8 marzo 2011

Puffosamente Proust.

Io sarei anche un po' stufa della rava-e-la-fava sulla donna multitasking e funambola, del noi-sappiamo-fare-più-cose-contemporaneamente e questo dovrebbe renderci speciali.
Francamente mi farebbero comodo un po' meno acrobazie e un po' più di risorse e possibilità.
(Comunque Allegria! e tanti auguri a tutte, eh.)

In ogni caso io e Sorella Subly, da personcine sensibili quali siamo, riflettevamo anche sull'iniquo e triste destino di parecchi mazzetti di puffose mimose.
"Puffoso" è l'aggettivo che, nella nostra infanzia, andava ad indicare tutto ciò che era morbido, spumosamente gonfio. Puffoso, per l'appunto.
E questo piccolo aggettivo mi ha subitaneamente indotto il classico effetto Proustiano della Madaleine.

Tre bambine su un tombino, strette come un paio di collant antitrombo.
Susibita, piccoletta e stordita, Subly Sorella(Caporal)Maggiore e Amichetta, un caschetto di capelli castani con un'insana passione per il melodramma e la cardiochirurgia.

"DLIN-DLON. Piano terzo. Cos'abbiamo detto che c'era al terzo?"
"La biblioteca? Sì, mi pare la biblioteca. Allora sentitemi bene: io ero Creamy e facevo la bibliotecaria, però nel tempo libero guidavo anche una carovana in transumanza verso ovest. In questo caso indossavo un vestito puffoso, di quelli con la gonna che gira, ma solo per le feste della domenica, perchè di solito avevo le ghette e il mio cavallo era Black Stallion."
"Secondo me avevamo detto che era la sala operatoria. Facciamo che io ero Kelly, la sorella figona e un po' porca di OcchidiGatto. Facevo il cardiochirurgo che operava a cuore aperto e un mio paziente moriva, così io entravo in cirsi e mi strappavo i capelli."
"Io ho fame. Andiamo a chiedeve* la mevenda a mamma?"
"Susi, hai appena finito di mangiare, adesso devi aspettare! Allora hai scelto tu chi eri?"
"Voi mi trovavate così, in lacrime, disperata per la tragedia professionale che ormai aveva mandato in crisi l'intera mia esistenza..."
"Io evo Ellospank.*"
"Però voi mi dicevate che non era morto sul serio, faceva solo finta. In reltà era un mio amico in incognito che mi aveva fatto uno scherzo e voleva sposarmi."
"Susi non puoi essere Spank. Lui è un cane, noi eravamo ragazze, invece. Tutt'al più potevi essere Stilly, quella un po' scialba con lo specchio magico che non si fila nessuno. Dai, quella che non si capisce a cosa serva: non sa cantare, non è sfigata in amore come CandyCandy, non è una ladra di quadri in lycra attillata, nè una martire votata all'autolesionismo come SaraLovelySara e -perdinci- non ha manco l'attenutante della carrozzela come Klara. "
"No, Stilly no. Manco se mi pvendete a mazzate."
"Va bene, allora tu eri Spank. Facciamo che al quarto c'era la clinica veterinaria?"

Siccome di riffe o di raffe m'è venuto fuori 'sto post tutto al femminile, dedico la mia personale madelaine quotidiana a tutte le bimbe che con me hanno giocato pensando che bimbe lo sarebbero rimaste per sempre.
Che non hanno fatto in tempo a spegnere bimbumbam ed era arrivato il momento di farsi la ceretta.
Che in un giorno qualunque, inconsapevoli, hanno giocato a bambole per l'ultima volta.
Che hanno giusto fatto in tempo a smettere di dire pampulupimpulupalimpampù che stavano già fissando le chiappe di Guido di Terza C.
Che sono passate da Uan a MTV solo girando l'angolo.
Alla bimba che è rimasta e a quella che una notte, completamente al di fuori di ogni umana comprensione, ha deglutito di fronte a un robino da nonnulla che prendeva il suo primo respiro senza di lei.

Ma soprattutto dedico questo post a quella gran culattacchiona di Stilly che inspiegabilmente, nello stupito interrogarsi del pubblico, ha avuto successo e, m'informa Wikipedia, annoverato ben 2 remake (???): brava ragazza, è così che si fa.





* tra le sue numerose virtù, Susibita ha pure annoverato una biascicante evve moscia fino alle soglie dell'adolescenza. Messaggio d'incoraggimento per i genitori di bambini con difettucci di pronuncia: coltivate speranza, con tutta la santa calma.

5 marzo 2011

Arturazzo non ce la può fare.

Uno viene da un piccolo giardino di quartiere, col suo bell'albero di cachi, il pratino recintato e le tortorelle sui balconi.
L'altro è figlio della macchia, coi suoi rovi contorti, il bosco scuro e cinghiali incazzati dietro l'angolo.
Uno sgranocchia languido e svogliato RoyalCats Exclusive Premier da 35 € al kg.
L'altro mangia topi morti, sevizia cavallette e occasionalmente -sospetto- altri gatti.
Uno ha il pelo lucido e setoso che, spazzolato, ricorda vagamente il cappello di Davy Crockett, o la parucca di Platinette.
L'altro è un energumeno maculato, una specie d'inquietante incrocio genetico tra un felino e un Uruk di Sauron.
Uno si è appena traferito sulla collina dei Conigli, a ridosso del campo-base dell'energumeno. Nelle belle giornate ama oziare sul sentierino di casa, placidamente e incautamente ritenendolo un proprio diritto.
Il suo nome è Arturazzo.
L'altro è il ras della Collina, il boss della malavita felina che ne anima il sottobosco.
E'arrogante, spavaldo e spietato. Detesta i bravi gattini di quartiere.
Il suo nome è Pubblic Enemy.

E' la terza volta che me lo manda a casa sgarrupato, stavolta con la zampina claudicante e la coscia spelacchiata.
Io adoro gli anmali, capisco le dinamiche etologiche di dominio del territorio eccetera.
Però quando mi toccano l'Arturino m'incazzo subito di brutto, che vi devo dire?
A me Pubblic Enemy comincia a starmi un po' sul culo.

3 marzo 2011

Just wanna have fun (girls)

Ha passato l'aspirapolvere con Cindy Lauper a palla.
Alla fine c'aveva l'ascella pezzata ed era tutta sudata per i troppi saltelli.
Su skype, ha ammorbato la sorella con filosofici excursus sulla di lei passata personalità "Ricordi com'ero prima...a me è solo sembrato di girare l'angolo e invece zac!
Mi sono decisamente persa qualcosa.
Sento come un bisogno di ritrovare me stessa, come di una crescita interiore, un andare oltre quella che sono oggi...superare i miei stessi limiti, evolvermi...".
Sempre su skype con l'amica A. :"...devo rinnovare il parco intimo e abbandonare definitivamente sia la la fase Winnie the Pooh (pre-nano) che quella Sora Lella (post-nano), c'ho lo stenditoio che è imbarazzante."


E' che -capite?- lavora da casa.
Nein colleghen.
Lafora tutto il zorno.
Da zola.
Nein scampi umani zopra i 75 zentimetri, zolo fita kon Nano Makù.
Nein Papone, emikrato lontano ta pikola trizte Zuzibita.

E' che c' ho la vita sociale di un suricate addormentato, cazzarola.

Secondo voi tutto ciò - francamente - è preoccupante?

1 marzo 2011

C'è questo vento cui non sono stata abituata mai.
Un vento che è tutto di questa terra che non è ancora mia, e soffia forte, e forte grida, e mi scuote i capelli davanti alla faccia e sugli occhi ancora, mentre cammino rannicchiata dentro la giacca.
Come lo schiaffo del mare qui sulle colline, mi sembra.
Abbatte le canne che spazzano la strada, frusta gli ulivi su-su vicino al sentiero.
Rotola via, veloce, un sacchetto di plastica.
Rami e foglie e burattini impazziti di vento.
S'infila nei portoni dei palazzi scrostati di fronte alla farmacia, scuote quella veneziana là in alto, hanno dimenticato di affrancarla.
Solleva la gonna e svela le calze spesse color carne, un po' bigie, della vecchietta in pantofole e cappotto.
Truc-flof-via, s'è preso il cappello del signore davanti alla posta.
Strappa i cartelloni inccollati tra le crepe e i capperi dei muri, anche gli annunci mortuari.
Furio Furini (Il Grillo), anni 95.
C'è scritto proprio così: detto il Grillo.
E' tanto forte, questo vento, da portarsi via pure un vecchio grillo.

24 febbraio 2011

Bella di babbo.

Atrio del nido, primo pomeriggio.

"Vieni, Chiarina, vieni...guarda chi t'è venuto a prendere..."
Chiarina trotterella fiduciosa.
"Ciao amorino, bella di babbo..."
Chiarina s'arresta.
-3, -2,-1...
"Buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!Nooooo!!! Noooooooonnnnnnnnaaaaaaaa!!!"
Il padre, rivolto a me: "Ma che ci vengo a fà qua, io?".
"...uhm...hem...l'autista?"

21 febbraio 2011

Effetti collaterali

"Allora? come va?"
"Eh, che vuoi...manco a dirlo: febbre, nausea, mal di pancia, tosse e altre delizie. C'ho i solchi del passaggio stanza-bagno, bagno-stanza, ti dico solo questo."
"Il dottore che dice?"
"Che è un classico, alla terza settimana di nido"
"MMm. Ma lui come sta?"
"Benone. Mò piglio un'aspirina e vado a prenderlo alle 13..."

