Visualizzazione post con etichetta Nonna Pensaci Tu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nonna Pensaci Tu. Mostra tutti i post

4 aprile 2015

il modo in cui mi ama (e altro)

Il punto della situazione:

Stiamo togliendo il ciuccio a Nina.
Ero pronta a tutto, i capricci non mi spaventano.
Ma il pianto sommesso, sofferente, quando ha rinunciato anche a chiamarmi, bè quello è un colpo davvero basso, bambina.

Non sono indietro col lavoro, sono oltre. Sono talmente oltre che non recupererò mai, perché nel frattempo si stratifica sopra altro materiale.
La cosa del "sono una persona creativa (?) nel mio disordine mi ci ritrovo" è una puttanata. Vale se hai 3 robe in corso. Se nei hai 30 sarebbe utile cominciare a darsi una regolata, bambina.
E magari imparare a dire qualche "no", qualche "sì, ma dopo", o in alternativa qualche "e poi, una scopa in **** e ti ramazzo la stanza?", pure.

Mia suocera, la mia personalissima incarnazione dell' odietamo è qui.
Va tutto bene: giochiamo a dama aspettando il caffè, Pianifichiamo l'orto, poi tipo un paio di volte al giorno desidero azzannarla con violenza, ma passa quasi subito, quando mi raccoglie erbette di campo e le stracuoce nella pentola a pressione.

Il modo in cui Nina ama -il modo in cui Nina MI ama- è una droga.
Voi non potete capire quant'è bella.
Ma non bella fuori, cioè non solo.
È l'anima incontaminata di Nina che è uno spettacolo.
Nina ha un modo di essere bambina che è un po' da donna e anche da vero maschio.
Nina è un mix di dubbio e coraggio, e tanta tantissima sfrontatezza.
Nina mi piace perché quando ha paura non è fragile.
Nina non ha 3 anni ma a volte ne ha già 7.
Nina è una superficie di vetro liscia su cui procedere piano e stupirsi, ad ogni passo.

Ho preso delle varietà di pomodori antichi, affascinantissimi, e quest'anno, nel mio orto, i fuochi artificiali.






13 gennaio 2015

Le cose che restano, e quelle che arrivano.

Lui gioca coi Lego Chima, fa la cacca sfogliando il catalogo Lego Chima, sogna il suo compleanno e nuovi personaggi Lego Chima.
Lei cavalca moto, offre passaggi a suo fratello, mi bacia dal mento fino alle orecchie facendomi il solletico.
Io ho tagliato i capelli.

E niente, tra poco i Golden Globes, poi Sanremo, gli Oscar, Pasqua e ormai le maniche corte.
Alcune cose non cambiano mai, tipo io in questo 2015 ho già dimenticato Nina al nido e siamo solo a Gennaio.
Altre invece.
La verità però è che i capelli sono il cambiamento più piccolo e meno evidente.

Tanto per cominciare NonnaPensaciTu, anche detta LaSuocerachetammazza, ha preso il treno per tornare a casa.
Salutandomi mi ha detto "devo ringraziarti perché sei sempre gentile e piena di attenzioni. Mi avete fatto passare un Natale pieno di gioia, tu e i bambini: siete bellissimi. Chissà come mi mancherete, domani."
Susibita, che 1 minuto prima stava così:



E' rapidamente passata a questa fase qui:



E niente.
Ha vinto lei, tanto per cambiare.


Poi io ho la testa piena di idee, una roba mai vista, vi dico. Che devo svuotarla nello scolapasta, addirittura.
L'altra cosa - in quello che mi aspetta - è che sono sola.
Ma non sola che ho paura, che mi sento fragile, abbandonata o che.
Nono.
Sola che me la faccio nelle mutande, ma un po' ghignando.

Tipo così:



Buon 2015 a me.





18 novembre 2014

Conferme.

Nel caos generale alcune scoperte sono solo conferme:

- Vivere in campagna ha inibito e ormai quasi totalmente azzerato le già pur scarse prestazioni automobilistiche di Susibita.
In 3 minuti entro i confini della Città Grande Susibita si perde, e non è un'iperbole.
Uscita dall'autostrada non fa in tempo a percorrere 100 m e già si è persa, con Lui che la chiama inveendo "Ma dove vai? ti ho vista imboccare quella sbagliata: la seconda alla rotonda, la seconda, non la prima! Ma come ci sei riuscita? eri qui, 5 secondi e mezzo fa.".

