25 marzo 2011

Dare e avere

Certi pensieri sopraggiungono spontanei quando decidi di fare pausa pranzo in giardino e c'è il sole alto, Magù che ruzzola nell'erba, la luce intensa della primavera e tu ti stai controllando la ricrescita dei peli sulle gambe.

Magù è ormai un biondino di quasi 15 mesi che vira al ricciolo, occhi grigi e ciglia lunghissime.
Il suo roseo sorriso gengivale è initerrotto, eccetto che per un molare, primo ingombrante esemplare della futura colonia dentaria.
A Magù piace leccare il gelato, ballare la lambada ("...e bere pinacolada".Tiè: beccatevi 'sta dotta citazione...chi la sa?), offrire il panino a Mr Googhi e poi all'ultimo tirarlo via (sì, lo so, è bastardo dentro), imboccare la mamma, impennare sul dondolo, mangiare il kebab, Susibita e Papone che si baciano ridendo.
15+9 mesi fa ha vinto una coppia di genitori giovani, belli, modesti e adeguatamente cazzari.

Susibita è mamma da quasi 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 3 e mezzo nel cervello.
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, e purtroppo anche le tette.

Papone è papone da 15 mesi, ha 31 anni nel corpo e 4 nel cervello (perchè è più vecchio di un po' di mesi).
Ha perso il sonno, la vita facile, parecchi soldi in Clenil per aerosol o pannozzi taglia 8-12 kg, ma non le tette (o lmeno non le sue).

Insieme, 15+9 mesi fa, hanno vinto un Magù che è paro-paro come se l'erano immaginato: giovane, bello, modesto e adeguatamente cazzaro.
Niente, solo per dire che a me la primavera ispira a fare un po' di bilanci.

21 marzo 2011

Tirami-sù.

"Dai ma che ti frega, per una volta!"
"Sì per l'amor del cielo che c'hai 'na faccia che grida vendetta agli dei e agli uomini, almeno stacchi un attimo."

Lei entra e si siede.
Si guarda riflessa nello specchio gigante, il viso un po' pallido, tutta occhi.
Inclina la testa chiedendosi perchè, starò mica covando ancora qualcosa.
(Toh: pigliati un pezzo di arrosto in più, che pari una lucertola vestita
- direbbe Nonna Oroscopo).
"Ciao tessssòòòrro, oggi ho 10 minuti in più: ce la fai a farmi uno shining?"
"Il solito per favore, domani arriva mio figlio con la nuora. Secondo te la tinta regge ancora o rinfreschiamo?"
"Scusa ma guarda che ti sei messa la vestina al contrario..."
Lei si riaggiusta la vestina proteggi-coso, scusa eh, ma è che non ci vengo spesso da 'ste parti. Sì, bhè, si evince dalla mia chioma a torsolo di ananas, lo avrai notato. Come? Ah sì, grazie.
Lei s'immerge goduriosa in una rivista di Gossip palesemente compiaciuta.
"Ti piace? Laccato opaco super gloss rouge superbe, solo 35 €."
"Stu-pen-do. Dddio quanto lo vorrei anch'io...ma ho le mani brutte, sai com'è, e proprio non mi ci sta."
Lei apprende che la tizia che fa la Prova del Cuoco ha buttato fuori di casa il marito fedrifago. Hum, interessante.
"Taglio corto? Scalato? La frangetta come? Spagnola? Parigina? Jamaicana?"
"No, bhè. Li sto facendo crescere, solo un'aggiustatina."
"Li stai facendo crescere e sei venuta a tagliarti i capelli?"
"Sono una donna dalle mille contraddizioni, che vuoi che ti dica, fa parte del mio fascino."
"..."
"Jamaicana andrà benissimo, grazie."
"Poi mi sono iscritta in palestra così butto giù un po' di culo. Mammamia quanto mi piace questa di LadyGaga, alza un po' dai..."
Lei apprende che la tizia lo ha pizzicato con un'altra. Indignazione.
"Bhè, ora direi proprio che ci siamo. Scusa ma posso chiederti quanti anni hai? Perchè sembri una ragazzina. Davvero hai un bambino?"
"...a quel punto io l'ho mollato lì insieme a quei 4 sfigati dei suoi amici e me ne sono andata. Merito di meglio, io.
Lo so, e basta."
"Ho chiesto il part-time e non me lo danno, brutti stronzi. E mi hanno pure chiesto se quest'anno ho intenzione di sposarmi, hanno paura che rimanga incinta, quei luridi."
"Si vedono quelli bianchi?? Cioè no, volevo dire, la ricrescita. Si nota, la ricrescita?"
Lei si alza e paga il conto, impreca davanti allo scontrino e ricorda a sè stessa la ragione per la quale non ci va mai.
Intanto le girano i maroni e non riesce a fare a meno di fare il conto di quanta spesa avrebbe potuto fare con la stessa somma. Pure il pesce mi ci stava, vaccabestia.
Il conto di quanto le è costato questo giro sulla Giostra delle Donne.