Così è: Magù va, s'appiccica le peggio schifezze, torna a casa, esterna qualche passeggero segno d'insofferenza nei giorni successivi, nel frattempo a sua volta generosamente m'appiccica per benino.
Io... che dire?
'Na roccia, praticamente.
Mi nutro di pastina in brodo e limonata.
Lascio aperta la porta del bagno per non avere ostacoli nel mezzo.
Stramazzo e attendo i monatti.

Papone è al nord.
Nonna Oroscopo colpita e affondata pure lei.
Sorella Subli con nipotino Tichitichi tengonsi saggiamente a distanza.
Ne resterà solo uno: lui.
Il perfido untore mangiabanane.

20 febbraio 2011

Ivo è tra noi

"Quanto avevamo detto? 70 x 70? O più larga che profonda?"
" Meno male che la terra è morbida, altrimenti...quanta argilla."
"Già, sembra creta da modellare. Ci potresti fare un vaso, eh?"
"??"
"Massì, dai...ti compro uno di quei cosi che girano e puoi fare il vaso..."
"Ah, sì. Giusto. Poi quando di notte non mi riesce di prender sonno mi metto una tua vecchia camicia e comincio a far su un bel vaso, dopo un po' arrivi tu figo come non mai e poi disfiamo il vaso e poi zic-zac."
"Bello, eh??"
"Già. Proprio un peccato che un sicario del tuo migliore amico ti debba fare fuori il giorno dopo."
"....
Mmm.
...
Macheccefrega a noi del vaso, poi?
Mica stiamo nel Neolitico. Ce lo compriamo e bon."

E fu così che in un pomeriggio di fine inverno fu piantato Ivo l'Ulivo.
Nel nostro piccolo, delizioso giardinetto.

11 febbraio 2011

Me, Myshelf and I

Una casa non è casa senza i miei libri.
Cucina e libreria: ecco cosa fa casa.
Poi posso pure dormire su una brandina.


Così pensava Lei.
Lei non-ordina i suoi libri negli scaffali, tirandoli fuori così come sono dagli scatoloni, con amore distribuendoli casualmente uno in fila all'altro, fitti e densi su-su per le mensole che scalano il muro.
Tutt'al più lascia che i suoi preferiti restino ad altezza occhio, per vederli ogni volta che ci passa davanti e sorridere.

Lei ama l'idea che siano i suoi libri a stupirla, con le loro dimore casuali dopo ogni trasloco.
Toh! eccoti, Bàrnabo.
Ivanhoe e Rebecca tra Buzzati e Il Manuale Del Buon Fotografo.
Fico.
Oh, Heathcliff, tu il tuo bavero rialzato, il tuo capello fluente e spettinato dal vento, tu che fai il figo su-su per le tempestose cime e ci lasci qui, a me e a Catherine, ad aspettarti ancorae ancora e ancora .
Lei desidera che ogni scaffale sia memoria, testimonianza.
Una foto sgualcita, la scena tra Bezuchov e Helène. Lo rimpiangerà per il resto del libro, poraccio.
Natale 2005. A Susi, tanti auguri, la tua mamma.
Un fiore secco tra pag. 260 e 261.
Lei ama pensare che ai libri piaccia cambiare posto e vicino: che Dante s'innamori della Karenina, che la Deledda si spanci per Herriot, che Hugo vada a spasso coi Coniglietti Suicidi e Shakespeare legga VivereBiologico.
Che Jane Austen, Baricco, la Cantarella e Harry Potter si facciano un pokerino con Bradbury.
Che la Christie faccia paura a Dickens, Dickens commuova Vitali, Vitali irriti Baudelaire, Budelaire annoi Marquez, Marquez pianga su Calvino, Calvino ritrovi Omero.
Che la Mazzantini declami i PromessiPaperi.
Che Omero sfogli Itinerari d'Italia, Itinerari d'Italia stia addosso a Severgnini, Severgnini ammicchi a Coe, Coe traduca Guareschi, Guareschi bruci il Castiglioni-Mariotti.
Che Zola covi segreta e insana passione per la selezione dei Reader's Digest di mia nonna.

Lei avrà una libreria così: improvvisata, disomogenea, intima.
E invece no, cari miei. No.
No perchè lei non vive da sola: Lei vive con Lui.

Lui sa che i libri sono identificabili e sono categorizzabili.
Hanno titoli, case editrici, etichette e -haimè- collane.
Lui ha elementi sufficienti per farne un database e costruirci delle query.
Per allinearli, ordinarli, raddrizzarli, migrarli militarmente di scaffale in scaffale.

Visto?! Adesso sì che è in ordine.
Ma come NOOOOOOOOOO.
Non ti piace? C'ho messo 2 ore, eh.

Senti Susi, adesso non esagerare.
Non ti farà piacere saperlo perchè ne sei totalmente priva ma ogni vera opera d'arte ha dietro di sè razionalità, ordine, ferrea logica ingegneristica.
Come credi che Michelangelo abbia fatto al Sistina, eh?? Mischiando tutto a casaccio?


... In che senso "pazzo megalomane"?

2 febbraio 2011

"Pronto parlo con la mamma del piccolo dolce Magù?"
"Sì sono io, mi dica"
"E' l'asilo nido Il Simpatico Formicaio, si ricorda? Ci aveva contattato tempo fa per un eventule inserimento del Piccolo Dolce"
"Parli, o mia incantevole Musa, sono tutta orecchi"
"Due nani vengono trasferiti nella classe dei più grandi: si sono liberati due posti"
"Siamo lì tra un quarto d'ora, il tempo di levargli il moccolo dal naso."
"Ma no, che dice? L'aspettiamo mercoledì per un ultimo colloquio, poi vediamo per l'inserimento."

-------------------

"Dunque per la modica cifra di 400 e rotte cucuzze al mese lo teniamo dalle 7.30 alle 13.30"
"Che gran botta, grazie. Pensa ci sarà mai la possibilità di usufruire di un qualche sconto?"
"Dipende. Lei ha una grave malattia invalidante?"
"No" . (tiè)
"Il suo compagno sta scontando una pena detentiva in carcere?"
"No"
"I vostri genitori sono ancora in vita? E - se sì - vivono a meno di 600 km di distanza dalla sua abitazione?"
"Sì (tiè). Sì."
"Assumete d'abitudine sostanze stupefacenti in casa?"
"Mmm...mi lasci pensare...no, non d'abitudine."
"Reati gravi a suo carico?"
"Nulla."
"Provi a presentare l'Isee al suo comune, ma non si faccia illusioni."

Susibita sta per entrare nella sua nuova fase part-time: Magù part-time, lavoro part-time (+ notti e week-end vari ed eventuali).
Ce la farà?
Non ce la farà?
Si accettano scommesse.

31 gennaio 2011

365 giorni e qualche ora fa.

“Sicura? tutto ok?”
“Certo, ho tutto sotto controllo. Passami quella roba rotonda vah, la palla gigante, ecco. “
“Meglio?”
“Oioioi, u-iai-iai…porcapaletta…toglimi sta palla dai piedi, dai…puff-puff, pant-pant. La corda, ecco. Mi appendo alla corda”
“Mmm, Susi…sei sicura? Non mi sembra una buona idea.”
“Adesso salta fuori che mi vorresti anche dire come devo fare? Non ti sembra un po’ tardi? E poi una donna sa certe cose per istinto, trova la sua naturale posizione da sola…aahi, uuuhhi, oohhi…oh-no-no-no.…Ma chi è quell’imbecille che ha messo di mezzo sta corda??”
“…”
---------------------
.AAAAHHHHH.
“Che è? Che è stato? Hai sentito anche tu? E’ quella accanto vero? E’ quella della stanza accanto???”
“Mmm, nooo…non mi pare…forse solo un’infermiera che è scivolata su una buccia di banana…”
“Oddiodiodio, nonono… non ti sembra la stiano scuoiando??…io no eh…! Andiamo via, forse sono ancora in tempo...”
“Susi, non agitarti, ricordi cosa ti dicevano al corso? Ognuna fa a sé: quindi niente panico.”
“No, certo.

… FATEMI SCENDERE! FATEMI SCENDEREEEE!!”
-----------------------

“Ok, cominciamo a giocare seriamente signora: mi raccomando stia calma, va tuuuuutto bene”
“GGGHH…EEE…MMMMB…taglià! taglià!taglià!!!”
“Come scusi? Non capisco…”
“Hem, credo stia chiedendo un cesareo d’urgenza…”
“Di già? Ma cara, ma non ci sono i presupposti, non possiamo: lei è perfettamente in grado di partorire questo bambino naturalmente.”
“’...????...
TAGLIA’! ‘TAGLIA’! ‘TAGLIA’!”
----------------------------------

AAAAHHH. Uuèèèèèèèè….

“Puuff…pant…Che è? Pupuff….E’ quella accanto, vero? Ha finito, pantpant… quella stronza ha finito…”
“Suvvia cara, non dica così. Manca poco anche a lei, sa? Dai-dai, un’oretta ancora e ce la caviamo.”
“Quanto? QUANTOOO???? …….
……..
TAGLIA’!TAGLIA’!TAGLIA’!”

