Gentile Sig. Amilcare Cazzini,
in allegato i dati dell'autoveicolo e la copia del mio documento d'identità: vediamo per cortesia di non metterci 30 anni a evadere la pratica che altrimenti siamo fermi e poi quell'altro mi fa il mazzo perchè deve andare a piedi.
Che poi io gli dico sempre che è bene che vada a piedi, che dopo i 30 -si sa- il metabolismo va un po' in merda, ma lui niente, dice che piove e qualche volta pure nevica e rischia sempre che lo tirino sotto al passaggio del ponte.
Quindi dicevo: siccome quello è padre di famiglia e stiamo già messi male che come convinventi non abbiamo granchè di garanzie reciproche se uno dei due lo tirano sotto, mi faccia il favore di accelerare la cosa, mica che siamo sempre lì a guardarci nelle palle degli occhi, con io che chiamo per sapere se l'assicurazione può partire e lei col dire che coi rinnovi è tutto fermo, colpa della Provincia.
Insomma mò le ho inviato tutto e non cerchi di negare, che la mail ha pure dovuto chiederla alla sua segretaria: ma si può? ma manco la mail a memoria senza la segretaria?
Io non glielo volevo dire ma la cosa è un po' imbarazzante, pensavo che nel 2012 solo mia madre.
Cordiali saluti,
Susibita
------------------
Gentile Susibita,
mi spiace, qui nessun Amilcare Cazzini.
Almeno non quell'Amilcare Cazzini, presumo omonimo.
Spiacente per sua assicurazione, personalmente non vedo come potrei esserle d'aiuto.
Bella foto.
Saluti,
Amilcare Cazzini (l'altro).
-----------------
Gentile Amilcare Cazzini della Cazzini Assicurazioni,
le invio tutto col presente fax.
Le comunico che l'indirizzo mail che ha chiesto a quell'idiota della sua segretaria non è il suo, ma di un tale omonimo che ora ha in mano il mio documento d'identità e nella migliore delle ipotesi ci ho fatto solo una figura di merda, nella peggiore quello è il tizio in trench che mi aspetta sotto casa.
In tal caso sappia che è solo colpa sua. Sua di lei, Amilcare l'assicuratore.
Veda di sbrigare il tutto entro l'altro ieri perchè sa, meditavo di cambiare assicurazione.
Cordiali saluti,
Susibita
Ma cazzo.
5 ottobre 2012
1 ottobre 2012
Assolutamente no.
"Magù vuoi la merenda?"
"No."
"Allora metto via lo yogurth?"
"No."
"Magù vuoi spegnere la televisione per cortesia?"
"No."
"Ci vogliamo preparare per la nanna?"
"No."
"Vieni a fare la spesa con mamma e papà?"
"No."
"Allora stai a casa?"
"No."
"Ti sei divertito a scuola?"
"No."
"Vuoi che facciamo un disegno/leggiamo un libro/prendiamo il pongo/una briscola/il bunga bunga col coniglio/punjy ball con la suocera?"
"No. No. No. No.No.No. Voyo ballae."
"Ah che bello. Vuoi ballare?"
"No."
"Quando arriviamo a casa lo togli il ciuccio."
"No."
"Non era una domanda."
"Affolutamente no."
Magù è entrato nella sua fase negazionista. Affolutamente negazionista.
"No."
"Allora metto via lo yogurth?"
"No."
"Magù vuoi spegnere la televisione per cortesia?"
"No."
"Ci vogliamo preparare per la nanna?"
"No."
"Vieni a fare la spesa con mamma e papà?"
"No."
"Allora stai a casa?"
"No."
"Ti sei divertito a scuola?"
"No."
"Vuoi che facciamo un disegno/leggiamo un libro/prendiamo il pongo/una briscola/il bunga bunga col coniglio/punjy ball con la suocera?"
"No. No. No. No.No.No. Voyo ballae."
"Ah che bello. Vuoi ballare?"
"No."
"Quando arriviamo a casa lo togli il ciuccio."
"No."
"Non era una domanda."
"Affolutamente no."
Magù è entrato nella sua fase negazionista. Affolutamente negazionista.
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25 settembre 2012
Sono stanca e ho scritto un post con molte parolacce.
Quando Susibita stava ancora impanzata, lavorativamente stressata, emotivamente destabilizzata e psicologicamente rassegnata, lei e Papone presero insieme una sto(r)ica decisione, che poi tanto decisione non era giacchè entrambe ebbero incautamente scelto l'autonoma professione fottendosi così miseramente ogni speranza di fare più di 1-max-2 fine settimana non lavorativi al mese.
Il processo decisionale fu suppergiù il seguente: cazzo sono incinta, mò chi mi sostituisce?, a settembre ricomincio, chi ci guarda la bambina?, faccio venire mia madre?, fai venire tua madre.
Indi il primo anno di vita di Nina è coperto come segue: sua madre-mia madre-ancora sua madre-24enne aupair portoricano che devo ancora trovare su internet.
Poi -santagesualda- ci andrai a sto cazzo di nido.
Indi Susibita ha stilato un piccolo promemoria che s'è ripromessa di ripassare come un mantra ogni sera prima di stramazzare a letto.
Il promemoria dice così:
Primo: la prossima volta che t'azzardi a fare sesso non protetto te possino cadere i denti, i capelli e pure le tette. Imbecille.
Secondo: pacs, procreazione assistita, il cane in casa, matrimoni/adozioni gay, tempi di cottura della pasta, Giulio Andreotti-mafia-e-diccì non sono argomenti che può essere in qualsivoglia modo utile/proficuo sollevare con tua suocera.
Terzo: tu continuerai a indovinare cavallucci marini nel cielo insieme a Magù. Lei continuerà a pensare che avete troppa fantasia, che perdete il senso della realtà. Tu continuerai a dirti chissenefotte della realtà, c'ha 2 anni e mezzo. Lei continuerà a dirsi vabbè è sua madre, d'altra parte si sapeva che era stranuccia. Il mondo è bello perchè è vario.
Quarto: lei non capirà il tuo farro in insalata, la tua pasta integrale, i semi di quinoa e lo zucchero di canna. Li proverà e le faranno schifo, ma te li segnerà sulla lista della spesa se finiscono. A te sgonfieranno i maroni la sua pasta al tonno, le patate nel sugo, la pastina scotta, la pentola a pressione, le briciole da tana di criceto infoiato sotto il tavolo e le ditate unte sulla cucina bianca, ma le dirai buona! Magù hai visto che brava la nonna? grazie per aver cucinato per noi, davvero.
Quinto: lei persisterà a tenere Nina piegata in giù o col lenzuolo calato sulla faccia. Nina continuerà ad incazzarsi di brutto. Lei un giorno può darsi che capirà, ma più probabilmente no. Tu ti farai i cazzi tuoi e lascerai che se la vedano da sole, così intanto lavori.
Sesto: il mistero per cui se le compri una cosa nuova voleva quella vecchia e se le tieni quella vecchia lei voleva quella nuova rimarrà irrisolto nei secoli così come il perchè la disturbi la tua fervida attività telefonica. Lei se ne farà una ragione o più probabilmente no ma tu ti dirai fottitene, e risponderai alla telefonata n. 217 di tua madre.