[Aggiornamento tecnico: siamo usciti dalla fase total-nude: il Magù ex-sdentato ha messo su il suo primo dentino.
Un molare.
...
Ah, e se n'è accorta Zia Subly, per la cronaca. Che io e il papone ancora stavamo là a domandarci il perchè di quel febbrone stranamente improvviso l'altra notte...].










15 marzo 2011

Sui figli dei tuoi figli

"E' la prima volta che lo fai? Tranquilla, è una scemata. Poi è solo per una settimana: alla fine sarai un drago."
"Ma io, dottoressa...è sicura? Se per caso sbaglio qualcosa quella poi la sente lei, lo sa com'è fatta..."
"Mi sta dicendo che è intimorita da sua nonna? Quella dolce vecchina 87enne che sforna frittelle di castagne e offre sempre caffè con la panna?"
"Ma chi? Io??? Naaa."


"Batuffoli di cotone ok, disinfettante ok..."
"Susà."
"...siringa ok, è pure piccola, 'na passeggiata, me lo sento".
"Susà."
"Ci siamo, ho tutto. Sono pronta. Non ho nessuna intenzione di ascoltarti, ho detto che sono pronta, le punture le devi fare e io non guardo in faccia nessuno."
"Susà. Ti raccomando Susà."
"Non mi metterai in soggezione. Non le vedo neanche le corna che fai sopra il tavolo, guarda. Ci passo proprio oltre. Silenzio che mi deconcentri."
"Susà. A me gli occhi Susà. Ti leggo nell'anima Susà..."
"Na-na-na non ti sento...na-na-na...stringo la ciccetta, così."
"...e ricadrà sulle generazioni tue, dei tuoi figli, dei figli dei tuoi figli...Susà ascoltami quando ti parlo...oh."
"Fatto."
"....."
"Susà?"
"Eh, nonna. Che c'è."
"Tieni le manine da fata, Susà."

14 marzo 2011

"Quella brutta brutta mamma cattiva che ti porta sempre via. Brutta mamma, brutta!"
"Amorinodellanonna vieni qui, che quasi non mi riconoscevi più, con tutto il tempo che sei stato via..."
"Senti ma se ne facessi tipo un altro paio noi non ci sentiremmo così, ne avremmo sempre uno a turno e basta problemi. Facile, no?"
"Quand'è che ripartite? Quand'è che questiduedisgraziati ti riportano via, creaturadorata?"
"Vedi? Se invece rimanevi qui te lo andavo a prendere io all'asilo e te lo tenevo pure al pomeriggio, tu potevi lavorare tranquilla e non avresti quella faccia verde come un mocho slavato."
"Ehhh, come si stava bene qua! Ma chi ve lo ha fatto fare di andarvene laggiù lo sapete solo voi."
"Ho saputo che laggiù ci sono casi di ebola, malaria, mancanza cronica di lavoro, pericolo di terremoti, valanghe, invasioni di cavallette. Sei sicura che state bene? Non avete cambiato idea?"

Avete assistito a: "Quella brutta brutta mamma cattiva."
Starring: Papone's Family.
Guest star: Susibita.
E con la partecipazione straordinaria del piccolo Magù Amoredenonnaedezzia.

Io li adoro.
E' che sono vittime della SPAM (Sindorme da Prolungata Astinenza da Magù).
Dura circa le prime 48 h, poi smettono.

8 marzo 2011

Puffosamente Proust.

Io sarei anche un po' stufa della rava-e-la-fava sulla donna multitasking e funambola, del noi-sappiamo-fare-più-cose-contemporaneamente e questo dovrebbe renderci speciali.
Francamente mi farebbero comodo un po' meno acrobazie e un po' più di risorse e possibilità.
(Comunque Allegria! e tanti auguri a tutte, eh.)

In ogni caso io e Sorella Subly, da personcine sensibili quali siamo, riflettevamo anche sull'iniquo e triste destino di parecchi mazzetti di puffose mimose.
"Puffoso" è l'aggettivo che, nella nostra infanzia, andava ad indicare tutto ciò che era morbido, spumosamente gonfio. Puffoso, per l'appunto.
E questo piccolo aggettivo mi ha subitaneamente indotto il classico effetto Proustiano della Madaleine.

Tre bambine su un tombino, strette come un paio di collant antitrombo.
Susibita, piccoletta e stordita, Subly Sorella(Caporal)Maggiore e Amichetta, un caschetto di capelli castani con un'insana passione per il melodramma e la cardiochirurgia.

