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3 dicembre 2019

Feticismi e ritardi.

FETICISMI LETTERARI.

Ieri, il biondino.

"La maestra oggi ci ha chiesto di parlarle dei libri che stiamo leggendo. Cosa ci attrae, come li scegliamo."
"E voi cos'avete risposto?"
"Tutti i miei compagni hanno detto che scelgono dalla copertina, io sono stato zitto."
"Ma perché, Biondino? tu leggi tantissimo, non ho mai visto un bimbo leggere più di te! Avresti potuto ben dire la tua, no?"
"Meglio di no, ho fatto finta di scegliere come gli altri, per non passare sempre per quello strano.
Io la copertina la guardo, sì. Ma quello che mi a scegliere, mamma...è l'odore."
"Io...sì..."
"Hai presente, vero? l'odore dell'avventura, se leggo Robinson Crusoe ad esempio.
Ogni libro ha un odore. Sono tutti molto diversi e bisogna essere precisi: un libro di storia non ha lo stesso odore di un fantasy, è chiaro. Bisogna odorarli, i libri. Io è così che li scelgo. Odorandoli."

Figlio mio.
Sangue del mio sangue.
Gaudente sniffatore di libri a tradimento.


GIOSTRE CHE VANNO FERMATE, CHE BAH.

L'MTV unplugged a New York dei Nirvana ha compiuto 25 anni.
Dicono.
Malinformati, certamente.


IVO IL TARDIVO.

Tra circa 4 o 5 mesi ci sarà una sera su cui verranno tirate le pallide tendine del tramonto, una sera di primavera.
Le notti si prepareranno di lì a poco -tutto sommato- alle lucciole, e io avrò un altro bambino.
Perchè da un po' di tempo sono un pochino incinta.
Di nuovo.






29 settembre 2016

La bolla.

Nina ha paura del corso di nuoto, così l'ho corrotta con le caramelle.
Non si dovrebbero corrompere le bimbe con le caramelle, ma Nina è così facilmente corruttibile dalle gelatine a forme di orso, e d'altra parte ha smesso di piangere.

La mia spada di Damocle, il Biondino, si sta rivelando suo malgrado sempre più simile alla madre.
Alterna tragicissimi stati d'ansia e negatività  - "Siamo tutti in grave pericolo, mamma." - a fasi di scazzo colossale "E che sarà mai, io lo so fare benissimo."
Ancora non mi riesce di cogliere la ragione del passaggio dall'uno all'altra, ma ci stiamo lavorando.

Io lavoro, preparo un po' di materiale per una delle 89.000 imprese che sto tentando di far partire questo mese, per il resto vivo in una bolla d'inutilità che esploderà tra sabato e domenica, quando finalmente -grazie ai festeggiamenti al mio 27esimo compleanno- riceverò questo e tornerò all'unico vero posto cui realmente appartengo: un libro.
Tanti auguri a me.




5 maggio 2016

Dev'esser stato allora.