Settimo: i tuoi figli schiferanno la tua quinoa real, divoreranno la sua pasta scotta al tonno bella carica di olio e in definitiva ti sputtaneranno. Tu incasserai fingendo indifferenza, poi a casa gli farai un mazzo tanto e -vendicativa- gli passerai crostatine bio ipocaloriche per merenda.
Ottavo: lei è la ragione per cui oggi hai lavorato, telefonato al tizio degli infissi, pagato le bollette arretrate in posta e semplicmente sparecchiato la tavola su cui hai mangiato. Quindi piantala di fare la stronza e baciati le chiappe, ragazzina.
Nono: lei ancora sa stupirti quando dice "com'è grande il cielo qui. E' grande come quando ero bambina." o "Susi, corri, vieni a vedere! son fioriti i bulbi nel tuo vaso: si può essere più belli?".
E comunque sa molte più filastrocche di te.
Il processo decisionale fu suppergiù il seguente: cazzo sono incinta, mò chi mi sostituisce?, a settembre ricomincio, chi ci guarda la bambina?, faccio venire mia madre?, fai venire tua madre.
Indi il primo anno di vita di Nina è coperto come segue: sua madre-mia madre-ancora sua madre-24enne aupair portoricano che devo ancora trovare su internet.
Poi -santagesualda- ci andrai a sto cazzo di nido.
Indi Susibita ha stilato un piccolo promemoria che s'è ripromessa di ripassare come un mantra ogni sera prima di stramazzare a letto.
Il promemoria dice così:
Primo: la prossima volta che t'azzardi a fare sesso non protetto te possino cadere i denti, i capelli e pure le tette. Imbecille.
Secondo: pacs, procreazione assistita, il cane in casa, matrimoni/adozioni gay, tempi di cottura della pasta, Giulio Andreotti-mafia-e-diccì non sono argomenti che può essere in qualsivoglia modo utile/proficuo sollevare con tua suocera.
Terzo: tu continuerai a indovinare cavallucci marini nel cielo insieme a Magù. Lei continuerà a pensare che avete troppa fantasia, che perdete il senso della realtà. Tu continuerai a dirti chissenefotte della realtà, c'ha 2 anni e mezzo. Lei continuerà a dirsi vabbè è sua madre, d'altra parte si sapeva che era stranuccia. Il mondo è bello perchè è vario.
Quarto: lei non capirà il tuo farro in insalata, la tua pasta integrale, i semi di quinoa e lo zucchero di canna. Li proverà e le faranno schifo, ma te li segnerà sulla lista della spesa se finiscono. A te sgonfieranno i maroni la sua pasta al tonno, le patate nel sugo, la pastina scotta, la pentola a pressione, le briciole da tana di criceto infoiato sotto il tavolo e le ditate unte sulla cucina bianca, ma le dirai buona! Magù hai visto che brava la nonna? grazie per aver cucinato per noi, davvero.
Quinto: lei persisterà a tenere Nina piegata in giù o col lenzuolo calato sulla faccia. Nina continuerà ad incazzarsi di brutto. Lei un giorno può darsi che capirà, ma più probabilmente no. Tu ti farai i cazzi tuoi e lascerai che se la vedano da sole, così intanto lavori.
Sesto: il mistero per cui se le compri una cosa nuova voleva quella vecchia e se le tieni quella vecchia lei voleva quella nuova rimarrà irrisolto nei secoli così come il perchè la disturbi la tua fervida attività telefonica. Lei se ne farà una ragione o più probabilmente no ma tu ti dirai fottitene, e risponderai alla telefonata n. 217 di tua madre.
Settimo: i tuoi figli schiferanno la tua quinoa real, divoreranno la sua pasta scotta al tonno bella carica di olio e in definitiva ti sputtaneranno. Tu incasserai fingendo indifferenza, poi a casa gli farai un mazzo tanto e -vendicativa- gli passerai crostatine bio ipocaloriche per merenda.
Ottavo: lei è la ragione per cui oggi hai lavorato, telefonato al tizio degli infissi, pagato le bollette arretrate in posta e semplicmente sparecchiato la tavola su cui hai mangiato. Quindi piantala di fare la stronza e baciati le chiappe, ragazzina.
Nono: lei ancora sa stupirti quando dice "com'è grande il cielo qui. E' grande come quando ero bambina." o "Susi, corri, vieni a vedere! son fioriti i bulbi nel tuo vaso: si può essere più belli?".
E comunque sa molte più filastrocche di te.
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20 settembre 2012
Un po' distratta.
Forse pensi che sia un po' distratta da tuo fratello, presa ad inseguirlo mentre vede sirene tra gli ulivi, prende pummini zalli, e dichiara al mondo di avere 'u pisello motto gande gandissimo.
"Che è poi quello che sostenete un po' tutti."
" ... e un po' auffato."
"Hai il pisello arruffato?"
"Motto auffato. Anche te??"
"No magù, le ragazze non hanno i piselli, tantomeno arruffati."
"Io ho pisello."
"Lo abbiamo capito, Magù, il concetto ci è chiaro: hai un pisello, che incidentalmente è pure grande e arruffatissimo. Ti manca tanto a finire la pipì?"
Forse pensi che lui, ancora lui, sempre lui, occupi il grosso della mia giornata, il grosso della mia energia.
Infatti hai ragione.
Ma non credere che non abbia notato i sorrisoni che mi lanci quando passo.
I tuoi occhi di lavanda.
Lunedì lui comincia il tempo pieno e allora non ci sarà scampo per te, o mia giovine salamella.
"Che è poi quello che sostenete un po' tutti."
" ... e un po' auffato."
"Hai il pisello arruffato?"
"Motto auffato. Anche te??"
"No magù, le ragazze non hanno i piselli, tantomeno arruffati."
"Io ho pisello."
"Lo abbiamo capito, Magù, il concetto ci è chiaro: hai un pisello, che incidentalmente è pure grande e arruffatissimo. Ti manca tanto a finire la pipì?"
Forse pensi che lui, ancora lui, sempre lui, occupi il grosso della mia giornata, il grosso della mia energia.
Infatti hai ragione.
Ma non credere che non abbia notato i sorrisoni che mi lanci quando passo.
I tuoi occhi di lavanda.
Lunedì lui comincia il tempo pieno e allora non ci sarà scampo per te, o mia giovine salamella.
19 settembre 2012
17 settembre 2012
Stai schiscio, 'scolta tua madre.
Hai preso lo scuolabus.
Sei caduto sullo scuolabus.
A casa urli "no vojjoooo andae su 'ppummino zalloooo!!", perchè vale sempre la pena tentare.
Poi ti porti Gruffalò alla fermata, o un bastoncino.
Quello arriva, apre le porte, tu non ti volti e sali. Dalla finestra ci fai ciaociao, poi ti attacchi forte al sedile davanti, come ti ha detto tuo padre.
Il mondo ha paura di te perchè sei molto fotte, ma me ne chiedi conferma, perchè non si sa mai.
"I 'lupo ha paua di me?"
"Certo, una paura matta."