"DLIN-DLON. Piano terzo. Cos'abbiamo detto che c'era al terzo?"
"La biblioteca? Sì, mi pare la biblioteca. Allora sentitemi bene: io ero Creamy e facevo la bibliotecaria, però nel tempo libero guidavo anche una carovana in transumanza verso ovest. In questo caso indossavo un vestito puffoso, di quelli con la gonna che gira, ma solo per le feste della domenica, perchè di solito avevo le ghette e il mio cavallo era Black Stallion."
"Secondo me avevamo detto che era la sala operatoria. Facciamo che io ero Kelly, la sorella figona e un po' porca di OcchidiGatto. Facevo il cardiochirurgo che operava a cuore aperto e un mio paziente moriva, così io entravo in cirsi e mi strappavo i capelli."
"Io ho fame. Andiamo a chiedeve* la mevenda a mamma?"
"Susi, hai appena finito di mangiare, adesso devi aspettare! Allora hai scelto tu chi eri?"
"Voi mi trovavate così, in lacrime, disperata per la tragedia professionale che ormai aveva mandato in crisi l'intera mia esistenza..."
"Io evo Ellospank.*"
"Però voi mi dicevate che non era morto sul serio, faceva solo finta. In reltà era un mio amico in incognito che mi aveva fatto uno scherzo e voleva sposarmi."
"Susi non puoi essere Spank. Lui è un cane, noi eravamo ragazze, invece. Tutt'al più potevi essere Stilly, quella un po' scialba con lo specchio magico che non si fila nessuno. Dai, quella che non si capisce a cosa serva: non sa cantare, non è sfigata in amore come CandyCandy, non è una ladra di quadri in lycra attillata, nè una martire votata all'autolesionismo come SaraLovelySara e -perdinci- non ha manco l'attenutante della carrozzela come Klara. "
"No, Stilly no. Manco se mi pvendete a mazzate."
"Va bene, allora tu eri Spank. Facciamo che al quarto c'era la clinica veterinaria?"

Siccome di riffe o di raffe m'è venuto fuori 'sto post tutto al femminile, dedico la mia personale madelaine quotidiana a tutte le bimbe che con me hanno giocato pensando che bimbe lo sarebbero rimaste per sempre.
Che non hanno fatto in tempo a spegnere bimbumbam ed era arrivato il momento di farsi la ceretta.
Che in un giorno qualunque, inconsapevoli, hanno giocato a bambole per l'ultima volta.
Che hanno giusto fatto in tempo a smettere di dire pampulupimpulupalimpampù che stavano già fissando le chiappe di Guido di Terza C.
Che sono passate da Uan a MTV solo girando l'angolo.
Alla bimba che è rimasta e a quella che una notte, completamente al di fuori di ogni umana comprensione, ha deglutito di fronte a un robino da nonnulla che prendeva il suo primo respiro senza di lei.

Ma soprattutto dedico questo post a quella gran culattacchiona di Stilly che inspiegabilmente, nello stupito interrogarsi del pubblico, ha avuto successo e, m'informa Wikipedia, annoverato ben 2 remake (???): brava ragazza, è così che si fa.





* tra le sue numerose virtù, Susibita ha pure annoverato una biascicante evve moscia fino alle soglie dell'adolescenza. Messaggio d'incoraggimento per i genitori di bambini con difettucci di pronuncia: coltivate speranza, con tutta la santa calma.

5 marzo 2011

Arturazzo non ce la può fare.

Uno viene da un piccolo giardino di quartiere, col suo bell'albero di cachi, il pratino recintato e le tortorelle sui balconi.
L'altro è figlio della macchia, coi suoi rovi contorti, il bosco scuro e cinghiali incazzati dietro l'angolo.
Uno sgranocchia languido e svogliato RoyalCats Exclusive Premier da 35 € al kg.
L'altro mangia topi morti, sevizia cavallette e occasionalmente -sospetto- altri gatti.
Uno ha il pelo lucido e setoso che, spazzolato, ricorda vagamente il cappello di Davy Crockett, o la parucca di Platinette.
L'altro è un energumeno maculato, una specie d'inquietante incrocio genetico tra un felino e un Uruk di Sauron.
Uno si è appena traferito sulla collina dei Conigli, a ridosso del campo-base dell'energumeno. Nelle belle giornate ama oziare sul sentierino di casa, placidamente e incautamente ritenendolo un proprio diritto.
Il suo nome è Arturazzo.
L'altro è il ras della Collina, il boss della malavita felina che ne anima il sottobosco.
E'arrogante, spavaldo e spietato. Detesta i bravi gattini di quartiere.
Il suo nome è Pubblic Enemy.

E' la terza volta che me lo manda a casa sgarrupato, stavolta con la zampina claudicante e la coscia spelacchiata.
Io adoro gli anmali, capisco le dinamiche etologiche di dominio del territorio eccetera.
Però quando mi toccano l'Arturino m'incazzo subito di brutto, che vi devo dire?
A me Pubblic Enemy comincia a starmi un po' sul culo.