Modestamente.

- I tempi di percorrenza nelle provincie del nord non sono proporzionali alle distanze.
Se alle 17.20 pensi di essere in anticipo per girare attorno all'isolato, fare una rotonda e avviarti verso la stazione per le 17.40, affrettati perché non è vero: sei in ritardo.

Dio che ansia.


- Mentre tu vivi in campagna la Legge della Coda continua indefessa a mietere vittime: quando spegni il motore perché insomma il gas serra, le emissioni etc, ecco quello è il momento preciso in cui la coda ricomincia a scorrere.

Ridatemi l'apecarre.


- Tua suocera -classe 1935- gioca online a un roba che si chiama Gothic Soldiers-Costruisci il tuo Impero, c'ha l'account e tutto. Ogni tanto nel buio della stanza lo schermo s'illumina e giunge l'urlo raccapricciante di qualche troll.

Poi dice la strana è Susibita.

- Nei moderni supermercati delle provincie del nord ci sono interi reparti dedicati al bio, all'etico, al vegan, al bio-etico-vegan. C'hanno il tofu disidratato, gli straccetti di seitan, le mandorle della Manciuria da coltivazione a lotta integrata, la candeggina biologica che la puoi pure dare ai bimbi al posto del succo. C'hanno TUTTO.

Tiè - stolta (pseudo-)vegetariana in fuga dalla civiltà.

26 marzo 2014

Spiritualità. O di lombrichi, o catechisti ciellini.

Qualche giorno fa è passato il prete a benedire casa.
La signora che lo accompagnava aveva chiesto poco prima a Susibita se le desse fastidio che passassero, dal momento che sa come lei la pensi su certe cose e che però questo sacerdote era nuovo di queste parti e stava cercando di conoscere un po' tutti in paese.
Susibita aveva risposto che no, non le dava fastidio, ci mancherebbe - che la porta di casa sua era sempre stata aperta a tutti, tanto più a qualcuno che porta la benedizione, che in fin dei conti altro non è che un augurio, un buon augurio.
E  che non farli entrare -soprattutto- le sarebbe sembrato un po' come quelli che espongono il bollino sul cancello "grazie, ma siamo una famiglia cattolica" che è una cosa che Susibita ha sempre trovato alquanto agghiacciante.

Però quando poi il prete è arrivato si è chiesta se non avesse sbagliato - perché non poteva non recitare il padre nostro dal momento che erano lì in tre e che non era come quando passano i testimoni di Geova e lei mette su un caffè e intanto piega i panni e intanto gli spiega che no, non trova affatto misericordioso il dio biblico, ma manco buono, ma manco giusto se è per questo e che una cosa come quella che fa ad Abramo con quel povero disgraziato di Isacco è semplicemente immonda -spiacente- ma immonda per quel che la riguarda.
Qui insomma è diverso, ne va anche di coerenza di fronte ai bambini, si è detta.
E infatti quando ha chiesto al piccoletto di raggiungerli in salotto per salutare  e ascoltare un signore che dice una preghierina quello le ha risposto che no, lui la preghierina non l'avrebbe detta mai, ma proprio MAI E POI MAI, testuali parole. Che poi dico, mica la devi dire tu - gli ha specificato Susibita, puoi anche solo ascoltare quello che ha da dire lui, ma quello niente, s'è messo a giocare e non lo si è più visto.
Poi Susibita è tornata indietro e quell'altro, quello alto, le ha detto: "Non guardarmi,  ha preso tutto da te, io non c'entro: sono pure stato chirichetto, io." - l'ipocrita.
E' stato chierichetto tipo per un giorno, dopodiché è tornato a casa da sua madre e ha dichiarato che lui non lo avrebbe MAI PIU' fatto in vita sua, che quella cosa di prendere ordini dal prete non gli andava per nulla a genio.

Insomma nel mentre della benedizione Susibita s'è fatta pippe mentali tutto sommato abbastanza consuete considerato il soggetto, e ha cominciato a temere l'effetto boomerang, quello per cui gli errori che fai ti si ritorcono tutti contro prima o poi, amplificati.
Un po' come in quel racconto della Munro in cui una madre cresce la figlia con metodi educativi un po' hippie e vagamente agnostici e quella -raggiunta la maggiore età- per compensare la mancanza di spiritualità nell'infanzia, si fa prendere da una setta di santoni e sparisce nel nulla finché la madre ormai ottantenne non scopre che comunque è viva, sposata con 5 figli ma non si rivedranno mai più.
Che dici a 'sto punto  faceva il chirichetto a 11 anni che era meglio.