"Bene."
Hai visto delle sirene nuotare tra gli ulivi.
Della scuola materna la cosa che preferisci è 'i biccotto.
Millanti di aver tirato un cassio alla maetta, ma io so che non è vero. E' vero invece che hai l'intimo desiderio di tirarglielo, e ciò un po' è buffo e un po' mi fa ricordare.
Perchè il salto c'è, e si vede tutto.
Perchè c'è un salto tra una tata che ha l'età di tua madre, e una maestra che ha l'età di tua nonna.
Perchè c'è un salto dall' essere un piccolo tra piccoli e il piccolo tra grandi.
Tra 4 occhi addosso o solo due.
Tra essere capito, preceduto, consolato, coccolato, quello che "dio quant'è dolce susi, noi ce lo spupazziamo proprio" e " è andato tutto bene signora, è stato molto bravo, certo ha il suo caratterino comunque è normale, tutto ok, ora mi scusi ma mi arriva il secondo turno, arrivederci eh. Ah la fototessera: mi raccomando, non facciamo che cominciate a scordarvi tutto."
Perchè quando hanno fatto il mazzo a quella tizia in ritardo pure noialtri a 30 anni suonati siamo andati un cicinin in regressione.
Perchè le tue maestre sono le nostre maestre, di 30 anni fa.
E sono spiccie, e magari anche dolci, ma sono ferme e non si lasciano dire no.
Perchè sono già nonne e di grembiulini ne hanno cresciuti parecchi.
Perchè ti ci vorrà un po' di tempo, ma le amerai.
Come quella mamma che è venuta a lasciare la sua bimba e le ha salutate come una donna fatta saluta una vecchia maestra: che si vedeva che era affezionata ma -diciamocelo- comunque ci è andata un po' schiscia.
Sei caduto sullo scuolabus.
A casa urli "no vojjoooo andae su 'ppummino zalloooo!!", perchè vale sempre la pena tentare.
Poi ti porti Gruffalò alla fermata, o un bastoncino.
Quello arriva, apre le porte, tu non ti volti e sali. Dalla finestra ci fai ciaociao, poi ti attacchi forte al sedile davanti, come ti ha detto tuo padre.
Il mondo ha paura di te perchè sei molto fotte, ma me ne chiedi conferma, perchè non si sa mai.
"I 'lupo ha paua di me?"
"Certo, una paura matta."
"Bene."
Hai visto delle sirene nuotare tra gli ulivi.
Della scuola materna la cosa che preferisci è 'i biccotto.
Millanti di aver tirato un cassio alla maetta, ma io so che non è vero. E' vero invece che hai l'intimo desiderio di tirarglielo, e ciò un po' è buffo e un po' mi fa ricordare.
Perchè il salto c'è, e si vede tutto.
Perchè c'è un salto tra una tata che ha l'età di tua madre, e una maestra che ha l'età di tua nonna.
Perchè c'è un salto dall' essere un piccolo tra piccoli e il piccolo tra grandi.
Tra 4 occhi addosso o solo due.
Tra essere capito, preceduto, consolato, coccolato, quello che "dio quant'è dolce susi, noi ce lo spupazziamo proprio" e " è andato tutto bene signora, è stato molto bravo, certo ha il suo caratterino comunque è normale, tutto ok, ora mi scusi ma mi arriva il secondo turno, arrivederci eh. Ah la fototessera: mi raccomando, non facciamo che cominciate a scordarvi tutto."
Perchè quando hanno fatto il mazzo a quella tizia in ritardo pure noialtri a 30 anni suonati siamo andati un cicinin in regressione.
Perchè le tue maestre sono le nostre maestre, di 30 anni fa.
E sono spiccie, e magari anche dolci, ma sono ferme e non si lasciano dire no.
Perchè sono già nonne e di grembiulini ne hanno cresciuti parecchi.
Perchè ti ci vorrà un po' di tempo, ma le amerai.
Come quella mamma che è venuta a lasciare la sua bimba e le ha salutate come una donna fatta saluta una vecchia maestra: che si vedeva che era affezionata ma -diciamocelo- comunque ci è andata un po' schiscia.
11 settembre 2012
Il più è fatto.
Lui non lo vuole fare il lecca-lecca col pongo. Lui è un cassiatoe (=cacciatore).
Lui non vuole aprire le finestrelle della fattoria. Lui lezze 'a ppada nella ossia (=spada nella roccia).
Lui sa posizionare i chiodini colorati, uno per uno, meticoloso. E non dovete rubarglieli, sennò s'imbruttisce e s'incazza.
Perchè lui è un duro. Uno inflessibile. Non lo pieghi neanche a ammazzarlo, lui.
Lui non da confidenza, lui.
Lui ha la sua mamma, che volete voialtre?
Lui ha un misino e u 'topo sul grembiule, lui.
Lui è il più piccolo.
Piccolissimo, tra giganti.
Io mi struggo, ma lui -dice- lui è un duro.
Il più è fatto, siamo tornati a casa.
Vivi.
Ora devo solo ricordarmi dei fazzoletti, bicchierini, quaderno, tovaglioli, bustine, cambi e sarcaz alla seconda.
Lui non vuole aprire le finestrelle della fattoria. Lui lezze 'a ppada nella ossia (=spada nella roccia).
Lui sa posizionare i chiodini colorati, uno per uno, meticoloso. E non dovete rubarglieli, sennò s'imbruttisce e s'incazza.
Perchè lui è un duro. Uno inflessibile. Non lo pieghi neanche a ammazzarlo, lui.
Lui non da confidenza, lui.
Lui ha la sua mamma, che volete voialtre?
Lui ha un misino e u 'topo sul grembiule, lui.
Lui è il più piccolo.
Piccolissimo, tra giganti.
Io mi struggo, ma lui -dice- lui è un duro.
Il più è fatto, siamo tornati a casa.
Vivi.
Ora devo solo ricordarmi dei fazzoletti, bicchierini, quaderno, tovaglioli, bustine, cambi e sarcaz alla seconda.
10 settembre 2012
domani.
"Su, dai, la scuola materna è una bellissima cosa..."
"...sniff..."
"Bimbi nuovi, tanti giochi da scoprire, perchè piangi?"
"..."
"Poi dopo la scuola stiamo tutti insieme..."
"...nn...ooo..."
"Su, tesoro, coraggio..."
"...nn...ooo..."
"Io lo so che nonostante tutto tu ne sarai felice..."
"bbuuaaa..."
"...un giorno capirai...e domani sarà una bellissima giornata."
"..."
"Bè?"
"... il mio BAMBIIINOOOO...!!!"
"..."
"bbuuuuaaa..."
"...eddai, Su..."
"...sigh. Bassami il fazzoleddo...sniff..."
"...vabbè. Che intenzioni hai adesso?"
"Sniff-sniff. Mi struggo."
"Occhei. 'notte, Su."
"...sniff. 'nodde."
"...sniff..."
"Bimbi nuovi, tanti giochi da scoprire, perchè piangi?"
"..."
"Poi dopo la scuola stiamo tutti insieme..."
"...nn...ooo..."
"Su, tesoro, coraggio..."