3 marzo 2011

Just wanna have fun (girls)

Ha passato l'aspirapolvere con Cindy Lauper a palla.
Alla fine c'aveva l'ascella pezzata ed era tutta sudata per i troppi saltelli.
Su skype, ha ammorbato la sorella con filosofici excursus sulla di lei passata personalità "Ricordi com'ero prima...a me è solo sembrato di girare l'angolo e invece zac!
Mi sono decisamente persa qualcosa.
Sento come un bisogno di ritrovare me stessa, come di una crescita interiore, un andare oltre quella che sono oggi...superare i miei stessi limiti, evolvermi...".
Sempre su skype con l'amica A. :"...devo rinnovare il parco intimo e abbandonare definitivamente sia la la fase Winnie the Pooh (pre-nano) che quella Sora Lella (post-nano), c'ho lo stenditoio che è imbarazzante."


E' che -capite?- lavora da casa.
Nein colleghen.
Lafora tutto il zorno.
Da zola.
Nein scampi umani zopra i 75 zentimetri, zolo fita kon Nano Makù.
Nein Papone, emikrato lontano ta pikola trizte Zuzibita.

E' che c' ho la vita sociale di un suricate addormentato, cazzarola.

Secondo voi tutto ciò - francamente - è preoccupante?

1 marzo 2011

C'è questo vento cui non sono stata abituata mai.
Un vento che è tutto di questa terra che non è ancora mia, e soffia forte, e forte grida, e mi scuote i capelli davanti alla faccia e sugli occhi ancora, mentre cammino rannicchiata dentro la giacca.
Come lo schiaffo del mare qui sulle colline, mi sembra.
Abbatte le canne che spazzano la strada, frusta gli ulivi su-su vicino al sentiero.
Rotola via, veloce, un sacchetto di plastica.
Rami e foglie e burattini impazziti di vento.
S'infila nei portoni dei palazzi scrostati di fronte alla farmacia, scuote quella veneziana là in alto, hanno dimenticato di affrancarla.
Solleva la gonna e svela le calze spesse color carne, un po' bigie, della vecchietta in pantofole e cappotto.
Truc-flof-via, s'è preso il cappello del signore davanti alla posta.
Strappa i cartelloni inccollati tra le crepe e i capperi dei muri, anche gli annunci mortuari.
Furio Furini (Il Grillo), anni 95.
C'è scritto proprio così: detto il Grillo.
E' tanto forte, questo vento, da portarsi via pure un vecchio grillo.

24 febbraio 2011

Bella di babbo.

Atrio del nido, primo pomeriggio.

"Vieni, Chiarina, vieni...guarda chi t'è venuto a prendere..."
Chiarina trotterella fiduciosa.
"Ciao amorino, bella di babbo..."
Chiarina s'arresta.
-3, -2,-1...
"Buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!Nooooo!!! Noooooooonnnnnnnnaaaaaaaa!!!"
Il padre, rivolto a me: "Ma che ci vengo a fà qua, io?".
"...uhm...hem...l'autista?"

21 febbraio 2011

Effetti collaterali

"Allora? come va?"
"Eh, che vuoi...manco a dirlo: febbre, nausea, mal di pancia, tosse e altre delizie. C'ho i solchi del passaggio stanza-bagno, bagno-stanza, ti dico solo questo."
"Il dottore che dice?"
"Che è un classico, alla terza settimana di nido"
"MMm. Ma lui come sta?"
"Benone. Mò piglio un'aspirina e vado a prenderlo alle 13..."

Così è: Magù va, s'appiccica le peggio schifezze, torna a casa, esterna qualche passeggero segno d'insofferenza nei giorni successivi, nel frattempo a sua volta generosamente m'appiccica per benino.
Io... che dire?
'Na roccia, praticamente.
Mi nutro di pastina in brodo e limonata.
Lascio aperta la porta del bagno per non avere ostacoli nel mezzo.
Stramazzo e attendo i monatti.

Papone è al nord.
Nonna Oroscopo colpita e affondata pure lei.
Sorella Subli con nipotino Tichitichi tengonsi saggiamente a distanza.
Ne resterà solo uno: lui.
Il perfido untore mangiabanane.

20 febbraio 2011

Ivo è tra noi

"Quanto avevamo detto? 70 x 70? O più larga che profonda?"
" Meno male che la terra è morbida, altrimenti...quanta argilla."
"Già, sembra creta da modellare. Ci potresti fare un vaso, eh?"
"??"
"Massì, dai...ti compro uno di quei cosi che girano e puoi fare il vaso..."
"Ah, sì. Giusto. Poi quando di notte non mi riesce di prender sonno mi metto una tua vecchia camicia e comincio a far su un bel vaso, dopo un po' arrivi tu figo come non mai e poi disfiamo il vaso e poi zic-zac."
"Bello, eh??"
"Già. Proprio un peccato che un sicario del tuo migliore amico ti debba fare fuori il giorno dopo."
"....
Mmm.
...
Macheccefrega a noi del vaso, poi?
Mica stiamo nel Neolitico. Ce lo compriamo e bon."