----------------------------------

“Se solo lei non si agitasse in questo modo…coraggio…cerchi di stare calma…”
“Nn cc pssa!!! Mtmatco!!!”
“Scusi?”
“Hem, sostiene che non ci passa, che la cosa è…hem…matematica.”
“Aahh, cara la mia signora! Ci passa eccome, glielo assicuro…hehe..ci passa, ci passa...”
“Mavaffnclo.”
“Come scusi?”

-------------------------------------

“Spinga! spinga adesso che ci siamo!”
“AAAAFFFFF!!!!!!!!!!!!!PPPPPPPFFFFFFFFFFFFFFFF!!!”
“…eee…eccolooo!!!”
“Oh Susi, lui è…oh Susi…”
“…”
“Molto bene, signora…tutto ok? Come sta? Signora, risponda qualcosa. Signoraa???”

------------------------------------

Freddo. Tanto freddo.
E tu? Perché mi guardi così? Cos’hai lì in braccio?
Ah. Ecco cosa.
Uh. Caldino.
Io non sento nulla a parte sto freddo cane, chissà se è normale.

Ciao. Io sono Susi.
Posso svenire, adesso?
Posso?

E questo è quanto.
La sola scritta SALA PARTO mi causa tuttora tic nevrotici condizionati.
Alla parola fratellino o sorellina comincio ad avvertire un fastidioso prurito, mi riempio di bollicine e gli occhi roteano in direzioni opposte.
Non c’è paragone tra la notte di un anno fa e quest’ultima in cui ti ho messo a letto nel tuo pigiamino, hai preso sonno quasi subito e noi ci siamo guardati Zoolander svaccati sul divano.
Ma c’è questa cosa, sai, che non so definire.
Come una dolcezza struggente, come sentirsi più nudi che mai.
Deboli, di fronte a te.
Esposti enormemente a una cosa tanto più grande.
Come il terrore ed il coraggio, ma presi insieme.
Come tutti gli amori, tutti insieme.
E insieme moltiplicati tra loro: una, dieci, cento volte.

Non mi passerà mai, lo so.

26 gennaio 2011

Piccolo, bianco e solo

Se ne sta lì, in mezzo a tutto quel mare rosa.
Neanche sa cosa ci sta a fare.
Però ogni giorno si fa meno timido e guarda un po' più in su.
Dicono sia carinissimo, ma ancora non l'ho visto.

Mi fa sorridere, lui, in tutto il caos di questi giorni: io che non sto dietro al lavoro, dimentico gli appuntamenti, mi risollevo al volo, ho finito i pannolini, gli esami della nonna da ritirare, non mi funziona il bancomat, sono stanca, tanto stanca, alla radio dicono "bunga bunga" e in tv parlano di donne.
Ma che ne sanno loro, mi dico io.
Di cos'è una donna. Cosa significa.

Mi fa sorridere mentre scrollo la testa che tengo tra le mani, una cosa così piccola e intatta come un dentino.
Il primo dentino di Tichitichi, il mio nipotino: domenica lo vedo e lo voglio sentire, quel piccolo spigolo bianco che se ne sta tutto solo là in mezzo al nulla, senza paura.
Sotto le dita, lo voglio sentire.
Per sorridere e baciare Tichitichi che cresce, nonostante i tg, e i governi, e l'Italia intera.

n.b. vogliamo sorvolare sul fatto che Tichitichi ha 4 mesi meno di Magù e che quest'ultimo è ancora perfettamente sdentato a quasi 1 anno?
Figlio mio, non è che ti voglio mettere fretta, eh...intendiamoci.
Certo non mi guasterebbe chiudere la fase minipimer ma ti capisco, he, figurati...son poi i tuoi denti.
Vedi un po' tu, insomma.

18 gennaio 2011

Religiosa postatio (seconda)

Non paga di essersi fatta una certa nomea nel di lei paesello, Susibita ha pensato bene di esportare il modello anche alla Collina dei Conigli.
Così, giusto per non dare nell'occhio.

DRRRIIIN.

"Oh buongiorno, come sta?"
"Eh, che vuole? Si va avanti. Senta, sa a proposito di quel discorso, l'altra volta...ha presente? "
"Hem, vagamente, sì. Scusi un secondo solo eh...ARTURAZZO!!!"
"Siccome mi è sembrata una persona proprio a modino..."
"...Ti ho visto, piccolo lurido sciamannato!! Se ti piglio ti strappo i peli uno per uno, con la pinzetta."
"Sì, hem...a modino, dicevo...bhè è stata gentile a fermarsi a parlare qualche minuto con noi, sa di solito la gente di questi tempi non è come lei, tutti così di fretta, con modi bruschi...non è piacevole. Tutti presi dai loro impegni..."
"Sì, bhè...certo, capisco...non che io sia precisamente libera come una fringuella...
Mi piacerebbe stare qui con lei ad approfondire i diversi punti di vista: Dio, Non-Dio, la degenerazione climatica, le cavallette, la cucina thai...Ma è che ho un sacco da fare, davvero. Lei mica s'intende di cucina thai, per caso ?"
"No, in effetti no. Comunque non volevo distrubarla, lo vedo bene che è presa, ma siccome passavo di qui mi è venuta in mente lei e ho pensato di portarle questo...
"Oh massenti...ccheccarino! Non doveeeeva...cos'è? Una scatola di cioccolatini? torroncini morbidi? A me piacciono anche dopo le feste, eh...mica mi formalizzo...
Ah. No. Ecco. Uno dei vostri libricini un po' inquietanti..."
"Ehssì, vede? Ho visto il titolo e ho subito pensato a lei..."
"Hum, vediamo...
ATEI: INCOMBE LA NUOVA CROCIATA.
... Ah, hem...ecco...che dire? grrrazie..."
"He, he, prego-prego, s'immagini. Un pensierino - così - giusto perchè mi è proprio venuta in mente lei..."

Un pensierino.
Che dolce...

13 gennaio 2011

I have a nightmare

Casa di Susibita, anno 2020.

"Mamma ma chi è quel vecchietto lampadato e un po' nano che si vede sempre in tv?"
"E' il nostro Presidente del Consiglio, amore."
"E che cosa fa?"
"I cazzi suoi, tesoro mio. Si fa i cazzi suoi."





[Nononotiprego...]

10 gennaio 2011

Succede che un giorno apri un blog.
Ti sembra una cosa carina.
La tua famiglia, i tuoi amici, così spesso lontani.
Non stai neanche tanto a pensarci su.
Lo apri perché è comodo, molto comodo.
Perché è utile, molto utile.
Perché sei incinta e tutti fanno le stesse domande, gli stessi commenti, danno le stesse risposte.
Perché hai un luogo solo, unico, in cui dire “non ditemi”.
Non ditemi non sei eccitatissima?, ho paura e me la faccio sotto.
Non ditemi non fa male, non vi credo.
Non ditemi è una cosa fantastica, non vi capisco.
Non ditemi brava!, non è, qui, una questione di merito.
Non ditemi era ora, fatevi un po’ i cazzi vostri.
Non ditemi ahh goditela adesso che poi dopo…, mi girano le balle.
Non ditegli per lei non esisterai più, siete tristi.
Non ditemi non sarà più come prima, è, semplicemente, banale.

Eccheccazzo, erano tutti pesantissimi.
Io volevo solo essere un po’ leggera.

Lo apri perché hai un luogo in cui aspettare.
Sono un po’ lenta, e, qui dentro, ho imparato ad aspettarmi.
Poi ogni tanto c'è della gente che passa, da queste parti.
Una cosa misteriossima, che non mi spiego mai del tutto.
E un giorno una di loro – che ne so - magari ti scrive.
E scopri che non è un’entità extraterrestre non meglio definita ma anzi ha una città, un lavoro, un accento, un nome.
E quello che tu leggi sul suo blog non ha la tua voce, ma la sua.
Non il tuo accento, ma il suo.
E capisci che c’è una persona - o magari più di una? - che vive a centinaia di km da te e che, seduto a una scrivania, di mattina in ufficio o alla sera in salotto, legge proprio di te.
Esattamente come fai tu.
Non hai idea di che colore abbia i capelli, ma sai se suo marito s’è alzato incazzato quella mattina.
Non sai come si chiami, ma conosci il nome dei pupazzi dei suoi figli.
Non conosci la sua età, ma le sue paure sì.
Non sai se creda in Dio, ma cosa la fa ridere ogni giorno.
Allora io mi dico: che cosa strana e buffa, eh?
E bella, mi pare.

5 gennaio 2011

Il suo volto ha una maschera...tiiigre (tiger man!)

"Solitario nella notte va..."
"Gha-ga..hehe"
"Scusa..."
"...il suo volto ha una maschera...Tììgrre..."
"Ghhwwui!! Hhihi..."
"Scusami, io...finito...da basso...mi senti?"
"TIGER MAN! Tììgrre...TIGER MAN!"
"Bwua-bwua-bwua gha-gha!!"
"Mi sente? SCUSA...?!"

"...è l'Uomo Tigre che batte con furoreee, combatte solo la malvagitààà---ààaaAAAAhhh!!! Porcapalettaimpestata Kamil!! Cazzarola a momenti ci rimango secca, scusa, eh..."
"Mi spiace spaventare, io provato chiamare ma te concentrata su canzone di Uomo Pantera.."
"Uomo Tigre, Kamil, Tigre.
C'ho avuto 'sta infatuazione fino all'età di 10 anni,non sono cose che sidimenticano in fretta... è una ferita ancora aperta, possiamo non parlarne?"


