26 agosto 2011

Non abbandonateci. Un appello agli amici senza figli.

Mi ha scritto un'amica.
Dice che è stata a casa di amici, dice che erano tre coppie di cui 2 su 3 in attesa.
Dice che tutte le sue più care amiche ormai o sono incinte o hanno già figli.
Dice che comincia a sentirsi un po' un pesce fuor d'acqua e che fonderà un gruppo Fb "30 odds and childless".

Volevo dirle che la capisco.
Volevo dirle che quando sono rimasta incinta io di amiche incinte non ne avevo.
A 29 anni.
E' strano, se ci pensi. 29 anni mica son pochi per fare un figlio, no?
No dico, ci vorrebbe tutta a dire che non è un'età più che plausibile.
Eppure il deserto dei tartari, c'era.
Tralasciamo le ragioni sociologiche del fenomeno, il precariato a vita, l'eterna scolarizzazione, i contratti di stage e pure la sindrome di Carry Bradshaw.

A suo tempo per me la cosa fu un problema non indifferente e la ragione principale per cui andai a cercare nuovi contatti nel mondo blog.
Nessuno cui chiedere:
"Anche i vostri amici raccontano delle loro favolose vacanze in coppia liberi come le mutande mentre voi vi fiondate a molla a vomitare sul water?"
O anche:
"Pure voi avete perso la visibilità dei vostri piedi sotto la doccia?"
Oltre a:
"E' proprio necessario che stiamo qui tutte in cerchio come alcooliste anonime ad esercitare l'elasticità del perineo? Posso uscire? Eh? Posso?"
E dopo:
"Oh cazzo ha cagato verde, che significa??"
Insieme a:
"A.A.A. affittasi lattante. P.S. Massima serietà, pagamento in contanti."

Cercate di capire, non è semplice proprio per una mazza.
Ed è per questo che vi lancio un appello: non abbandonateci.
Perchè si può avere figli e non voler necessariamente parlare solo di parti e otiti.
Perchè abbiamo tanto, tantissimo da dire anche di politica, musica, religione, cucina mediterranea e giardinaggio.
Non necessariamente in quest'ordine e non necessariamente con cognizione di causa, ma ci sforzeremo. Un po' come tutti.
Perchè potete invitarci fuori lo stesso, non siamo contagiosi. Nostro figlio per la maggior parte dei casi sì, ma noi no.
Magari vi chiederemo di scegliere quel tavolino lì fuori, un po' più tranquillo, o andremo via un po' prima del solito ma -davvero - saremo d'ottima compagnia.
Al massimo potremo giusto tentare un paio di volte di scappare dalla porta sul retro e smollarvi il nano - così - tanto per provare il brivido dell'ebrezza.
...
Scherzavo, hihi.
Ve la siete fatta sotto, eh?

Ahem, dicevo.
Perchè se non ce lo fate capire voi con uno svogliato "ah, sì...hem...carino, lui..." noi capace che andiamo avanti tutta la sera a farvi vedere sul telefonino le foto del pargolo al mare, in montagna, nel lettino, sulla sdraio, all'asilo, dai nonni, sulla tazza, nel lavabo.
Per favore fermateci.
Non abbiate pietà, fermateci.
Perchè abbiamo bisogno di voi per renderci conto che una serata al ristorante non è solo "Scusate, mi coprite gli gnocchi che mi stanno in caldo? Amore vieni fuori da sotto quel tavolo, in che senso CAC-CCA?".
Ma anche, ad esempio: del buon vino, programmare cosa fare la domenica, ripromettersi di dormire fino alle 11, cosa c'è fuori al cinema?
Perchè voi siete una benedizione che ogni giorno ci ricorda ciò che siamo sempre stati e che vogliamo continuare ad essere: il lavoro e gli amici, i viaggi che sogniamo, le grandi passioni, un ottimo libro che non finisca in rima (cucciolino, tesorino, fai la nanna, saccottino...), un ragazzo che ci taccheggi sulla spiaggia, 1 ora a pettegolare al telefono mentre facciamo la ceretta o il semplice saltarsi addosso anche di giorno e in cucina.