E fu così che in un pomeriggio di fine inverno fu piantato Ivo l'Ulivo.
Nel nostro piccolo, delizioso giardinetto.

11 febbraio 2011

Me, Myshelf and I

Una casa non è casa senza i miei libri.
Cucina e libreria: ecco cosa fa casa.
Poi posso pure dormire su una brandina.


Così pensava Lei.
Lei non-ordina i suoi libri negli scaffali, tirandoli fuori così come sono dagli scatoloni, con amore distribuendoli casualmente uno in fila all'altro, fitti e densi su-su per le mensole che scalano il muro.
Tutt'al più lascia che i suoi preferiti restino ad altezza occhio, per vederli ogni volta che ci passa davanti e sorridere.

Lei ama l'idea che siano i suoi libri a stupirla, con le loro dimore casuali dopo ogni trasloco.
Toh! eccoti, Bàrnabo.
Ivanhoe e Rebecca tra Buzzati e Il Manuale Del Buon Fotografo.
Fico.
Oh, Heathcliff, tu il tuo bavero rialzato, il tuo capello fluente e spettinato dal vento, tu che fai il figo su-su per le tempestose cime e ci lasci qui, a me e a Catherine, ad aspettarti ancorae ancora e ancora .
Lei desidera che ogni scaffale sia memoria, testimonianza.
Una foto sgualcita, la scena tra Bezuchov e Helène. Lo rimpiangerà per il resto del libro, poraccio.
Natale 2005. A Susi, tanti auguri, la tua mamma.
Un fiore secco tra pag. 260 e 261.
Lei ama pensare che ai libri piaccia cambiare posto e vicino: che Dante s'innamori della Karenina, che la Deledda si spanci per Herriot, che Hugo vada a spasso coi Coniglietti Suicidi e Shakespeare legga VivereBiologico.
Che Jane Austen, Baricco, la Cantarella e Harry Potter si facciano un pokerino con Bradbury.
Che la Christie faccia paura a Dickens, Dickens commuova Vitali, Vitali irriti Baudelaire, Budelaire annoi Marquez, Marquez pianga su Calvino, Calvino ritrovi Omero.
Che la Mazzantini declami i PromessiPaperi.
Che Omero sfogli Itinerari d'Italia, Itinerari d'Italia stia addosso a Severgnini, Severgnini ammicchi a Coe, Coe traduca Guareschi, Guareschi bruci il Castiglioni-Mariotti.
Che Zola covi segreta e insana passione per la selezione dei Reader's Digest di mia nonna.

Lei avrà una libreria così: improvvisata, disomogenea, intima.
E invece no, cari miei. No.
No perchè lei non vive da sola: Lei vive con Lui.

Lui sa che i libri sono identificabili e sono categorizzabili.
Hanno titoli, case editrici, etichette e -haimè- collane.
Lui ha elementi sufficienti per farne un database e costruirci delle query.
Per allinearli, ordinarli, raddrizzarli, migrarli militarmente di scaffale in scaffale.

Visto?! Adesso sì che è in ordine.
Ma come NOOOOOOOOOO.
Non ti piace? C'ho messo 2 ore, eh.

Senti Susi, adesso non esagerare.
Non ti farà piacere saperlo perchè ne sei totalmente priva ma ogni vera opera d'arte ha dietro di sè razionalità, ordine, ferrea logica ingegneristica.
Come credi che Michelangelo abbia fatto al Sistina, eh?? Mischiando tutto a casaccio?


... In che senso "pazzo megalomane"?

2 febbraio 2011

"Pronto parlo con la mamma del piccolo dolce Magù?"
"Sì sono io, mi dica"
"E' l'asilo nido Il Simpatico Formicaio, si ricorda? Ci aveva contattato tempo fa per un eventule inserimento del Piccolo Dolce"
"Parli, o mia incantevole Musa, sono tutta orecchi"
"Due nani vengono trasferiti nella classe dei più grandi: si sono liberati due posti"
"Siamo lì tra un quarto d'ora, il tempo di levargli il moccolo dal naso."
"Ma no, che dice? L'aspettiamo mercoledì per un ultimo colloquio, poi vediamo per l'inserimento."

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"Dunque per la modica cifra di 400 e rotte cucuzze al mese lo teniamo dalle 7.30 alle 13.30"
"Che gran botta, grazie. Pensa ci sarà mai la possibilità di usufruire di un qualche sconto?"
"Dipende. Lei ha una grave malattia invalidante?"
"No" . (tiè)
"Il suo compagno sta scontando una pena detentiva in carcere?"
"No"
"I vostri genitori sono ancora in vita? E - se sì - vivono a meno di 600 km di distanza dalla sua abitazione?"
"Sì (tiè). Sì."
"Assumete d'abitudine sostanze stupefacenti in casa?"
"Mmm...mi lasci pensare...no, non d'abitudine."
"Reati gravi a suo carico?"
"Nulla."
"Provi a presentare l'Isee al suo comune, ma non si faccia illusioni."