Devo smetterla di fare i revival anni '80 a Magù quando c'ho gente per casa che finisce il cartongesso.
Mon dieu, e c'ho pure un orzaiolo nell'occhio...quelle peuvre fille ...(ma che sfigata...).

4 gennaio 2011

Lei ha parlato con Susibita del non riconoscersi guardandosi allo specchio, di lavoro, di tagli di capelli e hennè, di "assomigli a Amelie Pulaine", di figli, di animazione 3D, di amici lontani, di vaccinazioni pertosse e caffè d'orzo.
Loro hanno preparato la besciamelle e per la prima volta nella vita di Susibita non ci sono stati grumi in pentola nè si è bruciato alcunchè.
Loro hanno stanziato sul tappeto davanti a MTV, hanno preso il cane e sono uscite nel bosco, vinto diverse immeritatissime lauree a trivial.
Susibita, che solitamente è un po' gelosa perchè la vede poco e vorrebbe tenersela tutta per sè, ha accettato di dividerla col Magù e ha permesso che fosse lui, per una volta, a starle appiccicato, tirale i riccioli neri e farla ridere con quei suoi denti grandi, bianchi.
Si è messa un po' in disparte e, fingendo di lavare i piatti, li ha guardati farsi pernacchie, darsi bacini, giocare ad Avatar sull'i-phone e far volare il guanto a forma di farfalla che lei gli ha reglato per Natale.
Lei ha dormito sul divano che si apre a una piazza e mezza, mangiato verdure di ogni tipo, ascoltato discorsi sui nani, poi sui nani, infine ancora sui nani.
Poi ha preso un aereo che l'ha riportata di nuovo in Spagna, lasciando la casa di Susibita con parecchi avanzi vegetariani in frigo, i soliti panni dimenticati (stavolta 2 magliettine arancioni, ma si è ripresa le calze rosse e ha riportato a Susibita quelle sue color arcobaleno e un anno persino un paio di mutandine di hello kitty), e una discreta quantità di nostalgia canaglia.

Lei, la migliore amica di sempre, è arrivata allegra come un tappo di spumante che salta.
Allora, per non pensarci e non perdersi d'animo, Susibita s'è messa in borsa il guanto farfalloso, Rosa La Mariposa.
C'ha giocato mezz'ora col Magù prima di entrare dal dottore.

30 dicembre 2010

L'importante è crederci.


Il 2011 secondo il Pappee:


"Hai visto in giro i miei calzini?"
"Sì, certo: sono tutti perfettamente appaiati e non infeltriti nel tuo cassetto"

"Ma questi numeri nuovi in rubrica...?"
"Chi? oh, dici questi 10? Tranquillo, giusto qualche clientuccio nuovo per arrotondare a fine anno, o mio guru."

"Mmm, che profumino...!"
"Dici, tesoruccio? Ho fatto solo un paio di lasagnucce, qualche tortino di patate e sasizza, 3 teglie di tiramisù e insaccato una kilettata di cinghiale. Così, mi avanzava giusto un quarto d'ora, sai com'è..."

"Domani vado a fare la spesa"
"Oh no-no, non ce n'è bisogno amorino, già fatto. Mancavano solo 3 confezioni di pannozzi prima che finissero le scorte, sai bene che non mi piace rischiare..."

"Oh toh! Un completino di pizzo nuovo di pacca."


Il 2011 secondo Googhi:



Il 2011 secondo l'Arturo:



Il 2011 secondo Magù:

"Ggggaaaa" (Càppita, che bello quetto mio telefono veo che funsiona, popio qui vizino al mio lettino mio-mio-tutto-mio)

"Babbubbaaaaa" (Fantatticooo...tutto ziorno appizzicato a mamma, tutto tutto ma popio tuuuutto il ziorno...!)

"Wwuiiiiii!!!" (Wow, banane...banane dappettutto...)


Il 2011 secondo Susibita:

RONF. RONF- RONF.
Gir. Gir. Rigir. (si rigira).
STRARONF.

21 dicembre 2010

Scaletta festaiola (?)

24 (sera).
Sottotitolo: Il mio geriatrico Natale - parte I

Cena a casa di Bisnonna Profondo sud.
Pesce, chiaramente.
Un classico nella tradizione della metà terronica della famiglia.
Capo-chef della serata: Bisnonna Profondo Sud, a seguire scarso contributo di Susibita e Cugina loro malgrado reclutate in mancanza della terza cugina tradizionalmente addetta (e adatta) ai fornelli.
[n.b. Noi eravamo quelle delle tartine, ruolo conferitoci all'età di 8 anni. Nel ventennio successivo non sono pervenuti avanzamenti di grado. Chiedetevi pure perchè, non ci offendiamo.]
Quindi per tirare le somme della serata vediamo...gli 88 della nonna + i 10 mesi di Magù + i 30 e dintorni del Pappee e cugini ...bhè, non siamo poi così geriatrici.
D'altra parte i miei 20 e dintorni abbassano nettamente la media... (gh-gh-gh...!)


25 (pranzo).
Sottotitolo: Il mio geriatrico Natale - parte II

Dalla prozia.
Allora, qui le cose stanno più o meno così: quando Susibita ha realizzato che la preparazione dell'intero pranzo natalizio sarebbe ricaduta su di lei e su lei soltanto, la prima cosa che ha fatto, subito dopo aver valutato le opzioni "piuttosto mi brucio con le lucine dell'albero" e "chissà se riesco a impiccarmi col babbo natale scalatore" è stata affrontare la verità con sereno senso di responsabilità.
Quindi ha preso un bel sospiro, si è seduta tranquilla al computer e ha digitato:
"AIUTO!!! MENU DI NATALE SEMPLICE E VELOCISSIMO, VI PREGO..."

Quindi nulla, se tutto va bene cercherà di venirne in qualche modo a capo con questo.

Poi nel pomeriggio Susibita, il Pappee, Magù e l'Arturazzo si metterano in macchina, intoneranno Piva Piva l'oli d'uliva per farsi coraggio nell'affrontare le solitarie autostrade italiane e infine guingeranno in serata a casa di Nonna Oroscopo dove, finalmente, qualcuno cucinerà per loro, com'è giusto che sia, mentre Susibita potrà finalmente dedicarsi a cambiare i cd di Natale, rubacchiare dalla tavola imbandita e slurpare il fondo delle pentole o anche il minipimer.

19 dicembre 2010

Scenari famigliari

La strana città - ore 12.30 circa
Interno casa di normo-madre (non facciamo nomi ma, tipo, mia sorella)

Rumore di piatti, tazzine di caffè nel lavabo.
Il caos mediamente diffuso di un sabato mattina.
Un bambino (bellissimo, non potete capire quanto. Dicono, tra l’altro, mi somigli…) che rognola.
Un papà, dolcissimo, che coccola.
Una mamma che pulisce le verdure.
La finestra aperta, il letto disfatto.
Le verdure pulite, mondate, tagliate fini che manco un esercito di Umpa Lumpa.
Qualcuno si ricorda di far bollire l’acqua.
Un telefono che squilla, è tua madre.
Qualcuno si ricorda di mettere a cuocere le verdure.
Eccheppalle! dice se già che ci siamo passiamo al super prima di andare da lei.
La lavatrice ha finito: chi stende?
E tu dille che non facciamo in tempo.
Oddio, ricordati di segnare i pannozzini, sennò li finiamo.
Allora ci passiamo comunque, dai.
Qualcuno si ricorda di prendere la pastina e farla cuocere.
Un settimanale femminile sul mobile del bagno, bell’articolo su Qualcosa d’Interessante.
Qualcuno si ricorda di cambiare il bambino.
Sposta le cose della colazione e pure lo stenditoio, dai, che apparecchiamo.
Piattino, bavaglino e biberon.
Vellutata di carote e patate: cremosa, profumata, bella.
L’arte di rendere squisito un passato di verdure.

Una Taverna - ore 12.30 circa
Interno “casa” di psycho-madre (non facciamo nomi ma, tipo, a caso, Susibita)

Rumore di dita sulla tastiera, tazze della colazione nel lavabo.
Il caos abituale, democraticamente diffuso in ogni angolo della casa.
Tracce di pastina sotto il tavolo.
Gatto peloso e ciccione che passa, le annusa un po’ schifato, va oltre.
Letto disfatto, un Topolino del ‘94 tra le lenzuola.
Ma cos’è che stai facendo?
Pentolino sul fuoco.
Come "che sto facendo"? Mi hai detto di provare a resettare tutto e poi riaggiornare: faccio quello, no?
Un telefono squilla. E’ tua madre.
No, dicevo sul gas, che è sto odore che si sente?
Dice che Magù è pronto, c’ha fame e di andare su a prenderlo che lei deve fare il cappone.
Ok, ora vado. Ma sto odore quindi?
Arturazzo scendi dal tavolo.
Sniff. Sniffff.
Allora io salgo…
Cazzarola il riso del Magù…!! Merda è andato…no, aspetta, forse sopra no, magari se non gratto il fondo…
-------------
Ecoolooo!! Ecco Mr Magùù…evvai! Ma che è, Magù? che c’hai con quella faccia?
Qualcuno l’ha cambiato dopo stamattina?
No-no, ntch-ntch, Mr Magù… non piangere, c’hai fame?! Petta che qui c’è stato un problemino da nulla, ‘na quisquiglia, ora mamma mette a posto tutto eh…
Tu lo sai che ci rimane 1 solo panozzino, vero?
Ma non possiamo dargli qualcosa da sgranocchiare nel frattempo, che ne so… vediamo…

toh!