Per tutto questo e perchè quando sarà il vostro turno non vi diremo "te l'avevo detto".
Non abbandonateci, vi prego.

25 agosto 2011

Al banco del pesce

Lei è una signora che si dà un certo tono, anche ora che sta in fila col tailleur di lino, il sandalo di cuoio, le unghie pittate e il capello cotonato.
Una di quelle che stanno attente alla linea, comprano cosmetici naturali e fanno cure termali bio-ayurvedico-rigeneranti due volte l'anno.
Una di quelle abituate a sentirsi dire "Cava ma che dici, non li dimostvi affatto."
Una che sta sui 50 ma che si compiace di far credere che invece è sui 40.


"Gno-gna?".
"...". Gelo.
"Gnogna??".
"...". Tremolìo del labbro inferiore.
"Gno-gna!! AH-ah!!"
Ditino grassoccio puntato.


Lei voleva solo fare la spesa.
Ora è una donna distrutta.

23 agosto 2011

E risuona il mio barbarico Gaku sopra i tetti del mondo*.

-Waltù-

* dicesi placeholder o "tecnica del ce sto a provà", ovvero "come intrattenere inutilmente i tuoi lettori non avendo energie per scrivere le molte cose che hai nella testolina e che sono immobilizzate dalla calura".

20 agosto 2011

Non sappiamo che genere di creatura sia.
Di quale regno o famiglia faccia parte.
Io ancora non sono riuscita ad avvistarlo.

Sappiamo solo che si chiama Gaaku.
E che vive nel nostro televisore.
Magù ne è certo.

14 agosto 2011

Indovinello

Chi e' l'animale che lavora a ferragosto?
Chi ha bucato la ruota di notte in campagna?
Chi ha ridotto la sua prospettiva di mare da 2 gg a 1 gg e mezzo?
Chi ha il braccio gremato?
Quale gatto e'risultato immunodepresso?
Chi si sente molto privilegiato ma anche un tantinello sfigato?
Chi non ha tempo di scrivere un post serio e fa indovinelli idioti?


P.s. Le risposte rovesciate sono in fondo pagina.

27 luglio 2011

Ciò che è degno di essere considerato.

Ad esempio un cane che scodinzola, è degno di essere considerato.
Il linguaggio lento dei vecchi.
Chiunque si scusi.
Quelle foglie piccolissime nel vasetto sul mio terrazzo.
Chi paga la spesa e va avanti.
Degna è la mano che chiede.
L'acqua che disseta il mio bambino.

La lampadina che accende una stanza, il canto di un coro fuori da una chiesa.
Non sprecare carta, riciclare un vecchio lenzuolo è cosa molto degna.
Degno è il pensiero onesto.
Conoscere i nomi delle stelle.
Chi cura la terra.
Chi studia la storia.
La parola "grazie".

Considero degno chi ha provato vergogna di sè stesso.
Il primo libro che ho letto.
Il mestiere d'insegnare e l'odore bianco del gesso.
Gli oggetti di legno e i fazzoletti di stoffa.
La pioggia in autunno, il freddo d'inverno, il caldo in estate e le giuste stagioni.

La parola "lavoro" è tra le più degne.
L'amore fatto al buio.
Non vergognarsi di dire " mi hai fatto male da morire".
Quando non riesci a smettere di ridere.
Chi ha tanta paura.
Chi non ne ha per nulla.

Non saperti spiegare, bambino, ma provarci lo stesso.

26 luglio 2011

Le corna spiegate a mio figlio.

C'è solo una cosa peggiore del prendere un virus gastrointestinale a Luglio.
E' che lo prenda tuo figlio di 18 mesi.
Il tunnel termometro-daje di tachipirina-in bagno! in bagno! è stato coraggiosamente affrontato dal piccolo Magù con stoica resistenza, una prodigiosa capacità d'imbrattare pannozzi, un'accanita, instancabile tendenza all'accozzamento frignulento, un dolcissimo spezza-cuore sguardo da 7nano.

Il piccolo convalescente è arrotolato sul divano, ti chiama sventolando il libro delle filastrocche con l'occhio 7nano di cui sopra, tu ti riprendi dallo svarione d'amore traboccante come le bollicine dal bicchiere di spumante, ti siedi accanto a lui, gli scosti una ciocca di capelli un po' umida, lo baci sulla fronte tiepida appena sfebbrata, e apri una pagina a caso.
Questa.


