"E' che il tuo primo Natale me lo immaginavo diverso...tipo, sai, tutta la famiglia, tuo cugino, le cose che non ho potuto fare l'anno scorso..."
"Ma lei è da sola, lo sai. Non c'è modo..."
"Lo so, lo so. Non potrei mai andarmene, no davvero...non c'è altra soluzione, non la lascerei mai da sola. Tutto è rinuciabile, se ci pensi."
"Quindi dove sta il problema?"
"No, vabbhè, problemi non ci sono...è che io...mi dispiace, ecco...non c'è proprio altra soluzione, eh?"
"E lo chiedi a me? Cosa ne so io? C'ho solo 10 mesi, Mà..."
"Ah sì, giusto. Scusa, hai ragione pure tu, è che nella mia immaginazione tu parli, ragioni..."
"Perchè? Perchè mamma? Perchè nella tua immaginazione?"
"Perchè a volte penso che le mie parole ti potranno spiegare, ma sarà dalle mie azioni che imparerai. Perchè un giorno mi chiederai di renderti conto.
So che lo farai, sarà giusto quando lo farai.
Perchè mi avrai osservata a lungo, perchè sarà passato del tempo e tu avrai assorbito, archiviato, gettato via e ripreso in mano tante cose, tante parole, tante storie.
Perchè pretenderai una cosa difficilissima che ho paura di non saperti dare."
"Cosa?"
"La coerenza."
Cos'è che chiamiamo Amore?
C'è amore solo quando fai una cosa che non ti va ma gioisci del solo bene che c'è nel farla?
E non c'è, ovvio, Susibita cattiva, quando è mischiata col senso di colpa ed è un impasto che fa troppi grumi.
Non c'è quando già ti manca quello cui ancora non hai rinunciato?
Che razza di amore insegni, Susibita?
O c'è invece, l'amore, quando fai una cosa che non vorresti dover fare ma la fai lo stesso perchè dentro di te sai che c'è molto di più, a Natale, che non tartine geleè e christhmas carrols allo stereo?
C'è amore quando lo fai benchè desideri altro?
"Forse c'è amore proprio perchè lo fai, punto e basta.
Nonostante il fatto di sognare altro..."
"Già, forse."
Ho un bambino molto saggio.
Avere a che fare con me invece è più complicato di un sudoku di 5° livello.
Io mi faccio mal di testa da sola.
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9 dicembre 2010
2 dicembre 2010
Ti presento la tua famiglia - parte I : la pro-prozia.
"Ciao, zia! Ecco qui, ti ho portato un po' di spesa..."
"E 'l tuus?? ndual'è che l'è?" ( trad.: "e quel santo marmocchietto del mio propronipotino - tu madre degenere e sconsiderata- dove l'hai smollato?")
"A casa, con la nonna..."
"Ah, brava. Portal mia scià d'i volt che gha tachi l'influenza..." (brava nipotina mia adorata, tu sì che sei saggia: sia mai che gli appiccico l'influenza...)
"Zia, ma tu non hai l'influenza. Tu sei sopravvissuta a un embolo che avrebbe stroncato un cavallo, è una cosa un po' diversa".
"Cus'è? Ta ghet l'influenza?? Susi ma ven mia scià che ta me la tachet!" (Che?? hai preso l'influenza?? eccheddiavolo ci fai qui ??? allora vuoi proprio appiccicarmela)
"..."
Caro Magù, questa è la tua pro-prozia, classe 1914.
Le hanno gufato di ogni fino a un mese fa ma lei gliel'ha messa nel sacchetto a tutti.
La zia ama le coperte pesanti sulle gambe, lo zucchero a cucchiaini (!!), la pasta al ragù e la casa pulita.
Appena uscita dal coma farmacologico si è guardata in giro sospettosa e ha decretato: "Chi chinscì a me rembabissan...vemm a cà?" (attenzione, gente, qui mi stanno rincoglionendo... a questo proposito: 'ndiamo a casa?!)
La zia amava suo marito e non può mai dimenticarlo.
La zia non ha figli e dice che non ne ha mai voluti ma io credo menta a sé stessa.
La zia ama visceralmente me, mia sorella e, adesso, sopra ogni cosa al mondo, i suoi pro-pronipotini.
"E 'l tuus?? ndual'è che l'è?" ( trad.: "e quel santo marmocchietto del mio propronipotino - tu madre degenere e sconsiderata- dove l'hai smollato?")
"A casa, con la nonna..."
"Ah, brava. Portal mia scià d'i volt che gha tachi l'influenza..." (brava nipotina mia adorata, tu sì che sei saggia: sia mai che gli appiccico l'influenza...)
"Zia, ma tu non hai l'influenza. Tu sei sopravvissuta a un embolo che avrebbe stroncato un cavallo, è una cosa un po' diversa".
"Cus'è? Ta ghet l'influenza?? Susi ma ven mia scià che ta me la tachet!" (Che?? hai preso l'influenza?? eccheddiavolo ci fai qui ??? allora vuoi proprio appiccicarmela)
"..."
Caro Magù, questa è la tua pro-prozia, classe 1914.
Le hanno gufato di ogni fino a un mese fa ma lei gliel'ha messa nel sacchetto a tutti.
La zia ama le coperte pesanti sulle gambe, lo zucchero a cucchiaini (!!), la pasta al ragù e la casa pulita.
Appena uscita dal coma farmacologico si è guardata in giro sospettosa e ha decretato: "Chi chinscì a me rembabissan...vemm a cà?" (attenzione, gente, qui mi stanno rincoglionendo... a questo proposito: 'ndiamo a casa?!)
La zia amava suo marito e non può mai dimenticarlo.
La zia non ha figli e dice che non ne ha mai voluti ma io credo menta a sé stessa.
La zia ama visceralmente me, mia sorella e, adesso, sopra ogni cosa al mondo, i suoi pro-pronipotini.
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