Si può essere famiglia in tanti modi diversi ed è un po’ come una ricetta tutta a sé, come mescolare gli stessi ingredienti ma in modo sempre diverso.
Ognuno di noi ha il proprio segreto in cucina, la carta a sorpresa che cambia il gioco delle cose: il talento, l’ attenzione per i dettagli, l’amore.

Personalmente io, hem… c’ho il cappone (l'osso di).

16 dicembre 2010

Quando la nonna ti da buca

Quando la nonna ti da buca e hai un appuntamento di lavoro pensi "Ok, niente panico, chiamo la zia".
Quando anche la zia ti da buca pensi "Calma, calma, ci sarà la suocera di mia sorella".
Quando lui ti dice: "No, la suocera di tua sorella è da tua sorella" mentre una gocciolina di sudore gli cade lenta dalla fronte, tu dai prova di freddo self-controll e dici:"oddiooddio lo sapevo sarebbe successo ma non pensavo proprio oggi, fermiamo quel tizio che sta passando per strada e chiediamogli se ha un paio di ore libere, no, non quello coi baffetti, non mi fido dei baffetti, dico quello dietro, col panciotto e l'aria da babbo natale, mi sembra perfetto, fa proprio al caso nostro. Ma come "no sei pazza"? ti prego-tiprego non oggi! com'è potuto accadere??
Ho deciso: metto in cambio all'asta un rene".
Quando non c'è altra via d'uscita andate all'appuntamento.
In 3.

"Cariiiissima..! Ma che piacere rivederti...sai, la tata ha avuto un brutto incidente proprio venendo da noi, non abbiamo potuto fare altrimenti..."

"Quindi ti piace? Sì, in effetti è un'idea nostra. Sai noi ci teniamo, curiamo molto l'aspetto dei contenuti-iiicccheschifo!!!...scusa, che ce l'hai un fazzoletto?! Bleah!!"

"Certo, non dimentichiamo l'importanza del brand blablabla ...l'usabilità... il vostro core-businness...blablabla...va da sè che ci vuole un tool ad hoc...dai, piglia la Gelsomina, vedi che sennò piange...ma se ti dico che sta là, nella tasca esterna, ce l'ho messa stamattina..scusa eh, dicevamo, basta customizzare... ah no, aspetta, prova a cercare nella cerniera laterale..."

...Mma-Mmaa-Mmaaamma...

"Sì, è una questione di partership allora, capisco...il ciuccino, il ciuccino!! Vah che gli è cascato a terra, che schifo, dove hai detto che sta il bagno?"

"Si può abbassare un po' il riscaldamento? c'è'na caldazza qui che pare i tropici... poi sai mi si sveste e fuori ghiaccia... dentro-fuori dentro-fuori l'ultima volta m'è stato male."

"Senti ma il fermacarte con la mucchina era il regalo di qualcuno importante?"

Ho una vocina dentro che mi sussura, neanche troppo piano: "HAI BISOGNO DI UN NIDO".

P.S. Come l'appuntamento possa essere andato bene e il progetto avviato è uno dei grandi punti interrogativi dell'universo, come i misteri di Fatima, le forme nei campi di grano, le false predizioni maya o perchè Puffetta sia l'unica donna del Puff-Villaggio, fatta eccezzione per Puffo Vanitoso che è chiaramente gay.

13 dicembre 2010

Vuoto e pieno

C'è che a volte la vita ti parla proprio in un giorno in cui ti senti vuota vuota.
[Io a volte mi sento vuota come una ciabattina.
Cosa c'è di più vuoto di una ciabattina quando è vuota?
Dico: ti ci aspetteresti dentro il piedino che la animi e invece è proprio vuota. Piena di vuoto: impressionante, se ci pensi.]

Comunque anche a piedi scalzi senza ciabattine oggi io la mia vita l'ho ascoltata.
E mi ha detto più o meno così:


RI-PI-GLIA-TI.

Allora mi sono fatta pane e marmellata, come quando avevo 8 anni, e l'emergenza è un po' rientrata.

p.s. stasera Magù ghignava pancia a terra perchè lanciavo mandarini in aria.
Una cosa che mi ha resa orgogliosa di lui, felice. Piena piena.

9 dicembre 2010

"E' che il tuo primo Natale me lo immaginavo diverso...tipo, sai, tutta la famiglia, tuo cugino, le cose che non ho potuto fare l'anno scorso..."
"Ma lei è da sola, lo sai. Non c'è modo..."
"Lo so, lo so. Non potrei mai andarmene, no davvero...non c'è altra soluzione, non la lascerei mai da sola. Tutto è rinuciabile, se ci pensi."
"Quindi dove sta il problema?"
"No, vabbhè, problemi non ci sono...è che io...mi dispiace, ecco...non c'è proprio altra soluzione, eh?"
"E lo chiedi a me? Cosa ne so io? C'ho solo 10 mesi, Mà..."
"Ah sì, giusto. Scusa, hai ragione pure tu, è che nella mia immaginazione tu parli, ragioni..."
"Perchè? Perchè mamma? Perchè nella tua immaginazione?"
"Perchè a volte penso che le mie parole ti potranno spiegare, ma sarà dalle mie azioni che imparerai. Perchè un giorno mi chiederai di renderti conto.
So che lo farai, sarà giusto quando lo farai.
Perchè mi avrai osservata a lungo, perchè sarà passato del tempo e tu avrai assorbito, archiviato, gettato via e ripreso in mano tante cose, tante parole, tante storie.
Perchè pretenderai una cosa difficilissima che ho paura di non saperti dare."
"Cosa?"
"La coerenza."

Cos'è che chiamiamo Amore?
C'è amore solo quando fai una cosa che non ti va ma gioisci del solo bene che c'è nel farla?
E non c'è, ovvio, Susibita cattiva, quando è mischiata col senso di colpa ed è un impasto che fa troppi grumi.
Non c'è quando già ti manca quello cui ancora non hai rinunciato?
Che razza di amore insegni, Susibita?
O c'è invece, l'amore, quando fai una cosa che non vorresti dover fare ma la fai lo stesso perchè dentro di te sai che c'è molto di più, a Natale, che non tartine geleè e christhmas carrols allo stereo?
C'è amore quando lo fai benchè desideri altro?

"Forse c'è amore proprio perchè lo fai, punto e basta.
Nonostante
il fatto di sognare altro..."
"Già, forse."

Ho un bambino molto saggio.
Avere a che fare con me invece è più complicato di un sudoku di 5° livello.
Io mi faccio mal di testa da sola.

2 dicembre 2010

Ti presento la tua famiglia - parte I : la pro-prozia.

"Ciao, zia! Ecco qui, ti ho portato un po' di spesa..."
"E 'l tuus?? ndual'è che l'è?" ( trad.: "e quel santo marmocchietto del mio propronipotino - tu madre degenere e sconsiderata- dove l'hai smollato?")
"A casa, con la nonna..."
"Ah, brava. Portal mia scià d'i volt che gha tachi l'influenza..." (brava nipotina mia adorata, tu sì che sei saggia: sia mai che gli appiccico l'influenza...)
"Zia, ma tu non hai l'influenza. Tu sei sopravvissuta a un embolo che avrebbe stroncato un cavallo, è una cosa un po' diversa".
"Cus'è? Ta ghet l'influenza?? Susi ma ven mia scià che ta me la tachet!" (Che?? hai preso l'influenza?? eccheddiavolo ci fai qui ??? allora vuoi proprio appiccicarmela)
"..."

Caro Magù, questa è la tua pro-prozia, classe 1914.
Le hanno gufato di ogni fino a un mese fa ma lei gliel'ha messa nel sacchetto a tutti.
La zia ama le coperte pesanti sulle gambe, lo zucchero a cucchiaini (!!), la pasta al ragù e la casa pulita.
Appena uscita dal coma farmacologico si è guardata in giro sospettosa e ha decretato: "Chi chinscì a me rembabissan...vemm a cà?" (attenzione, gente, qui mi stanno rincoglionendo... a questo proposito: 'ndiamo a casa?!)
La zia amava suo marito e non può mai dimenticarlo.
La zia non ha figli e dice che non ne ha mai voluti ma io credo menta a sé stessa.
La zia ama visceralmente me, mia sorella e, adesso, sopra ogni cosa al mondo, i suoi pro-pronipotini.

29 novembre 2010

concentrazione

Nuove tecniche di concentrazione per madri lavoratrici con figlio a carico affascinato dalla manopola volume dello stereo:











...ci stavate credendo, eh?
E invece no.
NON ESISTONO.

Che dite?
DISFATTISTA?
Che?! Che c'avete??
Gridate un pochino più forte, non sento, c'ho John e Yoko che mi stanno trapanando l'orecchio...

WAAAR IS OOOOVEEER...IIIF YOU WAAANT IT....

24 novembre 2010

Se.