Con in testa la parrucca
a ballare va la mucca
nella stalla poi ritorna
dal marito con le corna.


...
No vabbhè, ha un che di geniale.

14 luglio 2011

Dicono di.

Lei è una che diffida di chi non sa essere gentile.
Chi le stringe la mano svogliato, molle come uno straccetto le fa sorgere come un sospetto a priori.
Lei è una che guarda moltissimo e si fa una sua idea, ma non la dice subito, aspetta di arrivare a casa e che qualcuno le chieda "allora, che ne pensi? guarda che ti ho vista, so che hai un'idea."
A lei piacciono quelli che li capisci , cos'è che vogliono, quello che li delude e ciò che non tollereranno mai.
La mettono a suo agio.
Il non sapere con chi ha a che fare la mette in agitazione e fa sì che cominci a muoversi nervosamente e sudare, come quando stai in pantaloncini su una poltrona di pelle che appiccica.
E poi -chiaro- quelli che sanno ridere.
Soprattutto di sè stessi.
Quando le capita d'incontrarli si rilassa subito, perchè ha la certezza che non avranno paura di nulla, visto che hanno imparato a non prendersi troppo sul serio.

Di lei invece si potrebbe dire che è sensibile.
Qualcuno direbbe che è dolce.
Idealista, fragile, permalosa, braccino corto, ingenua, gentile, approssimativa, senza senso delle proporzioni, istintiva, infiammabile, maldestra, svagata, curiosa, infantile, trasparente, un tantino bimbominchia e parecchio cazzara.
Molti la troverebbero buffa.
Pochi direbbero che sa guidare.
Nessuno direbbe che è elegante.
Tutti direbbero che è stordita.

Lei direbbe che ama ascoltare la notte salire su per i muri d'estate.
Lasciar fuori i pensieri a grattare la porta e miagolare.
Non farli entrare.
Attorcigliare le gambe e sentirne il fruscìo sotterraneo, come di acqua corrente, segreta.
Lei direbbe che questo basta per conoscerla, ma solo ora e per poco ancora, tra le undici di sera e il lavandino che gocciola.

7 luglio 2011

Una è lì che sta per chiudere il piccì e andarsene a letto quando quello ti notifica la newsmail mensile di UnoDei15.000PortailPerMamme a cui ti eri iscritta in gravidanza.
Newsmail che s'intitola tipo così: LE 5 COSE SUL PARTO CHE DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE.
Ora, permettetemi solo una breve rilettura del tutto.
Così, tanto per mettere i puntini sulle "i".

La rilettura di Susibita:

1. Dimentica il tuo piano parto - Perchè, c'era un piano?

Vorrei una musica soffusa, delle candele alla vaniglia, il mio compagno accanto a me e mille altre cose. E' il piano del parto che probabilmente avrai scritto con tanta cura e dovizia di particolari. Ecco, nella concitazione del momento il tuo piano potrebbe essere del tutto dimenticato.
I medici saranno impegnati a far uscire il bambino, tu sarai impegnata a respirare e a spingere. E il tuo unico pensiero sarà che finisca al più presto.

E il secondo "La verginità è sottovalutata."


2. Non sentirti in imbarazzo - Maddeche? sto solo in mezzo a 12 persone aperta come una cozza.

Durante il travaglio potresti sudare tantissimo, gridare, trovarti nuda tra tante persone.
Non preoccuparti: nessun imbarazzo. Medici, infermiere e ostetiche ci sono abituati e non è certamente il momento adatto per pensare al bon ton.
All'inizio potresti sentire la voglia irrefrenabile di coprirti il più possibile. Ma ad un certo punto, a travaglio iniziato, ti renderai conto che nessun pudore è permesso e che potrà arrivare anche il garzone del bar...nessuno starà lì a fissarti con sguardi indiscreti.

No certo: dici a parte 1 ostetrica, 1 infermiera, 1 seconda infermiera che passa di lì, quella delle pulizie, il tuo ginecologo, il collega giovane e figo del tuo ginecologo e - se non è andato a farsi una birretta- il padre di tuo figlio.