"...nn...ooo..."
"Io lo so che nonostante tutto tu ne sarai felice..."
"bbuuaaa..."
"...un giorno capirai...e domani sarà una bellissima giornata."
"..."
"Bè?"
"... il mio BAMBIIINOOOO...!!!"
"..."
"bbuuuuaaa..."
"...eddai, Su..."
"...sigh. Bassami il fazzoleddo...sniff..."
"...vabbè. Che intenzioni hai adesso?"
"Sniff-sniff. Mi struggo."
"Occhei. 'notte, Su."
"...sniff. 'nodde."
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3 settembre 2012
Visto che il tempo è un po' lugubre.
Quando lui da piccolo andava con sua madre al cimitero c'era la tomba di un bambino e sopra aveva due colombelle di pietra.
Lui, che già allora aveva un discutibile e personalissimo senso della giustizia, ne prendeva una e la portava sulla tomba di un altro bimbo lì vicino, che era vuota.
La settimana dopo la trovava spostata, e via di nuovo.
"Scusa però le colombelle, cioè, poverino...erano del primo bimbo..."
"Ma l'altro non ne aveva neanche una."
"Ho capito, mica era colpa del primo però."
"Uno due e l'altro nessuna. Non è giusto scusa, una per uno."
"..."
Quando lei da piccola andava con sua madre al cimitero c'era la tomba di un vecchio senza fiori, e non aveva data nè fotografia. Si leggeva solo il nome: Giacomo. Quindi lei s'era fatta da sola l'idea che lui fosse vecchio, solo perchè così lo immaginava, il suo Signor Giacomo.
Lei, che già allora aveva un discutibile e personalissimo senso della filantropia, non aveva adottato un cagnolino, un micio, un'iguana del Borneo. No. Lei aveva adottato una tomba.
"E cosa facevi?"
"Gli portavo i fiori, no? Dal giardino di casa. E toglievo le foglioline morte in autunno dal ghiaietto. Poi facevo anche questa cosa imbarazzante di fare il giro dei cestini per cercare i fiori ancora freschi o le piante ancora vive che la gente buttava via."
"Cioè rovistavi nella spazzatura?"
"Una volta ho trovato delle mammole, qualcuno aveva buttato il vasetto intero, senza neanche controllare se fossero ancora vive. Mamma le ha trapiantate in giardino e sono rifiorite per un sacco di anni. La gente non ha senso dell'economia, te lo dico io."
E' da cose del genere che capisco che, nonostante tutto, siamo fatti l'uno per l'altra.
Lui, che già allora aveva un discutibile e personalissimo senso della giustizia, ne prendeva una e la portava sulla tomba di un altro bimbo lì vicino, che era vuota.
La settimana dopo la trovava spostata, e via di nuovo.
"Scusa però le colombelle, cioè, poverino...erano del primo bimbo..."
"Ma l'altro non ne aveva neanche una."
"Ho capito, mica era colpa del primo però."
"Uno due e l'altro nessuna. Non è giusto scusa, una per uno."
"..."
Quando lei da piccola andava con sua madre al cimitero c'era la tomba di un vecchio senza fiori, e non aveva data nè fotografia. Si leggeva solo il nome: Giacomo. Quindi lei s'era fatta da sola l'idea che lui fosse vecchio, solo perchè così lo immaginava, il suo Signor Giacomo.
Lei, che già allora aveva un discutibile e personalissimo senso della filantropia, non aveva adottato un cagnolino, un micio, un'iguana del Borneo. No. Lei aveva adottato una tomba.
"E cosa facevi?"
"Gli portavo i fiori, no? Dal giardino di casa. E toglievo le foglioline morte in autunno dal ghiaietto. Poi facevo anche questa cosa imbarazzante di fare il giro dei cestini per cercare i fiori ancora freschi o le piante ancora vive che la gente buttava via."
"Cioè rovistavi nella spazzatura?"
"Una volta ho trovato delle mammole, qualcuno aveva buttato il vasetto intero, senza neanche controllare se fossero ancora vive. Mamma le ha trapiantate in giardino e sono rifiorite per un sacco di anni. La gente non ha senso dell'economia, te lo dico io."
E' da cose del genere che capisco che, nonostante tutto, siamo fatti l'uno per l'altra.
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Papone
30 agosto 2012
Il paragone è idiota, lo so.
Magari hai tra le mani un romanzone di quelli alla Ken Follet, col
medioevo che nell'ultimo decennio furoreggia, e le lotte intestine, e i
vescovi corrotti, e il cavaliere complessato e crudele, e la lady
ridotta al lastrico, e il tagliapietre onesto e belloccio, e gli
eserciti che cozzano e quel pizzico di sesso sfrenato che ci sta sempre
bene e fa pure vendere.
E dici, trama avvincente. Ecco magari i cadaveri mozzati e le rappresaglie non fanno molto per te, ma comunque.
Bravo Ken, dico. Nel tuo genere e a modo tuo, bravo.
Milleventotto pagine -santagesualda- ci vuole fegato. Io mica l'avrei.
E' che -scusami- non posso proprio leggerti dopo Calvino.
Capiscimi.
30 pagine scarse.
Su un asindeto di 24 righe che mi stavano salendo i brividi.
Niente di personale, eh, ma capiscimi.
E dici, trama avvincente. Ecco magari i cadaveri mozzati e le rappresaglie non fanno molto per te, ma comunque.
Bravo Ken, dico. Nel tuo genere e a modo tuo, bravo.
Milleventotto pagine -santagesualda- ci vuole fegato. Io mica l'avrei.
E' che -scusami- non posso proprio leggerti dopo Calvino.
Capiscimi.
30 pagine scarse.
Su un asindeto di 24 righe che mi stavano salendo i brividi.
Niente di personale, eh, ma capiscimi.
24 agosto 2012
Il posto in cui tutti siamo stati.
Quello col bar e il freezer algida.
Maxicono finito. C'ho cucciolone,
calippo o coppa der nonno.
Allora, ragazzì? Calippo cola,
menta o limone?
Sedie bianche e tavolini, pesci
tropicali sulla tovaglia plastificata.
Quello col ristorante interno e la
frittura perenne.
Il vialetto insabbiato, l'oleandro
stitico e i moscerini accalcati al lampione.
Quello col nonno in canotta, la madre
in ciabatte e i bimbi di tutti, senza maglietta.
Quello coi bagni esterni: lavanderia e
docce da un lato, cessi dall'altro.
Per pomiciarci sentendosi grandi, e
qualcuno anche peggio.
Quello con la spiaggia libera accanto e
i mozziconi dei falò la mattina dopo.
Le meduse di giorno e le stelle la
notte.
Le carte e la briscola, la televisione.
Le unghie pittate e le spalle scottate.
Spaghetti alle vongole, calcetto e
zanzare.
Il posto in cui siamo stati un po'
tutti.
Perchè ci abbiamo fatto una tombola,
tagliato un'anguria, messo un rossetto.
Perchè ci abbiamo mangiato, perso alle
carte o qualcosa di più.
Perchè ci siamo andati ogni anno o
solo una volta.
Perchè non ci siamo andati mai ma
passando abbiamo visto, tornando in albergo.