Dev'essere successo intorno ai sei anni.
Probabilmente avrò visto mia madre, nella penombra umidissima del primo pomeriggio, sdraiata sul letto con un libro in mano.
Ho un ricordo annebbiato di quegli anni africani sotto l'equatore: le magliette di cotone fresco che si afflosciavano dopo pochi minuti, gli scuri e le tende tirate, la semioscurità perenne di certi  pomeriggi eterni, coi moscerini intorno alla polpa emaciata dei manghi spiaccicati sul vialetto, il gatto boccheggiante all'ombra di qualche pianta verdissima ed enorme.
Una volta l'anno, partita dalla provincia a ridosso del confine svizzero, veniva a trovarci mia nonna: sorvolava il mediterraneo, attraversava mezz'Africa - lei che per viaggio di nozze era andata nel Varesotto, a 20 km da casa, presso le zie nubili di suo marito, quello bello come il sole e somigliante a Vladimir Ulyanov Lenin - e stava lì, su un terrazzino alle spalle dell'Atlantico, con 40 gradi e 99% di umidità, seduta su una poltroncina accanto al condotto del climatizzatore che buttava fuori aria calda, con un libro in mano.
Mia nonna leggeva la saga di Sho Gun, magari la Deledda o un vecchio Hemingway di mia madre.
Mia madre, lasciati in Italia certi libri di politica, leggeva Herriot, Sepulveda, Neruda, Eco, la saga di Sho Gun.
Sì credo sia stato allora: devo essermi annoiata drammaticamente.
Devo aver guardato quelle due terribili donne e aver fatto i miei calcoli.
Rispetto alla libreria dei miei figli, la mia di bambina faceva ridere.
Il primo libro che ricordi, non dico "Il leone e gli animali della savana" che tuttora conservo, dico il primo romanzo, fu l'Alice di Carrol: è andato perso e non l'ho amato per molti anni successivamente, avendolo solo di recente rivalutato grazie a quel dannato genio di Tim Burton; tuttavia ricordo le coperte di cotone ruvido sulle cosce, il lento sfogliare a pancia in giù, tra il bianconiglio e la lepre marzolina. L'inquietante imprevedibilità della regina, l'imbarazzo verso il bizzarro e l'ambiguo, il bislacco e il nevrotico.
Dev'essere stato allora, tra le zanzare e qualche lento buffare sulle foglie di palma, lunghe come lame.
Dev'essere stato allora che, senza amar la storia, m'innamorai dei libri.






23 febbraio 2015

#ioleggoperchè

Io leggo.

Perchè non ho soldi per viaggiare.
Perchè vivere, a volte, non mi riesce bene.
Per esser maschio, cane o assassino. Per lanciare l'expelliarmus.
Per vantarmi con chi non l'ha letto.
Per il colore della carta vecchia e il profumo di quella nuova.
Per il possesso fisico del libro.
Per nutrire i miei dubbi.
Per pura estetica, o senso del ritmo.
Perchè è pericoloso, e bellissimo.
Per le figure.
Perchè la notte è buia e fa una paura fottuta.


Perchè i bambini, di là, fan casino.
Per educare, dal latino: condurre, guidare fuori, ma anche sollevare, erigere. Perdìo, INNALZARE.
Per la dura legge della jungla.
Perchè non so scrivere.
Perchè è una droga legale.
Per disimpararmi.
Perchè non ho sonno.


Per i quadrifogli secchi di mia nonna tra le pagine, anni dopo.
Perchè ti presto pure le mutande, se vuoi ma sui libri -mmh- faccio la gnorri.
Perchè su twitter seguite Sanremo.
Per le note a margine di uno sconosciuto, su un libro comprato al mercatino.
Per ricordare.
Per dimenticare.


Perchè sono curiosa come una scimmia.
Per sudare di paura nel letto.
Per ridere in mezzo al treno.
Per il sacro.
Per il profano.
Per quando devo continuamente interrompere, se è troppo ben scritto/figo/inaspettato/esaltante/commovente/indignante/arrapante/avadakedavra.


Per non volerci credere, che è finito.
Per ricominciare daccapo.


p.s. se ancora non la conoscete,  tutti i dettagli, le risorse, i come, i dove, i quando e ovviamente tutti gli altri perchè di questa bellissima iniziativa: #ioleggoperchè

22 settembre 2014

Il mio Gioca Jouer bibliografico.

Dunque questo giochino l'ho visto in giro da tanti e mi ci mi autoinvito, seppur in ritardo -obviously- che gli altri l'han già fatto da un mese e non sia mai che io stia sul pezzo: vigile, inappuntabile.
Trattasi di elencare i 10 libri fondamentali: quelli che non potreste abbandonare mai, figurarsi dimenticare. Suppongo non debbano neppure essere i più belli, semmai i più significativi.
Tra l'altro ho visto su Twitter che l'han fatto pure un sacco di cosiddetti vips, tipo ho sbirciato la lista della Bignardi: pas mal, ma mi sa che siamo di due generazioni diverse e si sente.
Peraltro io sono di un'ignoranza cosmica e alcuni mai sentiti proprio.
E comunque la mia è più bella.
Guardate un po':


- H.B. Stowe, La capanna dello zio Tom. Per la commozione, l'indignazione, per il senso d'impotente ingiustizia e perché aveva bellissime illustrazioni che spiavo tra le pagine. Perché il senso del bene e del male, la pietà, si formano anche così.