3. Ogni parto è diverso - O "Dell'arte del Paraculo"

Sei stata diligente e hai seguito tutte le indicazioni che ti hanno dato al corso preparto, hai imparato le tecniche di respirazione e intendi applicarle al momento giusto. Non illuderti: ogni parto è unico e diverso e come sarà lo scoprirai solo al momento giusto.
D'altronde potresti anche essere fortunata: tante donne rivelano che, alla resa dei conti, l'esperienza è stata meno dolorosa di quanto avevano sentito dire e di aver esagerato con grida e pianti per timore di non ricevere la giusta solidarietà dal proprio compagno dopo il parto.

No vabbhè queste ora le voglio conoscere, vi prego.

4. Spesso non è come te lo eri immaginato - Per la serie "ho appena partorito Bilbo Beggins, ma è così cariiiiiino..."


Appena nati i neonati sono spesso bruttini, ricoperti di una sostanza viscida e biancastra, i lineamenti un po' stressati a causa della fatica del parto, disperati per il pianto e il freddo.
Non sembra proprio l'angioletto che avevi immaginato per tutti e nove i mesi di gravidanza.
Eppure basteranno poche ore e il tuo piccolo diventerà un neonato rosa e sereno.

Leggi anche: ti vien fuori sto rospo, una specie di nano rugoso con la peluria tipo David Gnomo, ma con la faccia di Fassino.
Però è tanto bellodemamma...

5. Il tempo fa dimenticare - Seeee. Ah-ah.

E' proprio vero che i dolori del travaglio e del parto con il tempo si dimenticano. Si scorda l'intensità di quel dolore perchè, forse, la gioia per la maternità supera di gran lunga quella sofferenza.
Al punto tale che potresti essere tentata dal desiderio di ripetere l'esperienza.

Ed è in quel preciso momento che faresti bene a convincerti che il sesso è decisamente sopravvalutato.

5 luglio 2011

Quello che mi son dimenticata di dire

Lo so che ho parlato di feste del nido, tacco sì tacco no, referendum, googhini innamorati e nonne che mi hanno detto ciao.
E non ho detto che cammini, che ora corri, che parli, a modo tuo.
E' che non me ne hai dato il tempo.
Non sarei mai riuscita a starti dietro, dammene atto.
T' ho lasciato che traballavi tra la sedia e il divano e ora fai il waka waka.
Non ho fatto in tempo a prepararti lo yogurth sul tavolo che passando t'eri già servito.
Ridevi quando nascondevo la testa sotto il berretto di lana e oggi da dietro la tenda ghignando mi hai guardato e hai fatto: "cu-cù?".
Googhi raccoglie i frutti di mesi di stoica rassegnazione quando lo abbracci e ogni mattina lo cerchi.
Io ti do il tazzino di Topolino col beccuccio ma tu sai che il bicchiere fa più figo.

Per te mama è mamma, che poi sarei io.
Babààààà è papà, ossia Papone ti voglio qui, subito, vieni immediatamente.
Gno-gno-gno-gno è no. Ma proprio gno.
Ughi, o Ugh è Googhi. Ma anche Arturo. Ma anche cane, passero, il ragnetto che passa, 'na lucertola.
Per te 'azz è grazie, ma solo quando -raramente- ti gira.


Per te ogni cosa è degna di essere indicata: l'aereo che passa, il trenino rosso sul libro, la panza del tizio in coda alle casse.
Per te il tempo è dilatato, e 3 giorni valgono mesi.
Quello che impari in un pomeriggio all'asilo io non lo potrei memorizzare in 1 anno.
Come fai?
Com'è successo?
E' uno stupore simile a quello che mi prendeva la mattina quando passavo davanti allo specchio e vedevo riflessa la mia panza, sempe più grossa, e non mi riconoscevo, mi pigliava una sincope ogni volta. Oh cazzo ma che è? quand'è successo? di notte?

Non ti sto dietro, gno gno.