Perchè ci siamo finiti per caso, solo
una sera, dai andiamo giù al mare, vediamo il tramonto.
Perchè la risacca fa pluf! e io
s”ono i siggnoe de'e onde”.
Perchè non ci sei mai stata ma ci sei finita ora e non sai bene come, con un vestitino rosa e tre capelli ritti sulla crapa, tra un polpo in pastella e una lampada
al neon.
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vacanze
23 agosto 2012
Gente che non c'ha una mazza da fare.
L'individuo che si è autocompiaciuto (sic!) di chiamare cicloni e anticicloni Scipione, Lucifero, Caronte e ora pure -gesù, che tristezza- Beatrice.
Mia figlia. Che mangia, dorme e scacazza tutto il dì.
Ma lei ha due mesi, santagesualda.
p.s.
Tenetevi forte, ho una notizia incredibile: in autunno PIOVE. D'inverno fa freddo o ADDIRITTURA nevica. E - so di stupirvi ma è giusto che io dica tutta la verità - ebbene sì: d'estate fa caldo.
Mia figlia. Che mangia, dorme e scacazza tutto il dì.
Ma lei ha due mesi, santagesualda.
p.s.
Tenetevi forte, ho una notizia incredibile: in autunno PIOVE. D'inverno fa freddo o ADDIRITTURA nevica. E - so di stupirvi ma è giusto che io dica tutta la verità - ebbene sì: d'estate fa caldo.
14 agosto 2012
E poi, piano piano.
Ti viene la tendinite, ad esempio.
Perchè l'aria condizionata al supermercato, perchè il venitlatore di tua madre puntato sulla schiena, perchè sei stata rigida e tesa per una settimana in attesa che tuo figlio non dico cessasse ma quantomeno limitasse il suo essere bambino capriccioso, manesco, aggressivo, maleducato, impertinente, fragile, insicuro, cocciuto, triste, diverso.
Diverso da sempre.
Da qualunque cosa sia mai stato prima.
Un giorno m'è capitato di piangere tipo 15 volte in una giornata.
Non lo riconoscevo più. Non lo contorallavo più.
Susibita non è una, ha tante Susibite dentro di sè: la tenace, la vigliacca, l'onesta a oltranza, la scassacazzi, l'insicura, la faccina di merda, la simpaticona, la oltremodo dolce, l'imbarazzante, l'imbarazzata.
Ma quella che ha prevalso di più negli ultimi 15 giorni è lei: la Paranoica.
Magù serial-killer, Magù squartatore di lucertole.
Magù lontano, lontano millemiglia da lei.
Poi sono intervenute Nonna Oroscopo, Zia Subli, Zio Buono e Papone è tornato a casa, finalmente.
Allora, piano piano.
Piano piano sono tornati i "gassie" "ccusa" (scusa), "haha" (ridere, ridere, ridere ancora, ora la guerra più paura non fa...), "mammapapà", "pottiamo anche nina peffavoe?".
Poi, piano piano, sono arrivati gli amici con regali da pirati.
Un bicchiere di bianco e fritto di mare, una pizza sotto il portico, bandierine colorate nel vento.
Un pomeriggio in pronto soccorso, ok. Sono una sfigata. Ma poi facciamo una festa texmex qui da noi? Magù, tieni il cappello.
Mi fa un po' male scrivere, per via del tendine.
Ma poi, piano piano. Poi passa.
Ah, e dimenticavo: c'è Nina che sorride.
Perchè l'aria condizionata al supermercato, perchè il venitlatore di tua madre puntato sulla schiena, perchè sei stata rigida e tesa per una settimana in attesa che tuo figlio non dico cessasse ma quantomeno limitasse il suo essere bambino capriccioso, manesco, aggressivo, maleducato, impertinente, fragile, insicuro, cocciuto, triste, diverso.
Diverso da sempre.
Da qualunque cosa sia mai stato prima.
Un giorno m'è capitato di piangere tipo 15 volte in una giornata.
Non lo riconoscevo più. Non lo contorallavo più.
Susibita non è una, ha tante Susibite dentro di sè: la tenace, la vigliacca, l'onesta a oltranza, la scassacazzi, l'insicura, la faccina di merda, la simpaticona, la oltremodo dolce, l'imbarazzante, l'imbarazzata.
Ma quella che ha prevalso di più negli ultimi 15 giorni è lei: la Paranoica.
Magù serial-killer, Magù squartatore di lucertole.
Magù lontano, lontano millemiglia da lei.
Poi sono intervenute Nonna Oroscopo, Zia Subli, Zio Buono e Papone è tornato a casa, finalmente.
Allora, piano piano.
Piano piano sono tornati i "gassie" "ccusa" (scusa), "haha" (ridere, ridere, ridere ancora, ora la guerra più paura non fa...), "mammapapà", "pottiamo anche nina peffavoe?".
Poi, piano piano, sono arrivati gli amici con regali da pirati.
Un bicchiere di bianco e fritto di mare, una pizza sotto il portico, bandierine colorate nel vento.
Un pomeriggio in pronto soccorso, ok. Sono una sfigata. Ma poi facciamo una festa texmex qui da noi? Magù, tieni il cappello.
Mi fa un po' male scrivere, per via del tendine.
Ma poi, piano piano. Poi passa.
Ah, e dimenticavo: c'è Nina che sorride.
3 agosto 2012
Picola mama.
Irina sa cucire,
spazzare i terrazzi, portare i cani a cuccia, sa mettere le mani in
terra, pulire e annaffiare l'orto.
Irina sa anche,
all'occorrenza, tagliare la legna con nonna Oroscopo, trasportare
oggetti ingombranti e di dubbia utilità sempre di nonna Oroscopo,
spostare le ballette di fieno e procurarci uova fresche dalle sue
galline ogni settimana, guidando l'Ape.
Irina sa stirare e
tenere compagnia a Bisnonna Profondo Nord e siccome i suoi figli son
lontani, allora parla sempre di loro, perchè sembrino un po' più
vicini.
Irina è
orgogliosa perchè hanno studiato, sono sposati e le hanno dato dei
nipoti, e quando è nata la prima lei non aveva l'acqua in casa e a
forza di portare secchi pesanti dal pozzo le si è rotta la “rete
della pancia”.
“La rete,
Irina?”
“Sì, la mia
rete: io ho una rete e rete a un certo punto -TRAC!- allora dottori
operato me.”
“Capisco.”
Irina praticamente
non tace mai.
“Lallalà, lallallàà...”
“Che fai te? Canti?”
“Hem sì, per rilassarla un po'.”
“Tu dai vizio, dopo tu cantare sempre
per lei.”
“Ma è solo ora, per farla
addormentare...”
“Aaah, piccola mamma, grande
vizio! Sempre così.”
“...”
“Che vuole? Perchè lei frigna?”
“Boh, non so. Probabilmente ora è un
po' stufa di stare lì: la porto a fare un giretto.”
“Tu dai vizio, piccola mamma.
Dopo tu sempre portare in giro lei.”
“Ma scusa, tu ci staresti inchiodata
sempre dentro sta culla senza vedere il mondo?”