- Salgari, tutto. Avanti, tigrotti di Mompracem!!
E non ho altro da aggiungere, su questa faccenda.

- Verne, Ventimila leghe sotto i mari. Perché il capitano Nemo è un Figo vero, intramontabile. Perché, che ve lo dico a fare... il Nautilus, gente. Perché per  leggerlo facevo tardi a tavola e mia madre s'incazzava.

- E. Fromm, Avere o Essere. Perché in prima liceo ho litigato con prof e compagni chiedendo invece i Promessi Sposi, ma poi ho sgonfiato i coglioni a mia madre e mia sorella perché loro vivevano secondo la modalità dell'Avere, e IO INVECE NO.

- E. Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, perché fuori dal gruppo stavo bene, con lui. Perché Adelaide è un nome bellissimo, perché chiamavo mia madre La Mutter. Perché  avevo qualcuno che pedalava sulla collina fino a me, e non l'ho perso.

- I. Allende, La casa degli spiriti. Perché questa donna m'imbastisce una narrazione che mi stringe le budella, mischia la Storia con le storie e ne fa un romanzo unico, dallo stile inimitabile.
E poi tutte quelle donne indimenticabili.

 A quanto sono? 6. Di già ? Cazzo.

- Ok il prossimo è un must, ed è ovviamente tutto Harry Potter. Quest'altra donna è un fottuto genio e io sono disperata -literraly, col "de" privativo che precede la speranza- :  perché sono irrimediabilmente, senza possibilità di reversione, una semplice misera babbana.
Perché, come posso spiegarlo? Con sto libro ci andavo a tavola, al cesso, sul retro della golf sulle curve della Cisa. Perché Molly Weasley ha fatto (attenzione!!!spoiler in arrivo!!) l'avada a Bellatrix, quella gran zoccola. Perché ora nella mia vita esistono il Quidditch, le tutti i gusti + 1 e le parole belle di Silente. Sono infinitamente grata, per questo.

- J. Steinbeck, Furore. Per quelle ultime -cosa saranno?- 40 righe,  in cui tutto il romanzo mi si condensa, mi si sublima, mi esplode sotto gli occhi mentre scorro le parole. Per quel furore disperato incapace di sottrarsi al destino, perché il finale mi ha lasciata senza fiato, senza parole per la troppa bellezza.

- H. Lee, Il Buio Oltre la Siepe. Questo mi verrebbe da metterlo in cima a tutti, lo rileggerei per sempre, senza mai annoiarmi, riscoprendolo ogni volta. Perché è completo, dentro di sé ha tutto: l'amore, la giustizia sociale, la morale umana, la bellezza umana,  la pietà, la lotta disumana. E l'ironia. Perché Atticus è un figo vero, tipo capitano Nemo.
Ma più di tutti c'è lei, Scout, anni 8. Una che ha paura, e lo dice, ma non per questo non è che non ci va, oltre la siepe. Una che si veste da prosciutto.
Una donna meravigliosa, impressionante.  Una tipo Nina, per intenderci.

- J. Saramago, Caino. Perché uno che mi regge un asindeto per 20 righe senza farmi sentire persa nè farmi sollevare lo sguardo  dal libro avrà il mio cuore e i miei orgasmi letterari per sempre. Insomma è scritto da dio.