Se ti svegli presto al mattino e ti muovi come l'Uomo Ragno per non far rumore ma lui si sveglia comunque perchè c'ha le antenne come la Formica Atomica e la parte più dura della tua giornata comincia ufficialmente alle 6.15.
Se il tuo the si fredda intanto che lui invece si scola il biberon che non vuole imparare a reggere da solo e l'altro si lava i denti.
Se accendi il computer un attimo prima di andarlo a cambiare, così nel frattempo carica tutta la tua paccottaglia.
Se interrompi una mail per salvare la scatola che si sta facendo cadere sulla testa. O la sua testa. O entrambe.
Se ti spari 18 h in tuta da vecchia abelarda e le restanti 6 in piagiama (da vecchia abelarda).
Se in tasca hai quasi sempre un fazzoletto sporco che sa di latte cagliato.
Se per rispondere al telefono inciampi in un banjo giallo elettrico che parte in loop con Se sei felice tu lo sai batti le mani mentre dall'altro capo della cornetta c'è quel cliente importante.
Cazzo di banjo...
Se programmi le tue ore sulla base di uno che spara pernacchie dentro al bicchiere trovandolo divertentissimo.
Se la tua giornata è lunga 18 h ma avresti bisogno di un bonus di altre 10.
Se il regalo che vorresti per Natale è un ufficio in cui tapparti per 8 h senza banjo nè CraCra la rana sportiva.

Se ti svegli presto al mattino e ti muovi come l'Uomo Ragno per non far rumore ma lui si sveglia comunque perchè c'ha le antenne come la Formica Atomica e la parte più dura della tua giornata comincia ufficialmente alle 6.15.
Se con una mano bevi il tuo latte e con l'altra reggi il biberon intanto che lei si mette la tuta (che è un po' da vecchia abelarda, ma tu le dici sempre che è carina comunque).
Se non hai voglia di uscire in strada al freddo per andare in stazione lasciando alle tue spalle la parte più bella di te.
Se stai tappato 8 h in ufficio col pensiero che dopo cena devi finire ancora gli altri lavori e intanto ti manca quel suo banjo che parte in loop con Se sei felice tu lo sai batti le mani.
Che simpatico, quel banjo...
Se programmi le tue ore per averne qualcuna per stare con loro, ma invece torni e la verità è che sei stanco da morire.
Se la tua giornata è lunga 18 h ma avresti bisogno di un bonus di altre 10.
Se il regalo che vorresti per Natale è dimenticarti dell'ufficio in cui stai tappato per 8 h e goderti un po' di tempo a casa - anche a lavorare sì - ma col banjo e CraCra la rana sportiva di sottofondo.

Se ieri sera vi siete addormentati leggendogli una storia con le luci ancora accese, la radio che andava e i piatti da lavare.
Se vi siete risvegliati alle 2 di notte credendo fossero passati solo 20 minuti.
Se quei due zombie davanti allo specchio la mattina siete proprio voi due.
Magari ci sta anche che, "O figlio mio, tua è la terra e tutto ciò che è in essa...".
Ma voi due, signori miei, state messi proprio male.


Breve rivisitazione del celeberrimo "If" Kiplingiano, dedicata a due giovani genitori di oggi che si ostinano - hoibò - con sta fissa di dover lavorare...

16 novembre 2010

Ci siamo fatti la sesta

No, questo non è l'aggiornamento della mia nuova taglia di biancheria intima.
E' Magù che si è fatto la sesta malattia.
Che poi, che mi significa "sesta"? che è, avevano esaurito la fantasia?
Comunque.
Dopo 3 giorni di nano inpigiamato e febbricitante ho tratto alcune conclusioni.
Ci sono cose di cui una donna dovrebbe essere messa al corrente quando, intorno ai 25 anni, comincia a scattarle l' ormone vogliadimaternità (ma anche quando, a 29 anni, il suo ormone vogliadimaternità giace felicemente sepolto nel baule del nonseneparlaprimadei32-33-34-35anni o giù di lì. Della serie: massì, manca ancora così taaaanto tempo...eehssì. Infatti.).
Tipo quello che succede ai protagonisti di una felice, indaffaratissima, triade familiare allorchè viene colpita dalla fatidica malattia esantematica n. 6:

Il nano.
Il nano infebbrato è mogio mogio, caldo caldo, appiccichino appiccichino, scassapallozze scassapallozze.
In virtù delle prime 3 caratteristiche tuttavia, egli manterrà una presa a morsa sulla coscienza degli invero assai turbati genitori e per questo si guadagnerà ciò che mai prima d'ora gli era stato permesso prima delle 5.30/6.00 del mattino.
Il lettone.
E' per poterlo controllare di notte...si giustificano, colpevoli, loro.
Ssseeeeee...
In ogni caso il nano febbricitante e impigiamato, riposto entro la dolce alcova genitoriale, ci si sollazzerà come fosse stato lì da sempre ed in particolare:

- raggiungerà una temperatura interna pari al punto di fusione del plutonio e si spalmerà dovutamente sudaticcio contro la schiena della madre in cerca di refrigerio (con quella del padre non c'è gusto, no-no).

- assumerà posizione trasversale, nota anche come "posizione a pila", con i due genitori a fungere da poli di ricarica relgati rispettivmente in 5 cmq a bordo letto.

- sarà mogio mogio, caldo caldo etc-etc. ma, soprattutto, sarà molto furbo.
Li guarderà neglio occhi, sgranerà appositamente i suoi, farà tremare il mentino ad arte e saprà per certo con sicurezza matematica che quello è il momento giusto per colpire.
Così semplicemente mandando a farsi friggere in 48 h gli sforzi educativi di 9 mesi.


"Io non sono ansiosa" (la madre).
Partita circa 1 anno prima con l'idea che "Ma che, mi toccherà pure mettergli il termometro nel sedere?? Enno-eh. Noi si farà con la cara e vecchia ascella, ovviamente", ora si aggira ogni 3 h termometro alla mano con aria sospetta alle spalle del pupo.

"Pronto guardia medica?! Devo portarle immediatamente il mio povero bambino, credo abbia l'ebola o qualcosa del genere"
"Stia calma signora e mi dica, quanta febbre ha il marmocchio?"
"Quando?"
"Adesso, oviamente"
"Guardi 5 minuti fa 37.7, ma 20 minuti prima 37.5.
E' evidente che sta aumentando vertiginosamente e che il mio santo pargoletto è in grave pericolo.
Vuole che gliela rimisuri ora in tempo reale?"


"Ci penso io" (il padre)
Preso alla sprovvista dall'improvviso imbesuimento della compagna e turbato per il diletto pargolo, il pappee si prodigherà in sforzi per prendere in mano le redini della situazione.

"Lo cambio io, non preoccuparti."
Quando te lo riconsegna qualche minuto dopo tuo figlio è strizzato in una tutina inspiegabilmente attilata e assomiglia vagamente a Freddy Mercury in licra bianca al concerto di Barcelona.


"Sai quando ho preparato io il biberon, l'altra mattina? non mi sono accorto e il povero Magù si è mezzo ustionato.
Certo anche tu farai spesso di questi errori. Perchè lo hai ustionato anche tu, qualche volta, vero?".
"..."
Ma che je voi dì, a questo??

Ieri gli sono passate le macchioline rosse.
Ne siamo fuori, dicono.


10 novembre 2010

Oh ma questo capisce davvero

La prima volta che.

"Magù, mangi il panino tutto da solo? No, dai, povera zia, dallo anche a lei..."
Truc-truc. Lo rigira. Prova a fingere di non aver sentito. Ci prova, porello.
Poi guarda proprio verso la zia.
E glielo offre.
Braavoooo! Bravissimo Magù!! Ma come sei bravoooo!!
Coro di giubilo, lancio di palloncini, tappi di spumante che saltano.

"Magù e il pappee?! pooovero pappee... niente panino per luuuuiiii?"
Alla parola "pappee" il Magù scatta come il Googlino davanti al salame.
Tiè, gli fa.
E gli porge il panino sbavusciato.
Uè-uèèè!! Napulèèèè!
Standing ovation, parte la ola, coro da stadio.

"Magù anch'io ne voglio un po', me lo dai? non lo dai alla mamma un po' di panino, Magù?"
Eccheccazius, enno-eh, questi mò c'hanno preso gusto...vabbhè, toh, dai...
E me lo offre. Proprio a me.
Sua madre, io me.
Proprio io.

Cioè, capito??
Non solo mio figlio è più intelligente di John Nash e più altruista di Madre Teresa, ma, - addirittura- mi passa il panino.
Chiariamoci: questo se gli dici "mamma", guarda inequivocabilmente verso di me.

... =0 ...
Io ancora mi devo ripigliare.

8 novembre 2010

T'immagino da grande, il ragazzo che sarai.
Ti vedo addormentato su un fianco come ora, le labbra schiuse e i capelli arruffati (stiamo dando per assodato che, a quel punto, tu avrai dei capelli).
Immagino la tua camera caotica con quello che poteva contenere la mia o quella del Pappee, cose tipo libri, poster, musica o, che ne so, la gigantigrafia di una stratocaster (o una stratocaster!!).
Immagino i tuoi jeans accartocciati ai piedi del letto, sfilati in fretta dopo essere rientrato tardi.
Vedo il tuo corpo ormai uomo, le dita snelle e affusolate di tuo padre, lo immagino abbandonato al sonno pieno e assoluto, che stordisce, quello dei 17 anni o giù di lì.
Io ti guarderò dentro al cono di luce della soglia, la stanza densa del tuo respiro, del tuo sonno pastoso.
Pian piano, varcherò la soglia.
Me ne starò lì, a due passi dall'orologio solitario che batterà tic-tac, al centro del mattino immacolato.
E solo allora chiuderò gli occhi, prenderò un lungo respiro, e infine, lentamente, metterò mano all'aspirapolvere.
POTENZA 5.
Perchè la vendetta è un piatto che va gustato freddo.
E il mio, a quel punto, sarà gelido.
Ma amore mio tesoro bello della mamma, non preoccuparti, che me lo godrò comunque...

