Non vi ho mai parlato del mio orto biologico.
Non sono mai stata una vera esperta di ortofloricultura ma vivere in cima alla collina trullallà ti rende davvero -DAVVERO- più sensibile alla natura, semplicemente perché sei molto più vicina ai suoi ritmi: ci sei dentro.
Nel fare l'orto s'imparano un sacco di cose, si fa attività fisica, si eliminano tossine, ci s'ingegna, s'imparano la tenacia e il fallimento, l'umiltà di un successo piccolissimo, grande quanto un bacello.
Lo so, è da vecchi, d'altra parte mi addormento alle 9, non vedo una palestra seria da 5 anni, mi piace la pastina in brodo con tanto formaggio, infilo la canottiera nelle mutande e adesso ho anche cominciato a far casino coi nomi quando chiamo i miei figli: "Hei tu: Googl-Biondin-Nina-Coso-Cosa, Arturazz..."
L'orto francamente mi par l'ultimo dei miei problemi.
Dunque dicevamo: non serve uno spazio enorme, e so che in tanti s'industriano anche sul terrazzo in città.
Il mio è piccinissimo, ma è oggetto di pianificazioni e ristrutturazioni serrate, che manco la Cristoforetti sulla ISS in viaggio verso la Stazione Internazionale.
Non ve l'ho mai detto ma il concetto di riciclo m'intriga moltissimo, il compostaggio mi dà soddisfazioni enormi: qualche giorno fa è uscito il controllo del comune, l'addetta solleva il coperchio, guarda sopra e sotto, poi conclude: "Colore scuro, farinoso ma umido al tatto, un sacco di vermi: davvero perfetto, complimenti."
Io tronfia e col petto gonfio tipo mamma chioccia. Tutti quei lombrichi rosa e grassi, non potete capire.
Nel mio orto c'è la paglia bionda delle cavalle di Nonna Oroscopo che da quando ho scoperto che fa anche da pacciamatura naturale la spaccio qui in paese.
In cambio ho prenotato dal mio vicino pazzo delle piantine di pomodori antichissimi, peruviani, mesopotamici, delle lande uruguayane e sono curiosissima di vedere se prendono.
Nelle sere in trasferta al nord senza niente da leggere googlo "orto bio, difendersi dalla peronospora" e pianifico la rotazione delle colture a voce alta, perché l'orticoltura è un'arte oggettivamente avvincente e illuminante e la mia missione da aprile a novembre è anche sottrarre il mondo al buio dell'ignoranza.
Visualizzazione post con etichetta orto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta orto. Mostra tutti i post
13 aprile 2015
4 aprile 2015
il modo in cui mi ama (e altro)
Il punto della situazione:
Stiamo togliendo il ciuccio a Nina.
Ero pronta a tutto, i capricci non mi spaventano.
Ma il pianto sommesso, sofferente, quando ha rinunciato anche a chiamarmi, bè quello è un colpo davvero basso, bambina.
Non sono indietro col lavoro, sono oltre. Sono talmente oltre che non recupererò mai, perché nel frattempo si stratifica sopra altro materiale.
La cosa del "sono una persona creativa (?) nel mio disordine mi ci ritrovo" è una puttanata. Vale se hai 3 robe in corso. Se nei hai 30 sarebbe utile cominciare a darsi una regolata, bambina.
E magari imparare a dire qualche "no", qualche "sì, ma dopo", o in alternativa qualche "e poi, una scopa in **** e ti ramazzo la stanza?", pure.
Mia suocera, la mia personalissima incarnazione dell' odietamo è qui.
Va tutto bene: giochiamo a dama aspettando il caffè, Pianifichiamo l'orto, poi tipo un paio di volte al giorno desidero azzannarla con violenza, ma passa quasi subito, quando mi raccoglie erbette di campo e le stracuoce nella pentola a pressione.
Il modo in cui Nina ama -il modo in cui Nina MI ama- è una droga.
Voi non potete capire quant'è bella.
Ma non bella fuori, cioè non solo.
È l'anima incontaminata di Nina che è uno spettacolo.
Nina ha un modo di essere bambina che è un po' da donna e anche da vero maschio.
Nina è un mix di dubbio e coraggio, e tanta tantissima sfrontatezza.
Nina mi piace perché quando ha paura non è fragile.
Nina non ha 3 anni ma a volte ne ha già 7.
Nina è una superficie di vetro liscia su cui procedere piano e stupirsi, ad ogni passo.
Ho preso delle varietà di pomodori antichi, affascinantissimi, e quest'anno, nel mio orto, i fuochi artificiali.
Stiamo togliendo il ciuccio a Nina.
Ero pronta a tutto, i capricci non mi spaventano.
Ma il pianto sommesso, sofferente, quando ha rinunciato anche a chiamarmi, bè quello è un colpo davvero basso, bambina.
Non sono indietro col lavoro, sono oltre. Sono talmente oltre che non recupererò mai, perché nel frattempo si stratifica sopra altro materiale.
La cosa del "sono una persona creativa (?) nel mio disordine mi ci ritrovo" è una puttanata. Vale se hai 3 robe in corso. Se nei hai 30 sarebbe utile cominciare a darsi una regolata, bambina.
E magari imparare a dire qualche "no", qualche "sì, ma dopo", o in alternativa qualche "e poi, una scopa in **** e ti ramazzo la stanza?", pure.
Mia suocera, la mia personalissima incarnazione dell' odietamo è qui.