- Pino il pinguino, autore ignoto: un libricino da nulla, in rima e con brutte illustrazioni.
Ma è il primo che il mio bambino ha retto per intero, una piccola storia -la prima- che  abbiamo imparato a memoria, che gli ho riletto 200 e poi infinite volte.
Lo spartiacque che ha aperto la via a tutti quelli dopo: meravigliosi libri per l'infanzia sottovalutati, relegati a letteratura di secondo piano e invece - io penso- inestimabili.


Lo so, sono 11 e ho imbrogliato. Ma sappiate che su una qualsiasi cazzo di isola deserta io riuscirei a infilarci anche Il Giovane Holden, per quel che pensa del mondo, per il suo cuore intatto, e per quel giro in giostra che regala alla sorellina.

p.s. e i vostri? potete anche scrivermeli qui sotto, se volete.

24 luglio 2014

Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti.

Io mi ero organizzata, capite?
Avevo una mia mappa mentale e reale di chi sarebbe stato ubicato dove e per quanto nel mese di Luglio, un piano ad alta definizione - oserei dire chirurgica - della distribuzione settimanale delle ore di lavoro, del momento esatto in cui mia madre avrebbe avuto il tracollo e io mi sarei palesata tipo maria redentrice avvolta in un fascio di luce, sollevando lei dall'incombenza dei due rospi, e al contempo me stessa dai sensi di colpa.
Che è andato tutto in vacca neanche ve lo devo dire, immagino.
Quindi al momento mi prenderei a vergate in bocca per non averli iscritti al campo estivo, pagando una cifra persino superiore alla normale retta mensile.
Viviamo alla giornata: abusando della tv per poter lavorare, abusando di mia madre per tenermene almeno uno, abusando di caffè per rimanere sveglia, abusando di farmaci per alleviare l'influenza, abusando di vitamine per ripigliarmi dall'influenza. Insomma abusando.

Abusi a parte, ho ritrovato un vecchio romanzo di mia madre sulla Cina rurale, di Pearl S. Buck, non so se avete presente.
Una storia d'amore, sostanzialmente, ma soprattutto d'incontro e scontro tra un mondo antico, quello della Cina rurale e tradizionalista, in cui ogni gesto è carico di significati e simbologie - con quello moderno portato dall'Occidente, dalla scienza che salva le vite, che libera anime e idee, ma in cui la ieratica e poetica formalità del gesto nel suo dettaglio non ha valore, e pur senza intenzione -semplicemente- non ha senso.
Al che grave dramma e turbamento nella protagonista, presa dalle due forze contrastanti.

Ora esattamente il perché il mio post abbia imboccato questa piega bislacca non ve lo saprei dire, ma vorrei aggiungere che è ricominciata la stagione turistica, e a casa di mia madre hanno ripreso a transitare individui non italofoni, generalmente dotati di sandalo in tela e crema solare, di non meno di due figli, di cappellini da pescatore ma soprattutto di grande entusiasmo per la gastronomia locale.

Mentre lavoro li sento di là che cantano girogirotondo prima in Italiano e poi in Slovacco, che ha un suono che non si capisce una minchia, ma dolce, mi pare. Che mangiano cosce di pollo e cereali dalla scatola alle 5 del pomeriggio. Che giocano a hideandseek? do you want?, più banalmente detto nascondino, contando un po' a cazzo, devo dire.
Poi a un certo punto lui -completamente biòtto (=ignudo)- gira l'angolo seguito dalle due biondine sui 7 anni, si ferma sull'uscio di casa e con un laconico si iu leitar, friends tutto italiota, le abbandona perplesse al proprio destino.
















31 luglio 2013

Inutili riflessioni potteresche.

"Epppetto...Patoonum!!!"


Magù ha scoperto Harry Potter.
Siamo finiti.