Poi c'è anche la suocera che a Susibita lo dice sempre che a 'sti bambini un po' di spiritualità gliela dovrebbe pur passare, e lei a risponderle che spiritualità non è necessariamente religione.
Comunque dopo la Munro un po' Susibita se la fa sotto che magari la Nina a 17 anni -che so- prende il treno e va a fare la Papa Girl in Piazza San Pietro.

Però poi ha guardato Magù raccogliere le lumachine dalla strada, per non farle schiacciare dalle macchine. E i lombrichi, pure.
Questo bambino piccolo e ignaro che salva i più piccoli tra gli animali: i più viscidi, diciamolo.
Questo bambino che si spiega da solo la vita: "si nasse, si vive e poi si muore. E' la natura, è fatta così. Io però non muoio, pecchè sono un cavalie(r)e e cavaliei -mamma- non muoiono mai."
Questo bambino che trema quando sogna che qualcuno faccia del male agli occhi di suo padre.
Questo bambino che dice " mi si è 'pezzato il cuore, mamma".
Questo bambino- rasente il fanatico- con gli occhi pallati preda del fascino morboso del germoglio:

"Pecchè non èsse, mamma? Io lo appetto, ma lui non èsse."
"Non riesci a vederlo mentre esce, lo vedi quando è già spuntato: è troppo lento."
"Ma io lo appetto, mamma, stai tanquilla."

Questo bambino qui, che ha più spiritualità lui nell'unghia dell'alluce sinistro di un intero esercito di catechisti ciellini.
E s'è un po' tranquillizzata.

24 febbraio 2014

Inimmazinabili traguardi.

Nessuno riderà di te. O non avrà più la lingua per farlo.

"Non voglio tuccammi gli occhi da panda. Non vojo che ridano di me."
"Ma chi? chi ride di te amore mio?" dimmelo che mamma lo appende per la pelle della balle e le fa seccare al sole come pachini ad Agosto, dimmelo.
"Nessuno, è la mia immazinazione."
"Bè la tua immaginazione si sbaglia, nessuno ride di te. E' forse per quella storia che alla fine ti sei fatto la maschera di Marylin per carnevale? è per quello? qualcuno ti ha preso in giro?". Dimmelo che vado e faccio una piazzata, dimmelo. Che quelli non hanno abbastanza fantasia da capire te, la tua immaginazione, la meraviglia che è il tuo mondo e la potenza del mio ginocchio che si abbatterà sui loro denti. Dimmelo.
"No, nessuno."
"Ok, ascoltami bene: è importante. Se non vuoi che ti trucchi gli occhi da panda perché non ti piace non lo farò. Ma non fare mai una scelta pensando a quello che piace o non piace agli altri: pensa a quello che piace a te, a quello che ti fa stare bene. Vuoi che ti trucchi da panda sì o no?"
"No."
"Ok, niente trucco. Però un'ultima cosa: non bisogna mai ridere degli altri. Ci saranno sempre quelli che lo faranno ma tu non farlo mai, d'accordo? è una cosa brutta, una cosa vile, una cosa -soprattutto- stupida. Quelli che deridono gli altri: sono loro che sbagliano, capito? si comportano da sciocchi, da paurosi, sono senza immaginazione. Non tu: tu vai benissimo così come sei. Non permettere a nessuno di cambiarti. Ok?"
"Ok. Posso usare quetto mamma? vadda che bello, è un'elmo peffetto."
"Hum? eh? ss-sì. Ma -hem- vuoi metterlo alla festa?"
"Zetto."
"Ah. hem. Va bene, amore. va bene"
"E' popio peffetto."

Disse quello che si presentò alla festa con la tuta da panda, la benda rossa del kung-fu, in bicicletta e con in testa il secchiello del mare.


La seconda che hai detto.

Sto cercando di capire se Nina non è in grado di parlare, non c'ha voglia di parlare o semplicemente mi prende per il culo.
Pensavo avesse un vocabolario risicatino e vieppiù incomprensibile ma tutto sommato nella norma finché non ho sentito il suo compagno di asilo, maggiore d'un paio di mesi, dire "'ndiamo a casha dei gnonni." per un totale signori miei di 2 sostantivi, 2 preposizioni, 1 verbo, il tutto in un periodo corretto e di senso compiuto.
Ho cercato di tastare il terreno con le tate del nido ma ormai è da un paio di mesi che ho capito che sono totalmente succubi del fascino della piccoletta e dunque inaffidabili.