Susibita sta per entrare nella sua nuova fase part-time: Magù part-time, lavoro part-time (+ notti e week-end vari ed eventuali).
Ce la farà?
Non ce la farà?
Si accettano scommesse.

31 gennaio 2011

365 giorni e qualche ora fa.

“Sicura? tutto ok?”
“Certo, ho tutto sotto controllo. Passami quella roba rotonda vah, la palla gigante, ecco. “
“Meglio?”
“Oioioi, u-iai-iai…porcapaletta…toglimi sta palla dai piedi, dai…puff-puff, pant-pant. La corda, ecco. Mi appendo alla corda”
“Mmm, Susi…sei sicura? Non mi sembra una buona idea.”
“Adesso salta fuori che mi vorresti anche dire come devo fare? Non ti sembra un po’ tardi? E poi una donna sa certe cose per istinto, trova la sua naturale posizione da sola…aahi, uuuhhi, oohhi…oh-no-no-no.…Ma chi è quell’imbecille che ha messo di mezzo sta corda??”
“…”
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.AAAAHHHHH.
“Che è? Che è stato? Hai sentito anche tu? E’ quella accanto vero? E’ quella della stanza accanto???”
“Mmm, nooo…non mi pare…forse solo un’infermiera che è scivolata su una buccia di banana…”
“Oddiodiodio, nonono… non ti sembra la stiano scuoiando??…io no eh…! Andiamo via, forse sono ancora in tempo...”
“Susi, non agitarti, ricordi cosa ti dicevano al corso? Ognuna fa a sé: quindi niente panico.”
“No, certo.

… FATEMI SCENDERE! FATEMI SCENDEREEEE!!”
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“Ok, cominciamo a giocare seriamente signora: mi raccomando stia calma, va tuuuuutto bene”
“GGGHH…EEE…MMMMB…taglià! taglià!taglià!!!”
“Come scusi? Non capisco…”
“Hem, credo stia chiedendo un cesareo d’urgenza…”
“Di già? Ma cara, ma non ci sono i presupposti, non possiamo: lei è perfettamente in grado di partorire questo bambino naturalmente.”
“’...????...
TAGLIA’! ‘TAGLIA’! ‘TAGLIA’!”
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AAAAHHH. Uuèèèèèèèè….

“Puuff…pant…Che è? Pupuff….E’ quella accanto, vero? Ha finito, pantpant… quella stronza ha finito…”
“Suvvia cara, non dica così. Manca poco anche a lei, sa? Dai-dai, un’oretta ancora e ce la caviamo.”
“Quanto? QUANTOOO???? …….
……..
TAGLIA’!TAGLIA’!TAGLIA’!”

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“Se solo lei non si agitasse in questo modo…coraggio…cerchi di stare calma…”
“Nn cc pssa!!! Mtmatco!!!”
“Scusi?”
“Hem, sostiene che non ci passa, che la cosa è…hem…matematica.”
“Aahh, cara la mia signora! Ci passa eccome, glielo assicuro…hehe..ci passa, ci passa...”
“Mavaffnclo.”
“Come scusi?”

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“Spinga! spinga adesso che ci siamo!”
“AAAAFFFFF!!!!!!!!!!!!!PPPPPPPFFFFFFFFFFFFFFFF!!!”
“…eee…eccolooo!!!”
“Oh Susi, lui è…oh Susi…”
“…”
“Molto bene, signora…tutto ok? Come sta? Signora, risponda qualcosa. Signoraa???”

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Freddo. Tanto freddo.
E tu? Perché mi guardi così? Cos’hai lì in braccio?
Ah. Ecco cosa.
Uh. Caldino.
Io non sento nulla a parte sto freddo cane, chissà se è normale.

Ciao. Io sono Susi.
Posso svenire, adesso?
Posso?

E questo è quanto.
La sola scritta SALA PARTO mi causa tuttora tic nevrotici condizionati.
Alla parola fratellino o sorellina comincio ad avvertire un fastidioso prurito, mi riempio di bollicine e gli occhi roteano in direzioni opposte.
Non c’è paragone tra la notte di un anno fa e quest’ultima in cui ti ho messo a letto nel tuo pigiamino, hai preso sonno quasi subito e noi ci siamo guardati Zoolander svaccati sul divano.
Ma c’è questa cosa, sai, che non so definire.
Come una dolcezza struggente, come sentirsi più nudi che mai.
Deboli, di fronte a te.
Esposti enormemente a una cosa tanto più grande.
Come il terrore ed il coraggio, ma presi insieme.
Come tutti gli amori, tutti insieme.
E insieme moltiplicati tra loro: una, dieci, cento volte.

Non mi passerà mai, lo so.