Susibita è caduta a capofitto nella ri-lettura bulimica dell'intera saga.
Sostiene un'affinità elettiva col piccolo occhialuto da quando ha scoperto che entrambi hanno commentato allo stesso modo il loro primo bacio.
Nonostante istintiva diffidenza per i luoghi comuni e diretta esperienza di un ramo della famiglia stabilmente residente in UK -inlcusi parenti autoctoni con maniacale passione per igiene personale e cura della casa - Nonna Oroscopo non ha potuto far a meno di metterle la ben nota pulce nell'orecchio evidenziando un dettaglio che si presenta su un piatto d'argento per i Sostenitori della Negligenza Igienica Britannica, che poi sarebbe il seguente.
La Rowling - sia benedetta lei e tutta la sua stirpe per avermi regalato il binario 9 e 3/4, la burrobirra, Neville Paciock e quella gran figa della Professoressa Mc Grannit - descrive nel dettaglio le pietanze di ogni singolo banchetto, quante volte a settimana c'è lezione di Trasfigurazione, i punti di Grifondoro a Quidditch, ma mortacci eva se si fanno una volta la doccia.
Che mi risulti Harry entra in una vasca da bagno solo per scoprire la tappa successiva della gara nel Calice di Fuoco.
Il che - a essere pregiudizievoli - fa molto British.
Oppure è un caso.
Oppure Nonna Oroscopo non c'ha un cazzo di serio cui pensare.

15 gennaio 2013

Parafrasando Pennac.

I diritti imprescrittibili dello scrittore*.


1. il diritto di non scrivere.

2. il diritto di rileggersi, oppure no.

3. il diritto di scrivere qualsiasi cosa.

4. il diritto di rubare (atmosfera, tecnica, tema. Lo stile no, non si può, anche volendo. Per questo non è copiare.)

5.  il diritto di censurarsi, cestinarsi.

6. il diritto di rispettare le regole ( l'asindeto è la figura retorica che consiste nell'elencazione di termini senza uso di congiunzioni, il punto e virgola si usa per scandire i membri di un'enumerazione complessa, la lettera iniziale maiuscola si usa dopo ogni punto fermo, altre varie ed eventuali.)

7. il diritto di decidere di non usufruire del diritto precedente.
Per protesta. Per utilità. Per fantasia.

8. il diritto d'inventare.
Io potrei essere un uomo pelato, 77 anni, senza figli.
Quello che conta è ciò di cui lo scrittore ha bisogno, ciò di cui il lettore ha bisogno.
E scrittori, o lettori, non hannno bisogno di persone. Hanno bisogno di storie.
Un tempo lei non la pensava così, ma adesso che ogni sera racconta a Magù la storia dell'omino degli angoli che vive nella sua stanza e gli ruba i giocattoli sa che invece è così, è vero. Che ha ragione Magù, mica per niente è un bambino.


 8.  Il diritto di leggere a voce alta ciò che si scrive mentre lo si scrive.

 9. il diritto di scrivere ovunque. Su carta, pc, tablet. Sulla metro o in galera. In bagno con le mutande abbassate. Mentre mangi e ungi il foglio. Dentro nel fondo stanco e  pesto della notte.

10. Il diritto di non pubblicare.






*Laddove per scrittore intendasi il tizio concentrato sulla panchina al parco con ipad in mano, Jonathan Franzen col premio Pulitzer, mio nipote di 11 anni -scuola media statale- di fronte al tema in classe, Dante Alighieri e la Comedìa, il Sig. Marco Rossi e la sua lista della spesa in rima, Blaise Pascal, il Dott. Chi Gun in vacanza con famiglia e la passione per le cartoline vintage, un qualsivoglia ghost writer, la Signorina Ilda Mauvalente che scrive una lettera d'amore di mattina presto, il tizio che scriveva i pensierini nei dolcetti della fortuna di non ricordo più quale romanzo che lessi anni fa, la tizia che racconta i fatti suoi su un blog anonimo, altri personaggi inventati.

6 novembre 2012

ogni mattina.