"No vabbè ragazze, ba-na-na me la fa na-na-na. Non si sforza proprio. Le chiedo di dirmi me-la e quella mi guarda e mi fa "tu-tù" ,  poi si volta verso il fratello e si sganascia. Qui o c'è un problema o mi sta pigliando per i fondelli."
"La seconda che hai detto."

Inoltre sfodera una preoccupante predisposizione a reazioni bisillabiche che ti aspetteresti da una 17enne:

"Amore, quanti bei giochi! Cosa fai?"
"'Gnente."

"Leddi."
"No Nina, ora non posso, passa tra un minuto che ho finito."
"Leddi, mamma."
"Ti ho detto che non posso amore, lasciami finire prima."
"Mamma, leddi."
"Ma come ti devo..."
"LEDDI."
"Ok, leggo."

E' sempre un piacere rivederla.

Siamo tornati da meno di 12 ore nel Profondo Nord e mia suocera già mi ama.

Nonna:"Al parchetto ho notato che quella bambina che giocava con lei era decisamente più alta, e  avrà avuto più o meno la sua età."
Zia: "Mamma, aveva sei mesi di più."
Nonna: "Tu dici eh? Bè Susi tu che ne pensi, tu che hai sott'occhi anche altri bambini: dici che è normale? o è bassa? Mi spiacerebbe molto se fosse bassa."
"Sì, bè, non saprei, mi sembra nella media rispetto agli altri e anche la pediatra..."
"Noi siamo tutti alti."
"Sì, ok. Ma io ad esempio..."
"Anche i tuoi -dico- siete tutti alti. Gli altri, almeno."
"Sì, hem. Però sa com'è, io sono la madre e tutto si può dire tranne che io sia alta, tuttavia non mi pare sia una trage..."
"Un vero peccato se fosse bassa."
"No dico, ma se anche fosse non è che ..."
"No no -per l'amor del cielo- dio ce ne scampi."

Mi ama, ve l'ho detto.

22 ottobre 2012

Test: quanto conoscete Susibita.

Il test più inutile della blogosfera: fallo, non può farti più male che leggere il suo blog.

  1. Susibita va a comprare la carta igienica quando:

    a. apre l'ultima confezione da 10 rotoli, con largo anticipo e lungimirante organizzazione.
    b. quando è finito l'ultimo rotolo disponibile.
    c. quando è finito l'ultimo rotolo di scottex sostitutivo della carta igienica finita da 1 settimana.
  1. Di fronte a Nonna Pensaci Tu che spegnendo il dvd a Magù lo stronca dicendogli “sì ma non ci crederai mica davvero? Peter Pan mica esiste, è solo una storia. Tu non credi alle storie vero?”

    a. in puro assetto zen sorride placidamente, saluta la nonna chiamando a sé il pargolo e con calma serafica gli spiega che le persone spesso la vedono in modo diverso, specie bambini e (alcuni) adulti.
    b. in puro assetto zen sorride placidamente, saluta il pargolo e con calma serafica chiede alla nonna "allora la piantiamo con 'ste cazzate? lei crede allo Spirito Santo, accende candeline sotto un altare e l'esistenza del Santuario di Lourdes non pone interrogativi alla sua integerrima razionalità. Essù, quasi quasi più semplice il coccodrillo che s'è ingoiato la sveglia.”
    c. s'imbruttisce e rosica, divisa tra l'istinto di fare quella zen, in un senso o nell'altro, e quello di saltare alla giugulare della nonna. Poi la sera mettendolo a dormire gli dice “ah, e già che ci siamo: non credere alla nonna quando ti dice che Peter Pan non esiste, lo sai che lei è un po' pirata.”