26 gennaio 2011

Piccolo, bianco e solo

Se ne sta lì, in mezzo a tutto quel mare rosa.
Neanche sa cosa ci sta a fare.
Però ogni giorno si fa meno timido e guarda un po' più in su.
Dicono sia carinissimo, ma ancora non l'ho visto.

Mi fa sorridere, lui, in tutto il caos di questi giorni: io che non sto dietro al lavoro, dimentico gli appuntamenti, mi risollevo al volo, ho finito i pannolini, gli esami della nonna da ritirare, non mi funziona il bancomat, sono stanca, tanto stanca, alla radio dicono "bunga bunga" e in tv parlano di donne.
Ma che ne sanno loro, mi dico io.
Di cos'è una donna. Cosa significa.

Mi fa sorridere mentre scrollo la testa che tengo tra le mani, una cosa così piccola e intatta come un dentino.
Il primo dentino di Tichitichi, il mio nipotino: domenica lo vedo e lo voglio sentire, quel piccolo spigolo bianco che se ne sta tutto solo là in mezzo al nulla, senza paura.
Sotto le dita, lo voglio sentire.
Per sorridere e baciare Tichitichi che cresce, nonostante i tg, e i governi, e l'Italia intera.

n.b. vogliamo sorvolare sul fatto che Tichitichi ha 4 mesi meno di Magù e che quest'ultimo è ancora perfettamente sdentato a quasi 1 anno?
Figlio mio, non è che ti voglio mettere fretta, eh...intendiamoci.
Certo non mi guasterebbe chiudere la fase minipimer ma ti capisco, he, figurati...son poi i tuoi denti.
Vedi un po' tu, insomma.

18 gennaio 2011

Religiosa postatio (seconda)

Non paga di essersi fatta una certa nomea nel di lei paesello, Susibita ha pensato bene di esportare il modello anche alla Collina dei Conigli.
Così, giusto per non dare nell'occhio.

DRRRIIIN.

"Oh buongiorno, come sta?"
"Eh, che vuole? Si va avanti. Senta, sa a proposito di quel discorso, l'altra volta...ha presente? "
"Hem, vagamente, sì. Scusi un secondo solo eh...ARTURAZZO!!!"
"Siccome mi è sembrata una persona proprio a modino..."
"...Ti ho visto, piccolo lurido sciamannato!! Se ti piglio ti strappo i peli uno per uno, con la pinzetta."
"Sì, hem...a modino, dicevo...bhè è stata gentile a fermarsi a parlare qualche minuto con noi, sa di solito la gente di questi tempi non è come lei, tutti così di fretta, con modi bruschi...non è piacevole. Tutti presi dai loro impegni..."
"Sì, bhè...certo, capisco...non che io sia precisamente libera come una fringuella...
Mi piacerebbe stare qui con lei ad approfondire i diversi punti di vista: Dio, Non-Dio, la degenerazione climatica, le cavallette, la cucina thai...Ma è che ho un sacco da fare, davvero. Lei mica s'intende di cucina thai, per caso ?"
"No, in effetti no. Comunque non volevo distrubarla, lo vedo bene che è presa, ma siccome passavo di qui mi è venuta in mente lei e ho pensato di portarle questo...
"Oh massenti...ccheccarino! Non doveeeeva...cos'è? Una scatola di cioccolatini? torroncini morbidi? A me piacciono anche dopo le feste, eh...mica mi formalizzo...
Ah. No. Ecco. Uno dei vostri libricini un po' inquietanti..."
"Ehssì, vede? Ho visto il titolo e ho subito pensato a lei..."
"Hum, vediamo...
ATEI: INCOMBE LA NUOVA CROCIATA.
... Ah, hem...ecco...che dire? grrrazie..."
"He, he, prego-prego, s'immagini. Un pensierino - così - giusto perchè mi è proprio venuta in mente lei..."

Un pensierino.
Che dolce...

13 gennaio 2011

I have a nightmare

Casa di Susibita, anno 2020.

"Mamma ma chi è quel vecchietto lampadato e un po' nano che si vede sempre in tv?"
"E' il nostro Presidente del Consiglio, amore."
"E che cosa fa?"
"I cazzi suoi, tesoro mio. Si fa i cazzi suoi."





[Nononotiprego...]

10 gennaio 2011

Succede che un giorno apri un blog.
Ti sembra una cosa carina.
La tua famiglia, i tuoi amici, così spesso lontani.
Non stai neanche tanto a pensarci su.
Lo apri perché è comodo, molto comodo.
Perché è utile, molto utile.
Perché sei incinta e tutti fanno le stesse domande, gli stessi commenti, danno le stesse risposte.
Perché hai un luogo solo, unico, in cui dire “non ditemi”.
Non ditemi non sei eccitatissima?, ho paura e me la faccio sotto.
Non ditemi non fa male, non vi credo.
Non ditemi è una cosa fantastica, non vi capisco.
Non ditemi brava!, non è, qui, una questione di merito.
Non ditemi era ora, fatevi un po’ i cazzi vostri.
Non ditemi ahh goditela adesso che poi dopo…, mi girano le balle.
Non ditegli per lei non esisterai più, siete tristi.
Non ditemi non sarà più come prima, è, semplicemente, banale.