Io ogni mattina da quando è cominciata la scuola lo accompagno a prendere il pummino zallo.
Io ogni mattina porto una storia, sempre la stessa o una diversa.
Io ogni mattina, per quei dieci minuti, sono un pupazzo di neve. Crudelia Demon. Un abitante di Dragonia. Gruffalò. Il marchese di Carabas.
Io prima lo vedevo che mi guardavano strana, coi loro bimbi in braccio, le pantofole ai piedi e lo sguardo di quelle che si stanno chiedendo se sia davvero opportuno che una alle 8.30 del mattino stia in mezzo alla strada a cantare alsolvederlartremidapprension.
Io adesso le vedo, che controllano se già ci sono, arrivando alla fermata.
Che appena arrivano indicano il mio libro e spingono delicatamente i marmocchi ingrembiulati verso di me.
Io ogni mattina rispondo a molte domande, alcune pertinenti, altre alla cazzo.

"Io una volta l'ho conosciuto un marchese."
" Ma il gatto tuo parla? eh? Parla? il mio rutta, chiedilo a mia zia."
"Sì pelò...sì pelò ozzi z'è un vento delizzioso..." (questo è Magù)
"Ma le volpi la mangiano l'insalata?"
"Il gruffalò è brutto?"
"Ma se le volpi sono bianche non si vedono nella neve bainca, solo gli occhi."
"...che vento delizzioso..."

Io ogni mattina le vedo che ciacolano, rilassate.
Pensavo di esporgli fattura.

30 agosto 2012

Il paragone è idiota, lo so.

Magari hai tra le mani un romanzone di quelli alla Ken Follet, col medioevo che nell'ultimo decennio furoreggia, e le lotte intestine, e i vescovi corrotti, e il cavaliere complessato e crudele, e la lady ridotta al lastrico, e il tagliapietre onesto e belloccio, e gli eserciti che cozzano e quel pizzico di sesso sfrenato che ci sta sempre bene e fa pure vendere.
E dici, trama avvincente. Ecco magari i cadaveri mozzati e le rappresaglie non fanno molto per te, ma comunque.
Bravo Ken, dico. Nel tuo genere e a modo tuo, bravo.
Milleventotto pagine -santagesualda- ci vuole fegato. Io mica l'avrei.


E' che -scusami- non posso proprio leggerti dopo Calvino.
Capiscimi.
30 pagine scarse.
Su un asindeto di 24 righe che mi stavano salendo i brividi.

Niente di personale, eh, ma capiscimi.

26 luglio 2011

Le corna spiegate a mio figlio.

C'è solo una cosa peggiore del prendere un virus gastrointestinale a Luglio.
E' che lo prenda tuo figlio di 18 mesi.
Il tunnel termometro-daje di tachipirina-in bagno! in bagno! è stato coraggiosamente affrontato dal piccolo Magù con stoica resistenza, una prodigiosa capacità d'imbrattare pannozzi, un'accanita, instancabile tendenza all'accozzamento frignulento, un dolcissimo spezza-cuore sguardo da 7nano.

Il piccolo convalescente è arrotolato sul divano, ti chiama sventolando il libro delle filastrocche con l'occhio 7nano di cui sopra, tu ti riprendi dallo svarione d'amore traboccante come le bollicine dal bicchiere di spumante, ti siedi accanto a lui, gli scosti una ciocca di capelli un po' umida, lo baci sulla fronte tiepida appena sfebbrata, e apri una pagina a caso.
Questa.


Con in testa la parrucca
a ballare va la mucca
nella stalla poi ritorna
dal marito con le corna.


...
No vabbhè, ha un che di geniale.

29 marzo 2011

Spiegatemelo voi

Supemercato, scaffale reparto libreria.
Cime tempestose, E. Bronte.
Nuova edizione, carina, una bella grafica di copertina (che fa sempre la sua porca parte, per quanto mi riguarda).
E fin qui ok. Grazie.
Mi scappa l'occhio su un bollino sovrapposto alla copertina:

Cime tempestose - tra i romanzi preferiti da Edward e Bella!!
...
??