Va tutto bene: giochiamo a dama aspettando il caffè, Pianifichiamo l'orto, poi tipo un paio di volte al giorno desidero azzannarla con violenza, ma passa quasi subito, quando mi raccoglie erbette di campo e le stracuoce nella pentola a pressione.
Il modo in cui Nina ama -il modo in cui Nina MI ama- è una droga.
Voi non potete capire quant'è bella.
Ma non bella fuori, cioè non solo.
È l'anima incontaminata di Nina che è uno spettacolo.
Nina ha un modo di essere bambina che è un po' da donna e anche da vero maschio.
Nina è un mix di dubbio e coraggio, e tanta tantissima sfrontatezza.
Nina mi piace perché quando ha paura non è fragile.
Nina non ha 3 anni ma a volte ne ha già 7.
Nina è una superficie di vetro liscia su cui procedere piano e stupirsi, ad ogni passo.
Ho preso delle varietà di pomodori antichi, affascinantissimi, e quest'anno, nel mio orto, i fuochi artificiali.
Etichette:
calma e sangue freddo,
ciuccio,
Nina and I,
Nonna Pensaci Tu,
orto
24 giugno 2014
Sono tornata e spelo pomodori.
Breve sunto degli ultimi 15 giorni.
- siamo partiti per le vacanze.
- la prima sera mi hanno rubato il cellulare.
- ciò ha fatto sì che non abbia potuto postare piedi abbronzati in ammollo e schiene di bambini impanati ogni 3-4 ore. Siete disperati, immagino.
- hanno ritrovato il mio cellulare, dopo una settimana e a 400 km da dove mi trovavo.
- lui ha preso l'otite, la febbre e l'antibiotico, io sinusite e mal di gola.
- quello piccolo ha fatto amicizia con un seienne di Avellino cui l'eterno mocciolo da troll di Nina causava inesauribile ansia e turbamento:
"Mi scusi, signò, la piccola tiene 'o moccolo."
" Sì lo so."
"E' giallo, e grosso."
"Lo so, un attimo."
"Tiene moccioli molto grandi, 'sta piccolina."
"Dio che ansia, ma non stavi facendo il castello?"
"Eccone un altro, dall'altra narice!"
"Qualcuno me lo porti via."
- quello piccolo è stato oltremodo molesto, capriccioso, villano e lagnoso. I figli degli altri -manco a dirlo- mi sembravano cresciuti a pane e Montessori. Ho meditato e minacciato di riportarlo a casa, toglierli i cartoni serali, toglierli il gelato pomeridiano, toglierli il piatto se non finiva almeno 3 forchettate, toglierli varie ed eventuali.
Francamente, solo a sentire la mia stessa voce che ripeteva sempre le stesse cose, mi sono sfracassata i maroni da sola.
- Nina ha fatto polpette, gran dormite, furoreggiato alla baby dance, mangiato sabbia e temo assaggiato il cadavere di un granchio.
- ho recuperato (culo) il mio cellulare dopo 15 giorni. Dopo 15 minuti ero già connessa. Constatato che non ero guarita.
Nel frattempo il mio orto è diventato una selva, la vite del canada ha invaso il vialetto, i pomodori sono verdi, le lucciole brillano sulla collina, il rampicante sul terrazzo ha fiori a campana color salmone e io sono a casa.
- siamo partiti per le vacanze.
- la prima sera mi hanno rubato il cellulare.
- ciò ha fatto sì che non abbia potuto postare piedi abbronzati in ammollo e schiene di bambini impanati ogni 3-4 ore. Siete disperati, immagino.
- hanno ritrovato il mio cellulare, dopo una settimana e a 400 km da dove mi trovavo.
- lui ha preso l'otite, la febbre e l'antibiotico, io sinusite e mal di gola.
- quello piccolo ha fatto amicizia con un seienne di Avellino cui l'eterno mocciolo da troll di Nina causava inesauribile ansia e turbamento:
"Mi scusi, signò, la piccola tiene 'o moccolo."
" Sì lo so."
"E' giallo, e grosso."
"Lo so, un attimo."
"Tiene moccioli molto grandi, 'sta piccolina."
"Dio che ansia, ma non stavi facendo il castello?"
"Eccone un altro, dall'altra narice!"
"Qualcuno me lo porti via."
- quello piccolo è stato oltremodo molesto, capriccioso, villano e lagnoso. I figli degli altri -manco a dirlo- mi sembravano cresciuti a pane e Montessori. Ho meditato e minacciato di riportarlo a casa, toglierli i cartoni serali, toglierli il gelato pomeridiano, toglierli il piatto se non finiva almeno 3 forchettate, toglierli varie ed eventuali.
Francamente, solo a sentire la mia stessa voce che ripeteva sempre le stesse cose, mi sono sfracassata i maroni da sola.
- Nina ha fatto polpette, gran dormite, furoreggiato alla baby dance, mangiato sabbia e temo assaggiato il cadavere di un granchio.
- ho recuperato (culo) il mio cellulare dopo 15 giorni. Dopo 15 minuti ero già connessa. Constatato che non ero guarita.
Nel frattempo il mio orto è diventato una selva, la vite del canada ha invaso il vialetto, i pomodori sono verdi, le lucciole brillano sulla collina, il rampicante sul terrazzo ha fiori a campana color salmone e io sono a casa.
Iscriviti a:
Post (Atom)