“Piccola mamma, grande vizio.”
“Aridaje con sta piccola mamma,
oh.”
“Vedrai te poi.”
“Tiè.”
“Tu senti? Lei piange! Lei fame!! Tu
dai tetta!”
“Manca ancora un pochino, la
distraggo un'attimo così tiene più di 3 ore.”
“Tu non dare tetta lei?? Tu pazza???”
“Ma sì, Irina, certo che le do da
mangiare, la tiro solo un pochino più in là.”
“Se bimba chiede ogni mezza ora, tu
dai ogni mezza ora piccola mamma, lei fame!”
“No scusa, fammi capire: se canto una
canzoncina o faccio un giretto la travio a vita e se invece la
allatto ogni 30 minuti no? Poi non succede che la devo allattare
sempre?”
“Eehh, che vuoi fare te...vita di
mamma grandi sacrifici, sai?”
“...”
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2 agosto 2012
Una buona e una cattiva.
“Ho una notizia splendida e una un
po' meno.”
“Vai, spara la prima.”
“Ti ricordi quella coppia di amici di
mia madre, giovani con tre bimbe una più bellina dell'altra, loro
tanto carini e simpatici, così affiatati?”
“Sì, certo.”
“Bè, sono passati di qui a trovarla:
stanno facendo un giro, in vacanza.”
“Ah bello, e come stanno le bimbe?”
“Non so, loro non c'erano, stavano a
casa dai nonni. Loro due sono arrivati in moto. In moto,
capisci? Sono in vacanza in moto, lei con vestitino, capelli sciolti
e stivali rider. Capisci? C'è speranza per tutti, c'è luce in
fondo al tunnel: la loro prima vacanza da soli è una vacanza in
moto-vestitino-stivale rider, non so se mi spiego.”
“Ottimo. E la cattiva?”
“E' che è la loro prima vacanza da
soli-moto-vestitino-stivale rider.”
“??”
“Da 12 anni.”
p.s. per onestà intellettuale devo pure confessare che i due soggetti in causa hanno poi specificato che nei 12 anni precedenti hanno comunque fatto vacanze indimenticabili in campeggio, canoa, bed and breakfast e chi più ne ha più ne metta, ma tutti e cinque.
E' solo che 12 anni -gente- fa sempre un po' impressione, ecco.
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26 luglio 2012
Quello che mi aspetto.
Mi aspetto che certi momenti passino, e non voglio tracce.
Mi aspetto bei ricordi soltanto.
Mi aspetto di avere sempre la forza.
Mi aspetto di fare un corso di ballo, da sola o con qualcuno.
Mi aspetto di fare la cosa giusta.
Mi aspetto di avere ancora il profumo delle redini, del cuoio, tra le dita.
Mi aspetto un paio di giorni in campeggio, tra i boschi.
Mi aspetto che tu torni.
Mi aspetto di sbagliare.
Mi aspetto di sapermi perdonare.
Mi aspetto di essere leggera. Ridere a crepapelle come quel giorno, a tavola, per una battuta idiota: è stato bello.
Mi aspetto un pomeriggio al mare, anzi no una giornata, già dal mattino. Coi bimbi e la pineta.
Mi aspetto di finire il libro tra pochi giorni, penso un paio.
Mi aspetto di continuare a lavorare, ma senza paura, coem se fossi una persona forte.
Mi aspetto di saper tagliare ciò che non ingrana, che asfissia e basta: con le piante si dice potare. Mi aspetto di potare qua e là qualcosa, ecco.
Mi aspetto una cena sotto la pergola, a casa nostra.
Mi aspetto che mi baci quando scendi dal treno, ciao, sono così contento di essere arrivato.
Mi aspetto il palio dei rioni, in paese in culo ai lombrichi e voi ragazzi che tirate la corda, e noi che urliamo a squarciagola.
Non mi aspetto troppo.
Mi aspetto che non si voti prima del 2013.
Mi aspetto di non sapere chi votare.
Mi aspetto che cambino le cose, ma poi ci credo poco.
Forse mi aspetto un po' troppo.
Mi aspetto bei ricordi soltanto.
Mi aspetto di avere sempre la forza.
Mi aspetto di fare un corso di ballo, da sola o con qualcuno.
Mi aspetto di fare la cosa giusta.
Mi aspetto di avere ancora il profumo delle redini, del cuoio, tra le dita.
Mi aspetto un paio di giorni in campeggio, tra i boschi.
Mi aspetto che tu torni.
Mi aspetto di sbagliare.
Mi aspetto di sapermi perdonare.
Mi aspetto di essere leggera. Ridere a crepapelle come quel giorno, a tavola, per una battuta idiota: è stato bello.
Mi aspetto un pomeriggio al mare, anzi no una giornata, già dal mattino. Coi bimbi e la pineta.
Mi aspetto di finire il libro tra pochi giorni, penso un paio.
Mi aspetto di continuare a lavorare, ma senza paura, coem se fossi una persona forte.
Mi aspetto di saper tagliare ciò che non ingrana, che asfissia e basta: con le piante si dice potare. Mi aspetto di potare qua e là qualcosa, ecco.
Mi aspetto una cena sotto la pergola, a casa nostra.
Mi aspetto che mi baci quando scendi dal treno, ciao, sono così contento di essere arrivato.
Mi aspetto il palio dei rioni, in paese in culo ai lombrichi e voi ragazzi che tirate la corda, e noi che urliamo a squarciagola.
Non mi aspetto troppo.
Mi aspetto che non si voti prima del 2013.
Mi aspetto di non sapere chi votare.
Mi aspetto che cambino le cose, ma poi ci credo poco.
Forse mi aspetto un po' troppo.
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19 luglio 2012
Una vera stronza.
Una non si può dire sia cattiva, alternando giornate/notti paradisiache (mangio-dormo-rimangio-ridormo) a giornate/notti frignolente, costellate da micro-riposini, micro-poppate, micro-risvegli, macro-urlate per micro-mal di pancini.
L'altra approfitta delle prime riallanciando la camicia e lanciando la pupa al volo dentro il cestino di vimini per andare a fare altro e sclera per le seconde, ricoprendo la medesima pupa d'insulti di vario genere (che palle/ ho sonno -cazzo- ho sonno. Lo vuoi capire??/ che esagerata: sei un po' una piattola come tua nonna, è solo una colichina./ io un tempo dormivo, pesavo 47 kg e avevo un primogenito buono, felice e non squilibrato. Poi sei arrivata tu./ Credo di amarti ma non so, non sono sicura, se tu non ci fossi starei di merda ma in realtà non ti conosco e quindi non mi fido/ Ho bisogno di te, ho bisogno di te ma non so chi sei e soprattutto mi stai un po' sul culo quando non dormi. Ma perchè non dormi??/ Io adesso come lo gestisco tuo fratello, me lo dici? Eh? me lo spieghi?/ Ah certo, tu non hai colpe, quelle ce le ho solo io vero? sono le 3 di notte ma tu non hai colpe, vero?, ma io non cedo, sappilo, non ti porto nel lettone, tu devi imparare che ti piaccia oppure no. Io non mollo mai, hai capito?/ Hai appena mangiato, ma cos'altro vuoi da me? io non ce la faccio più.).