3 novembre 2010

Rieccoci qui.
Nonna che ritrovi, taverna che ritrovi, aria umida che ritrovi, densa su per le narici.
Strade lucide di lampioni.

Ognuno ritrova qualcosa qui.
Magù i suoi giocattoli, i vecchi tutini ormai stretti, le forme sul muro.
Gedeone il Leone, Raffa la Giraffa, Dante l'Elefante.
Li guarda, li tocca, mi guarda, ride. "Ohi Dante, vecchio talpone, qunato tempo che non ci si vede, come ti butta??".
Io le pentole col coperchio sbagliato, le gambe delle signore colombiane del piano di sopra che passano a livello finestra, la pianta grassa che ha bisogno d'acqua, l'odore del mio paese.
Il fornetto elettrico, il supermercato di sempre, un pensiero incollato a quella foglia gialla bagnata lì sul marciapiede.

Cose ni:
Non voglio pensare al delirio del lavoro e dopo il delirio del lavoro ancora quello della spesa e dei conti, nonna e prozia nonuagenarie comprese.
Sono la mia nonna e la mia zia, si fa e basta.
Mi fanno delirare ma si fa.

Cose sì:
Ho comprato i mandarini, adesso tutta la casa profuma (è una stanza).
Tutti che aspettavano solo che arrivassimo. Aspettavano la loro parte di Magù =).
Che bello, mi fa sorridere.

Cose wow:
Una coppia sui 65, fuori dal supermercato.
Lo becco mentre lui le pizzica il sedere, lei si volta ridendo e gli fa "scemo".
Me-ra-vi-glio-so.
Vi prego ditemi che a 65 anni ancora pizzicherò il culo al Pappee come a 30 (lui a me no, è uno perbene, che vi credete?!).

30 ottobre 2010

Ppprr--fffff--ppprrr

...la sentite?
E' la mia caffettiera accesa sul gas.
Dopo 2 mesi che sfracasso gli zebedei mi pareva giusto rendere pubblica la cosa .

E adesso facciamo tutti quanti 1 minuto di silenzio in segno di commozione.

29 ottobre 2010

Quiz, non quiz, superquiz (con tutta la santa calma...)

1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?

La veterinaria.
L
a veterinaria di campagna (specializzazione).
La proprietaria di una tenuta kilometrica pullulante di cavalli, oche, gatti, cani, maiali.
Io e la mia migliore amica di allora, in quanto socie, avevamo disegnato anche la piantina della tenuta.
[E, udite udite, Lui che ancora non era Pappee e per molto tempo ancora non lo sarebbe stato, nelle nostre perfide menti di ragazzine era stato assunto come maniscalco.]

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate?
Oddiooddio come scegliere!!??
Creamy?
Quella porcella di Georgie?
Occhi di gatto???
Vada per Holly e Benjye e non se ne parli più, non foss'altro per Mark Lenders che era un discreto gnocco.

Giochi: barbie, bambole e pupazzi. Prati e rive da cui lanciarmi per tornare a casa col culo marrone di terra.
Ahh, che goduria...

3) Indicate il vostro compleanno più bello e perchè.
Non è che abbia proprio ricordi precisi dei miei compleanni, il che forse parla da sè.

Comunque il giorno del mio 15esimo compleanno mia sorella è venuta a prendermi in macchina davanti al liceo, io mi sentivo fichissima a salire in macchina invece che scapiccolare alla fermata del bus come tutti gli altri giorni.
Lei mi sembrava grande, bellissima; mi pareva che tutte le mie amiche dovessero invidiarmela.
Lei era tutta per me, signori, e mi portava
in macchina in città .
Io e lei da sole.
Ci siamo fatte un kebab sul muretto davanti al lago.
Non era un periodo felice, ma è stato bello.

4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto.
Diventare veterinaria.
Diventare la proprietaria di una tenuta kilometrica pullulante di cavalli.
Visitare Parigi e Berlino. Ma sono ancora in tempo.
Interrail. Mi sa che sono fuori tempo.
Girare l'Europa in tenda col Pappee e Magù. Ma certo che sono in tempo.

5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?

Tra i momenti più felici della mia vita tra i 3 e i 30 anni li ho passati con le chiappe posate su quelle di un cavallo.

6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
Un bambolotto con i capelli rasta rosa che potevi mettergli il pollice in bocca.
Vivevamo in un posto dove non c'erano molto negozi, tanto meno per bambini. Un paese povero, per intenderci.
Al supermercato a Novebre fa la sua comparsa sugli scaffali questo bambolotto.
Non c'era molta altra scelta, a me sembrava semplicemente S-T-U-P-E-N-D-O.
Pensavo valesse chissà quanto.
Mia madre metteva frutta nel carrello e mi guardava girargli attorno con gli occhi imbesuiti e la bocca a penzoloni.
Quel Natale è arrivato.
Fantastico.

7) Il vostro primo idolo musicale.
Lei era bionda.
Si tingeva le labbra rosso scarlatto e urlava "Who's that girl??".
Indossava rosari come normali collane.
Erano gli anni '80 e lei era Maria Luisa Veronica Ciccone.
Il suo nome d'arte suonava vagamente blasfemo e il suo modo di ballare m'inquietava.
Lei era tutto il contrario della bambina che ero io, imbranata come una foca e dolcissima.
Sì, decisamente mi piaceva.


Se non si fosse capito m'è partita la formattazione del post.
Comunque finalmente rispondo al quiz di Julez su invito gentilissimo invito di Emanuelas.
Con molta calma, ma rispondo.

25 ottobre 2010

Nonna Oroscopo e le sue figlie in: "Tanto non ascolta".

Tanto non ascolta.

"Pronto?"
"Ciao amore!"
"Ciao mà..."
Tic-tic-tac-tac (tastiera pc).
"Dove sei?"
"Dove vuoi che sia, mà? Sono in ufficio (leggi 'garage')".
Tic-tic-tac-tac
.
"Ah sì? E che fai?"
"..." .
Ma che le rispondo affà? Tanto non ascolta.
" Mah, son qui col vicino, un trapezista che ho racattato per strada, du conigli che passavano qua sotto e l'Arturazzo. Dobbiamo far passare in dogana un kg di papavero da oppio e stavamo valutando di ridurlo in perline da far ingoiare all'Arturo sull'aereo".
"Ah sì? brava, bene."
...Vistoo??!!
Tic-tic-tac-tac.
"Senti c'è qui il Magù che vuole parlarti, te lo passo."
"No Mà, sto lavorando, dai...Magù NON SA parlare, non farl..."
"Ghhèèè--iiii--babbubbaaa-aaa"
"Magù, amore bello di mamma tua, luce dei miei occhi, mamma torna presto, eh? Adesso passami quella buonadonna di tua nonna...mammmaaaaaa!!"
"E' la mamma, sì! La mamma, sìsì!!Adesso vien subito-subito a casa da te!!"
"No, mà. Mi serve 1 h ancora tutta, devo finire qui e poi...".
"Mamii? Lo sai che sono tato a giocae sul pato oggi??" Nonna Oroscopo in falsetto, dopo essersi auto-eletta all'unanimità "voce del Magù".
"...Ma dove l'ho salvato mò 'sto file...?".
Tic-tic-tac-tac..
""...E poi sono 'ndato in panetteia e la nonna mi ha compato il pane e poi ho assazziato il biccottino, e poi..."
Tic-tic-tac-tac.
Tast-tast. Ritast.
"...E poi mi sono banzato tutta la pappa che mi ha pepalato la mia dolce nonnina che è la mia pifiita in azzoluto..."
Tic-tic-tac-tac.
Tast-tast. Ritast.
"...e poi, e poi...mami? MAMI?? Ma mi accotti sì o no???"
"Mà, dai, non c'ho tempo...che dici?! No, non ho sentito, stavo lavorando! Che c'è?"
"Allora lo vedi che non mi ascolti?!"
"..."

Buon Appetito.

"Le tagliatelllle!! Evviva!!" - rieccheggia la casa di Nonna Oroscopo con gli invitati.
"Ma che fai Magù? Ah ti stai sforzando? Vieni, bello pupolone della nonna che ora ti cambio...".
Va in bagno.
"Dai, passatemi i piatti che sono qui calde-calde fumanti..."
Intanto, dal bagno...
"Che pussa!! Ma che pussa-pussa!! Checchifooo, bleah!! - PPPrrrt (schiocco di pernacchia sulla pancia)! - Il Pussone della sua nonna, lui...il pussone-puzzettone...".
"E-hem. Dunque, il parmigiano è lì, servitevi. E, hem, ecco. Non state ad aspettare, che si fredda..."
"Ma quanta ne hai fatta? Ma sei pieno fino alle orecchie!!! Cacca dappettutto!! Caccone!! -Prrrtt!- Caccone!!"
"Serve sale? Qualcuno vuole il pepe? mi passate l'acqua per piacere?"
"Tutto pieno di cacca chifo-chifo molle-molle. Che pusssaaaaaa!!! AAahhh!! -Prrrtt!-Prrrtt!".
"Bhè, ecco...hem...buon appetito..."