30 giugno 2011

C'mon Susi, let's go party (U-o-ho, U-o-ho)

- Politically correct -

"Susibita come mai la torta è così marrone?"
"E' al cacao."
"No dico, perchè è così tanto marrone tutto intorno ai bordi?"
"E' al cacao."
"Susi, fammi capire... quella è la torta che ti hanno chiesto di fare per la prima festa d'asilo nella vita di Magù e tu l'hai bruciata?"
"Non è bruciata. E' solo diversamente cotta."

- La giustizia divina esiste, e io ne ho le prove -

"Susi quella signora si è avvicinata alla tua torta."
"Ah sì?"
"L'ha osservata, poi ha fatto un sorrisino stitico ed è passata oltre. Ha preso una fetta di quella bella crostatona sugosa lì a destra."
"La cosa non mi tange."
"Perchè?"
"Perchè quel tizio là appoggiato al muro che ha passato gli ultimi 20 minuti a scaccolarsi è suo marito."

- Un tempo avevo una mia identità, poi ho fatto un figlio -

"Ciao, io sono la mamma di Enrichetta. Mia figlia la puoi riconoscere perchè è quella coi bei codini fatti dalla nonna e il succo in mano."
"Ciao, io sono Susibita."
"... Sì, ok. Hem...vabbhè. E sei la madre di...?"
"Di Magù. Lo puoi riconoscere perchè è quello bavosetto che sta pomiciando vigorosamente col pavimento per raccattare i pop-corn caduti."

- Non è vero che i bimbi son tutti carucci. Ci sono pure quelli un po' stronzi -

In fila per lo scivolo.
Susibita: "Bravo Magù, dai che ci sei! Ancora un gradino e poi sei pronto per il lancio!"
Nana: "Ci sono prima io."
Susibita: "Ma no piccolina, cosa dici? tu sei appena scesa, non puoi infilarti davanti ai bimbi più piccoli, loro ci mettono un pochino a salire, vedi? devi aspettare solo un attimino."
Nana: "No. C'ero prima io."
Susibita: "Scusa come hai detto?"
Nana: "Io, io. Prima io!"
Susibita: "No bella, guarda. Non hai proprio capito. Ne hai passati 3 che hanno la metà dei tuoi anni, fai la brava e aspetta il tuo turnicino caruccio-caruccio, eh?"
Nana: "No, no, e no."
Susibita: "Amore bello de tata... e dimmi: dov'è che avete parcheggiato, esattamente?"
Papone: "Susiii!!!"

21 giugno 2011

"Va bene vai vai, fila fuori in fretta ma torna prestissimo eh, perchè ho lasciato Bisnonna Profondo Nord a saccheggiare caffè a stomaco vuoto. Fa sempre così quando litighiamo, per ripicca. La detesto..."
"Mà, è solo una ceretta. Persino a me ci vuole meno di 1 ora..."
"Ok, io intanto ti metto su il sugo così stasera non devi cucinare, vuoi che gli faccia il bagnetto? Guarda qui che gas, ora gli do una passata."
"Si vabbhè mà, non è che mi devi fare da colf, riposati anche..."


1 h dopo.
Quando si dice "ti prendo alla lettera":

20 giugno 2011

Playing on the floor.




Io gioco da solo.
Su piastrelle fredde di maiolica e rilievi.
Col cestino che sa di paglia e la frutta profumata di legno.
Ho mani che accartocciano idee.
Una testa indaffarata, tra ricci spettinati.
Mamma, non ricorderò questo momento.

CliCK.

17 giugno 2011

C'è uno di quei negozi, non dirò il nome, dove si prendono le canottierine in svendita a 4.99, vendono solo taglie dalla M in giù e l'età media delle acquirenti è 17 anni.
Uno di quei negozi dove la presenza di una tizia con passeggino calza quanto quella di Lady Gaga al convegno di CL a Rimini.
Non c'azzecca una fava, ecco.
Ma indovinate un po'?
Manco a dirlo io stavo là, tra magliette con vampiri innamorati e felpe con tittiesilvestrino (otttìììo...quando passo il limite della decenza e comincio a diventare patetica fatemi un fischio. Hem, no. Non intendevo così presto, dai. Contavo un'altro paio d' annetti...dopo smetto, giuro.) e - veramente - non ho comprato nè l'una nè l'altra, stavo solo facendo manbassa delle canottierine che quelle, si sa, sono senza età.