Io sono una vera stronza, lo so.
Una vera stronza.
Cosa mi metto a fare figli se poi alla prima difficoltà ( no vabbè seconda, no terza, insomma non è che dorme sempre sta qua, e io senza sonno divento un'altra, una belva, penso e dico cose immonde, oscene, non so che mi piglia) non riesco ad arrendermi alla pazienza?
Però giuro che la amo più di me stessa.
Non mi credete, lo so.
Pensate sia solo una stronza e che non la meriti.
Probabilmente avete ragione.
Eppure la amo.
Morirei senza.
L'altra approfitta delle prime riallanciando la camicia e lanciando la pupa al volo dentro il cestino di vimini per andare a fare altro e sclera per le seconde, ricoprendo la medesima pupa d'insulti di vario genere (che palle/ ho sonno -cazzo- ho sonno. Lo vuoi capire??/ che esagerata: sei un po' una piattola come tua nonna, è solo una colichina./ io un tempo dormivo, pesavo 47 kg e avevo un primogenito buono, felice e non squilibrato. Poi sei arrivata tu./ Credo di amarti ma non so, non sono sicura, se tu non ci fossi starei di merda ma in realtà non ti conosco e quindi non mi fido/ Ho bisogno di te, ho bisogno di te ma non so chi sei e soprattutto mi stai un po' sul culo quando non dormi. Ma perchè non dormi??/ Io adesso come lo gestisco tuo fratello, me lo dici? Eh? me lo spieghi?/ Ah certo, tu non hai colpe, quelle ce le ho solo io vero? sono le 3 di notte ma tu non hai colpe, vero?, ma io non cedo, sappilo, non ti porto nel lettone, tu devi imparare che ti piaccia oppure no. Io non mollo mai, hai capito?/ Hai appena mangiato, ma cos'altro vuoi da me? io non ce la faccio più.).
Io sono una vera stronza, lo so.
Una vera stronza.
Cosa mi metto a fare figli se poi alla prima difficoltà ( no vabbè seconda, no terza, insomma non è che dorme sempre sta qua, e io senza sonno divento un'altra, una belva, penso e dico cose immonde, oscene, non so che mi piglia) non riesco ad arrendermi alla pazienza?
Però giuro che la amo più di me stessa.
Non mi credete, lo so.
Pensate sia solo una stronza e che non la meriti.
Probabilmente avete ragione.
Eppure la amo.
Morirei senza.
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14 luglio 2012
Oroscopo.
"I nati di questo segno hanno una spiccata aspirazione alla libertà e ciò potrebbe far sì che vivano la prima fase della genitorialità, allorchè il bambino mostra assoluta dipendenza e necessità di cure assidue, una certa insofferenza, talora una spiccata tendenza al rifiuto del proprio ruolo di genitore. I nati del vostro segno saranno genitori fantastici semmai nella seconda parte dell'infanzia dei figli: l'innata creatività, la natura fanciullesca del vostro carattere vi consentiranno di essere dei genitori partecipi, creativi e divertenti per il vostro bambino. Avrete insomma difficoltà a rinunciare alla vostra indipendenza soprattutto nel primo anno di vita dei vostri figli. Abbiate pazienza, siete comunque degli ottimi genitori, solo un po' nevrotici agli inizi."
L'ha detto pure l'oroscopo.
Ma è stato ottimista.
"Una certa insofferenza" non è precisamente come definirei il mio stato d'animo di ieri notte.
"Fai sta minchia di nanna" un po' di più, ecco.
* io ho trovato questo :
Questo è un libro della buonanotte per genitori che vivono nel mondo quello vero, quello dove qualche gattino che fa le fusa e delle rime zuccherose non sempre bastano perché i nostri “adorabili” cuccioli partano beati e a vele spiegate verso la Terra dei Sogni. Pieni di sincerità e affetto, conditi da qualche espressione forte che viene dal cuore, i versi di Adam Mansbach celebrano quei milioni di eroi solitari e misconosciuti che per molte, moltissime (e lunghissime) notti hanno dovuto misurarsi con una nanna che tardava a venire, con una stanchezza tremenda e con un’irritazione crescente. Queste indimenticabili pagine non solo cantano un lato della vita familiare troppo spesso taciuto, ma hanno un effetto liberatorio e terapeutico per tutti quei (milioni di) genitori che – prima o poi – hanno finito per dare i numeri e si sono sentiti dei vermi. Questo libro trasforma le loro frustrazioni e i loro sensi di colpa in materia per un bel po’ di risate. Divertente, sovversivo, bellissimo, altamente scompisciante: un libro* per i genitori di ieri, di oggi e di domani.
Già solo per questo, me lo compro.
L'ha detto pure l'oroscopo.
Ma è stato ottimista.
"Una certa insofferenza" non è precisamente come definirei il mio stato d'animo di ieri notte.
"Fai sta minchia di nanna" un po' di più, ecco.
* io ho trovato questo :
Questo è un libro della buonanotte per genitori che vivono nel mondo quello vero, quello dove qualche gattino che fa le fusa e delle rime zuccherose non sempre bastano perché i nostri “adorabili” cuccioli partano beati e a vele spiegate verso la Terra dei Sogni. Pieni di sincerità e affetto, conditi da qualche espressione forte che viene dal cuore, i versi di Adam Mansbach celebrano quei milioni di eroi solitari e misconosciuti che per molte, moltissime (e lunghissime) notti hanno dovuto misurarsi con una nanna che tardava a venire, con una stanchezza tremenda e con un’irritazione crescente. Queste indimenticabili pagine non solo cantano un lato della vita familiare troppo spesso taciuto, ma hanno un effetto liberatorio e terapeutico per tutti quei (milioni di) genitori che – prima o poi – hanno finito per dare i numeri e si sono sentiti dei vermi. Questo libro trasforma le loro frustrazioni e i loro sensi di colpa in materia per un bel po’ di risate. Divertente, sovversivo, bellissimo, altamente scompisciante: un libro* per i genitori di ieri, di oggi e di domani.
Già solo per questo, me lo compro.
5 luglio 2012
Se lo dice lui.
"Dov'è che hai salvato il file?"
"Solito posto."
"Ma sta piangendo? Ah no, dorme. Hai chiamato la tizia?"
"No, riesci a fare tu?"
"Sì, giusto. Chiamare la tizia. Modificare il file. Salire. Tetta. Ce la possiamo fare."
"Certo."
"Tu dici? Secondo me rischiamo che ci viene la depressione post partum a tutti e due."
"Non dire idiozie, Susi. A noi mica ci viene: non c'abbiamo il tempo."
"Ah già. Ok. Allora salgo. Ciao, ti amo."
"Ok. Anch'io, ciao."
Avete assistito a: perchè il lavoro ci salverà dalla depressione post partum.
"Solito posto."
"Ma sta piangendo? Ah no, dorme. Hai chiamato la tizia?"
"No, riesci a fare tu?"
"Sì, giusto. Chiamare la tizia. Modificare il file. Salire. Tetta. Ce la possiamo fare."
"Certo."