In che senso, scusa?
In quale preciso momento è accaduto che Gnocco Vampiro Vegetariano abbonato a "Io vivo Biologico" e Faccia Smunta diventassero pusher della Bronte?
No dico, per l'amor del cielo, carini loro due eh. Mielosissimi, prevedibili come la cacca ma carucci.
Però da lì a farmi da sponsor a Cime Tempestose ne passa.
Sono pur sempre due che c'hanno la faccia di quelli appena usciti dal Confetto Falqui Party, cazzarola.
Eddaii!!
Io non lo so, proprio non capisco.
Quand'è successo? Com'è successo?
Ditemelo voi.
Spiegatemi.

11 febbraio 2011

Me, Myshelf and I

Una casa non è casa senza i miei libri.
Cucina e libreria: ecco cosa fa casa.
Poi posso pure dormire su una brandina.


Così pensava Lei.
Lei non-ordina i suoi libri negli scaffali, tirandoli fuori così come sono dagli scatoloni, con amore distribuendoli casualmente uno in fila all'altro, fitti e densi su-su per le mensole che scalano il muro.
Tutt'al più lascia che i suoi preferiti restino ad altezza occhio, per vederli ogni volta che ci passa davanti e sorridere.

Lei ama l'idea che siano i suoi libri a stupirla, con le loro dimore casuali dopo ogni trasloco.
Toh! eccoti, Bàrnabo.
Ivanhoe e Rebecca tra Buzzati e Il Manuale Del Buon Fotografo.
Fico.
Oh, Heathcliff, tu il tuo bavero rialzato, il tuo capello fluente e spettinato dal vento, tu che fai il figo su-su per le tempestose cime e ci lasci qui, a me e a Catherine, ad aspettarti ancorae ancora e ancora .
Lei desidera che ogni scaffale sia memoria, testimonianza.
Una foto sgualcita, la scena tra Bezuchov e Helène. Lo rimpiangerà per il resto del libro, poraccio.
Natale 2005. A Susi, tanti auguri, la tua mamma.
Un fiore secco tra pag. 260 e 261.
Lei ama pensare che ai libri piaccia cambiare posto e vicino: che Dante s'innamori della Karenina, che la Deledda si spanci per Herriot, che Hugo vada a spasso coi Coniglietti Suicidi e Shakespeare legga VivereBiologico.
Che Jane Austen, Baricco, la Cantarella e Harry Potter si facciano un pokerino con Bradbury.
Che la Christie faccia paura a Dickens, Dickens commuova Vitali, Vitali irriti Baudelaire, Budelaire annoi Marquez, Marquez pianga su Calvino, Calvino ritrovi Omero.
Che la Mazzantini declami i PromessiPaperi.
Che Omero sfogli Itinerari d'Italia, Itinerari d'Italia stia addosso a Severgnini, Severgnini ammicchi a Coe, Coe traduca Guareschi, Guareschi bruci il Castiglioni-Mariotti.
Che Zola covi segreta e insana passione per la selezione dei Reader's Digest di mia nonna.

Lei avrà una libreria così: improvvisata, disomogenea, intima.
E invece no, cari miei. No.
No perchè lei non vive da sola: Lei vive con Lui.

Lui sa che i libri sono identificabili e sono categorizzabili.
Hanno titoli, case editrici, etichette e -haimè- collane.
Lui ha elementi sufficienti per farne un database e costruirci delle query.
Per allinearli, ordinarli, raddrizzarli, migrarli militarmente di scaffale in scaffale.

Visto?! Adesso sì che è in ordine.
Ma come NOOOOOOOOOO.
Non ti piace? C'ho messo 2 ore, eh.

Senti Susi, adesso non esagerare.
Non ti farà piacere saperlo perchè ne sei totalmente priva ma ogni vera opera d'arte ha dietro di sè razionalità, ordine, ferrea logica ingegneristica.
Come credi che Michelangelo abbia fatto al Sistina, eh?? Mischiando tutto a casaccio?


... In che senso "pazzo megalomane"?