6 agosto 2013

Pensieri dall'orto.

Magù aveva un cappello a forma di vaso rivoltato, e una lunga stretta foglia a fargli da piuma.
Era biondo, piccolo e snello con grandi occhi verdi.
Magù credeva alle lucciole da accendere, alla sua cannuccia a forma di spada e alle brucomobili che sfrecciavano nell'orto.

Magù aveva molti pensieri felici, e uno brutto, che gli camminava accanto.
Non sapeva come fare a liberarsene.
Provò e riprovò a cacciarlo via, ma non c'era verso.
Allora pensò che forse era più semplice lasciarlo lì dov'era, a rimuginare da solo.
Infilò i suoi stivaletti retromarcia che gli aveva regalato la nonna - per quando sentirai il bisogno di tornare a casa tua, gli aveva detto - e quelli schizzarono via all'indietro, come saette.

Quando arrivò, sua sorella stava trafficando tra i pomodori, pensierosa.
Le si avvicinò e tirò fuori dalla tasca un soldatino giallo sorridente, il suo primo pensiero felice.
"Un biccotto al calzino bagnato e crema pattizzera" - le disse ridendo.
Poi raccolsero i pomodori caldi di sole e, addentandone uno a testa, si volsero verso casa chiamando forte Barbeque il cane, perchè li raggiungesse.

5 commenti:

Lisa ha detto...

Ma quale brutto pensiero tormentava Magù?

Susibita ha detto...

Non lo so, non me l'ha detto. ha detto solo che era brutto. Non mi pareva molto sconvolto, però mi ha stupito che dicesse che gli camminava accanto.
Mi tira fuori delle metafore, ogni tanto, che io manco a sognarmele...

PdC ha detto...

Lasciar li da solo il pensiero invece di scacciarlo via è un'idea geniale, dillo a Magù...

Squabus ha detto...

Davvero! Voglio imparare anche io.
Io amo Magù e Nina, ma forse più te che li racconti. Sappilo!!!!
:*

Susibita ha detto...

PdC: per non parlare degli stivali retromarcia. Come gli sia venuta non lo so.

Squabus: ma io sono solo il braccio. La mente è lui.