"Tu dici? Secondo me rischiamo che ci viene la depressione post partum a tutti e due."
"Non dire idiozie, Susi. A noi mica ci viene: non c'abbiamo il tempo."
"Ah già. Ok. Allora salgo. Ciao, ti amo."
"Ok. Anch'io, ciao."
Avete assistito a: perchè il lavoro ci salverà dalla depressione post partum.
2 luglio 2012
Beati voi.
La prima volta che li addormenti tutti e due da sola.
Hai il sospetto che sarebbe giusto tu pensassi: "Che belli. Sono miei, li ho fatti io, guarda qua che popò di roba."
E non: "Merda. No ma davvero mò devo fare 'sta pantomima tutte le sere?"
Perchè Susibita è fatta così: arriva sempre un po' in ritardo sulle cose. Tipo che stasera, a 10 giorni dal parto, ha realizzato in pieno il pantanaio in cui s'è cacciata.
Perchè Susibita è fatta così: lei pensa sempre in positivo. Proprio.
Perchè Susibita è fatta così: rimpiange sempre quello che pensa di non avere. Poi si tira mazzate sulle balle perchè si sente un'ingrata verso quello che invece ha, che è tanto tantissimo. Verso la vita, la sua sfacciata fortuna, verso le scelte che si è potuta permettere di prendere o non prendere.
Voi non avete mai ripensamenti?
Voi non avete mai dubbi sull'idoneità della vostra condotta?
A voi -dico- non vi tange mai il sospetto di esservi disegnati addosso qualcosa per cui forse non è che siete poi così azzeccati?
A voi non vi girano mai le balle per le cose che avreste potuto fare? dico - fermo restando quelle che avete fatto e che sono fichissime e non le cambiereste SUL SERIO - non sognate comunque anche altre cose, passi più in là? cose che non c'azzeccano una mazza con quello che state facendo in quel momento della vostra vita ma che vi affascinano impunemente?
Ma voi - ditemi un po'- siete sempre veramente soddisfatti?
Voi non pensate mai di aver fatto un passo più lungo della gamba?
Di aver lasciato andare dei treni? di averne magari preso qualcuno di troppo o troppo in fretta?
A voi non vi prendono i brividi quando realizzate di essere dentro una cosa tanto più grande di voi che temete di perderne il controllo?
A voi non vi girano un po' i maroni quando siete ipercerebrali e vi fate un sacco di seghe mentali invece che viverla-godervela-e-stop? Non vi prendereste mai a pesanti fracassate sui denti?
Voi quando pensate ai vostri coetanei senza figli non li invidiate davvero neanche un po'?
Voi non pensate mai che mentre voi cantate whiskey il ragnetto che va sulla montagna a degli under 2 - in quello stesso preciso istante- loro stanno bevendo una birra ghiacciata all'aperto e gettano la testa indietro ridendo con un sacco di persone interessanti intorno ai 30?
A voi, questa cosa, non vi fa neanche un pochino male?
E non importa se la birra non la stanno bevendo davvero, che realisticamente al lunedì sera ci sta che pure loro siano stramazzati sul divano a fare zapping, già stanchi e già stufi, a farsi domande non dissimili dalle vostre.
Perchè non conta la realtà, conta solo quello che fa un po' male.
Voi non vi sentite parecchio -ma davvero parecchio- stronze e insulse a pensare cose così dopo che oggi pomeriggio siete state Giglio Tigrato e un Peter Pan di 1 m scarso vi ha portate in salvo grazie al suo ppadino mazico (leggi anche: 1 matita gialla con punta ricoperta da didò rosa fluo)?
Voi siete di quelli che prenditi le tue responsabilità, hai voluto la bicicletta? senza concedersi, nè concedere, un attimo solo, un piccolo istante, di sogno e paura?
Beati voi.
Post liberamente ispirato da questo qui della Matrigna.
Hai il sospetto che sarebbe giusto tu pensassi: "Che belli. Sono miei, li ho fatti io, guarda qua che popò di roba."
E non: "Merda. No ma davvero mò devo fare 'sta pantomima tutte le sere?"
Perchè Susibita è fatta così: arriva sempre un po' in ritardo sulle cose. Tipo che stasera, a 10 giorni dal parto, ha realizzato in pieno il pantanaio in cui s'è cacciata.
Perchè Susibita è fatta così: lei pensa sempre in positivo. Proprio.
Perchè Susibita è fatta così: rimpiange sempre quello che pensa di non avere. Poi si tira mazzate sulle balle perchè si sente un'ingrata verso quello che invece ha, che è tanto tantissimo. Verso la vita, la sua sfacciata fortuna, verso le scelte che si è potuta permettere di prendere o non prendere.
Voi non avete mai ripensamenti?
Voi non avete mai dubbi sull'idoneità della vostra condotta?
A voi -dico- non vi tange mai il sospetto di esservi disegnati addosso qualcosa per cui forse non è che siete poi così azzeccati?
A voi non vi girano mai le balle per le cose che avreste potuto fare? dico - fermo restando quelle che avete fatto e che sono fichissime e non le cambiereste SUL SERIO - non sognate comunque anche altre cose, passi più in là? cose che non c'azzeccano una mazza con quello che state facendo in quel momento della vostra vita ma che vi affascinano impunemente?
Ma voi - ditemi un po'- siete sempre veramente soddisfatti?
Voi non pensate mai di aver fatto un passo più lungo della gamba?
Di aver lasciato andare dei treni? di averne magari preso qualcuno di troppo o troppo in fretta?
A voi non vi prendono i brividi quando realizzate di essere dentro una cosa tanto più grande di voi che temete di perderne il controllo?
A voi non vi girano un po' i maroni quando siete ipercerebrali e vi fate un sacco di seghe mentali invece che viverla-godervela-e-stop? Non vi prendereste mai a pesanti fracassate sui denti?
Voi quando pensate ai vostri coetanei senza figli non li invidiate davvero neanche un po'?
Voi non pensate mai che mentre voi cantate whiskey il ragnetto che va sulla montagna a degli under 2 - in quello stesso preciso istante- loro stanno bevendo una birra ghiacciata all'aperto e gettano la testa indietro ridendo con un sacco di persone interessanti intorno ai 30?
A voi, questa cosa, non vi fa neanche un pochino male?
E non importa se la birra non la stanno bevendo davvero, che realisticamente al lunedì sera ci sta che pure loro siano stramazzati sul divano a fare zapping, già stanchi e già stufi, a farsi domande non dissimili dalle vostre.
Perchè non conta la realtà, conta solo quello che fa un po' male.
Voi non vi sentite parecchio -ma davvero parecchio- stronze e insulse a pensare cose così dopo che oggi pomeriggio siete state Giglio Tigrato e un Peter Pan di 1 m scarso vi ha portate in salvo grazie al suo ppadino mazico (leggi anche: 1 matita gialla con punta ricoperta da didò rosa fluo)?
Voi siete di quelli che prenditi le tue responsabilità, hai voluto la bicicletta? senza concedersi, nè concedere, un attimo solo, un piccolo istante, di sogno e paura?
Beati voi.
Post liberamente ispirato da questo qui della Matrigna.
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