Eccheccazzo, erano tutti pesantissimi.
Io volevo solo essere un po’ leggera.

Lo apri perché hai un luogo in cui aspettare.
Sono un po’ lenta, e, qui dentro, ho imparato ad aspettarmi.
Poi ogni tanto c'è della gente che passa, da queste parti.
Una cosa misteriossima, che non mi spiego mai del tutto.
E un giorno una di loro – che ne so - magari ti scrive.
E scopri che non è un’entità extraterrestre non meglio definita ma anzi ha una città, un lavoro, un accento, un nome.
E quello che tu leggi sul suo blog non ha la tua voce, ma la sua.
Non il tuo accento, ma il suo.
E capisci che c’è una persona - o magari più di una? - che vive a centinaia di km da te e che, seduto a una scrivania, di mattina in ufficio o alla sera in salotto, legge proprio di te.
Esattamente come fai tu.
Non hai idea di che colore abbia i capelli, ma sai se suo marito s’è alzato incazzato quella mattina.
Non sai come si chiami, ma conosci il nome dei pupazzi dei suoi figli.
Non conosci la sua età, ma le sue paure sì.
Non sai se creda in Dio, ma cosa la fa ridere ogni giorno.
Allora io mi dico: che cosa strana e buffa, eh?
E bella, mi pare.

5 gennaio 2011

Il suo volto ha una maschera...tiiigre (tiger man!)

"Solitario nella notte va..."
"Gha-ga..hehe"
"Scusa..."
"...il suo volto ha una maschera...Tììgrre..."
"Ghhwwui!! Hhihi..."
"Scusami, io...finito...da basso...mi senti?"
"TIGER MAN! Tììgrre...TIGER MAN!"
"Bwua-bwua-bwua gha-gha!!"
"Mi sente? SCUSA...?!"

"...è l'Uomo Tigre che batte con furoreee, combatte solo la malvagitààà---ààaaAAAAhhh!!! Porcapalettaimpestata Kamil!! Cazzarola a momenti ci rimango secca, scusa, eh..."
"Mi spiace spaventare, io provato chiamare ma te concentrata su canzone di Uomo Pantera.."
"Uomo Tigre, Kamil, Tigre.
C'ho avuto 'sta infatuazione fino all'età di 10 anni,non sono cose che sidimenticano in fretta... è una ferita ancora aperta, possiamo non parlarne?"


Devo smetterla di fare i revival anni '80 a Magù quando c'ho gente per casa che finisce il cartongesso.
Mon dieu, e c'ho pure un orzaiolo nell'occhio...quelle peuvre fille ...(ma che sfigata...).

4 gennaio 2011

Lei ha parlato con Susibita del non riconoscersi guardandosi allo specchio, di lavoro, di tagli di capelli e hennè, di "assomigli a Amelie Pulaine", di figli, di animazione 3D, di amici lontani, di vaccinazioni pertosse e caffè d'orzo.
Loro hanno preparato la besciamelle e per la prima volta nella vita di Susibita non ci sono stati grumi in pentola nè si è bruciato alcunchè.
Loro hanno stanziato sul tappeto davanti a MTV, hanno preso il cane e sono uscite nel bosco, vinto diverse immeritatissime lauree a trivial.
Susibita, che solitamente è un po' gelosa perchè la vede poco e vorrebbe tenersela tutta per sè, ha accettato di dividerla col Magù e ha permesso che fosse lui, per una volta, a starle appiccicato, tirale i riccioli neri e farla ridere con quei suoi denti grandi, bianchi.
Si è messa un po' in disparte e, fingendo di lavare i piatti, li ha guardati farsi pernacchie, darsi bacini, giocare ad Avatar sull'i-phone e far volare il guanto a forma di farfalla che lei gli ha reglato per Natale.
Lei ha dormito sul divano che si apre a una piazza e mezza, mangiato verdure di ogni tipo, ascoltato discorsi sui nani, poi sui nani, infine ancora sui nani.
Poi ha preso un aereo che l'ha riportata di nuovo in Spagna, lasciando la casa di Susibita con parecchi avanzi vegetariani in frigo, i soliti panni dimenticati (stavolta 2 magliettine arancioni, ma si è ripresa le calze rosse e ha riportato a Susibita quelle sue color arcobaleno e un anno persino un paio di mutandine di hello kitty), e una discreta quantità di nostalgia canaglia.

Lei, la migliore amica di sempre, è arrivata allegra come un tappo di spumante che salta.
Allora, per non pensarci e non perdersi d'animo, Susibita s'è messa in borsa il guanto farfalloso, Rosa La Mariposa.
C'ha giocato mezz'ora col Magù prima di entrare dal dottore.