  2. Se Papone continua a sbagliare il nome della tizia del commerciale:

    “Hai chiamato l'Alfonsa?”
    “Si chiama Fernanda, Papone, Fernanda. Piantala di sbagliare, che prima o poi la chiamerò Alfonsa anch'io.”
    “Ecco, appunto. Ricordati di chiamarla, l'Alfonsa, perchè stamattina ti cercava.”
    “...”
    Lei chiamando in assicurazione dirà:
    a. “Buongiorno posso parlare con l'Alfonsa, no cazzo Alfreda, ops scusi ho detto cazzo, comunque cercavo la Fernanda.”
    b. “Buongiorno posso parlare con l'Alfonsa per piacere? Ecco, lo sapevo. Lo sapevo guarda, tutta colpa sua, di quel cretino. Mi scusi ma cercavo l'Alfreda. La Fernanda. Oh cazzo l'Alfonsa detta Fernanda. Insomma ha capito, no?”
    c. “Buongiorno ho ricevuto una chiamata dall'Alfonsa. È mica lì per caso? Ma chi? L'Alfonsa? Ah non lavora lì? Ah scusi ma infatti io cercavo la Fernanda.”

  3. Susibita fa cose, vede persone, medita vendette, riflette a random su sè stessa. Poi la sera scrive un post che s'intitola “test: quanto conoscete Susibita” e pensa:

    a. Domani. La carta gienica. Domani.
    b. Tu non sei normale. Sei egocentrica e anormale. D'altra parte scrivi di te in terza persona, maddai.
    c. carta igienica? c'è scritto carta igienica?"

25 settembre 2012

Sono stanca e ho scritto un post con molte parolacce.

Quando Susibita stava ancora impanzata, lavorativamente stressata, emotivamente destabilizzata e psicologicamente rassegnata, lei e Papone presero insieme una sto(r)ica decisione, che poi tanto decisione non era giacchè entrambe ebbero incautamente scelto l'autonoma professione fottendosi così miseramente ogni speranza di fare più di 1-max-2 fine settimana non lavorativi al mese.
Il processo decisionale fu suppergiù il seguente: cazzo sono incinta, mò chi mi sostituisce?, a settembre ricomincio, chi ci guarda la bambina?, faccio venire mia madre?, fai venire tua madre.

Indi  il primo anno di vita di Nina è coperto come segue: sua madre-mia madre-ancora sua madre-24enne aupair portoricano che devo ancora trovare su internet.
Poi -santagesualda- ci andrai a sto cazzo di nido.
Indi Susibita ha stilato un piccolo promemoria che s'è ripromessa di ripassare come un mantra ogni sera prima di stramazzare a letto.
Il promemoria dice così:

Primo: la prossima volta che t'azzardi a fare sesso non protetto te possino cadere i denti, i capelli e pure le tette. Imbecille.

Secondo: pacs, procreazione assistita, il cane in casa, matrimoni/adozioni gay, tempi di cottura della pasta, Giulio Andreotti-mafia-e-diccì non sono argomenti che può essere in qualsivoglia modo utile/proficuo sollevare con tua suocera.

Terzo: tu continuerai a indovinare cavallucci marini nel cielo insieme a Magù. Lei continuerà a pensare che avete troppa fantasia, che perdete il senso della realtà. Tu continuerai a dirti chissenefotte della realtà, c'ha 2 anni e mezzo. Lei continuerà a dirsi vabbè è sua madre, d'altra parte si sapeva che era stranuccia. Il mondo è bello perchè è vario.

Quarto: lei non capirà il tuo farro in insalata, la tua pasta integrale, i semi di quinoa e lo zucchero di canna. Li proverà e le faranno schifo, ma te li segnerà sulla lista della spesa se finiscono. A te sgonfieranno i maroni la sua pasta al tonno, le patate nel sugo, la pastina scotta, la pentola a pressione, le briciole da tana di criceto infoiato sotto il tavolo e le ditate unte sulla cucina bianca, ma le dirai buona! Magù hai visto che brava la nonna? grazie per aver cucinato per noi, davvero.


Quinto: lei persisterà a tenere Nina piegata in giù o col lenzuolo calato sulla faccia. Nina continuerà ad incazzarsi di brutto. Lei un giorno può darsi che capirà, ma più probabilmente no. Tu ti farai i cazzi tuoi e lascerai che se la vedano da sole, così intanto lavori.

Sesto: il mistero per cui se le compri una cosa nuova voleva quella vecchia e se le tieni quella vecchia lei voleva quella nuova rimarrà irrisolto nei secoli così come il perchè la disturbi la tua fervida attività telefonica. Lei se ne farà una ragione o più probabilmente no ma tu ti dirai fottitene, e risponderai alla telefonata n. 217 di tua madre.