Poi le ho viste.
E mi è sopraggiunto questo schizzo, non so come.
Sarà stato l'effetto dell'insalata coi fagioli seguita da caffè con panna di poco prima.
E' che devo confessare questa cosa:
IO NON HO MAI. PORTATO. I TACCHI.
(bbuuuu).

E' andata così: che a 20 anni pensavo maffigurati se mi metto quelle robe scomodissime, sono ggiovane io, non ho bisogno di artifizi (sì, dicevo proprio “artifizi” o cose del genere, ma vabbhè, non ero normale) per sentirmi più bella, c'ho l'anagrafe dalla mia, e poi faccio sport e delle discoteche non me ne può fregare di meno. Suono la batteria -perdinci- mica faccio la fighetta nei locali, ai concerti si può pogare seriamente su quei trampoli, secondo te? Poi ti dirò: mi fanno pure un po' vecchia, dai, manco avessi 30 anni...

A 25 invece.
No, non ce la posso fare, guarda. Sono andata alla laurea di D. e dopo 7 secondi su quei cosi e i s.pietrini mi sarei fatta l'Aula Magna in ginocchio sui ceci, piuttosto.
Non fa per me e poi diciamocelo: c'ho 25 anni ma ho lo spirito di una 19enne in converse, delle discoteche e dei locali fighetti contnua a non fregarmene niente.
I tacchi imparerò a metterli poi, quando sarò più vecchia, che ne so, tipo a 30 anni...

Oggi.
Scusi, che mi posso provare quei sandali alti là? No, non quelli lucidi che fanno un po' zoccoletta, dico quelli etnici con quella grossa base tipo sughero un po' anni '70.
Per quanto... pure quelli da zoccoletta...no vabbhè - haha, scherzavo- mi passi gli altri, 37-38 grazie, veda un po' lei.
Roba che te li metti e ti accorgi per la prima volta in 30 anni di avere due gambe.
Che ti spieghi perchè donne ben più lungimiranti di te li usano da tempo. Mica sceme.
Che ti spieghi com'è che 5 minuti fa con la commessa a fianco sembravi la figlia illegittima di Brunetta e invece adesso te la giochi alla pari.

Allora hai fatto un passo.
Un grande passo.
E hai concluso:

Belline son belline, slanciano che è un piacere, ma Susibita - guardiamoci in faccia- ti sei sfracellata sullo scaffale pigiami dopo mezzo metro.
E poi insomma, son passati 10 anni e nel frattempo- manco se ne sentisse il bisogno- ti sei pure riprodotta. Mettersi in pista a 30 anni, hessù-dai...c'hai una certa età adesso...


Ok, coltivo amorevolmente un serio problema con la percezione della mia età anagrafica.
Quindi che faccio: le compro?

15 giugno 2011

Sul letto

E' dolce il momento
in cui siete sul letto
occhi negli occhi
lui sorride,
gli sorridi.

Ti solletica l'orecchio,
tu che ridi tra i capelli.
Ancora una carezza,
manda un bacio e una pernacchia.

Poi - improvviso-
stringe
quelle cazzo di manine.
E ghigna.
Con la tua ciocca in mano.

13 giugno 2011

E adesso pedala.

NonnoVa-e-Vieni: " Brave, brave. Complimenti. Siete andate a votare tutte e 3, come oche. E adesso? Adesso come facciamo -realisticamente- a produrre energia sufficiente? me lo spiegate voi, che siete abituate bene? Che facciamo, eh? Pedaliamo??!"

Nonna Oroscopo: "Mmm, bravo. Non mi pare rischiamo di disintegrare intere città, in questo modo. Bell'idea."



Quello che mi piace della mia famiglia è che non siamo d'accordo su niente.


"Mi stai dicendo che ti sei dimenticato a casa la tessera elettorale???"
"Stai calma. Niente panico."
"Ma certo!! noi ci spariamo 350 km perchè tu possa votare e tu che fai?? mi dimentichi la tessera??? Ti sembra un comportamento maturo? civile?? E adesso????????"
"Adesso vado e mi faccio dare la copia, poi ti confermo che è tutto ok. "

1/2 h dopo.