21 ottobre 2010

Le 10 cose.

"Susibita, ti ricordo che devi scrivere le 10 cose."
"Ma quali?"
"Stai per caso facendo la vaga? Una volta tanto che qualcuno(grazie ancora, M&M) ti si fila e ti premia che fai? dici di sì e poi ritiri la mano? Non farmi incazzare".
"Ma è che sto periodo è un casino, sono poche le cose che mi piacciono. C'è che mi sento un po' negativa, un po' dark, un po' grunge, un po'..."
"...scema."
"sì, può darsi. Tuttavia..."
" E sei pure isterica"
" Vabbhè però sono sotto stress scusa..."
"E pure parecchio stronza. Con Lui, ad esempio, o con quella santa donna di tua madre. E non se lo meritano..."
"Vuoi inculcarmi il senso di colpa? LO VUOI? Lo vuoi VERAMENTE?"
"Lo vedi che sei isterica?"
"Vabbhè, ho capito. Fatti un po' in là dai, che faccio le 10."

10 cose che amo.
Non in assoluto.
10 cose così, nel frangente, perchè in generale sono grunge, appunto.

1. Accendere la radio in macchina e beccare Billy Jean. All'inizio, non già finita.
2. Quando torno a casa la sera e spiaccico la faccia contro il vetro facendo le boccacce per far spanciare Magù. E funziona sempre.
3. Un pettirosso sul bordo della curva. Sono arrivati, che bello.
4. Il mio nuovo lavandino della cucina, largo e profondo che mi ci stanno bene le pentole e ci lavo l'insalata. Rigorosamente NON ACCIAIO.
5. Che non sono sola.
6. Che amo. Tantissimo.
Amo Lui, Magù, mia madre, i miei amici, il vicino, le bloggers che neanche ho mai visto, il paese intero.
Da qualche giorno sono quasi sempre sull'orlo del pianto commosso senza motivo, credo sia il ciclo.
Comunque amo tutti, davvero.
7. Magù che si tira su sulle gambe abbarbicato alla sedia. Ansima. Suda. Mi guarda trionfante, sto nanetto di 70 cm che è pienamente soddisfatto di sè.
8. La pasta al pomodoro e basta. Anche senza parmigiano, ma solo se la salsa è fatta in casa.
9. Ballare, proprio da scatenata.
Ballare scema, ballare lento, ballare saltando, ballare in mutande, ballare in piagiama, ballare mentre riattacco il carrello e mi riprendo i 50 centesimi. Ballare sexy, ballare male, ballare buffo.
Ballare.
10. Scrivere sul mio blog quando ne ho voglia.

Giro il premio a Colori, Polly, Papàciaocacao, Scusatesesonmamma, Mamma Cattiva, Ero una brava mamma prima di avere figli, Lisa, Pannolini a vita bassa, Un nuovo inizio (che però lo aveva già ricevuto e comunque è esentata perchè Pagnottella è arrivato), Sononera.
Ma solo se ne hanno voglia.

15 ottobre 2010

Quelle cattive e quelle buone

- La buona notizia è che lavoro dalla nuova postazione ufficio-garage che fa molto "giovane start-up" che comincia a lavorare con scrivania incastrata tra scatoloni e saracinesca basculante ma poi fa un paccazzo di soldi stile Larry Page e Sergey Brin;
- La cattiva è che non siamo Google;
- La buona notizia è che noi stiamo in un posto che ho ribattezzato "collina dei conigli"e non in uno che si chiama Sylicon Valley, che sarà pure il tempio delle new technologies a me sto nome m'è sempre suonato male.
- La cattiva notizia è che alla collina dei conigli non c'è il gas, quindi mi devo fare 30 minuti di strada per andare da mia madre la quale gentilmente mi ha però prestato il suo motocarro da traino fieno/mangimi/stallatici vari (e sembro uno gnomo alla guida di un suv).
- La buona notizia è che alla fine della giornata la strada è rosa di tramonto e quando arrivo a casa di Nonna Oroscopo, mia madre, ormai fa buio, la lucina in cucina è accesa mentre faccio manovra, e so che quando entrerò ci sarà profumo di sugo;
- La notizia cattiva è che mentre faccio manovra al buio divelgo il parafango dall'autocarro di mia madre (uno sbotto di €, temo, con mastercard).
- La buona notizia è che l'autocarro è di mia madre e non di mio padre, altrimenti mi prendeva a calci in culo (gratis, con mastercard).
- La cattiva notizia è che Magù aveva una gran brutta tosse e s'è fatto 5 giorni di aerosol.
- La buona notizia è che mio figlio è un panzer e l'aerosol, in certe dosi ed entro un certo orario, je fà un baffo e infatti adesso sta meglio.
- La cattiva notizia è che domenica ho programmato di mettere mano al fazzoletto terroso che dovrebbe diventare il nostro giardino, ma anche un semplice filo d'erba, dopo pochi giorni tra le mie mani, diventa sfibrato, molliccio e cadente, assomigliando vagamente ai miei capelli dopo 7 mesi di allattamento (che schifo).
- La buona notizia è che per questo, domenica IO NON LAVORO.

12 ottobre 2010

E riporto 3.

Esterno giorno, incontro di lavoro.
Quattro chiacchere in attesa che arrivino tutti.

"E quindi casa nuova vita nuova..." fa Tizio, che vedo per la seconda volta in vita mia.
"Bhè, sì. In realtà ancora ci manca il gas e quindi ieri ho protestato perchè col bambino piccolo è un disagio ed è un sacco che aspettiamo, insomma mi sono un pò alterata ma ci stava tutta..."
"Dhè, certo che con quel sorriso...perchè hai un bellissimo sorriso, sai?"
"...8 O...Ma ch c'ntra, scus...cioè...uh. zz. o-oh.grz.".
Fa Susibita, che se per caso riceve un complimento così tra il lusco e il brusco va in palla e comincia a esprimersi in monosillabo neandertaliano.
"No, dico: se te glielo dici con quel sorriso dolce lì, quelli se ne fregano sai, è chiaro che a una come te ti sipigliano 'n 'ulo e porto 3 (letteralmente: "col riporto di 3". La parte prima la lascio alla perspicace immaginazione dei miei lettori).
Dhe. O no...??!"
"..."

[Che poi la frase non so, non era esattamente così, suonava anche più forte, ma non credo di averla colta appieno, sbiasicava.].

DRIIN.
"Ciao sorella-che-vivi-ormai-da-tempo-nella-strana-città, senti oggi sono andata a quell'incontro e Tizio mi ha detto così e cosà: mi sapresti spiegare perchè cacchio Tizio, che ripeto ho visto due sole volte in vita mia, mi ha detto che secondo lui io mi faccio pigliare etcetera per giunta col riporto di 3??"
"Ma tu non ti devi offendere, candida sorellina Susibita che-ora-tutti-penseranno-in-punta-di-forchetta. Mica è una cosa personale: qui parlano tutti così, ti ci devi abituare."
"Ho capito, ma mò ti pare che questo neanche mi conosce, prima mi fa una specie di complimento e poi mi dice che sono una che se lo piglia col riporto?? Maddai...!!".
"Ma tu non ti devi mica fare problemi sai? Se ti dicono qualcosa che ti da noia glielo dici."
"Cioè gli spiego che non mi va che mi si dica che lo piglio col riporto di 3?"
"Ti spieghi??!! No-no. Li mandi 'n 'ulo. Col riporto di 3, ovviamente."

6 ottobre 2010

Un giorno, d'autunno.

Poi un giorno ti alzi ed è arrivato l'autunno.
E l'aria che ti morde il pigiama si affaccia alla porta senza dire "permesso".
Tu che vorresti fermare quell'istante preciso, l'ora in cui tutta la tua casa sa di caffè.
Prima del computer acceso, del pannolino bagnato, delle mail infinite, del telefono squilla.
Prima del giorno pieno di tutto quello che non sai come affrontare.
Che non ti va di affrontare.

Tu che vorresti spiegarti com'è che la vita sta tutta in quel soffio.
Che gli hai visto chiudere gli occhi mentre fuori il vento si alzava. La pioggia scuoteva il vetro e l'orologio faceva tic-tac di là nel tinello.
Tu che non volevi leggere in chiesa ma le parole erano belle, e hai letto bene, anche se non ti si sentiva tanto, t'hanno detto.
Tu che temevi lui avesse paura, gli hai stretto la mano e gli hai detto "mi ricordo la Lara accucciata ai tuoi piedi e la mattina di Natale il tuo cappotto lungo al cancello; quel giorno che ci hai regalato la Gunda grande come un cane vero, la mamma ce l'ha messa sul comò dietro al letto e la notte prima della mia maturità le orecchie pelose ancora mi ondeggiavano sulla testa".
Tu, Susibita, che vorresti spiegare questa vita che hai visto, appesa stretta all'angolo di un lenzuolo l' istante prima che non fosse più.
Tu che ci provi, ma non l'hai mica capita davvero.
E Magù che intanto giocava. E magù che a tutti sorrideva. E Magù che riempiva ogni cosa.
Che viveva.