Settimo: i tuoi figli schiferanno la tua quinoa real, divoreranno la sua pasta scotta al tonno bella carica di olio e in definitiva ti sputtaneranno. Tu incasserai fingendo indifferenza, poi a casa gli farai un mazzo tanto e -vendicativa- gli passerai crostatine bio ipocaloriche per merenda.

Ottavo: lei è la ragione per cui oggi hai lavorato, telefonato al tizio degli infissi, pagato le bollette arretrate in posta e semplicmente sparecchiato la tavola su cui hai mangiato. Quindi piantala di fare la stronza e baciati le chiappe, ragazzina.

Nono: lei ancora sa stupirti quando dice "com'è grande il cielo qui. E' grande come quando ero bambina." o "Susi, corri, vieni a vedere! son fioriti i bulbi nel tuo vaso: si può essere più belli?".
E comunque sa molte più filastrocche di te.










6 dicembre 2011

Due tipi eccentrici.

"Ah siete andati al supermercato?"
"No, solo a fare un girettino in paese."
"E perchè Magù ha su il pigiama di Natale con le renne?"
"Ah perchè, è un pigiama?"
"..."

-------

"Tua madre ha portato in giro per tutto il paese Magù col pigiama rosso di natale."
"Lo so."
"Lei indossava il suo cappotto di ecopelliccia, il basco rosso e la borsetta di cotone della spesa del Grosmarket."
"Ah."
"Magù era contensissimo."
"Che vuoi che ti dica, Susi. Sono due tipi eccentrici."

13 giugno 2011

E adesso pedala.

NonnoVa-e-Vieni: " Brave, brave. Complimenti. Siete andate a votare tutte e 3, come oche. E adesso? Adesso come facciamo -realisticamente- a produrre energia sufficiente? me lo spiegate voi, che siete abituate bene? Che facciamo, eh? Pedaliamo??!"

Nonna Oroscopo: "Mmm, bravo. Non mi pare rischiamo di disintegrare intere città, in questo modo. Bell'idea."



Quello che mi piace della mia famiglia è che non siamo d'accordo su niente.

24 maggio 2011

E quindi siamo qui: io, lui, e lei.
Dove lei sta per Lei, Nonna Pensaci Tu.
Aka sua madre.
Aka mia suocera, nel caso in cui un giorno Papone decidesse in seguito a violenta botta in testa di volersi veramente sposare una come me.
Lei che è molto nonna, tanto ex-maestra, un po' mamma e parecchio suocera.
Anche se non lo ammetterebbe manco sotto tortura.
Perchè lei è convinta che no, "mica sto facendo la suocera, è che dico quello che penso. A Susibita non da affatto fastidio, vero Susibita? Ad esempio sto cane che sta sempre in mezzo e lo trattate come fosse un altro figlio secondo me non va mica bene eh."
"Mm. Eh? Che?"
"Susibita starai mica adottando la tattica elusiva del scusate non stavo proprio facendo caso al discorso, ma ora inizia quell'interessantissimo documentario sulle usanze del Verme Arrampicatore e non posso davvero perdermelo. Perméésso... scusàààte... "
"Ma chi? io??!"
"Sì lo fai sempre: fai finta di ascoltare un po' distratta mentre annuisci e fai sìsì con la testa come per darmi ragione ma poi alla fine fai come ti pare a te comunque"
"Non è vero, nego tutto.
E comunque non ne ha le prove.
Mr Googhi!! ntch-ntch-ntch amorebellodimamma!! vieni qui cuccicucci, sdraiati sul tappeto viscinoviscino...pciù..."

Lei che sbriciola sotto il tavolo come un esercito di criceti infoiati nella segatura.
Lei che si abbozzola sotto le coperte.
Lei che fa le retate nel cascinale abbandonato e torna soddisfatta, con un bottino di piantine di salvia con le radici e ciliegi selvatici.
Lei che legge Sull'Adda e parla di Valtellina.
Lei che non taglia il formaggio, lo scotenna. E lo lascia sempre lì così, tagliato tutto storto.
Lei che si porta dietro il Magù nelle retate, lasciandomi preziose, luccicanti ore di libertà.
Lei che ti dice la sua. Sempre. Soprattutto quando non gliel'hai chiesta.

Abbiamo 56 h da passare insieme, da sole.
Io. Lei. Magù.
Uno è già a letto.
Una sta guardando "i pacchi".
L'altra se li sta tirando.

Non potremmo essere più diverse, ma siamo innamorate degli stessi due uomini.
Vorrà pur dire qualcosa.