aleggia intorno a me come irrisolta, inconsistente, una mezza frottola, dal momento che era piuttosto evidente che mia nonna fosse eterna e ci dev'essere stato un qualche errore, in realtà domani vado da mamma e le preparo un caffè.
Posso tuttavia confermare che nonostante i 104 anni di età suoi e i 38 miei, non fa meno male.
Il vuoto non è meno vuoto, il che mi sembra inevitabile, considerato il tempo che ci abbiamo messo a riempirlo. La nostalgia non è meno triste. L'unica cosa positiva è il rimpianto, che non c'è - nella fattispecie - giacchè io con nonna ho fatto tutto, e non tornerei indietro su un solo litigio, un solo bacio, una sola carezza, una sola domanda.
Darei moltissimo, per sapere se mi sente, la notte, quando la chiamo vicino.
L'ultimo regalo che mi ha fatto è stato andarsene di sera, la mia corsa tra colline e fari accesi mentre la radio dava (Baby) I don't care, since I don't have you.


Poi c'è questo fatto che il bambino da cui tutto è cominciato, per il quale ho aperto questo blog, sta per compiere 8 anni ed ha dei piedi molto grandi e manca pochissimo -se ci pensate bene- al giorno in cui mi andranno bene le sue scarpe e larghe le sue magliette.
Al momento è un appassionato di documentari e quando si sveglia presto il sabato mattina potete scoprirlo sul divano a guardarsi tutta la serie di Cosmos su Netflix.
Nuota in una piccola squadra di paese, arriva quasi sempre ultimo.
Il modo in cui va avanti imperterrito e indifferente alla cosa ne fa il mio idolo assoluto di coraggio e savoir faire, cosa che -credetemi- mai avrei pensato di lui.
Per tutto il resto è uno scoiattolo indaffarato e curioso, con un'intelligenza acutissima e veloce, incastonata in un carattere irritabile, dolcissimo e a tratti terrificante.

Io non sto molto bene, sempre alla ricerca del mio posto nel mondo.
Proprio io, direte voi, con una Nonna Profondo Nord nel proprio albero genealogico, e un bambino come questo.
Cosa devo dirvi, ci vuol talento anche ad essere delle belle testoline di cazzo, modestamente.









2 commenti:

SP Morelli ha detto...

rinnovo qui gli auguri al tuo bimbo e gli auguri a te come mamma. e concordo. ci vuole molto talento ad avere una testa di cazzo. baci
Sabri

Castagna ha detto...

Leggo solo ora. Mi spiace tanto. Certo che ti sente. E sì, ci vuol talento e noi ne sappiamo qualcosa.