B-POP. Messaggio gtalk:
"Il cittadino Papone ha votato".

Mi farà venire i capelli bianchi, quest'uomo.

8 giugno 2011

Ginger Girl

Lei è una rossa, occhi dolci variegato nocciola.
Se ne sta là seduta come fosse al centro del mondo.
Quando si alza è perchè lo ha deciso lei, non perchè lui la stia chiamando da venti minuti.

Lei gli ruba il giocattolino di plastica.
Si lascia rincorrere. Per un minuto, circa.
Poi si risiede e lo ignora di nuovo. Per il successivo quarto d'ora.

Lui è un maschio, ed è semplicemente quello che è un maschio davanti a una rossa-occhidolci-variegatonocciola-chegliruba-ilgiocattolino.
Un idiota.
In questo momento ti venderebbe per mezzo cammello, il deficiente.
Lo guardi impetosita, cercando col lumicino un residuo di dignità nei suoi occhi, qualcosa che non ti confermi l'ovvio, quello che già sapevi, che sai da sempre.
Lui ti restituisce quello sguardo un po' mortificato e molto imbecille, che ci posso fare? è più forte di me.

Finchè a un certo punto tutta la manfrina finisce perchè il babbo viene a riprendersela.
E sta a te prepararti a consolarlo mentre lei sale sulla macchina senza neppure voltarsi, quell'altro stagliato sulla soglia, struggente come Albano Carrisi al Festival.
Imbarazzante.

Adesso sei qui a fargli i grattini dietro alle orecchie, a sussurrargli dai, ma che ti frega? non sa quello che si perde. Quella è una che se la tira, non perderci tempo.
Lui ti guarda con quegli occhi languidi, un po' umidi, piazzando la testina sulla tua coscia.
Mentre batte la coda sul pavimento, piano piano.

6 giugno 2011

L'essere umano è una creatura terribilmente versatile.
E' sostanzialmente a causa della sua innata capacità d'adattamento che da milioni di anni ammorba l'esistenza a tutte le altre specie del pianeta con la sua presenza.
Perchè si ambienta, sempre.

Tempo 6 giorni e quello capace che ti si eclissa completamente.
Ti perde il senso del tempo, il flusso delle abitudini di centinaia di giornate.
Puf.
Via.
Tra le onde.

Perde il concetto di "scarpa" e filtra tutt'al più quello di "infradito".
Riduce la propria vita cerebrale a quella del paguro che passa lì di fianco.
L'attività più performante richiesta all'unico neurone ancora attivo consiste nella scelta tra la protezione solare 4 o 6.
In uno scatto di genio completa il 7 verticale, 4 lettere, ballano se manca il gatto.
Dopo 2 ore.
Si autocompiace della propria abbronzatura.
Pancia in su. DDddio, che ffatica....ah. Collasso. Pancia in giù.
Indugia nello stendere il balsamo sotto la doccia.
Sviluppa una golosa, oziosa, nullafacente dipendenza alimentare verso Nonna Cecca e il suo croccante fritto misto di mare casalingo, consegnato caldo e fumante sotto diversi strati di carta alluminio.
Comincia a convincersi di poter passare il resto della sua vita in bikini e pareo.


Invece dopo.
E' ancora lunedì.
Con 75 messaggi di posta elettronica non letti.
Vojo morì.

Aridateme le cozze, vi prego.

31 maggio 2011

"Oooh, la connessione! bene, così posso andare un secondo sul blog."
"Ma che ci vai a fare? siamo al mare, che ti frega del blog."
"No, infatti, passami la crema vah. E' che non li ho neache avvisati, mi pare scortese."
"Ma chi?"
"Bhè, loro, no? Loro, quelli che...insomma loro, i miei...ehm..i cosi, come vuoi chiamarli...i miei lettori..."
"Chi??"
"Loro, ho detto. I lettori, i miei lettori. Ecco, l'ho detto."
"??!!"

E poi vabbhè niente, si sta ancora rotolando sulla sabbia, ecco.

p.s. Magù se la sta girando a pisello ignudo e con un pesce in bocca. Aiuto.